Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per fare il project manager scegli il codice ATECO 70.20.09, apri Partita IVA da libero professionista, versi i contributi INPS Gestione Separata (26,07%) e valuti tra regime forfettario e ordinario secondo ricavi e costi.
- Codice ATECO 70.20.09: consulenza imprenditoriale e gestionale n.c.a.; compatibile con attività di project management trasversali.
- Previdenza: iscrizione alla Gestione Separata INPS; aliquota 2026 pari al 26,07% per professionisti non assicurati altrove.
- Fisco: forfettario (imposta sostitutiva 5% start-up poi 15%, coefficiente 78%) oppure ordinario IRPEF 23%-33%-43% con deduzione costi reali.
Codice ATECO 70.20.09 per Project Manager: cosa copre e perché sceglierlo
Il codice ATECO 70.20.09 identifica la consulenza imprenditoriale e la consulenza gestionale non classificata altrove. In pratica copre analisi, pianificazione, controllo e coordinamento di progetti.
Questa voce è coerente con il ruolo del project manager freelance. Svolgi attività organizzative, di programmazione, di risk management e di monitoraggio KPI, senza vincoli di settore.
La classificazione ATECO è definita da ISTAT (ATECO 2007). L’inquadramento incide su studi e indici statistici fiscali (ISA) e, in regime forfettario, sul coefficiente di redditività.
Impatto sul regime forfettario
Con il 70.20.09 rientri nel gruppo “professioni”. Qui il coefficiente di redditività è 78%. Significa che il reddito imponibile si calcola sul 78% dei ricavi annui.
Il resto (22%) rappresenta costi forfettari riconosciuti a prescindere dalle spese effettive. La base imponibile si riduce anche dei contributi INPS pagati nell’anno.
Fonte normativa testuale: Legge 190/2014, commi 54-89, consultabile su Normattiva.
Come aprire la Partita IVA da project manager: passi operativi e norme
1) Scegli la forma: libero professionista
Apri come libero professionista senza albo. Non serve iscrizione al Registro Imprese. Non serve INAIL per attività intellettuale senza rischio manuale.
Se operi come impresa (es. agenzia strutturata con dipendenti), valuti ditta individuale. In tal caso usi ComUnica e ti iscrivi anche in Camera di Commercio.
2) Compila e invia il modello AA9/12
Il modello AA9/12 attiva la Partita IVA per persone fisiche. Puoi inviarlo online, allo sportello o tramite intermediario abilitato.
Indichi: codice ATECO 70.20.09, domicilio fiscale, regime fiscale scelto, data inizio attività, opzione per VIES se lavori con clienti UE.
Riferimenti: Agenzia delle Entrate, modello AA9/12; obbligo di dichiarazione inizio attività ai sensi dell’articolo 35 del DPR 633/1972.
3) Inquadramento previdenziale: Gestione Separata INPS
Il project manager freelance senza albo si iscrive alla Gestione Separata INPS. Paghi contributi in percentuale sul reddito professionale.
Aliquota 2026: 26,07% per professionisti non pensionati e non assicurati altrove. Le aliquote sono fissate da circolari INPS annuali.
Fonti: Legge 335/1995 istitutiva della Gestione Separata; circolare INPS aliquote Gestione Separata 2026.
4) Fatturazione elettronica e imposta di bollo
La fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio è obbligatoria anche per i forfettari. La norma quadro è il D.Lgs. 127/2015 e i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.
Sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro applichi marca da bollo da 2 euro. Se la fattura è elettronica, il bollo si paga in modo virtuale con versamenti periodici.
Riferimenti: DPR 642/1972 per l’imposta di bollo; provvedimenti Agenzia delle Entrate su e-bollo e scadenze trimestrali.
5) Clienti UE, extra-UE e VIES
Se fatturi servizi a soggetti passivi UE, iscriviti al VIES. Indichi la non imponibilità IVA per servizi generici B2B con regola del luogo del committente.
Per clienti extra-UE, applichi la stessa regola generale. La disciplina deriva dalla direttiva IVA e dagli articoli 7-ter e seguenti del DPR 633/1972.
Fonti: Direttiva 2006/112/CE; DPR 633/1972; Agenzia delle Entrate su operazioni intracomunitarie.
Regimi fiscali a confronto: scegliere bene tra forfettario e ordinario
Regime forfettario: come funziona
Il regime forfettario è un regime semplificato. Applichi un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali e IVA.
