Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per lavorare come addetto alle pulizie usa il codice ATECO 81.21.00, apri Partita IVA artigiana con ComUnica, SCIA al SUAP, INPS artigiani, INAIL, e scegli tra forfettario o ordinario.
- Codice ATECO: 81.21.00 “Pulizia generale di edifici”. SCIA obbligatoria per attività di pulizia ai sensi della Legge 82/1994 e del D.M. 274/1997.
- Posizioni obbligatorie: Partita IVA, iscrizione CCIAA (impresa artigiana), INPS artigiani, INAIL, SUAP del Comune per la SCIA.
- Fisco 2026: forfettario (coefficiente 67%, imposta 5% o 15%); ordinario con IRPEF 23%-33%-43%. Contributi INPS artigiani come da circolari 2026.
Chi è l’addetto alle pulizie e quale codice ATECO usare
Il codice ATECO corretto è 81.21.00 “Pulizia generale di edifici”. Indica le attività di pulizia ordinarie in uffici, negozi, condomìni e abitazioni.
Non comprende sanificazioni complesse o servizi speciali di disinfestazione e derattizzazione. Per queste occorrono requisiti aggiuntivi previsti dal D.M. 274/1997.
Scegli ditta individuale artigiana se svolgi il lavoro con il tuo apporto personale. L’iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane avviene tramite la Camera di Commercio.
Iter pratico: come aprire e quali iscrizioni servono
1) ComUnica: apertura coordinata
La pratica ComUnica attiva in un invio: Partita IVA, iscrizione in CCIAA, posizione INPS artigiani, posizione INAIL. È la via unica per aprire l’impresa in modo corretto.
Compili i moduli, alleghi documenti e invii alla Camera di Commercio. Ricevi protocolli e conferme dagli enti competenti.
Riferimenti: portale della Camera di Commercio e normativa su imprese artigiane su Normattiva.
2) SCIA al SUAP del Comune
Per le imprese di pulizia la SCIA è obbligatoria. La presenti al SUAP del Comune dove ha sede l’attività. Indichi requisiti, locali e modalità operative.
La base giuridica è la Legge 82/1994 e il D.M. 274/1997, oltre al D.Lgs. 222/2016 che classifica i procedimenti come SCIA. Informazioni aggiornate sono disponibili presso il SUAP e su Normattiva.
Se svolgi anche disinfezione, disinfestazione, derattizzazione o sanificazione, dichiari requisiti tecnico-professionali del titolare o del preposto, come previsto dal D.M. 274/1997.
3) INPS artigiani e INAIL
Con il codice 81.21.00 ti iscrivi alla Gestione Artigiani INPS. Paghi contributi fissi annuali e contributi percentuali oltre il minimale. L’INPS aggiorna ogni anno importi e soglie con circolari.
Per il 2026 i contributi fissi ammontano a 4.521,36 euro fino a un imponibile di 18.808,00 euro. Sulla parte eccedente versi il 24% e, oltre 56.224,00 euro, il 25%.
Ti iscrivi anche a INAIL per il rischio infortuni. Il tasso dipende dalla voce di tariffa assegnata e dall’andamento infortunistico. Indicazioni tecniche sono disponibili sul portale INAIL.
Regimi fiscali: forfettario o ordinario
Regime forfettario (semplificato e senza IVA)
Il regime forfettario è un regime agevolato. Applica un’imposta sostitutiva in luogo di IRPEF, addizionali e IRAP. Non addebiti IVA in fattura e hai contabilità semplificata.
Per 81.21.00 vale il coefficiente di redditività 67%. Significa che le tasse si calcolano sul 67% dei ricavi incassati (principio di cassa: contano gli incassi effettivi).
Aliquote: 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni di start-up; poi 15%. La soglia di ricavi per restare nel regime è pari a 85.000 euro annui. Fonti: Legge 190/2014 e successive modifiche, prassi Agenzia delle Entrate.
Puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS artigiani (agevolazione contributiva forfettari). La domanda si presenta all’INPS. Riduce sia i fissi sia i contributi in percentuale.
Regime ordinario (IVA e IRPEF a scaglioni)
Nel regime ordinario applichi l’IVA alle fatture e scarichi l’IVA sugli acquisti. Tieni la contabilità ordinaria o semplificata, a seconda dei volumi.
L’IRPEF 2026 si calcola sull’imponibile, cioè ricavi meno costi deducibili e contributi previdenziali. Aliquote 2026: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro.
Le addizionali regionali e comunali si sommano alla tua imposta. Norme e aggiornamenti: Leggi di Bilancio e prassi dell’Agenzia delle Entrate.
IVA nei servizi di pulizia: casi particolari
Aliquota e reverse charge
In generale, l’IVA è al 22%. Fai la liquidazione periodica e versi l’imposta dovuta. Emetti fatture elettroniche tramite Sistema di Interscambio.
Attenzione al reverse charge per servizi di pulizia relativi a edifici in taluni rapporti B2B. In questi casi l’IVA la versa il committente. Riferimento: art. 17, comma 6, lett. a-ter del DPR 633/1972.
Verifica sempre il perimetro dell’operazione e la qualifica del cliente. Regole e proroghe sono indicate nelle norme IVA italiane e nelle decisioni europee richiamate dall’Agenzia delle Entrate.
Fatturazione elettronica e corrispettivi
Tutti i titolari di Partita IVA usano la fatturazione elettronica. Anche i forfettari sono obbligati. Base giuridica: normativa sulla e-fattura e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Se incassi al dettaglio, valuta i corrispettivi telematici. Verifica gli obblighi caso per caso con il tuo consulente, per adeguare registratori telematici e procedure.
Requisiti professionali e sicurezza
Requisiti morali e tecnico-professionali
Per l’attività di pulizia servono requisiti di onorabilità. Se includi disinfezione, disinfestazione, derattizzazione, sanificazione, devi indicare un preposto con esperienza o titolo di studio idoneo.
Queste regole sono nel D.M. 274/1997 e nella Legge 82/1994. L’autocertificazione avviene con le modalità del DPR 445/2000. Controlli e verifiche spettano al SUAP e alla Camera di Commercio.
Sicurezza sul lavoro
Valuta i rischi, redigi il DVR se hai lavoratori, fornisci DPI, forma i collaboratori. Norme di riferimento: D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., linee guida INAIL e Ministero del Lavoro.
Prodotti chimici: rispetta etichette, schede di sicurezza, e regole su stoccaggio e smaltimento. Se gestisci rifiuti, verifica gli obblighi dell’Albo Gestori Ambientali per il trasporto in conto proprio.
Costi, contributi e imposte: come stimare quanto pagherai
Contributi INPS artigiani 2026
Paghi contributi fissi per circa 4.521,36 euro fino al minimale di 18.808,00 euro. Sull’imponibile eccedente versi il 24%. Superata la soglia di 56.224,00 euro si applica il 25%.
Gli importi seguono le circolari INPS annuali. Se aderisci alla riduzione del 35% per forfettari, i contributi scendono in proporzione. Considera anche l’eventuale contributo maternità e addizionali.
Forfettario: esempio semplice
Ricavi annui 35.000 euro. Reddito imponibile ai fini dell’imposta sostitutiva: 35.000 x 67% = 23.450 euro. Imposta 5%: 1.172,50 euro (se start-up) oppure 15%: 3.517,50 euro.
I contributi si calcolano a parte e si deducono prima di calcolare l’imposta. In forfettario non puoi dedurre i costi analiticamente. La deduzione è forfettaria tramite il coefficiente.
Ordinario: quando conviene
Conviene se hai costi elevati: detersivi, macchine lavasciuga, noleggi, furgone, dipendenti. Più costi deduci, più scende l’imponibile IRPEF.
