Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per la serigrafia usa il codice ATECO 18.12.00 “Altra stampa”, apri Partita IVA artigiana con ComUnica, invia SCIA al SUAP, iscriviti a INPS artigiani e INAIL, verifica rumore/emissioni.
- ATECO: 18.12.00 include espressamente la serigrafia su vari materiali. Fonti: classificazione ATECO ISTAT; Normattiva.
- Iter: ComUnica per CCIAA/Albo Artigiani, INPS e INAIL; SCIA al SUAP. Fonti: D.L. 7/2007 conv. L. 40/2007; D.P.C.M. 6/5/2009; L. 241/1990 art. 19; D.P.R. 160/2010.
- Fisco 2026: forfettario con coefficiente 67% (L. 190/2014), imposta 5% o 15%; INPS artigiani con fissi 4.521,36 € e aliquote eccedenti da circolare INPS.
Che cos’è la serigrafia ai fini ATECO
La serigrafia è una tecnica di stampa che trasferisce inchiostro attraverso un telaio su supporti diversi. Puoi stampare su tessuti, metalli, vetro, plastica, carta e legno.
Ai fini fiscali e statistici rientra nella sezione C “Attività manifatturiere”, divisione 18 “Stampa e riproduzione di supporti registrati”. Il codice più corretto è 18.12.00 “Altra stampa”. Questo raggruppa tecniche non tipografiche tradizionali, come serigrafia e tampografia.
Il codice giusto: 18.12.00 “Altra stampa”
Il codice 18.12.00 copre la stampa su conto proprio o su commessa di terzi, su materiali diversi dalla sola carta. La serigrafia industriale e artigianale rientra esplicitamente in questa voce. Fonte: classificazione ATECO ISTAT.
Quando aggiungere codici secondari
Aggiungi codici secondari solo se svolgi attività diverse e autonome:
- Vendita al dettaglio di prodotti serigrafati nel tuo negozio: 47.XX (scegli in base alla merce prevalente).
- E-commerce al consumatore finale: 47.91.10 (commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto via Internet).
- Grafica e prestampa come servizio autonomo: 74.10.21 (attività di design grafico).
Evita codici inutili. Il codice prevalente resta 18.12.00 se la serigrafia è l’attività principale.
Come aprire la Partita IVA artigiana per la serigrafia
ComUnica e Albo Artigiani: cosa inviare e perché
Usa la pratica ComUnica per aprire in un’unica trasmissione: Partita IVA, iscrizione alla Camera di Commercio (REA), Albo delle Imprese Artigiane, INPS Gestione Artigiani e INAIL.
La ComUnica è prevista dal D.L. 7/2007, convertito nella L. 40/2007, e attuata dal D.P.C.M. 6 maggio 2009. L’iscrizione all’Albo Artigiani discende dalla L. 443/1985. Indica il codice ATECO 18.12.00, sede operativa, addetti, orari e descrizione dell’attività.
Tempistiche tipiche: protocollazione in 1-3 giorni lavorativi; iscrizioni effettive in 5-10 giorni. Puoi iniziare l’attività dalla data indicata in pratica, salvo vincoli locali specifici.
SCIA al SUAP: avvio immediato ma con requisiti
La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) si presenta al SUAP del Comune della sede. È prevista dalla L. 241/1990 art. 19 e dal D.P.R. 160/2010.
Con la SCIA dichiari che il locale rispetta requisiti igienico-sanitari, urbanistici e di sicurezza. Serve la planimetria e l’asseverazione di un tecnico quando richiesto dal Regolamento edilizio locale.
La SCIA permette l’avvio immediato. Il Comune può fare controlli entro i termini di legge.
Sicurezza sul lavoro e assicurazione INAIL
Applica il D.Lgs. 81/2008: valutazione dei rischi, rumore, sostanze chimiche, movimentazione dei carichi. Forma i lavoratori e nomina le figure previste (RSPP, addetti primo soccorso e antincendio).
Iscrivi l’attività all’INAIL: l’assicurazione è obbligatoria per lavorazioni con macchine e sostanze chimiche (D.P.R. 1124/1965). La voce tariffaria dipende dal ciclo produttivo e incide sul premio.
Se detieni liquidi infiammabili in quantità rilevante, potresti rientrare nel D.P.R. 151/2011 (prevenzione incendi). Verifica soglie e, se necessario, invia SCIA antincendio ai Vigili del Fuoco.
