Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Per lavorare come segretaria freelance usa il codice ATECO 82.10.00, apri la Partita IVA con il modello AA9/12, iscriviti alla Gestione Separata INPS e scegli tra regime forfettario o ordinario con IVA.
- Codice ATECO corretto: 82.10.00 – Attività amministrative e di supporto per le funzioni di ufficio.
- Partita IVA da lavoro autonomo: modello AA9/12, art. 35 DPR 633/1972; iscrizione Gestione Separata INPS.
- Scelta regime: forfettario (soglia 85.000 euro, coefficiente 67%, imposta 15% o 5%) o ordinario (IVA e IRPEF a scaglioni 23%-33%-43% nel 2026).
Codice ATECO 82.10.00: cosa include e quando usarlo
Il codice ATECO 82.10.00 identifica i servizi di segreteria e supporto ufficio. Esempi: gestione agenda, call, e‑mail, documenti, data entry, archivi, front e back office.
È adatto se operi in autonomia, senza vincolo di orario fisso o luogo, e con organizzazione propria. Queste sono caratteristiche del lavoro autonomo.
Non va usato per lavoro dipendente mascherato. Se c’è eterodirezione stabile, orari imposti e inserimento in organigramma, si configura rapporto subordinato. Norme: Codice Civile, D.Lgs. 81/2015 e controlli Ispettorato del Lavoro.
Attività consentite e limiti
Puoi offrire attività di segreteria in presenza o da remoto. Puoi concordare pacchetti ore o canoni mensili. Puoi lavorare per più clienti.
Non puoi intermediare manodopera o somministrare lavoro. La somministrazione richiede autorizzazione dedicata. Riferimenti: D.Lgs. 276/2003 e Ministero del Lavoro.
Apertura della Partita IVA: passaggi pratici
Apri la Partita IVA come lavoratore autonomo con il modello AA9/12. La dichiarazione di inizio attività è prevista dall’art. 35 del DPR 633/1972 (IVA).
La presentazione va fatta entro 30 giorni dall’inizio effettivo. Puoi inviare il modello online, consegnarlo allo sportello o affidarlo a un intermediario abilitato.
Come compilare il modello AA9/12
Indica: dati anagrafici e domicilio fiscale; data inizio; codice ATECO 82.10.00; regime fiscale scelto; luogo di tenuta contabilità; eventuale domicilio digitale (PEC).
Se prevedi di restare sotto soglia e hai i requisiti, seleziona il regime forfettario. In caso contrario, scegli il regime ordinario semplificato.
Iscrizione previdenziale e altri adempimenti
Per i servizi di segreteria non esiste una cassa professionale dedicata. Ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Base normativa: L. 335/1995 e circolari INPS annuali.
Non serve iscrizione alla Camera di Commercio come impresa se operi come professionista autonomo senza struttura d’impresa. INAIL non è dovuta salvo rischi specifici o assunzione di personale.
Regime forfettario o ordinario: come scegliere
Il regime forfettario è un regime agevolato per persone fisiche con ricavi annui fino a 85.000 euro. Base giuridica: L. 190/2014 e modifiche successive, tra cui L. 197/2022. Fonti: Agenzia delle Entrate e Normattiva.
Il regime ordinario applica l’IVA e l’IRPEF a scaglioni sul reddito al netto dei costi. È più adatto a chi ha spese elevate o investimenti con molta IVA detraibile.
Forfettario: come funziona per la segretaria
Il reddito si calcola in modo forfettario: incassi annui x coefficiente di redditività. Per il codice 82.10.00 il coefficiente è 67%. “Coefficiente” significa quota degli incassi che il Fisco considera reddito.
Dal reddito forfettario sottrai i contributi previdenziali pagati nell’anno. Sulla differenza paghi l’imposta sostitutiva: 15% ordinaria oppure 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start‑up (nuova attività, nessuna prosecuzione di lavoro precedente, altre condizioni di legge).
Non applichi l’IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Applichi la marca da bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. Vige il principio di cassa: contano gli incassi effettivi.
Ordinario semplificato: quando conviene
Nel regime ordinario addebiti l’IVA in fattura e la versi periodicamente. Deduci i costi reali, se inerenti e documentati. Detrai l’IVA sugli acquisti.
L’IRPEF 2026 ha tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000, 43% oltre 50.000. Riferimenti: TUIR (DPR 917/1986) e leggi di bilancio. Consulta sempre le tabelle ufficiali aggiornate su Agenzia delle Entrate.
Applichi la ritenuta d’acconto del 20% quando fatturi a sostituti d’imposta per prestazioni professionali. Tieni registri IVA e versi l’IVA con liquidazioni trimestrali o mensili, secondo la scelta.
Contributi previdenziali: calcolo e scadenze
Con la Gestione Separata INPS i contributi si calcolano sul reddito imponibile previdenziale. Per il forfettario coincide con incassi x coefficiente (67%). Per l’ordinario coincide col reddito fiscale netto.
