Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per fare volantinaggio usa il codice ATECO 82.99.99. Apri partita IVA con ComUnica, presenta SCIA al SUAP. Iscrizione INPS in IVS artigiani o commercianti, in base all’inquadramento. Puoi valutare il regime forfettario.
- Codice ATECO: 82.99.99 “Altri servizi di supporto alle imprese n.c.a.” (include il volantinaggio secondo la classificazione ISTAT).
- INPS 2026: contributi fissi annui 4.611,64 euro; eccedenza al 24,48% e poi 25,48% oltre la seconda soglia.
- Forfettario: limite 85.000 euro; coefficiente redditività 67%; imposta sostitutiva 5% per 5 anni, poi 15%.
Codice ATECO 82.99.99 per il volantinaggio: quando è corretto usarlo
Il codice ATECO 82.99.99 identifica “altri servizi di supporto alle imprese n.c.a.”. N.c.a. significa non classificati altrove. Dentro rientra il volantinaggio inteso come distribuzione di materiale promozionale.
È il codice giusto se svolgi distribuzione di volantini. Puoi includere consegna porta a porta o hand-to-hand. Puoi operare per negozi, eventi, agenzie, aziende.
Se offri anche ideazione di campagne pubblicitarie, grafica o media buying, valuta codici del gruppo 73 (pubblicità). La scelta corretta dipende dall’attività prevalente. La prevalente è quella che genera più ricavi.
Fonte di classificazione: documenti ISTAT sulla Classificazione ATECO. Per conferma formale, usa la banca dati camerale e la visura. In caso di dubbi, chiedi parere alla Camera di Commercio.
Inquadramento come impresa: artigiana o commerciale
Volantinaggio è un servizio operativo. In molti casi si inquadra come impresa di servizi con iscrizione alla Gestione commercianti INPS. Se l’attività ha natura artigiana, puoi rientrare nella Gestione artigiani.
La qualifica artigiana dipende da L. 443/1985. Sei artigiano se lavori in modo personale, professionale e prevalente. Non devi avere organizzazione d’impresa complessa. La CCIAA valuta il caso concreto.
Consiglio pratico: durante ComUnica indica con precisione le lavorazioni svolte. La CCIAA e l’Albo Artigiani, se competente, definiscono l’inquadramento. Tieni a portata descrizione dell’attività e contratti tipo.
Iter pratico: come aprire la tua attività di volantinaggio
Il percorso è semplice se lo organizzi in fasi. La pratica unica è ComUnica. ComUnica è la comunicazione digitale che ti iscrive a più enti in un colpo solo.
Base normativa ComUnica: DL 7/2007 (convertito in L. 40/2007) e decreto interministeriale 2 novembre 2007. Trovi i riferimenti anche su Normattiva e sul sito del Registro Imprese.
Passaggi operativi
1) Scegli forma giuridica. La ditta individuale è la via più rapida. Una società serve se lavori con soci e mezzi rilevanti.
2) Scegli il regime fiscale. Valuta forfettario o ordinario. Considera ricavi attesi, costi e contributi.
3) Presenta ComUnica alla CCIAA. La pratica registra impresa, attribuisce partita IVA, apre posizioni INPS e, se dovuta, INAIL.
4) Presenta la SCIA al SUAP del Comune sede. La SCIA è una segnalazione di inizio attività. Si presenta prima di operare.
La SCIA discende dal DPR 160/2010 e dal D.Lgs. 222/2016 (Tabella A). Molti Comuni richiedono SCIA per i servizi alle imprese. Verifica i requisiti locali.
Altri adempimenti locali
Se distribuisci su suolo pubblico, verifica il Canone Unico Patrimoniale. Il canone ha sostituito TOSAP e imposta sulla pubblicità. Base: L. 160/2019.
Le regole variano per Comune. Chiedi al SUAP se serve un titolo per la distribuzione hand-to-hand. Chiedi anche su divieti in aree sensibili.
