Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Il codice ATECO 96.99.99 è residuale: si usa solo per “altri servizi alla persona n.c.a.” quando non esiste un codice più specifico. Scelta corretta, descrizione puntuale e INPS giusta evitano sanzioni e costi inutili.
- Codice residuale: va usato solo se nessun altro ATECO specifico descrive l’attività.
- Forfettario: coefficiente 67%, imposta 5% primi 5 anni, poi 15% (L. 190/2014). IVA non si addebita.
- INPS: professione intellettuale in Gestione Separata (26,07% 2026). Impresa in Gestione Commercianti (fissi 4.611,64 € + variabili).
Cos’è il codice ATECO 96.99.99 e quando usarlo
Il codice ATECO identifica cosa fai in concreto. Serve per tasse, contributi e statistiche. Il 96.99.99 è un codice “residuale”. Significa che copre “altri servizi per la persona non classificati altrove”.
Si usa quando l’attività non ha un codice più preciso. È l’ultima scelta, non la prima. La classificazione ufficiale è quella ISTAT ATECO (edizione 2007 con aggiornamenti). Trovi i riferimenti testuali su ISTAT e Agenzia delle Entrate.
Per usarlo bene devi scrivere una descrizione chiara dell’attività nella pratica. Questa descrizione appare nell’istanza di apertura della partita IVA (modello AA9/12) e, se impresa, nella pratica al Registro delle Imprese. La descrizione guida i controlli fiscali.
Attività tipiche compatibili
Rientrano servizi alla persona senza specifica codifica altrove e senza albi, né abilitazioni particolari. Esempi ricorrenti: piccole attività di assistenza non sanitaria alla persona (accompagnamento, commissioni), personal organizer domestico, piccoli servizi di supporto quotidiano su richiesta.
In tutti i casi non svolgi attività sanitaria, estetica, educativa regolamentata o attività con un codice ATECO dedicato. Se c’è un codice specifico, devi usare quello e non il 96.99.99.
Prima di scegliere, confronta la tua descrizione con l’elenco ATECO ufficiale. In caso di dubbio, individua parole-chiave della tua attività e verifica se esiste una voce più mirata.
Attività da NON inquadrare con 96.99.99 (esempi frequenti)
Insegnante privato: in genere ha codice specifico del comparto istruzione (es. ripetizioni scolastiche). L’istruzione è una sezione a parte dell’ATECO, non “altri servizi alla persona”.
Massaggiatore/estetista: attività estetiche richiedono abilitazione e rientrano in codici dell’estetica. La Legge 1/1990 e norme regionali regolano l’estetica. Il massaggio sportivo inoltre segue regole specifiche. Qui il 96.99.99 non va bene.
Parcheggiatore/gestione sosta: ricade in attività connesse ai trasporti e gestione aree di parcheggio. Non è “servizio alla persona” residuale.
Servizi domestici (colf/badante): sono rapporti di lavoro domestico subordinato, non partita IVA. Si regolano con il CCNL lavoro domestico e le procedure del Ministero del Lavoro, non con ATECO 96.99.99.
Forma giuridica e iscrizioni: professionista o impresa?
La linea di confine è pratica. Se vendi principalmente un sapere personale, senza struttura organizzata, operi come libero professionista. Se invece apri un locale, usi attrezzature rilevanti, assumi personale o organizzi fattori produttivi, sei impresa individuale.
Libero professionista: apri partita IVA con modello AA9/12 presso l’Agenzia delle Entrate. Non ti iscrivi alla Camera di Commercio. Ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Paghi contributi sul reddito con aliquota percentuale. “Principio di cassa” significa che contabilizzi quando incassi e paghi, non quando emetti o ricevi la fattura.
Ditta individuale: oltre alla partita IVA, ti iscrivi al Registro delle Imprese (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). Di solito invii SCIA al SUAP del Comune prima di iniziare. Ti iscrivi alla Gestione Commercianti INPS. Se hai dipendenti o rischi specifici, si valuta anche INAIL.