L’aliquota 2026 per professionisti senza altra tutela è pari al 26,07% secondo le circolari INPS. Verifica ogni anno le aliquote ufficiali INPS.
Paghi con modello F24 in due momenti: saldo e acconti, insieme alle imposte sui redditi. Le scadenze ordinarie sono a fine giugno e fine novembre, salvo proroghe.
Non ci sono minimali obbligatori. Se il reddito è basso, i contributi scendono. La Gestione Separata copre pensione e alcune tutele (maternità, malattia, congedi) secondo le norme INPS.
Fatturazione elettronica e altri adempimenti
La fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari e gli ordinari. Base: DL 36/2022 e provvedimenti Agenzia delle Entrate. Usa un canale accreditato o il portale fatture.
Nel forfettario la fattura non ha IVA né ritenuta d’acconto. Inserisci la dicitura di non applicazione IVA ai sensi dell’art. 1 commi 54‑89 L. 190/2014 e s.m.i. e la marca da bollo se dovuta.
Nell’ordinario gestisci registri IVA, liquidazioni e versamenti. Per operazioni con l’estero utilizza i documenti elettronici corretti (es. integrazione o autofattura tramite SdI) e i codici tipo documento previsti.
Simulazioni numeriche 2026
Esempio A – Forfettario start‑up 5%
Incassi: 25.000 euro. Reddito forfettario: 25.000 x 67% = 16.750. Contributi INPS: 16.750 x 26,07% = 4.368,23. Base per imposta: 16.750 – contributi pagati nell’anno. Imposta 5% sulla base risultante.
Nota: i contributi deducono il reddito imponibile dell’imposta sostitutiva. Gli acconti incidono sul calcolo di cassa dell’anno. Le eccedenze si scontano a saldo.
Esempio B – Ordinario con costi elevati
Ricavi: 25.000. Costi documentati: 10.000. Reddito: 15.000. Contributi INPS: 15.000 x 26,07% = 3.910,5. Base IRPEF: 15.000 – contributi deducibili. Aliquote a scaglioni 2026.
Vantaggio: IVA sugli acquisti detraibile. Svantaggio: più adempimenti e costi gestionali.
Riferimenti normativi essenziali
DPR 633/1972 art. 35 (dichiarazione inizio attività IVA). DPR 917/1986 – TUIR (IRPEF). L. 190/2014 commi 54‑89 e successive modifiche (regime forfettario). L. 335/1995 (Gestione Separata INPS). D.Lgs. 81/2015 e D.Lgs. 276/2003 (tipologie contrattuali e somministrazione).
Consulta i testi aggiornati su Normattiva, le guide dell’Agenzia delle Entrate e le circolari INPS.
Regola decisionale rapida
Se scegli il forfettario quando
Prevedi ricavi sotto 85.000 euro. Hai costi bassi e acquisti con poca IVA da detrarre. Lavori molto con privati o partite IVA che non detrarrebbero l’IVA.
Se scegli l’ordinario quando
Hai costi alti e investimenti con IVA significativa. Superi o prevedi di superare gli 85.000 euro. Lavori soprattutto con aziende che preferiscono fatture con IVA.
Se parti e vuoi testare
Valuta forfettario con imposta al 5% se rispetti i requisiti start‑up. Se l’attività è davvero sporadica e non organizzata, la prestazione occasionale è possibile, ma non è una soluzione stabile.
| Scenario | Requisiti principali | Adempimenti/Imposte | Tempistiche e scadenze 2026 |
|---|---|---|---|
| Forfettario start‑up 5% | Ricavi ≤ 85.000; nuova attività; no prosecuzione sostanziale; altre condizioni di legge | Reddito = incassi x 67%; imposta 5%; niente IVA; marca da bollo; INPS 26,07% | Apertura P.IVA entro 30 giorni; imposte e INPS: saldo/acconti a giugno e novembre |
| Forfettario 15% | Ricavi ≤ 85.000; nessuna causa di esclusione (partecipazioni, regimi speciali, ex datore prevalente) | Reddito = incassi x 67%; imposta 15%; fattura elettronica senza IVA; INPS 26,07% | Fatturazione elettronica continua; imposte/INPS come da scadenze ordinarie |
| Ordinario semplificato | Nessun limite ricavi; conveniente con costi/IVA elevati | IRPEF scaglioni 23‑33‑43%; IVA periodica; ritenuta 20% verso sostituti; deduzione costi | Liquidazioni IVA mensili/trimestrali; imposte a giugno/novembre; comunicazioni periodiche |
| Superamento soglia 85.000 | Ricavi > 85.000 (uscita dal forfettario dall’anno successivo o immediata oltre 100.000) | Passaggio a ordinario; applicazione IVA; nuova gestione adempimenti | Monitoraggio durante l’anno; adeguamento regime dall’anno successivo o immediato oltre 100.000 |
| Collaborazione occasionale | Prestazioni episodiche, non abituali, senza organizzazione; sotto 5.000 euro solo per esonero INPS | Ricevuta con ritenuta 20% verso sostituti; nessuna IVA; niente continuità | Uso limitato nel tempo; non sostituisce la Partita IVA se l’attività diventa abituale |
FAQ
Qual è il codice ATECO corretto per una segretaria freelance e quali errori evitare?