Se gestisci dipendenti o collaboratori, predisponi il DVR sicurezza. Base: D.Lgs. 81/2008. Anche per attività semplici serve valutare i rischi.
INPS e INAIL: quanto paghi nel 2026 e quando assicurarti
Come impresa individuale rientri nell’INPS IVS artigiani o commercianti. La gestione dipende dall’inquadramento attribuito dalla CCIAA.
Nel 2026 i contributi fissi annui sono 4.611,64 euro. Li paghi a prescindere dal fatturato. Sono dovuti in quattro rate con scadenze ordinarie.
Se superi il minimale (18.808,00 euro di reddito), versi anche sull’eccedenza. L’aliquota è 24,48%. Oltre 56.224,00 euro l’aliquota sale al 25,48%.
Questi dati discendono dalle circolari annuali INPS su minimali e aliquote. Le trovi sul portale INPS e su Normattiva per i riferimenti di legge.
INAIL: l’assicurazione è obbligatoria per lavorazioni a rischio. Base: DPR 1124/1965. Se fai solo distribuzione senza macchine e senza dipendenti, può non servire. Se assumi personale o usi attrezzature, di solito serve.
Verifica sempre con INAIL e con il tuo SUAP. La classificazione tariffaria dipende dalle lavorazioni concrete.
Regimi fiscali: quando conviene il forfettario e quando l’ordinario
Regime forfettario: è il regime semplificato per le piccole attività. Base: L. 190/2014, art. 1, commi 54-89. Modifiche: L. 145/2018 e L. 197/2022.
Limite di ricavi: 85.000 euro annui. Se superi 100.000 euro, esci subito dal forfettario nell’anno di supero. Questo comporta IVA da quel momento.
Per il codice 82.99.99 si applica un coefficiente di redditività del 67%. Il coefficiente riduce i ricavi per stimare il reddito imponibile in modo forfettario.
Imposta sostitutiva: 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up. Requisiti tipici: nessuna attività nei 3 anni precedenti e condizioni aggiuntive definite dalla L. 190/2014.
Il forfettario semplifica molto gli adempimenti. Non applichi IVA in fattura. Non subisci ritenuta d’acconto. Le regole sono ai commi 67 e seguenti della L. 190/2014.
Quando preferire l’ordinario
Scegli l’ordinario se hai molti costi reali. Esempio: personale, mezzi, logistica. In ordinario deduci i costi effettivi dal reddito.
Se prevedi ricavi oltre 85.000 euro, l’ordinario è necessario. Puoi anche adottare la contabilità semplificata per cassa. Base: art. 66 TUIR (DPR 917/1986).
In ordinario versi IVA periodicamente. Devi tenere registri IVA. Devi inviare le comunicazioni periodiche richieste dalla norma vigente.
IRPEF 2026 nel regime ordinario: scaglioni e metodo
L’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche. È progressiva per scaglioni. Gli scaglioni 2026 sono aggiornati dalla riforma recente.
Aliquote 2026: 23% fino a 28.000 euro. 33% da 28.001 a 50.000 euro. 43% oltre 50.000 euro. Fonte: TUIR e Leggi di Bilancio 2025-2026.
Calcoli l’imponibile come ricavi meno costi deducibili. Applichi le aliquote per scaglioni. Applichi poi detrazioni e detrazioni lavoro autonomo o impresa.
Con la contabilità semplificata usi il principio di cassa. Principio di cassa significa che contano incassi e pagamenti, non la data fattura.
Fatture, IVA ed e-fattura: cosa fare in pratica
In forfettario la fattura non ha IVA. Indica il riferimento di legge. Applica l’imposta di bollo da 2 euro oltre 77,47 euro.
Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari. Base: DL 36/2022, convertito in L. 79/2022, e provvedimenti successivi dell’Agenzia delle Entrate.
In ordinario addebiti l’IVA al cliente. Versi l’IVA con cadenza mensile o trimestrale. Presenti le liquidazioni periodiche secondo norma.