Fonti normative testuali: DPR 633/1972 (IVA), DPR 917/1986 TUIR (imposte sui redditi), L. 190/2014 art. 1 commi 54-89 (regime forfettario), disposizioni su Registro delle Imprese e SUAP reperibili su Normattiva e portali istituzionali.
Regime forfettario e regime ordinario: come cambiano le tasse
Regime forfettario: se rispetti i requisiti, applichi il coefficiente di redditività. Per il 96.99.99 è 67%. Significa che, se incassi 30.000 euro, il tuo reddito forfettario è 20.100 euro. Non deduci costi reali, salvo contributi INPS.
L’imposta sostitutiva è 5% per i primi 5 anni se soddisfi le condizioni di nuova attività e assenza di precedenti equivalenti. Poi passa al 15%. Queste regole derivano dalla L. 190/2014 e successive modifiche consultabili su Normattiva e Agenzia delle Entrate.
Nel forfettario non addebiti IVA in fattura e non detrai quella sugli acquisti. Inserisci in fattura la dicitura di esonero IVA secondo la normativa vigente. Applichi bollo da 2 euro se il totale supera 77,47 euro.
Regime ordinario: paghi IRPEF sugli utili, cioè incassi meno costi deducibili. Le aliquote 2026 si applicano per scaglioni: fino a 28.000 euro 23%; da 28.001 a 50.000 euro 33%; oltre 50.000 euro 43%. Si aggiungono addizionali regionali e comunali. Applichi l’IVA alle vendite e puoi detrarre l’IVA sugli acquisti.
Esempio forfettario: incassi 30.000 euro, coefficiente 67%, reddito 20.100 euro. Se sei al sesto anno e applichi il 15%, l’imposta è 3.015 euro. I contributi si calcolano a parte e si sottraggono prima dall’imponibile.
Contributi previdenziali: Gestione Separata o Commercianti
Gestione Separata INPS: per attività intellettuali senza cassa professionale. Aliquota 2026: 26,07% sul reddito imponibile (differenza tra incassi e costi se ordinario, reddito forfettario se forfettario, al netto dei contributi). Non ci sono minimali fissi. Puoi indicare rivalsa 4% in fattura, che è facoltativa e aumenta l’imponibile contributivo.
Gestione Commercianti INPS: per attività d’impresa al servizio della persona. Contributi fissi 4.611,64 euro l’anno, rateizzati trimestralmente. Superati 18.808,00 euro di reddito, versi anche contributi variabili: 24,48% sulla parte eccedente. Oltre 56.224,00 euro, l’aliquota sale al 25,48% sulla quota ulteriore.
Riduzione contributiva forfettari: è possibile chiedere la riduzione del 35% dei contributi IVS per artigiani e commercianti, su domanda. La misura è indicata dalle istruzioni INPS. Valuta l’impatto su pensione e prestazioni.
Fonti testuali: circolari INPS annuali su Gestione Separata e Gestione Artigiani/Commercianti; TUIR e L. 335/1995 per il quadro previdenziale. Consulta sempre la versione aggiornata su INPS e Normattiva.
Adempimenti operativi essenziali
Fatturazione elettronica: obbligatoria anche per forfettari. Usa un software accreditato per inviare allo SDI. Indica ritenuta d’acconto solo se dovuta (in forfettario di norma non si applica).
Corrispettivi: se l’attività è assimilata al commercio al minuto e vendi a privati senza fattura nominativa, potresti usare un registratore telematico. In alternativa, emetti sempre fattura elettronica. Valuta il tuo caso concreto prima di scegliere.
SUAP e SCIA: se apri un locale aperto al pubblico o svolgi attività soggette a requisiti igienico-sanitari, presenta SCIA prima dell’avvio. Le regole pratiche sono nei regolamenti comunali e nelle norme regionali.
POS: accetta pagamenti elettronici. Gli obblighi sono previsti dalla normativa sui sistemi di pagamento. Sanzioni in caso di rifiuto ingiustificato.