Ambiente, solventi e rumore: cosa serve davvero
Emissioni in atmosfera e AUA
Se usi inchiostri o diluenti a solvente, valuta le emissioni in atmosfera. Il D.Lgs. 152/2006 (Parte V) disciplina le emissioni industriali e i COV (composti organici volatili).
Spesso si applica l’autorizzazione in via generale regionale per le stamperie, oppure l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) se cumuli più titoli (scarichi, emissioni, rifiuti). Fonte: D.P.R. 59/2013.
Prepara una relazione tecnica sull’impianto di aspirazione, sui filtri e sul consumo di solventi. Le soglie e le condizioni variano per Regione; consulta il SUAP e l’ente ambientale competente.
Valutazione di impatto acustico
I macchinari di serigrafia possono essere rumorosi. La L. 447/1995 e il D.P.C.M. 14/11/1997 fissano criteri e limiti.
Di solito serve la “valutazione previsionale di impatto acustico” prima dell’avvio. Se non superi i limiti, invii una comunicazione. Se li superi, devi conseguire il nulla osta o adottare mitigazioni (cabine, pannelli, layout).
La classificazione acustica del Comune indica i limiti per fascia. Chiedi al SUAP o all’Ufficio ambiente quali modelli usare.
Rifiuti di inchiostri, stracci e fanghi
I residui di inchiostri, solventi e stracci contaminati sono rifiuti speciali, spesso pericolosi. Rientrano in codici CER della famiglia 08 (rivestimenti, vernici, inchiostri). Fonte: D.Lgs. 152/2006 e Catalogo Europeo dei Rifiuti.
Nomina un trasportatore iscritto all’Albo Gestori Ambientali e conserva i formulari. Se produci rifiuti pericolosi, tieni il Registro di carico/scarico e invia il MUD annuale entro i termini.
Regimi fiscali, IVA e contabilità per la serigrafia
Regime forfettario 2026: requisiti e coefficiente corretto
Il regime forfettario si applica se i ricavi annuali non superano 85.000 euro. Resta l’uscita immediata se superi 100.000 euro in corso d’anno. Fonti: L. 190/2014 art. 1 commi 54-89 e successive modifiche.
Per il codice 18.12.00 (manifatturiero) si applica il coefficiente di redditività del 67%. Significa che il reddito imponibile si calcola sul 67% dei ricavi.
L’imposta sostitutiva è del 15%. Puoi avere il 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up: nessuna attività simile nei 3 anni precedenti; avvio ex novo o non mera prosecuzione; ricavi dell’eventuale datore di lavoro precedente non prevalenti. Fonti: L. 190/2014 commi 65-69.
Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Non applichi né subisci ritenute d’acconto. Emissione di fattura elettronica obbligatoria. Fonti: D.P.R. 633/1972; D.Lgs. 127/2015; Agenzia delle Entrate.
Regime ordinario (semplificato o ordinario “pieno”) e IVA
Se superi 85.000 euro o ti conviene dedurre costi elevati, scegli l’ordinario. Con la semplificata applichi il principio di cassa (incassi e pagamenti). Con l’ordinaria applichi il principio di competenza (maturazione). Fonte: D.P.R. 600/1973 art. 18.
Soglie per contabilità semplificata imprese: fino a 500.000 euro per servizi e 800.000 euro per altre attività (manifatturiero). La serigrafia rientra in “altre attività”.
IVA: aliquota ordinaria 22% per prestazioni di stampa personalizzata e per la vendita di capi/gadget serigrafati. Aliquote ridotte si applicano solo a specifici prodotti editoriali previsti dalla Tabella A del D.P.R. 633/1972.
Contributi previdenziali INPS artigiani 2026
Iscrizione obbligatoria alla Gestione Artigiani INPS. Contributi fissi 2026: 4.521,36 euro sul reddito minimale di 18.808,00 euro. Oltre il minimale si aggiunge il 24% fino al massimale e il 25% sulla quota che supera 56.224,00 euro (aliquota aggiuntiva). Fonte: circolare INPS annuale su aliquote artigiani e commercianti 2026.
Se aderisci al forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS. È opzionale e si chiede all’INPS. Fonte: normative INPS su agevolazione contributiva forfettari.
