Codice ATECO per tatuatore: qual è e cosa posso farci?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Il codice ATECO per tatuaggi e piercing è 96.09.02. Sei artigiano: Partita IVA, iscrizione all’Albo Artigiani, SCIA SUAP e requisiti sanitari ASL. Forfettario: coefficiente 67%; imposta 5%-15%; INPS artigiani: fissi più percentuali.

  • ATECO corretto per tatuaggi e piercing: 96.09.02 (Altre attività di servizi alla persona). Serve Partita IVA, Registro Imprese sezione Artigiani, INPS, INAIL, SCIA al SUAP e nulla osta/controlli ASL.
  • Regime forfettario: coefficiente 67%; imposta sostitutiva 5% per i primi 5 anni, poi 15%; soglia ricavi 85.000 euro; niente IVA né ISA. Base INPS = ricavi x 67%.
  • INPS artigiani 2026: contributi fissi 4.521,36 euro; variabili al 24% oltre 18.808 euro di reddito; +1% (quindi 25%) oltre 56.224 euro. Riduzione 35% per forfettari su richiesta.

Codice ATECO del tatuatore: quale scegliere e perché conta

Il codice ATECO definisce con precisione la tua attività. Per tatuaggi e piercing, l’ISTAT (classificazione ATECO 2007) indica 96.09.02 “Attività di tatuaggio e piercing”. È la voce che inquadra l’operatore come artigiano.

Perché è importante? Determina contributi INPS (gestione artigiani), necessità di iscrizione all’Albo Artigiani e coefficienti del regime forfettario. Influenza anche obblighi INAIL e controlli sanitari. L’Agenzia delle Entrate e la Camera di Commercio usano il codice per gli adempimenti.

Non confondere il tatuaggio con l’estetica. L’estetista ricade nel 96.02, con regole diverse. Anche il trucco permanente/dermopigmentazione, se invasivo come il tatuaggio, in molte Regioni rientra nel 96.09.02. Verifica sempre l’inquadramento con CCIAA e SUAP.

Adempimenti per aprire: fisco, impresa e sanità

1) Apertura Partita IVA e Comunicazione Unica

Apri la Partita IVA come ditta individuale. Indica il codice ATECO 96.09.02. Con la Comunicazione Unica, trasmessa al Registro Imprese, attivi in un colpo solo: Partita IVA (Agenzia Entrate), iscrizione all’Albo Artigiani (L. 443/1985), posizione INPS artigiani e INAIL.

Riferimenti utili: TUIR (DPR 917/1986) per IRPEF, normativa su Comunicazione Unica e Registro Imprese reperibile su Normattiva e portali di Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

2) SCIA e requisiti igienico-sanitari

Presenta la SCIA al SUAP del Comune prima di iniziare. La ASL verifica locali, procedure e attrezzature. Devi rispettare l’Accordo della Conferenza Stato-Regioni del 5 febbraio 2003 su tatuaggio e piercing, oltre alle delibere regionali più recenti. Se parti da zero, vedi come aprire uno studio di tatuatori e quanto costa.

In concreto servono: superfici lavabili, aree pulite/sterili distinte, sterilizzazione o monouso a norma, tracciabilità degli aghi, procedure di disinfezione, gestione DPI. Prepara manuale operativo e registro sanificazioni.

3) Formazione obbligatoria e consenso informato

Molte Regioni richiedono un corso abilitante specifico (igiene, anatomia, rischi biologici). In genere 90–120 ore con aggiornamenti periodici. La base è nell’Accordo Stato-Regioni 2003, poi declinato localmente.

Fai firmare il consenso informato. Per i minori servono regole più rigide. Spesso è vietato tatuare minori senza consenso scritto dei genitori e documento. Verifica l’atto regionale del tuo territorio e le indicazioni del Ministero della Salute.

4) Rifiuti, sicurezza e privacy

I rifiuti taglienti e a rischio infettivo seguono il D.Lgs. 152/2006. Serve un contratto con un trasportatore autorizzato e registro di carico/scarico. Conserva i formulari.

Se hai dipendenti, applica il D.Lgs. 81/2008 (DVR, RSPP, formazione, sorveglianza sanitaria quando dovuta). Tratta dati sanitari e anagrafici secondo il Regolamento UE 2016/679 (GDPR). Conserva i consensi in modo sicuro.