Privacy: se tratti dati personali, adegua informative e consensi secondo il GDPR. Custodisci i dati in modo sicuro e limita gli accessi.
Regola decisionale rapida
Seleziona codice, forma e INPS in 5 passaggi logici
1) Esiste un codice ATECO specifico per la tua attività? Se sì, usa quello. Se no, valuta 96.99.99 come residuale.
2) L’attività richiede abilitazioni, albi o normative speciali (es. estetica, istruzione, sanità)? Se sì, non usare 96.99.99.
3) Operi da solo con competenze personali e senza organizzazione d’impresa? Se sì, sei professionista e ti iscrivi alla Gestione Separata INPS.
4) Hai locale, attrezzature rilevanti, addetti o orari al pubblico? Se sì, sei impresa individuale e ti iscrivi a CCIAA e Gestione Commercianti.
5) Hai ricavi annui previsti entro 85.000 euro e rispetti i requisiti? Se sì, valuta il forfettario (coefficiente 67%, imposta 5% o 15%). Altrimenti usa l’ordinario.
Fonti normative da consultare (testuali)
Classificazione ATECO ISTAT; Agenzia delle Entrate per apertura partita IVA e regimi fiscali; L. 190/2014 art. 1 commi 54-89 e successive modifiche per il regime forfettario; DPR 633/1972 (IVA); DPR 917/1986 TUIR (IRPEF e determinazione del reddito); circolari INPS annuali per aliquote Gestione Separata e Artigiani/Commercianti; SUAP comunali e normative regionali per SCIA; Ministero delle Imprese e del Made in Italy per Registro delle Imprese; portale Normattiva per i testi consolidati.
Errori comuni e come evitarli
Usare il codice residuale quando esiste quello giusto
Molte attività hanno un ATECO preciso. Se sbagli codice, rischi controlli, rettifiche contributive o riclassificazioni. Confronta sempre la descrizione con l’elenco ISTAT.
Sottovalutare SCIA e requisiti locali
Anche attività “semplici” possono richiedere SCIA o requisiti igienico-sanitari. Senza SCIA potresti ricevere sanzioni o la sospensione dell’attività.
Iscrizione INPS errata
Professionista in Gestione Separata; impresa in Gestione Commercianti. L’iscrizione sbagliata crea arretrati e more. Verifica la natura dell’attività prima di iniziare.
Regime fiscale non ottimale
Il forfettario conviene se hai pochi costi e ricavi sotto soglia. Se hai spese alte e IVA a credito, valuta l’ordinario. Simula entrambe le ipotesi.
| Scenario concreto | 96.99.99 è corretto? | Forma/INPS consigliata | Adempimenti e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Personal organizer domestico (riordino case, agenda familiare) | Sì, se non esiste codice più specifico in sezione servizi alla persona | Professionista, Gestione Separata | Partita IVA AA9/12 in 1 giorno; fatturazione elettronica subito; POS e privacy prima dell’avvio |
| Insegnante privato (ripetizioni) | No: usare codice istruzione dedicato | Professionista, Gestione Separata | Partita IVA; niente CCIAA; nessuna SCIA tipica; emetti fattura per le lezioni |
| Servizi di accompagnamento persone fragili (non sanitario) | Spesso sì, se non rientra in codici socio-sanitari | Ditta individuale se con organizzazione e mezzi; altrimenti professionista | Valuta SCIA comunale; verifica requisiti veicoli; tempi: 1-10 giorni secondo Comune |
| Massaggi estetici | No: attività regolamentata estetica | Ditta individuale, Gestione Artigiani/Commercianti | SCIA estetica al SUAP; requisiti abilitanti; tempi: variabili, spesso 30 giorni |
| Parcheggiatore/gestione sosta | No: settore trasporti/gestione parcheggi | Ditta individuale/impresa, Gestione Commercianti | Autorizzazioni specifiche comunali; iscrizione CCIAA; tempi: 15-60 giorni |
| Piccoli servizi alla persona a domicilio (commissioni, spesa, attese) | Sì, se non rientrano in codici specifici | Professionista; se assumi personale, ditta individuale | Partita IVA; eventuale SCIA se locale; POS; privacy; tempi 1-10 giorni |
FAQ
Posso usare il 96.99.99 per iniziare e poi cambiarlo se trovo un codice migliore?