Il codice ATECO più adatto è 82.10.00 – Attività amministrative e di supporto per le funzioni di ufficio. Copre segreteria generale, gestione documenti, data entry, back office e front office. Evita codici legati al reclutamento del personale o alla somministrazione di lavoro, che richiedono autorizzazioni specifiche. Se la tua offerta comprende consulenze specialistiche diverse dalla segreteria (ad esempio privacy officer o consulenza HR), valuta un secondo codice coerente, sempre facente capo alla stessa posizione IVA. In caso di dubbi, confronta la descrizione ATECO con le attività reali che svolgerai e con le note ISTAT, e verifica la corretta associazione del coefficiente di redditività ai fini del forfettario (67% per le “altre attività economiche”).
Meglio regime forfettario o ordinario per una segretaria? Quali sono i criteri di scelta concreti?
Se prevedi ricavi entro 85.000 euro, hai costi bassi e nessuna grande spesa con IVA, il forfettario è di solito più semplice ed economico. Paghi un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito forfettario (o 5% per 5 anni come start‑up, se hai i requisiti) e non gestisci l’IVA. Se invece compri software, attrezzature e servizi con molta IVA o hai costi annui elevati e documentati, l’ordinario può convenire perché deduci i costi e detrai l’IVA. Considera anche la clientela: aziende che detrarrebbero l’IVA possono preferire fatture con IVA. Valuta uno scenario su 12 mesi con ricavi attesi, costi stimati e incidenza dell’IVA. Confronta il carico fiscale totale (imposte + contributi + costi amministrativi) nei due regimi, ricordando che nel forfettario il reddito è “a forfait” con coefficiente 67%.
Come si calcolano correttamente imposte e contributi nel forfettario con esempio numerico?
Passi: 1) somma gli incassi dell’anno (principio di cassa); 2) applica il coefficiente 67% per ottenere il reddito forfettario; 3) calcola i contributi INPS Gestione Separata sul reddito forfettario (aliquota 26,07% nel 2026, da verificare sulle circolari INPS); 4) sottrai dal reddito forfettario i contributi previdenziali pagati nell’anno; 5) applica l’imposta sostitutiva (15% o 5%). Esempio: incassi 30.000; reddito forfettario 20.100; contributi 5.246,07; base imposta 14.853,93; imposta 15% = 2.228,09. Totale contributi + imposta: circa 7.474. Ricorda che saldo e acconti modificano gli importi pagati nell’anno, ma a regime il metodo resta identico. Le norme di riferimento sono la L. 190/2014 e le guide dell’Agenzia delle Entrate consultabili su Normattiva e sul portale istituzionale.
Quali adempimenti IVA e contabili ho se scelgo il regime ordinario nel 2026?
In ordinario emetti fatture con IVA, registri corrispettivi e acquisti, compili le liquidazioni IVA periodiche e versi l’imposta entro i termini. Applichi la ritenuta d’acconto del 20% quando fatturi prestazioni professionali a sostituti d’imposta. Deduci i costi inerenti e ammortizzi i beni strumentali. L’IRPEF si calcola per scaglioni (23%-33%-43% nel 2026) dopo deduzioni e detrazioni. Mantieni ordinata la contabilità e conserva i documenti. Per operazioni con fornitori esteri, usi i documenti elettronici corretti tramite SdI e le regole di integrazione o reverse charge previste dal DPR 633/1972 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. La fatturazione elettronica è obbligatoria. I riferimenti normativi principali sono il DPR 633/1972 (IVA), il DPR 917/1986 (TUIR) e i provvedimenti annuali dell’Agenzia.
Posso iniziare con prestazione occasionale prima di aprire la Partita IVA? Quali rischi ci sono?
La prestazione occasionale è ammessa solo se l’attività è episodica, non organizzata e senza continuità. È una soluzione ponte per testare il mercato, non un modo per lavorare stabilmente. Se fatturi in modo ripetuto e con organizzazione di mezzi (agenda, strumenti, canali), devi aprire la Partita IVA. Oltre 5.000 euro annui di compensi in prestazione occasionale scatta l’obbligo contributivo INPS Gestione Separata sulla quota eccedente, ma questo limite non è una soglia fiscale di esenzione. Un uso improprio espone a riqualificazione in lavoro autonomo abituale o, nei casi più gravi, in lavoro subordinato con sanzioni. Le regole sono delineate nel D.Lgs. 81/2015, nel TUIR e nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero del Lavoro. Per un’attività di segreteria svolta con continuità, la strada corretta è la Partita IVA con ATECO 82.10.00 e iscrizione alla Gestione Separata INPS.