Se lavori con aziende e applichi reverse charge, potresti avere IVA a credito sugli acquisti. In tal caso il regime ordinario ti aiuta a recuperare l’IVA.
Regola decisionale rapida
Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro, pochi costi e clienti anche privati, scegli forfettario. È semplice, imposta bassa (5% o 15%) e niente IVA.
Se prevedi molti costi, investimenti o assunzioni, scegli ordinario. Deduci i costi reali, recuperi l’IVA e gestisci meglio i margini.
Se lavori spesso con imprese edili o grandi società con reverse charge, valuta l’ordinario. L’IVA sugli acquisti non andrà persa.
Se parti ora e vuoi partire leggero, inizia col forfettario. Potrai passare all’ordinario quando i volumi o i costi cresceranno.
Appalti, personale e altre attenzioni operative
Appalti pubblici e privati
Nei contratti con enti pubblici si applica il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023). Servono requisiti di ordine generale, capacità tecnico-professionale ed economica.
Per grandi importi, possono servire attestazioni e certificazioni. Valuta certificazioni qualità per punteggi premiali. Verifica i capitolati e le clausole su subappalto e tracciabilità.
Assunzioni e contratti
Se assumi, applica il CCNL più pertinente. Gestisci il Libro Unico del Lavoro, le comunicazioni obbligatorie e gli adempimenti INPS e INAIL. Riferimenti: Ministero del Lavoro e INL.
Organizza turni, straordinari e sicurezza. Forma i lavoratori su sostanze chimiche e movimentazione carichi. Conserva attestati e registri.
Riferimenti normativi utili (solo testo, senza link)
Legge 25 gennaio 1994, n. 82; D.M. 7 luglio 1997, n. 274; D.Lgs. 222/2016; DPR 445/2000; DPR 633/1972 art. 17; D.Lgs. 81/2008; D.Lgs. 36/2023; Legge 190/2014; documenti Agenzia delle Entrate; circolari INPS artigiani/commercianti; indicazioni SUAP; portale Normattiva; siti istituzionali del Ministero del Lavoro e di INAIL.
Tabella scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario operativo | Adempimenti principali | Tempistiche stimate | Riferimenti normativi / prassi |
|---|---|---|---|
| Avvio ditta individuale artigiana (solo pulizia edifici) | ComUnica, Partita IVA, CCIAA (artigiani), INPS artigiani, INAIL, SCIA SUAP | 7-15 giorni lavorativi dalla presentazione completa | Legge 82/1994; D.M. 274/1997; D.Lgs. 222/2016; prassi CCIAA e SUAP |
| Forfettario start-up (5% imposta) | Opzione in apertura, coefficiente 67%, richiesta riduzione INPS 35% | Immediato in apertura; riduzione INPS entro i termini indicati da INPS | Legge 190/2014; prassi Agenzia delle Entrate; circolari INPS |
| Regime ordinario con clienti business e reverse charge | Contabilità IVA, liquidazioni, gestione fatture con inversione contabile | Continuativo; liquidazioni IVA mensili o trimestrali | DPR 633/1972 art. 17; prassi Agenzia delle Entrate |
| Estensione a disinfezione/derattizzazione/sanificazione | Requisiti tecnico-professionali del preposto, dichiarazione in SCIA | Dipende dalla documentazione dei requisiti; di norma 15-30 giorni | Legge 82/1994; D.M. 274/1997; DPR 445/2000 |
| Assunzione di personale | Comunicazioni Unilav, LUL, DPI, formazione, INPS/INAIL | 3-10 giorni per attivazione; formazione obbligatoria entro i termini | D.Lgs. 81/2008; prassi Ministero del Lavoro e INL; INPS/INAIL |
FAQ: domande frequenti
1) Posso aprire come addetto alle pulizie senza locale commerciale?