Regimi fiscali 2026: forfettario o ordinario

Regime forfettario: semplice e spesso conveniente

Il regime forfettario è un regime agevolato introdotto dalla L. 190/2014 e successive modifiche. Soglia ricavi: 85.000 euro annui. Se superi 100.000 euro perdi il regime dall’anno stesso.

Reddito imponibile = ricavi x coefficiente. Per il codice 96.09.02 il coefficiente è 67%. “Coefficiente” significa la quota di incassi su cui calcoli imposte e contributi, al posto delle spese reali.

Imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up (nessuna attività uguale nei 3 anni prima, nuova attività autonoma e prevalente, ecc.), poi 15%. Fonti di base: L. 190/2014, L. 145/2018, circolari Agenzia Entrate.

IVA: in forfettario non addebiti IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Indichi la dicitura di esenzione prevista dalla legge. Niente ISA.

Regime ordinario: deduci i costi, applichi l’IVA

Se scegli l’ordinario, paghi l’IRPEF a scaglioni 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Base = ricavi meno costi deducibili e contributi.

Applichi l’IVA ordinaria (22%) sulle prestazioni. Detrai l’IVA pagata sugli acquisti. Tieni la contabilità IVA e le liquidazioni periodiche. Norme: DPR 633/1972 per IVA, DPR 917/1986 per IRPEF.

Quando conviene? Se hai molti costi veri (attrezzature, materiali monouso, canoni, personale) che in ordinario puoi dedurre e detrarre. Valuta con simulazioni numeriche.

Contributi INPS 2026: gestione artigiani

Come si calcolano fissi e variabili

Gli artigiani pagano contributi fissi, dovuti anche con reddito zero, e contributi variabili, applicati sulla quota di reddito oltre il minimale: sono i contributi previdenziali che deve versare un tatuatore.

Importi 2026 comunicati dall’INPS: fissi 4.521,36 euro. Scadenze trimestrali. Minimo di reddito: 18.808 euro. Oltre questo, contributi al 24% fino a 56.224 euro e al 25% sulla parte ulteriore (24% + 1% aggiuntivo).

Nel forfettario, il “reddito” INPS è il reddito forfettario (incassi x 67%). In ordinario è il reddito d’impresa reale. Fonte: circolari annuali INPS per artigiani e commercianti.

Esempi pratici

Incassi annui 20.000 euro in forfettario: reddito forfettario 13.400 euro (20.000 x 67%). Imposta 5% = 670 euro (primi 5 anni). Contributi: solo fissi 4.521,36 euro, perché 13.400 è sotto il minimale.

Incassi annui 40.000 euro in forfettario: reddito forfettario 26.800 euro. Quota oltre minimale: 7.992 euro (26.800 – 18.808). Contributi variabili 24% = 1.918,08 euro. Totale contributi = fissi + variabili.

Riduzione contributiva 35%: se sei nel forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% su fissi e variabili. Paghi meno oggi, ma accumuli meno contributi ai fini pensionistici. La domanda si fa all’INPS entro i termini annuali.

Nota importante 2026: non esiste una riduzione generalizzata del 50% per i primi tre anni per i nuovi iscritti artigiani. Eventuali esoneri o sgravi diversi valgono solo se previsti da leggi speciali e circolari INPS del periodo. Verifica sempre le circolari più recenti.

Operare in studio altrui: affitto poltrona e collaborazioni

Puoi lavorare nel tuo studio o usare la postazione in uno studio altrui con un contratto di “affitto di poltrona/postazione”. Tu resti autonomo, con Partita IVA. Emetti fattura al cliente o al titolare a seconda dell’accordo.

Il contratto deve definire: canone, orari, dotazioni, responsabilità sanitarie e assicurative, gestione dei rifiuti, privacy, allegati tecnici (procedure igieniche). Alcuni Comuni chiedono che il titolare comunichi i nominativi alla ASL/SUAP.

Ricorda: i requisiti sanitari valgono anche per chi affitta la postazione. Se usi attrezzature comuni, definite procedure di sterilizzazione e responsabilità.

Fatture, corrispettivi e pagamenti

Dal 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica è stato esteso ai forfettari. Nel 2026 l’e-fattura è la regola, salvo eccezioni specifiche. Emissione entro 12 giorni dalla prestazione se fattura immediata.

