Codice ATECO per vendere online: qual è e cosa comprende?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Dal 2025 il codice ATECO “vendita via internet” è superato: scegli il codice in base ai prodotti venduti. Per iniziare: Partita IVA con ComUnica, iscrizione INPS commercianti e SCIA SUAP per vendita a distanza.

  • ATECO 2025 è canale-neutro: il codice si sceglie per categoria merceologica, non per “online”.
  • Adempimenti iniziali: ComUnica (Agenzia Entrate, Registro Imprese, INPS) e SCIA al SUAP del Comune.
  • IVA e fatture: e-fattura obbligatoria; regole “vendite a distanza” con OSS/IOSS per UE ed extra-UE.

Cosa è cambiato dal 2025: addio al codice “via internet”

Dal 2025 l’aggiornamento della classificazione ATECO ha eliminato i codici distinti per canale di vendita. La logica ora è canale-neutra: conta “cosa” vendi, non “come” lo vendi.

Questa scelta allinea l’ATECO italiano agli standard europei (NACE) e riduce ambiguità tra negozio fisico e online. Se vendi scarpe, userai il codice del commercio al dettaglio di calzature. Se vendi cosmetici, quello dei cosmetici. Il canale web non cambia il codice.

La base tecnica è la classificazione ISTAT ATECO aggiornata. Per inquadrare gli obblighi giuridici e fiscali collegati, i riferimenti sono disponibili su Normattiva per IVA (D.P.R. 633/1972), commercio (D.Lgs. 114/1998), e-commerce (D.Lgs. 70/2003) e tutela consumatori (D.Lgs. 206/2005).

Perché la scelta è per prodotto e non per canale

Il canale è solo un mezzo. Il legislatore fiscale e statistico vuole coerenza dei dati. Due negozi che vendono le stesse scarpe sono comparabili anche se uno è online e l’altro è in strada. Da qui la classificazione unica per merce.

Come scegliere il codice ATECO corretto nel 2026

Segui un metodo semplice in quattro passi.

1) Definisci la merce prevalente

Prevalente significa il prodotto che genera più ricavi. Se vendi più categorie, stima le percentuali sul fatturato atteso. Il codice segue la prevalenza.

2) Individua il livello di dettaglio giusto

Usa la dicitura più specifica disponibile per il tuo prodotto. Abbigliamento, calzature, cosmetici, elettronica, libri, giocattoli, alimentari. Evita voci troppo generiche se una specifica è applicabile.

3) Valuta l’opzione “non specializzato con prevalenza” se vendi di tutto

Se fai un general store con più famiglie merceologiche, puoi scegliere un codice di commercio al dettaglio non specializzato con prevalenza di una categoria. È utile quando nessuna singola categoria supera nettamente le altre.

4) Aggiungi un secondo codice solo se necessario

Aggiungi un codice secondario se svolgi un’attività diversa che incide sui ricavi. Esempio: riparazioni (artigianato) oltre alla vendita. Evita di elencare codici ridondanti. Devono riflettere attività effettive.

Esempi pratici

– Vendita di scarpe: commercio al dettaglio di calzature (canale web irrilevante).

– Vendita di cosmetici: commercio al dettaglio di cosmetici e profumi.

– Libreria online: commercio al dettaglio di libri.

– General store casa-ufficio: commercio al dettaglio non specializzato con prevalenza di casalinghi o cancelleria, secondo il mix.

– Artigiano che produce saponi e li vende online: attività artigiana di fabbricazione saponi + commercio al dettaglio dei propri prodotti.

Adempimenti per aprire e gestire l’e-commerce nel 2026

Partita IVA e ComUnica

Apri come ditta individuale commerciale. La pratica ComUnica accorpa:

  • apertura Partita IVA presso Agenzia delle Entrate,
  • iscrizione al Registro delle Imprese (Camera di Commercio),
  • iscrizione alla Gestione Commercianti INPS.

La disciplina del Registro Imprese deriva dalla legge istitutiva delle Camere di Commercio e normativa attuativa. ComUnica è la via telematica unica per le imprese.

SCIA al SUAP per la vendita a distanza

Presenta la SCIA al SUAP del Comune della sede. Indica che svolgi commercio al dettaglio in forma speciale “vendita a distanza”. Specifica sito, eventuali marketplace usati, locali di deposito e logistica.

Il quadro normativo è nel D.Lgs. 114/1998 (riforma del commercio) e nel D.P.R. 160/2010 (Sportello Unico per le Attività Produttive). Regioni e Comuni possono richiedere allegati ulteriori (planimetrie dei depositi, requisiti morali del titolare).

INPS Gestione Commercianti

Ti inquadri nella Gestione Commercianti INPS. Paghi contributi minimi ogni anno e una quota percentuale sul reddito eccedente i minimi. La riduzione del 35% per regime forfettario è richiedibile su base volontaria.

“Coadiuvante” è il familiare che aiuta in modo abituale nella ditta. Va iscritto come collaboratore familiare. Ha propri contributi.