Tieni un registro dei corrispettivi se fatturi a consumatori. Se lavori con aziende, emetti e-fatture e conserva in modo digitale.
Regola decisionale rapida
Scelta del codice ATECO
Se fai solo distribuzione di volantini: usa 82.99.99. Se progetti campagne e media: valuta un codice 73.x. Se fai entrambe, scegli il prevalente.
Inquadramento previdenziale
Se svolgi servizio operativo senza produzione artigiana: di norma Gestione commercianti. Se rispondi ai requisiti L. 443/1985: possibile Gestione artigiani. Chiedi conferma alla CCIAA.
Regime fiscale
Ricavi previsti sotto 85.000 euro e pochi costi reali: forfettario. Ricavi alti o molti costi: ordinario. Se superi 100.000 euro, esci dal forfettario subito.
Adempimenti locali
Operi su suolo pubblico: verifica Canone Unico e divieti comunali. Inizi l’attività: presenta SCIA al SUAP prima di partire.
Personale e sicurezza
Assumi personale: attiva INAIL, redigi DVR, fatti seguire per il lavoro. Lavori da solo: verifica comunque l’obbligo INAIL con codice tariffa.
Riferimenti normativi da consultare
TUIR, DPR 917/1986 (su Normattiva). L. 190/2014, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche (L. 145/2018; L. 197/2022). DL 7/2007 e decreto 2 novembre 2007 su ComUnica.
DPR 160/2010 e D.Lgs. 222/2016 per SCIA e SUAP. L. 443/1985 su impresa artigiana. DPR 1124/1965 su assicurazione INAIL. L. 160/2019 su Canone Unico.
Circolari INPS annuali su minimali e aliquote IVS. Provvedimenti Agenzia Entrate su fatturazione elettronica. Classificazione ATECO ISTAT.
| Scenario | Requisiti/Inquadramento | Adempimenti principali | Tempistiche e scadenze |
|---|---|---|---|
| Solo distribuzione volantini da solo | ATECO 82.99.99; di norma Gestione commercianti INPS; possibile artigiani se ricorrono i requisiti L. 443/1985 | ComUnica, Partita IVA, iscrizione CCIAA, SCIA SUAP; verifica INAIL | SCIA prima di iniziare; contributi INPS in 4 rate; dichiarazione redditi entro scadenze annuali |
| Distribuzione con 2 addetti | Stesso ATECO; obbligo INAIL; valutazione rischi D.Lgs. 81/2008; rapporti di lavoro | Assunzioni, INAIL, DVR, buste paga, UNIEMENS, LUL | Denuncia INAIL all’avvio; versamenti mensili contributi; scadenze paghe e CU |
| Distribuzione + progettazione campagne | Verifica prevalenza: 82.99.99 o 73.x; possibile attività plurima | ComUnica con codici multipli; aggiornamento SCIA; gestione IVA se ordinario | Aggiornamento CCIAA all’estensione attività; obblighi fiscali ordinari |
| Forfettario entro 85.000 € | Requisiti L. 190/2014; coefficiente 67%; imposta 5% o 15% | E-fattura senza IVA; bollo; niente ritenute; contributi INPS dovuti | Imposta sostitutiva a saldo e acconti; contributi INPS trimestrali |
| Ordinario con molti costi | Contabilità semplificata per cassa possibile; IVA e registri | Liquidazioni IVA; registri; LIPE; deduzioni e ammortamenti | IVA mensile/trimestrale; dichiarazioni annuali; acconti e saldi IRPEF |
FAQ
Qual è il codice ATECO esatto per il volantinaggio e quando serve un codice alternativo?
