Codice ATECO sarta: qual è e cosa posso farci?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Il codice ATECO per la sarta è 14.21.20 (sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno). In forfettario si usa il coefficiente 67%. Servono Albo Artigiani, INPS Artigiani e, di regola, INAIL.

  • ATECO 14.21.20 copre sartoria su misura e abiti da cerimonia; incide su imposte, INPS e INAIL.
  • Forfettario: reddito = incassi x 67%; imposta 5% start-up, poi 15%, con e-fattura obbligatoria.
  • Artigianato: iscrizione Albo Artigiani (L. 443/1985), INPS Artigiani (L. 233/1990), INAIL (DPR 1124/1965).

Codice ATECO per sarta: cosa copre davvero e perché conta

Il codice ATECO identifica la tua attività agli occhi di Fisco, INPS e INAIL. Orienta il calcolo di tasse e contributi. Guida anche alcune pratiche amministrative.

Per la sartoria su misura si usa 14.21.20. La descrizione tecnica è “sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno”. È la scelta standard per chi cuce capi personalizzati.

Questo codice rientra nelle “attività manifatturiere”. In regime forfettario applica il coefficiente di redditività del 67%. Cioè consideri profitto il 67% degli incassi.

Se fai riparazioni, orli e piccoli aggiusti come attività prevalente, valuta una classificazione coerente con le riparazioni di beni per uso personale. In caso di attività mista, individua l’attività prevalente. La scelta impatta su INPS (Artigiani o Commercianti) e su INAIL.

La base normativa di riferimento è l’ATECO ISTAT (classificazione ATECO 2007, ultimi aggiornamenti). Consulta il portale ISTAT e, per gli effetti fiscali, le norme su Normattiva.

Regime fiscale: forfettario o ordinario

Regime forfettario: semplice, ma con regole precise

Il regime forfettario è il regime “semplice” per Partite IVA individuali. Lo definisce la Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, con aggiornamenti successivi. Il limite di ricavi è fissato per legge e viene aggiornato dalle Leggi di Bilancio. Al 2026 resta di riferimento la soglia introdotta dalla L. 197/2022 (85.000 euro) salvo diversa previsione.

Come si calcola il reddito in forfettario: incassi x coefficiente. Per ATECO 14.21.20 il coefficiente è 67%. Il “principio di cassa” significa che contano i soldi incassati nell’anno, non le fatture emesse e non pagate.

L’imposta sostitutiva è del 5% per i primi cinque anni se rispetti le condizioni “start-up” (nessuna attività simile nei tre anni precedenti, ricavi sotto soglia, rispetto dei limiti di lavoro dipendente, come da L. 190/2014). Negli anni successivi l’imposta passa al 15%.

I forfettari sono fuori IVA e ritenute d’acconto, salvo eccezioni specifiche previste dal DPR 633/1972 e dalla norma istitutiva del regime. Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria per tutti i forfettari (DL 36/2022, art. 18, come attuato; vedi anche D.Lgs. 127/2015).

Esempio pratico: incassi 20.000 euro. Reddito forfettario = 20.000 x 67% = 13.400 euro. Imposta al 5% = 670 euro (oltre ai contributi INPS). È un esempio, non un calcolo ufficiale.

Regime ordinario (semplificato): utile se hai molte spese

Nel regime ordinario paghi le imposte sul “reddito reale”: incassi meno costi deducibili. Usi fatturazione con IVA. Detrai l’IVA sugli acquisti. La contabilità è più articolata.

Le aliquote IRPEF sono a scaglioni, fissate dalla Legge di Bilancio in vigore. Negli ultimi anni la struttura è stata oggetto di revisione. Verifica sempre su Normattiva la tabella degli scaglioni valida per l’anno d’imposta.

Esempio pratico: incassi 20.000 euro e costi 5.000 euro. Reddito = 15.000 euro. Applichi gli scaglioni IRPEF dell’anno. Aggiungi addizionali regionali e comunali. Sommi i contributi INPS.

Contributi INPS Artigiani e assicurazione INAIL

INPS Artigiani: fissi + eccedenti

Le sarte artigiane si iscrivono alla Gestione Artigiani INPS (L. 233/1990). I contributi si compongono di una quota fissa, dovuta a prescindere dal reddito, e di una quota aggiuntiva sul reddito eccedente il minimale.

L’INPS aggiorna ogni anno importi, minimale e aliquote con propria circolare. Nel 2024 la quota fissa annua per artigiani era pari a 4.427,04 euro, con minimale di reddito 18.415 euro e aliquota eccedente del 24%. Per il 2026 fai sempre riferimento alla circolare INPS “Artigiani e Commercianti” dell’anno in corso.

Riduzione 35%: se adotti il regime forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% della contribuzione IVS artigiani (L. 190/2014). L’opzione si chiede all’INPS in via telematica. Vale sia sulla quota fissa che sulla quota eccedente.

Scadenze tipiche: i contributi fissi si pagano in quattro rate durante l’anno; la quota eccedente, insieme a saldo e acconto, segue le scadenze imposte per le imposte sui redditi. Verifica ogni anno le date esatte nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e nelle circolari INPS.