Aliquote: 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up”. Poi 15%. Il coefficiente di redditività per le professioni è 78%.
Requisiti principali: ricavi/compensi entro 85.000 euro annui; nessuna partecipazione di controllo in società con attività riconducibile. Decadenza immediata se superi 100.000 euro nell’anno.
Fonti: Legge 190/2014, come modificata dalle leggi di bilancio successive (ad esempio Legge 197/2022 per soglia 85.000 e regola oltre 100.000). Consultabili su Normattiva e sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
Regime ordinario: quando conviene
Nel regime ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni. Applichi le aliquote vigenti 2026: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro.
Deduzioni e detrazioni riducono l’imposta. Deduci i costi effettivi inerenti all’attività. Per i professionisti vale il principio di cassa: contano gli incassi e i pagamenti.
Fonti: TUIR DPR 917/1986 (articolo 54 per i redditi di lavoro autonomo). Aliquote IRPEF secondo normativa di bilancio vigente 2026 e comunicazioni MEF – Dipartimento delle Finanze.
Ritenute d’acconto e committenti
Nel forfettario non applichi e non subisci ritenute se inserisci la specifica annotazione in fattura. La base è l’articolo 1, comma 67, Legge 190/2014.
Nell’ordinario i clienti sostituti d’imposta trattengono la ritenuta d’acconto del 20%. La regola è nell’articolo 25 del DPR 600/1973.
Contributi INPS e deducibilità
In entrambi i regimi i contributi previdenziali riducono l’imponibile. Nel forfettario li sottrai dal reddito forfettario. Nell’ordinario li deduci dal reddito complessivo.
La deducibilità è prevista dal TUIR e dalle norme del regime forfettario. Verifica sempre in dichiarazione i versamenti effettuati con F24.
Regola decisionale rapida
Se prevedi ricavi entro 85.000 euro e hai pochi costi, il forfettario di solito conviene. Paghi il 5% nei primi 5 anni, poi 15%.
Se prevedi costi elevati (software, collaboratori, viaggi), l’ordinario può convenire. Deduci tutto ciò che è inerente e riduci l’IRPEF.
Se lavori quasi solo con aziende italiane che applicano ritenute, l’ordinario è gestibile. Se vuoi evitare ritenute, il forfettario è più lineare.
Se operi spesso con clienti UE, entrambi i regimi funzionano. Ti serve il VIES in ogni caso.
Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci dal forfettario con effetto immediato. Allora serve il passaggio all’ordinario e l’IVA da quel momento.
Contributi INPS Gestione Separata 2026: calcolo, versamenti e tutele
Aliquote e base imponibile
L’aliquota 2026 è 26,07% per professionisti non pensionati e non assicurati altrove. La base è il reddito professionale.
Nel forfettario il reddito è ricavi x 78% meno contributi. Nell’ordinario è differenza incassi – costi secondo principio di cassa.
Le aliquote sono comunicate ogni anno dall’INPS con apposita circolare. La Gestione Separata include tutele minime come maternità e malattia.
Minimale contributivo e accredito
Non esistono contributi fissi minimi. Versi solo in base al reddito.
Per accreditare l’intero anno di contributi serve raggiungere un minimale di reddito. Se versi su importi inferiori, accrediti mesi proporzionali.
Il minimale utile è comunicato ogni anno dall’INPS. Verifica la soglia nella circolare contributiva 2026.
Scadenze e F24
I contributi si pagano con F24 alle stesse scadenze delle imposte: saldo e primo acconto a giugno/luglio, secondo acconto a novembre.
Se devi acconti, li versi in due rate. I codici tributo e le modalità sono indicati dall’Agenzia delle Entrate e dall’INPS.
Conserva le ricevute F24. Servono per la deducibilità e per eventuali controlli.
Obblighi contabili, IVA e adempimenti ricorrenti
IVA e forfettario
Nel forfettario non addebiti IVA e non detrai IVA sugli acquisti. Indichi in fattura la norma di esenzione.
Restano l’obbligo di fattura elettronica e l’imposta di bollo quando dovuta. Non presenti liquidazioni IVA periodiche.
Fonte: Legge 190/2014; Agenzia delle Entrate – guida al regime forfettario.
IVA e ordinario
Nell’ordinario addebiti l’IVA e detrai l’IVA sugli acquisti inerenti. Effettui liquidazioni periodiche e versamenti.