Fatturazione, IVA e vendite a distanza

La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. La base è nel D.L. 36/2022 e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Vendite di beni online (e-commerce indiretto) sono assimilate a vendite per corrispondenza. Non devi emettere scontrino o ricevuta fiscale. Emmetti fattura su richiesta del cliente. Registra i corrispettivi.

Per l’IVA UE, dal 2021 valgono le regole “vendite a distanza” e i regimi OSS/IOSS. In sintesi:

  • OSS: versi l’IVA di tutte le vendite B2C verso consumatori UE in un’unica dichiarazione trimestrale in Italia, applicando l’aliquota del Paese di destinazione, se superi la soglia UE o scegli l’opzione.
  • IOSS: per beni importati di valore intrinsico fino a 150 euro, consente di incassare l’IVA al checkout e consegnare in esenzione all’importazione.

I riferimenti sono nella Direttiva 2006/112/CE (come modificata), Regolamento di esecuzione UE 282/2011, regolamenti sul pacchetto e-commerce, e nel recepimento italiano (D.Lgs. 83/2021), consultabili su Normattiva.

Nei marketplace, in certi casi il portale è “fornitore presunto” ai fini IVA per vendite B2C di beni importati o da venditori non UE. Verifica il ruolo contrattuale e fiscale del marketplace.

Obblighi informativi, consumatore e privacy

Il D.Lgs. 70/2003 impone sul sito dati chiari su venditore, prezzi, fasi d’acquisto. Il D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo) regola diritto di recesso (14 giorni), garanzia legale, pratiche commerciali.

Se tratti dati personali, rispetta il GDPR (Reg. UE 2016/679). Fornisci informativa privacy e cookie, base giuridica, tempi di conservazione. Se usi profilazione o marketing, acquisisci consenso valido.

Regola decisionale rapida

Usa questi nessi logici per scegliere correttamente

  • Se vendi una sola categoria merceologica principale, allora scegli il codice ATECO specifico per quella categoria.
  • Se vendi più categorie e una supera il 50% dei ricavi, allora scegli il codice della categoria prevalente.
  • Se nessuna categoria è prevalente e il catalogo è ampio, allora scegli un codice di commercio al dettaglio non specializzato con indicazione di prevalenza più verosimile.
  • Se oltre a vendere svolgi lavorazioni o riparazioni abituali, allora aggiungi un secondo codice coerente con l’attività artigiana o di servizi.
  • Se non acquisti e non rivendi, ma metti solo in contatto venditore e acquirente per provvigione, allora inquadra l’attività come intermediazione commerciale, non commercio al dettaglio.
  • Se vendi a consumatori UE e superi la soglia unica, allora attiva l’OSS per semplificare l’IVA estera.
  • Se importi beni fino a 150 euro per B2C, allora valuta l’IOSS per evitare oneri in dogana ai clienti.

Fonti normative di riferimento

Quadro essenziale da consultare

  • Classificazione ISTAT ATECO aggiornata (documentazione tecnica ISTAT).
  • D.P.R. 633/1972 sull’IVA (Normattiva).
  • D.Lgs. 114/1998 sul commercio e forme speciali di vendita (Normattiva).
  • D.P.R. 160/2010 sullo Sportello Unico per le Attività Produttive SUAP (Normattiva).
  • D.Lgs. 70/2003 sul commercio elettronico (Normattiva).
  • D.Lgs. 206/2005 Codice del Consumo (Normattiva).
  • Reg. UE 2016/679 (GDPR), Reg. UE 282/2011 e Direttiva 2006/112/CE per IVA UE.
  • D.L. 36/2022 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate su fattura elettronica.
  • INPS Gestione Commercianti: circolari annuali su contributi e riduzioni.

Tabella scenari, requisiti e tempistiche

Scenario ATECO da preferire Adempimenti chiave Tempistiche tipiche
Monoprodotto: scarpe Commercio al dettaglio di calzature (canale web irrilevante) ComUnica; INPS commercianti; SCIA SUAP per vendita a distanza; e-fattura; registri corrispettivi Partita IVA 1-2 giorni; CCIAA 1-4 giorni; SCIA immediata con effetti dal deposito
Multiprodotto “general store” Commercio al dettaglio non specializzato con prevalenza della categoria più ricorrente ComUnica; INPS; SCIA SUAP; policy consumatore e privacy; valutare OSS se vendi UE Come sopra; OSS attivabile dal trimestre successivo alla domanda
Dropshipping con acquisto e rivendita Commercio al dettaglio della merce prevalente; se importi, valuta IOSS ComUnica; INPS; SCIA; gestione IVA vendite a distanza; verifiche doganali; possibile IOSS per import fino a 150€ IOSS attivo dal mese successivo alla registrazione; tempi doganali variabili
Intermediazione pura (senza acquisto/vendita) Intermediari del commercio/servizi di portale, non commercio al dettaglio ComUnica; INPS (se abituale); SCIA di norma non necessaria per mera intermediazione; fattura provvigioni Partita IVA 1-2 giorni; nessuna gestione magazzino
Artigiano che produce e vende online Fabbricazione del prodotto + commercio al dettaglio dei propri prodotti ComUnica; INPS artigiani e/o commercianti; SCIA per vendita a distanza; etichettatura e sicurezza prodotto Iscrizione Albo Artigiani secondo tempi regionali; SCIA immediata

FAQ

Esiste ancora un codice ATECO specifico per la vendita online? Cosa faccio se ho già “via internet” attivo da prima del 2025?