Esempio numerico rapido
Ipotesi: ricavi 60.000 euro, forfettario 15%, coefficiente 67%.
- Reddito forfettario: 60.000 × 67% = 40.200 euro.
- INPS: 4.521,36 euro + 24% su (40.200 − 18.808) = 4.521,36 + 5.133,92 = 9.655,28 euro (senza riduzione).
- Imposta sostitutiva 15%: 40.200 × 15% = 6.030 euro.
- Totale fiscale-previdenziale indicativo: 15.685,28 euro (al netto di addizionali locali e INAIL).
- Con riduzione INPS 35%: contributi 6.275,93 euro, totale circa 12.305,93 euro.
Nota: gli importi INPS si ricalcolano ogni anno. Verifica sempre con le circolari INPS aggiornate.
Regola decisionale rapida
Come scegliere regime e adempimenti, passo dopo passo
- Attività principale = serigrafia su conto proprio o terzi? Sì → ATECO 18.12.00. No → valuta altro ATECO prevalente.
- Ricavi previsti ≤ 85.000 euro e costi alti di macchinari? Se costi sono bassi → forfettario. Se costi molto alti → ordinario per dedurre/ammortare.
- Locale produttivo con solventi/rumore? Sì → verifica AUA/emissioni e impatto acustico prima della SCIA. No → SCIA standard.
- Clienti B2B con IVA a credito elevata? Sì → ordinario. Clienti B2C e pochi acquisti? → forfettario.
- Hai partecipazioni in SRL che fa stampa simile? Sì → verifica cause di esclusione dal forfettario (L. 190/2014). No → prosegui.
Errori comuni e come evitarli
Usare il coefficiente 78% invece del 67%
Il 78% vale per attività professionali. La serigrafia è manifattura: coefficiente 67%. Controlla l’Allegato 4 della L. 190/2014.
Dimenticare l’autorizzazione alle emissioni
Inchiostri e diluenti a solvente richiedono spesso autorizzazione in via generale o AUA. Senza titolo rischi sanzioni. Riferimento: D.Lgs. 152/2006, D.P.R. 59/2013.
Locale non conforme e SCIA respinta
Verifica destinazione d’uso artigianale, aerazione, impianti a norma, eventuale prevenzione incendi. Prepara una relazione tecnica prima della SCIA.
Fonti e riferimenti normativi utili
Normattiva: L. 241/1990 art. 19 (SCIA); D.P.R. 160/2010 (SUAP); L. 443/1985 (impresa artigiana); D.L. 7/2007 conv. L. 40/2007 e D.P.C.M. 6/5/2009 (ComUnica); D.Lgs. 81/2008 (sicurezza); D.P.R. 1124/1965 (INAIL); L. 447/1995 e D.P.C.M. 14/11/1997 (rumore); D.Lgs. 152/2006 e D.P.R. 59/2013 (ambiente); D.P.R. 633/1972 e D.Lgs. 127/2015 (IVA e fattura elettronica); L. 190/2014 (regime forfettario). Agenzia delle Entrate: guide su forfettario/IVA. INPS: circolari annuali su aliquote artigiani e riduzione 35%. ISTAT: classificazione ATECO.
| Scenario | Adempimenti obbligatori | Requisiti / limiti principali | Tempistiche e costi indicativi 2026 |
|---|---|---|---|
| Avvio serigrafia artigiana “pura” | ComUnica (CCIAA/Albo Artigiani, INPS, INAIL), SCIA SUAP | Locale idoneo; rispetto sicurezza D.Lgs. 81/2008 | 5–10 giorni per iscrizioni; diritti e bolli 100–250 €; diritto annuale CCIAA dovuto |
| Uso solventi e forni di essiccazione | Autorizzazione emissioni (via generale o AUA); eventuale prevenzione incendi | Soglie COV regionali; DPR 151/2011 se depositi infiammabili rilevanti | 30–90 giorni; pratiche tecniche 600–2.500 € + eventuali oneri istruttori |
| Macchinari rumorosi in area sensibile | Valutazione impatto acustico; comunicazione o nulla osta | Rispetto limiti zonizzazione acustica comunale | 7–30 giorni; tecnico 300–1.200 €; eventuali mitigazioni a parte |
| Regime forfettario | Fattura elettronica senza IVA; imposta sostitutiva; INPS artigiani | Ricavi ≤ 85.000 €; coefficiente 67%; esclusioni L. 190/2014 | Imposta 5% o 15%; INPS fissi 4.521,36 € + 24/25% su eccedenza; riduzione 35% opzionale |
| Regime ordinario semplificato | IVA 22% con detrazione; registri IVA; contabilità per cassa | Ricavi fino a 800.000 € (altre attività); convenienza con costi/IVA elevati | Spese contabili 800–2.000 €/anno; imposte IRPEF per scaglioni 2026 |
FAQ sulla serigrafia: ATECO, permessi e tasse
Il codice ATECO 18.12.00 copre anche la stampa su tessuti e gadget promozionali?