Sì, puoi variare il codice ATECO in qualunque momento con comunicazione all’Agenzia delle Entrate e, se impresa, al Registro delle Imprese. La variazione ha effetti dal giorno dichiarato. Valuta però l’impatto su coefficienti del forfettario, INPS e studi/indicatori. Se passi da un codice residuale a uno più specifico, cambiano spesso il coefficiente di redditività e, per l’impresa, il settore contributivo. Conserva la coerenza tra fatture, descrizione dell’attività e ATECO usato. Le fonti ufficiali per le variazioni sono i servizi dell’Agenzia delle Entrate e il portale del Registro delle Imprese; i riferimenti normativi generali sono reperibili su Normattiva.
Con il 96.99.99 posso aderire al regime forfettario? Quali requisiti devo rispettare?
Sì, se rispetti i requisiti generali: ricavi/compensi non oltre 85.000 euro annui, nessuna partecipazione di controllo in SRL collegata all’attività, assenza di regimi IVA speciali, residenza fiscale in Italia (salvo eccezioni). Applichi il coefficiente 67% su incassi (principio di cassa: contano gli importi effettivamente incassati nell’anno). L’imposta sostitutiva è 5% per i primi 5 anni con condizioni di start-up, poi 15%. Non addebiti IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Le regole discendono dalla L. 190/2014 e successive modifiche; verifica ogni anno le eventuali novità su Agenzia delle Entrate e Normattiva.
Come capisco se devo iscrivermi alla Gestione Separata o alla Gestione Commercianti?
Analizza come lavori. Se l’attività si basa sul tuo apporto personale, senza organizzazione esterna, rientri come professionista in Gestione Separata. Se invece organizzi fattori produttivi (locale, attrezzature, dipendenti, orari al pubblico), hai un’attività di impresa e passi alla Gestione Commercianti con contributi fissi e variabili. La qualificazione non dipende solo dal codice ATECO, ma dalla sostanza. In caso di controlli, INPS e Agenzia delle Entrate guardano alla realtà operativa. Consulta le circolari INPS e il TUIR per i criteri generali.
Devo fare la SCIA se opero solo a domicilio del cliente e non ho un locale?
In molti casi no, se non svolgi attività soggette a requisiti igienico-sanitari o sicurezza specifica. Tuttavia alcuni Comuni chiedono SCIA anche per servizi alla persona a domicilio, specie se usi attrezzature particolari o stazioni temporanee. Verifica sempre con il SUAP del Comune dove operi. Ricorda che la SCIA va presentata prima dell’inizio attività. Il silenzio-assenso e i controlli successivi seguono le regole della L. 241/1990 e disciplina regionale; verifica i testi aggiornati su Normattiva e portali comunali.
Quali sono gli errori fiscali più comuni con il 96.99.99 e come li evito?
Primo: scegliere il codice residuale quando esiste un codice preciso. Soluzione: controlla l’elenco ISTAT e gli esempi dell’Agenzia delle Entrate. Secondo: iscrizione INPS errata (Gestione Separata invece di Commercianti o viceversa). Soluzione: descrivi bene l’organizzazione e verifica gli indici di impresa. Terzo: regime fiscale scelto senza simulazione. Soluzione: confronta forfettario e ordinario considerando IVA, costi reali e contributi. Quarto: dimenticare SCIA o requisiti locali. Soluzione: contatta il SUAP prima di avviare. Quinto: fatturazione elettronica incompleta (mancata marca da bollo, diciture forfettario). Soluzione: usa un software aggiornato e segui le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Fonti testuali utili: Normattiva, INPS, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Ministero del Lavoro, Agenzia delle Entrate.