No. Dal 2025 la classificazione è canale-neutra. Devi scegliere il codice in base ai prodotti che vendi. Se avevi un codice “via internet” attivo, non sei fuori norma sui fatti pregressi, ma conviene allinearti. Presenta una variazione al Registro Imprese per aggiornare l’ATECO alla tua merce prevalente. La variazione si fa con ComUnica. Comunica anche all’Agenzia delle Entrate l’aggiornamento dei codici attività. In questo modo i dati statistici e fiscali risultano coerenti con l’attività svolta. I riferimenti generali sono le norme su Registro Imprese e le istruzioni ComUnica, reperibili presso Camera di Commercio e Normattiva.

Devo aprire la Partita IVA per vendere online? Posso usare il regime forfettario?

Sì, se vendi in modo abituale e organizzato devi aprire Partita IVA. Il “regime forfettario” è un regime fiscale semplificato. Applica un’imposta sostitutiva al posto dell’IRPEF progressiva. Calcoli il reddito applicando un coefficiente di redditività ai ricavi incassati (principio di cassa significa “tasse solo su quanto incassato”). Il limite di accesso è fissato per legge. Verifica le cause di esclusione (partecipazioni in società, lavoro dipendente prevalente con alte soglie, regimi speciali IVA). Nel forfettario versi contributi INPS come commercianti. Puoi chiedere la riduzione del 35%. Emmetti fattura elettronica. Le basi sono nella legge sul forfettario (consultabile su Normattiva) e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Faccio dropshipping: quale ATECO scelgo e come tratto l’IVA se il fornitore è estero?

Se acquisti e rivendi, sei un commerciante al dettaglio. Scegli l’ATECO della merce prevalente. Se non acquisti né rivendi ma metti in contatto le parti e prendi una provvigione, allora sei un intermediario del commercio e userai un codice di intermediazione. Per l’IVA: nelle vendite B2C verso altri Paesi UE applichi le regole “vendite a distanza”. Se superi la soglia unica UE o opti, usa l’OSS per versare l’IVA estera in modo centralizzato. Se spedisci da Paesi extra-UE a consumatori UE beni fino a 150 euro, valuta l’IOSS per incassare l’IVA al checkout ed evitare oneri doganali al cliente. Attenzione ai casi in cui il marketplace diventa “fornitore presunto” ai fini IVA. I riferimenti sono nella Direttiva 2006/112/CE, Reg. UE 282/2011 e nel D.Lgs. 83/2021 (Normattiva).

Vendo su marketplace (es. grandi piattaforme). Devo fare scontrini o corrispettivi? E la fattura?

Le vendite di beni online sono vendite per corrispondenza. Non devi emettere scontrino né ricevuta fiscale. Devi registrare i corrispettivi e rilasciare fattura solo se il cliente la chiede entro il momento di consegna. La fattura è elettronica via Sistema di Interscambio. Se il marketplace è “fornitore presunto” per alcune vendite B2C, applica le sue regole operative e conserva la documentazione che attesta il ruolo. Rimani responsabile delle tue imposte dirette e dei contributi. Le basi sono nel D.P.R. 633/1972, nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate sul commercio elettronico indiretto e nelle norme UE sul marketplace “deemed supplier”.

SCIA: quando è obbligatoria, cosa allego e posso indicare casa come sede?

La SCIA è obbligatoria per il commercio al dettaglio in forma speciale “vendita a distanza”. La presenti al SUAP del Comune della sede legale o operativa. Puoi indicare come sede l’abitazione se compatibile con le regole urbanistiche e condominiali e se non ricevi pubblico. Devi indicare: dati dell’impresa, forma speciale di vendita, sito o piattaforme utilizzate, deposito o magazzino, requisiti morali del titolare. Alcuni Comuni chiedono planimetrie del deposito e dichiarazioni igienico-sanitarie per categorie sensibili (es. alimentari). La SCIA produce effetti immediati dal deposito, salvo controlli. I riferimenti sono nel D.Lgs. 114/1998 e nel D.P.R. 160/2010 (Normattiva). Per merci particolari servono norme aggiuntive: ad esempio, alimenti (Reg. UE 1169/2011 su etichettatura), cosmetici (Reg. CE 1223/2009), dispositivi elettrici (marcatura CE e sicurezza).

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