Invii le comunicazioni periodiche e la dichiarazione annuale IVA. Applichi le regole del DPR 633/1972 e dei provvedimenti attuativi.
Imposta di bollo su fatture elettroniche
Per le fatture senza IVA superiori a 77,47 euro applichi 2 euro di bollo. L’addebiti al cliente e versi trimestralmente.
La disciplina è nel DPR 642/1972 e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
PEC e domicilio digitale
Attiva e mantieni una PEC. È il tuo domicilio digitale per le comunicazioni ufficiali.
Riferimento: Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e disposizioni sul domicilio digitale dei professionisti.
Errori comuni e come evitarli
Scegliere un ATECO incongruente
Un ATECO errato può alterare il coefficiente forfettario, gli ISA e le richieste dell’Agenzia. Usa 70.20.09 se fai project management e consulenza gestionale.
Ignorare il VIES con clienti UE
Senza VIES rischi scarti e sanzioni. Iscriviti prima di emettere la prima fattura B2B UE.
Confondere costi deducibili e non deducibili
Nell’ordinario deduci solo costi inerenti. Documentali e paga con mezzi tracciati.
Dimenticare la marca da bollo
Controlla l’importo in fattura. Se supera 77,47 euro e non c’è IVA, inserisci il bollo.
Sottostimare i contributi INPS
Pianifica i versamenti. Ricorda acconti e saldo. I contributi riducono l’imponibile ma impattano sul cash flow.
| Scenario | Requisiti di accesso | Adempimenti iniziali | Tempistiche e scadenze chiave |
|---|---|---|---|
| Forfettario start-up (5%) | Ricavi entro 85.000 euro; requisiti di cui alla Legge 190/2014 comma 65 (nessuna attività analogica nei 3 anni precedenti, nessuna prosecuzione da lavoro dipendente salvo praticantato, ecc.). | AA9/12 con opzione forfettario; ATECO 70.20.09; iscrizione Gestione Separata; attivazione Fattura elettronica; eventuale VIES. | Partita IVA attiva in 1-2 giorni; fatturazione da subito; versamenti imposta sostitutiva e INPS a giugno/luglio e novembre; bollo trimestrale. |
| Forfettario “pieno” (15%) | Ricavi entro 85.000 euro; non superare 100.000 euro nell’anno; mancato possesso cause ostative (partecipazioni di controllo riconducibili, regimi speciali IVA, ecc.). | Gestione separata; FE obbligatoria; bollo su fatture senza IVA; annotazione di esonero ritenute. | Stesse scadenze imposte e contributi; monitoraggio soglia 100.000 euro per decadenza immediata. |
| Ordinario semplificato | Ricavi di qualsiasi importo; utile se costi rilevanti o necessità di detrarre IVA; clienti che applicano ritenuta d’acconto. | AA9/12 con ordinario; registri IVA; eventuale ritenuta d’acconto; scelta periodicità liquidazioni IVA. | Liquidazioni IVA mensili o trimestrali; LIPE; dichiarazione IVA annuale; IRPEF e INPS a giugno/luglio e novembre. |
| Passaggio forfettario → ordinario | Superamento 100.000 euro nell’anno (decadenza immediata) oppure uscita dall’anno successivo per perdita requisiti. | Gestione IVA da momento superamento; aggiornamento anagrafiche e numerazione; adeguamento contabilità. | Effetto immediato sul primo documento dopo lo sforamento; comunicazioni e liquidazioni IVA nei termini ordinari. |
| Servizi B2B UE | Cliente con partita IVA valida in altro Stato UE; servizi generici art. 7-ter DPR 633/1972. | Iscrizione VIES; FE con indicazione inversione contabile; corretto codice natura operazione. | Iscrizione VIES prima di fatturare; invii FE tempestivi; adempimenti periodici IVA se in ordinario. |
FAQ: domande frequenti sul project manager con Partita IVA
1) Perché il codice ATECO 70.20.09 è il più adatto a un project manager freelance?
Il 70.20.09 copre la consulenza imprenditoriale e gestionale non altrimenti classificata. Il project manager coordina obiettivi, tempi, budget e rischi. Questa è consulenza gestionale a tutti gli effetti. Il codice è trasversale ai settori. Ti permette di lavorare in IT, marketing, operations, costruzioni, sanità, senza cambiare classificazione. In regime forfettario rientra tra le professioni con coefficiente 78%. Questo semplifica il calcolo dell’imponibile. Se svolgi attività operative tipiche di altre categorie (es. direzione lavori edile con obblighi tecnici), valuta codici specifici. In caso di dubbio confronta la tua descrizione attività con la nomenclatura ISTAT ATECO 2007 e con i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate. La scelta corretta riduce contestazioni e allinea l’attività agli ISA.