INAIL: perché serve anche in sartoria

La sartoria impiega macchine da cucire, taglierine e ferri da stiro professionali. Il rischio infortuni esiste. L’assicurazione INAIL è in genere dovuta per i laboratori artigiani (DPR 1124/1965). L’inquadramento tariffario e il tasso dipendono da mansioni e attrezzature.

Ti iscrivi a INAIL con la Comunicazione Unica in fase di apertura. L’INAIL invia la classificazione e il premio. Conserva le valutazioni di rischio e il DVR se hai dipendenti o equiparati (D.Lgs. 81/2008).

Adempimenti per aprire la sartoria

Passi operativi e norme chiave

1) Partita IVA presso Agenzia delle Entrate con codice ATECO 14.21.20. Indica il regime fiscale scelto. Riferimento: DPR 633/1972 (IVA) e L. 190/2014 (forfettario).

2) Iscrizione al Registro Imprese – Sezione Artigiani e Albo delle Imprese Artigiane (L. 443/1985). Si fa con la Comunicazione Unica (ComUnica) alla Camera di Commercio.

3) INPS Gestione Artigiani e INAIL. L’inquadramento arriva con ComUnica. Tieni a portata PEC e firma digitale per invii telematici (domicilio digitale obbligatorio per imprese individuali).

4) SUAP del Comune per eventuale SCIA, soprattutto se apri un laboratorio aperto al pubblico. La SCIA passa dal SUAP secondo DPR 160/2010. Verifica anche requisiti urbanistici e destinazione d’uso del locale.

5) Sicurezza sul lavoro. Se hai dipendenti, apprendisti o collaboratori, applica il D.Lgs. 81/2008: DVR, formazione, sorveglianza sanitaria quando dovuta.

Regola decisionale rapida

Se realizzi capi su misura come attività principale, scegli ATECO 14.21.20. Se fai solo riparazioni come prevalente, valuta un ATECO coerente con le riparazioni di beni personali. Se alterni entrambe, individua la prevalente e usa l’altra come secondaria.

Se hai costi bassi e incassi entro la soglia di legge, preferisci il forfettario: calcolo semplice, imposta 5% per start-up, poi 15%. Se hai costi elevati, IVA a credito e investimenti, valuta l’ordinario: deduci i costi reali e detrai l’IVA.

Se lavori in un laboratorio con macchine, iscriviti a INAIL. Se operi solo a domicilio con attrezzature leggere, verifica comunque con INAIL l’obbligo assicurativo in base alle mansioni.

Se superi il minimale INPS, metti in conto la quota eccedente. Se sei forfettaria, valuta la riduzione del 35% per abbattere i contributi.

Se apri al pubblico, presenta la SCIA al SUAP prima di iniziare. Se lavori in casa, controlla destinazione d’uso e regolamenti comunali.

Riferimenti normativi utili

Dove controllare le regole, senza perdere tempo

Per l’ATECO fai riferimento alla classificazione pubblicata da ISTAT. Per il regime forfettario consulta la Legge 190/2014 e le modifiche nelle Leggi di Bilancio su Normattiva. Per IVA e fatturazione elettronica, vedi DPR 633/1972, D.Lgs. 127/2015 e DL 36/2022.

Per INPS artigiani, vedi L. 233/1990 e le circolari annuali della Gestione Artigiani e Commercianti sul portale INPS. Per INAIL, vedi il DPR 1124/1965 e i manuali tariffari. Per SUAP e SCIA, vedi DPR 160/2010. Per sicurezza sul lavoro, vedi D.Lgs. 81/2008. Per inquadramenti contrattuali e apprendistato, consulta il Ministero del Lavoro.

Scenario ATECO principale/secondario Requisiti e adempimenti Tassazione e contributi Tempistiche e scadenze
Sartoria su misura in laboratorio aperto al pubblico Principale: 14.21.20; eventuale secondario per piccole riparazioni Albo Artigiani (L. 443/1985), SCIA SUAP (DPR 160/2010), INPS Artigiani, INAIL, PEC e firma digitale Forfettario: reddito = incassi x 67%; imposta 5%/15%. INPS fissi + eccedenti; possibile riduzione 35% Partita IVA e ComUnica prima dell’avvio; SCIA prima dell’apertura; INPS fisso in 4 rate; saldo/acconti a giugno/novembre
Sarta che lavora a domicilio/da casa (senza punto vendita) Principale: 14.21.20; valuta secondario coerente se le riparazioni sono significative Verifica destinazione d’uso del locale; ComUnica; INPS; verifica obbligo INAIL in base ad attrezzature e mansioni Forfettario consigliato se costi bassi; ordinario se molti investimenti e IVA a credito Comunicazioni preliminari; e-fattura obbligatoria dal 2024; scadenze fiscali standard
Attività prevalente di riparazioni sartoriali Principale: codice coerente con riparazioni di beni personali; secondario: 14.21.20 se fai anche su misura Albo Artigiani; verifica INAIL; prezzi al pubblico con trasparenza fiscale; eventuale SCIA se punto vendita Coefficiente forfettario variabile in base al settore ATECO scelto; verifica effetti su INPS/INAIL Inquadramento in fase di apertura; aggiornamenti ATECO possibili con pratica al Registro Imprese
Sartoria + vendita di capi confezionati (attività mista) Principale: scegliere tra produzione su misura (14.21.20) o commercio, in base alla prevalenza; aggiungere l’altra come secondaria Se vendita rilevante: adempimenti commercio al dettaglio; SCIA commercio; gestione corrispettivi telematici INPS in base all’attività prevalente (Artigiani o Commercianti); IVA e corrispettivi se in ordinario Registratori telematici attivi prima delle vendite; invii giornalieri dei corrispettivi
Sarta in forfettario che assume un apprendista 14.21.20 CCNL di riferimento; comunicazioni obbligatorie al Ministero del Lavoro; sicurezza D.Lgs. 81/2008; INAIL per lavoratori Forfettario resta applicabile se rispetti i requisiti; contributi INPS anche per dipendenti Unilav prima dell’assunzione; formazione apprendista nei tempi contrattuali