Se lavori con privati, puoi usare corrispettivi telematici (scontrino) oppure emettere fattura elettronica per ogni operazione. Se emetti sempre fattura, non trasmetti i corrispettivi. Accetta pagamenti tracciabili per deduzioni e per gestire caparre e acconti.

Regola decisionale rapida

Come scegliere in pochi passaggi, senza errori

Se svolgi tatuaggi o piercing: usa ATECO 96.09.02. Se fai solo estetica: valuta 96.02. Se fai dermopigmentazione con aghi e pigmenti stabili: di norma rientra in 96.09.02, verifica con ASL/Regione.

Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro e hai costi bassi: scegli il forfettario (coefficiente 67%). Se hai costi alti, investimenti e dipendenti: valuta l’ordinario per dedurre spese e detrarre IVA.

Se lavori in studio altrui: usa affitto poltrona con contratto scritto. Verifica che SCIA e requisiti ASL coprano il tuo operato. Stabilisci chi fattura al cliente e come ripartire i corrispettivi.

Se sei forfettario: valuta la riduzione INPS del 35%. Se punti alla pensione, considera di non richiederla o di versare contributi volontari aggiuntivi.

Se operi con minori: chiedi consenso scritto dei genitori e documento. Se la norma regionale lo vieta, rifiuta la prestazione.

Fonti normative di riferimento

Dove verificare le regole ufficiali

Codici e imposte: DPR 917/1986 (TUIR), DPR 633/1972 (IVA), Legge 190/2014 e successive per il regime forfettario, documentazione Agenzia delle Entrate. Classificazioni ATECO: pubblicazioni ISTAT e tabelle ATECO 2007.

Imprese artigiane e SUAP: Legge 443/1985 (disciplina dell’artigianato), DPR 160/2010 (SUAP), istruzioni del Ministero delle Imprese e CCIAA. Previdenza: circolari INPS gestione artigiani e commercianti.

Sanità: Accordo Conferenza Stato-Regioni del 5 febbraio 2003 su tatuaggi e piercing e successive linee regionali; Ministero della Salute per requisiti igienico-sanitari e informazione ai minori. Ambiente: D.Lgs. 152/2006 per rifiuti sanitari.

Scenario Requisiti principali Adempimenti e tempistiche Tasse e contributi 2026 Criticità comuni
Nuovo studio di tatuaggi (titolare) ATECO 96.09.02; locali a norma ASL; corso regionale; polizza RC Comunicazione Unica (IVA, CCIAA, INPS, INAIL); SCIA SUAP; avvio dopo protocollazione Forfettario: 5%/15% su 67%; INPS fissi 4.521,36 + variabili oltre 18.808 Ritardi SCIA; gestione rifiuti; sterilizzazione; e-fattura e corrispettivi
Affitto poltrona in studio altrui Partita IVA; contratto scritto; rispetto procedure sanitarie dello studio Eventuale comunicazione nominativi a SUAP/ASL; fatturazione definita a contratto Stesse regole del titolare per imposte e INPS in base al regime scelto Ambiguità su chi fattura; responsabilità igieniche; tracciabilità aghi
Regime forfettario Ricavi ≤ 85.000; assenza cause di esclusione; requisiti start-up per 5% Fattura elettronica senza IVA; imposta sostitutiva; possibile riduzione INPS 35% Base = incassi x 67%; imposta 5% o 15%; INPS fissi + 24%/25% sull’eccedenza Niente detrazione IVA; limiti spesa beni strumentali; attenzione soglia 100.000
Regime ordinario Contabilità IVA; gestione costi e ammortamenti; liquidazioni periodiche Fatture con IVA 22%; registri IVA; dichiarazioni periodiche; ISA IRPEF 23%-33%-43% su reddito; INPS su reddito reale Maggiore burocrazia; acconti/saldi IRPEF e IVA; gestione magazzino e cespiti

FAQ: domande frequenti sul codice ATECO tatuatore e tassazione

Qual è il codice ATECO corretto per tatuaggi, piercing e trucco permanente? Posso aggiungere altri codici?