2) Come si calcolano tasse e contributi nel forfettario per il 70.20.09?
Primo passo: calcoli il reddito forfettario. Prendi i ricavi annui e moltiplica per il 78%. Sottrai i contributi INPS pagati nell’anno. Il risultato è la base per l’imposta sostitutiva. L’imposta è 5% se rispetti i requisiti start-up per i primi 5 anni, altrimenti 15%. I contributi INPS si calcolano sul reddito professionale. Nel forfettario, la prassi è determinare i contributi a consuntivo e versare saldo e acconti con F24. L’aliquota Gestione Separata 2026 è 26,07% per i professionisti non pensionati e non assicurati altrove. Ricorda: niente IVA in fattura, salvo perdita del regime; marca da bollo da 2 euro se la fattura supera 77,47 euro; nessuna ritenuta d’acconto se inserisci la dicitura di esonero prevista dalla Legge 190/2014. Conserva le ricevute FE e i pagamenti F24 per la dichiarazione.
3) Quando mi conviene l’ordinario rispetto al forfettario?
L’ordinario conviene se hai costi elevati e ricorrenti. Esempi: compensi a collaboratori, subappalti, consulenze specialistiche, software enterprise, trasferte e formazione avanzata. Nell’ordinario deduci i costi effettivi e detrài l’IVA. Se i costi riducono molto la base imponibile, l’IRPEF può scendere sotto il 15% effettivo. Inoltre, se lavori con clienti che applicano ritenute, l’ordinario gestisce bene i crediti d’imposta da ritenuta. Se vuoi investire in attrezzature e servizi con IVA, la detrazione IVA migliora il cash flow. Valuta anche la proiezione dei ricavi. Se prevedi di superare 100.000 euro, il forfettario non è stabile. In ogni caso, confronta numeri reali: scenario forfettario (78% + 5/15%) contro scenario ordinario (ricavi – costi, scaglioni IRPEF 23/33/43, contributi 26,07%). La decisione dev’essere basata su simulazioni annuali e trimestrali.
4) Devo iscrivermi alla Camera di Commercio o all’INAIL come project manager?
Se operi come libero professionista intellettuale, di norma non ti iscrivi alla Camera di Commercio e non versi diritti camerali. L’attività di project management in consulenza rientra tra le professioni senza albo. Non svolgi lavorazioni manuali pericolose, quindi l’INAIL non è richiesta. Se invece organizzi un’attività d’impresa (es. agenzia con struttura, dipendenti, vendita di pacchetti operativi), allora puoi rientrare nel perimetro impresa. In quel caso ti iscrivi al Registro Imprese via ComUnica e valuti anche l’INAIL, secondo le lavorazioni svolte. La distinzione tra professione e impresa si basa sulla prevalenza dell’apporto intellettuale personale rispetto all’organizzazione di mezzi e persone. In caso di dubbio, confrontati con le definizioni del codice civile e con le istruzioni del Ministero del Lavoro e dell’Agenzia delle Entrate.
5) Quali sono gli errori più sanzionati per un project manager in Partita IVA e come prevenirli?
Primo errore: scegliere il regime fiscale senza simulazioni. Evitalo preparando due budget: forfettario e ordinario. Inserisci ricavi, costi, contributi, imposte. Secondo errore: dimenticare il VIES prima di fatturare un cliente UE. Iscriviti subito e verifica la partita IVA del cliente. Terzo errore: non applicare la marca da bollo sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. Imposta alert nel gestionale. Quarto errore: gestire tardi acconti e saldi INPS/IRPEF. Pianifica mensilmente il cash flow e accantona una percentuale degli incassi. Quinto errore: causale errata in fattura nel forfettario. Inserisci la dicitura di esonero ritenute e IVA. Sesto errore: superare 100.000 euro senza passare all’ordinario dal documento successivo. Monitora i ricavi cumulati. Le basi normative da consultare sono su Normattiva: DPR 633/1972 per IVA, DPR 917/1986 per IRPEF, DPR 600/1973 per ritenute, Legge 190/2014 per il forfettario, circolari INPS per le aliquote. Verifica sempre anche le guide e le risposte dell’Agenzia delle Entrate.