FAQ

Qual è il codice ATECO corretto per una sarta che cuce abiti su misura e fa anche orli e riparazioni?

Per i capi su misura il codice principale di riferimento è 14.21.20. Copre la sartoria e la confezione su misura di abbigliamento esterno. Se svolgi anche riparazioni, puoi inserirle come attività secondaria. Se invece le riparazioni sono l’attività prevalente, valuta un ATECO specifico per le riparazioni di beni per uso personale. La scelta dell’attività prevalente incide su INPS (Gestione Artigiani o, in caso di prevalenza commerciale, Gestione Commercianti), su eventuali adempimenti al commercio e sulla tariffa INAIL. In caso di dubbio, analizza il mix di ricavi atteso e formalizza la prevalenza in apertura. Ricorda che puoi aggiornare i codici secondari con pratica al Registro Imprese.

Meglio regime forfettario o ordinario per una sartoria artigiana nel 2026?

Dipende da costi e investimenti. Se hai costi bassi e incassi entro la soglia di legge, il forfettario è spesso vantaggioso. Calcoli il reddito con il coefficiente 67% e paghi un’imposta sostitutiva del 5% per i primi cinque anni, poi 15%. Non applichi IVA e semplifichi la contabilità. Se invece sostieni costi elevati (tessuti, macchinari, affitto), l’ordinario può convenire. Deduci i costi reali, detrai l’IVA e sfrutti ammortamenti. Nel 2026 verifica sempre su Normattiva gli scaglioni IRPEF e le eventuali proroghe della riforma in vigore. Fai simulazioni con i tuoi numeri: bastano incassi, spese stimate e contributi per confrontare i due scenari.

Quali contributi INPS paga una sarta artigiana e quando si versano?

Una sarta artigiana è iscritta alla Gestione Artigiani INPS (L. 233/1990). Paga una quota fissa annua, dovuta anche a reddito zero, e una quota aggiuntiva sul reddito che supera il minimale. Importi, aliquote e minimale cambiano ogni anno con circolare INPS. Nel 2024, a titolo esemplificativo, la quota fissa era 4.427,04 euro e il minimale 18.415 euro, con aliquota eccedente del 24%. Se adotti il forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. Le scadenze tipiche: quattro rate per i fissi nell’anno e saldo/acconti per la parte eccedente con le imposte sui redditi. Controlla ogni anno la circolare INPS “Artigiani e Commercianti” per date e importi aggiornati.

Serve l’INAIL in sartoria? E quali altri adempimenti devo seguire per aprire?

L’INAIL è in genere dovuta per il laboratorio artigiano, perché usi macchinari con rischio infortuni (DPR 1124/1965). Ti iscrivi con la ComUnica. Oltre a INAIL, devi: aprire la Partita IVA, iscriverti all’Albo Artigiani e al Registro Imprese, attivare INPS Artigiani, dotarti di PEC e firma digitale. Se apri un locale aperto al pubblico, invia la SCIA al SUAP secondo DPR 160/2010. Se assumi personale, rispetta il D.Lgs. 81/2008 su salute e sicurezza: DVR, formazione e visite quando richieste. In caso di attività da casa, verifica la destinazione d’uso del locale e i regolamenti comunali prima di iniziare ad operare.

Come funziona la fatturazione per una sarta in forfettario nel 2026? Devo applicare l’IVA o le ritenute?

Nel forfettario emetti fatture senza IVA e, di regola, senza ritenuta d’acconto, come previsto dalla L. 190/2014. Indichi in fattura la dicitura che giustifica l’esclusione IVA e ritenute secondo la normativa. Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari (DL 36/2022 e D.Lgs. 127/2015). Se vendi al dettaglio a privati, puoi usare il documento commerciale tramite registratore telematico, salvo che tu emetta fattura su richiesta del cliente. Se invece scegli il regime ordinario, applichi l’IVA alle vendite, detrai l’IVA sugli acquisti e, quando vendi a soggetti passivi, gestisci anche ritenute dove previste dalla legge. In ogni caso conserva le fatture e registra incassi e pagamenti secondo il regime contabile adottato.

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