Sì. Il 18.12.00 “Altra stampa” include la serigrafia su supporti diversi dalla sola carta: tessuti, plastica, metallo, vetro, legno. Se vendi al dettaglio nel tuo negozio, aggiungi un codice di commercio al dettaglio 47.XX. Se vendi online al consumatore finale, aggiungi 47.91.10 per l’e-commerce. Mantieni 18.12.00 come prevalente se l’attività principale resta la stampa. Verifica sempre la descrizione ATECO ISTAT per corretta classificazione e per evitare contestazioni in CCIAA o da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Quando serve l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) in serigrafia?
Serve se l’impresa è soggetta ad almeno uno tra: autorizzazione alle emissioni in atmosfera, scarichi idrici non domestici, gestione rifiuti in regime autorizzativo. In serigrafia la casistica tipica è l’uso di inchiostri/diluenti a solvente, che comporta emissioni in atmosfera regolamentate dal D.Lgs. 152/2006 (Parte V). Se rientri in un’autorizzazione in via generale regionale, aderisci alle relative condizioni. Se accumuli più titoli ambientali, conviene l’AUA (D.P.R. 59/2013). Prepara un progetto dell’impianto di aspirazione, stima dei consumi di COV, filtri e manutenzioni. I tempi variano da 30 a 90 giorni; pianifica prima dell’avvio per evitare fermi e sanzioni.
Come funzionano i contributi INPS artigiani nel 2026 per chi fa serigrafia?
Paghi sempre un contributo fisso annuo calcolato sul reddito minimale (4.521,36 euro sul minimale 18.808,00 euro). Se il tuo reddito imponibile previdenziale supera il minimale, versi anche una percentuale sull’eccedenza: 24% fino al massimale e 25% sulla parte che supera 56.224,00 euro (aliquota aggiuntiva). Queste percentuali e soglie vengono aggiornate ogni anno con circolare INPS. Se aderisci al forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi: è opzionale e riduce il costo previdenziale, ma abbassa anche la futura base pensionistica. Valuta la scelta in base a margini e pianificazione pensionistica.
Meglio forfettario o ordinario per una serigrafia che investe in macchinari?
Dipende da ricavi, costi e IVA. Il forfettario conviene se hai margini alti, costi e investimenti contenuti e clientela B2C. Non addebiti IVA e paghi un’imposta semplice sul 67% dei ricavi. Ma non detrai l’IVA sugli acquisti e non deduci costi/ammortamenti. Se compri macchinari costosi, consumi molti materiali e hai IVA a credito, l’ordinario spesso conviene: deduci ammortamenti, detrai IVA, puoi gestire perdite. Con ricavi sotto 800.000 euro rientri in contabilità semplificata per cassa. Fai un confronto numerico: stima utile, IVA a credito e imposte in entrambi i regimi. Aggiorna i dati ogni anno o quando investi.
Devo fare la valutazione del rumore e la SCIA antincendio per forza?
La valutazione del rumore è quasi sempre necessaria se usi macchine rumorose o lavori vicino ad aree sensibili. La L. 447/1995 e il D.P.C.M. 14/11/1997 impongono limiti. Il Comune richiede in genere la valutazione previsionale di impatto acustico con la SCIA. La SCIA antincendio invece dipende dalle quantità e dal tipo di sostanze infiammabili e dai processi. Se detieni o usi liquidi infiammabili oltre le soglie del D.P.R. 151/2011, scatta l’obbligo di prevenzione incendi. In caso contrario, bastano impianti a norma e misure antincendio ordinarie del D.Lgs. 81/2008. Fai verificare da un tecnico antincendio le quantità stoccate e la classificazione del locale prima di avviare.