Per tatuaggi e piercing usa 96.09.02. È la voce dedicata alle attività che prevedono l’inserimento di pigmenti o l’applicazione di gioielli corporei con strumenti taglienti o perforanti. Se fai anche prestazioni di estetica non invasiva (ceretta, manicure), l’area corretta è il 96.02, che richiede abilitazioni e locali conformi a quella specifica attività. Il trucco permanente/dermopigmentazione, quando comporta l’inserimento stabile di pigmenti, viene in genere assimilato al tatuaggio e quindi rientra in 96.09.02. Puoi aggiungere codici secondari se vendi prodotti al dettaglio (ad esempio bigiotteria o aftercare), ma serve valutare l’ATECO retail coerente e, spesso, l’adeguamento dei locali e l’iscrizione al REC ove previsto dal Comune. Chiedi conferma a CCIAA e SUAP prima di inserire codici aggiuntivi.

Meglio regime forfettario o ordinario per un tatuatore che inizia nel 2026?

Se i tuoi costi sono contenuti e fatturi meno di 85.000 euro, il forfettario è spesso più semplice e conveniente. Calcoli il reddito con il coefficiente 67% e applichi l’imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni (se rispetti i requisiti), poi 15%. Non addebiti IVA e non compili ISA. Se invece prevedi investimenti importanti (arredi, autoclave, macchinari), consumi elevati di materiali monouso, canoni alti o personale, l’ordinario può convenire perché deduci i costi e detrai l’IVA. Valuta anche la posizione INPS: nel forfettario la base contributiva è il reddito forfettario, nell’ordinario è il reddito reale. Esegui sempre due simulazioni numeriche prima di scegliere, usando scaglioni IRPEF 2026 e contributi INPS del tuo caso.

Come funzionano i contributi INPS 2026 per i tatuatori? La riduzione del 35% conviene sempre?

Paghi contributi fissi 4.521,36 euro nel 2026, anche con reddito zero. Oltre al minimale di 18.808 euro si aggiungono contributi variabili: 24% fino a 56.224 euro di reddito e 25% sulla parte oltre (24% + 1% addizionale). Nel forfettario, la base è data da incassi x 67%. Puoi chiedere la riduzione del 35% se aderisci al forfettario: si applica sia ai fissi sia ai variabili, ma riduce anche l’accredito contributivo ai fini pensionistici. Conviene se cerchi liquidità nel breve periodo e non hai interesse a massimizzare i contributi. Se vuoi una pensione più alta o accedere prima a prestazioni collegate, valuta di non richiederla o di integrare con versamenti volontari. Non esiste nel 2026 una riduzione generalizzata del 50% per i primi tre anni per i nuovi artigiani, salvo misure straordinarie deliberate di anno in anno.

Posso tatuare i minori? Quali documenti devo tenere in studio per i controlli ASL?

La regola varia per Regione. In molte Regioni è vietato tatuare minori senza consenso scritto di entrambi i genitori o dell’esercente la responsabilità genitoriale, allegando copia documento. Alcune Regioni vietano specifiche zone del corpo o tecniche. Prepara un modulo di consenso chiaro, informativa sui rischi, allergie, farmaci e controindicazioni. Conserva schede cliente, consenso informato, schede pigmenti, lotti e tracciabilità degli aghi. Tieni a disposizione: planimetria dei locali, SCIA protocollata, manuale di sanificazione e sterilizzazione, registro dei rifiuti, contratti di smaltimento, attestati formativi, manutenzione macchinari, DPI e procedure infortuni. L’ASL verifica anche procedure di disinfezione, sterilizzazione o uso di materiale monouso, e la corretta gestione delle emergenze.

Come fatturo i servizi di tatuaggio? Devo applicare IVA e usare il registratore di cassa?

Se sei nel forfettario, emetti fattura elettronica senza IVA con la dicitura di esenzione prevista e versi l’imposta sostitutiva. Puoi evitare il registratore telematico se emetti e-fattura per ogni operazione. Se sei in ordinario, applichi l’IVA 22% sulle prestazioni e detrai l’IVA sugli acquisti. Puoi emettere scontrino/corrispettivo telematico per i clienti privati al posto della fattura, salvo richiesta del cliente. Se prendi acconti o caparre, fattura o certifica il corrispettivo al momento dell’incasso. Ricorda i tempi: fattura immediata entro 12 giorni, differita con DDT per cessioni di beni. Conserva elettronicamente i documenti per il periodo previsto dal DPR 633/1972 e dal DPR 600/1973.

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