Sì. Puoi gestire l’impresa da casa se non stocchi attrezzature ingombranti o sostanze pericolose. Indica la sede amministrativa in SCIA e in Camera di Commercio. Rispetta i regolamenti comunali su igiene e deposito prodotti. Se conservi macchinari o prodotti chimici, verifica destinazione d’uso del locale, norme antincendio e regole condominiali. Per ispezioni e controlli, prepara schede di sicurezza, registro sostanze e piani di emergenza. La SCIA al SUAP recepisce queste informazioni e abilita l’attività, salvo successive verifiche degli enti competenti.
2) Forfettario o ordinario: come scelgo con ricavi variabili nell’anno?
Se inizi con pochi costi e ricavi incerti, il forfettario ti tutela: imposta bassa e burocrazia leggera. Se poi i ricavi crescono oltre 85.000 euro, passi all’ordinario dal periodo previsto dalle regole di fuoriuscita. Se a metà anno emergono grandi investimenti (furgone, macchinari, personale), l’ordinario diventa più efficiente perché deduci i costi reali e recuperi l’IVA. Considera anche i clienti: con reverse charge ricorrente, l’IVA a credito si accumula. L’ordinario ti consente di chiederne il rimborso o la compensazione. Analizza un budget annuale con due simulazioni: forfettario (67% di redditività) e ordinario (costi dettagliati). Scegli quello con minor carico complessivo e migliore cassa.
3) Serve un requisito professionale specifico per la sola “pulizia generale di edifici”?
Per la sola pulizia ordinaria, la Legge 82/1994 e il D.M. 274/1997 richiedono requisiti di onorabilità e la SCIA. I requisiti tecnico-professionali stringenti si applicano quando includi disinfezione, disinfestazione, derattizzazione o sanificazione. In quel caso indichi un preposto con esperienza documentata o titolo di studio idoneo, come previsto dall’articolato del D.M. 274/1997. Se rimani nella pulizia ordinaria, concentra la tua attenzione su sicurezza, formazione, gestione prodotti chimici e corretta classificazione dei rifiuti. Per chiarimenti formali, consulta SUAP e Camera di Commercio, che applicano la disciplina locale e nazionale.
4) Come funziona il reverse charge per i servizi di pulizia?
Il reverse charge si applica a specifici servizi relativi a edifici in particolari rapporti tra soggetti passivi IVA. La norma di riferimento è l’art. 17, comma 6, lett. a-ter del DPR 633/1972. In pratica, se rientri nel perimetro, emetti fattura senza IVA, con indicazione dell’inversione contabile; il tuo cliente integra e versa l’imposta. Devi verificare che il servizio sia su edifici, che il committente sia soggetto passivo e che la casistica rientri nelle ipotesi vigenti. Le regole possono essere prorogate o modificate. Prima di emettere fatture in reverse charge, controlla schemi contrattuali e ultime indicazioni dell’Agenzia delle Entrate. In dubbio, richiedi un interpello o una consulenza per evitare sanzioni.
5) Quanto pago tra tasse e contributi nei primi 12 mesi, in pratica?
Fai tre passi. Uno: stima i ricavi annui. Due: stima i costi e i contributi. Tre: confronta forfettario e ordinario. Esempio base: ricavi 30.000 euro. Forfettario: imponibile imposta 30.000 x 67% = 20.100 euro. Imposta 5% = 1.005 euro (se start-up). Contributi INPS fissi 4.521,36 euro; nessuna eccedenza se resti sotto 18.808 euro di reddito previdenziale. Se aderisci allo sconto 35%, i contributi scendono. Ordinario: imponibile IRPEF = ricavi meno costi effettivi e contributi. Se hai costi elevati (mezzi, attrezzature, carburante, assicurazioni), l’imponibile potrebbe scendere sotto il forfettario e l’IVA a credito ti migliora la cassa. Verifica anche le addizionali regionali e comunali. Con una simulazione realistica, capisci quale regime lascia più margine finale.