Per la semplice distribuzione di volantini, anche porta a porta o in strada, usa 82.99.99 “altri servizi di supporto alle imprese n.c.a.”. Questa voce include il volantinaggio secondo la classificazione ISTAT. Se però svolgi attività diverse come ideazione creativa, pianificazione media, acquisto spazi pubblicitari o gestione campagne digitali, l’attività prevalente può cambiare. In quel caso valuta codici del gruppo 73 (pubblicità e ricerche di mercato). La regola pratica è chiara: scegli il codice che rappresenta la quota maggiore dei ricavi. Se due aree sono rilevanti e distinte, puoi indicare più codici in ComUnica. Per l’allineamento formale, confronta la descrizione ISTAT delle voci 82.99.99 e 73.x e chiedi conferma alla Camera di Commercio prima dell’invio della pratica.
Gestione INPS artigiani o commercianti per il volantinaggio: come deciderla correttamente?
La scelta dipende dalla natura dell’impresa. La L. 443/1985 definisce l’impresa artigiana. È artigiana se il titolare lavora in modo personale, professionale e prevalente e se l’organizzazione di mezzi non prevale sul lavoro proprio. Il volantinaggio è un servizio operativo. Spesso la CCIAA inquadra queste attività nella Gestione commercianti INPS, poiché non c’è produzione artigiana. Tuttavia, in presenza dei requisiti di legge, l’Albo Artigiani può accettare l’iscrizione come impresa artigiana. La decisione finale è dell’ufficio competente della CCIAA. Consiglio: nella descrizione attività indica processi, mezzi e presenza di personale. Allega, se possibile, contratti tipo e un organigramma semplice. Se assumi addetti e usi veicoli o attrezzature, l’indirizzo commercianti è più frequente. Per contributi e scadenze, fai sempre riferimento alle circolari INPS annuali pubblicate sul portale INPS.
Conviene il regime forfettario per il volantinaggio? Quali sono limiti e condizioni nel 2026?
Conviene se i costi reali sono bassi e i ricavi restano entro 85.000 euro. Nel 2026, per il codice 82.99.99, il coefficiente di redditività è 67%. Significa che su 100 di ricavi, 67 diventano reddito imponibile. Paghi un’imposta sostitutiva del 15%. Se rispetti i requisiti start-up, paghi il 5% per i primi 5 anni. Il forfettario semplifica molto: niente IVA in fattura, niente ritenute d’acconto subite, contabilità leggera. Attenzione alle cause di esclusione della L. 190/2014: partecipazioni in società di persone, regimi speciali IVA, residenza estera senza condizioni, ricavi oltre 85.000 euro. Se superi 100.000 euro, esci subito nell’anno stesso e scatta l’IVA da quel momento. Se hai spese elevate per personale, carburante, logistica o noleggi, l’ordinario può convenire di più perché deduci i costi effettivi. Valuta sempre anche l’impatto dei contributi INPS sul reddito e sugli acconti.
Devo fare l’INAIL per il volantinaggio? E cosa cambia se assumo personale?
L’INAIL è obbligatoria per le attività rientranti tra le lavorazioni protette dal DPR 1124/1965. La distribuzione di volantini svolta senza macchinari e senza dipendenti può non rientrare. Ma la valutazione è concreta e prudenziale. Se utilizzi attrezzature particolari o se l’attività comporta rischi specifici, l’obbligo può scattare. Se assumi personale, quasi sempre l’INAIL è dovuta e va aperta prima dell’avvio. Devi anche redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (D.Lgs. 81/2008), formare i lavoratori, fornire DPI adeguati e tenere il Libro Unico del Lavoro. Ricorda che la retribuzione imponibile e il tasso di premio dipendono dalla voce di tariffa assegnata. La corretta classificazione tutela te e i tuoi collaboratori. In dubbio, contatta la sede INAIL e il SUAP del Comune. Conserva la risposta agli atti.
Serve la SCIA per iniziare a fare volantinaggio? Quali rischi se non la presento?
In molte realtà la SCIA al SUAP è richiesta per avviare servizi alle imprese. La SCIA è una Segnalazione Certificata di Inizio Attività. La presenti online prima di iniziare. Base normativa: DPR 160/2010 e D.Lgs. 222/2016, che definiscono i regimi amministrativi per attività e procedimenti. Il Comune può chiedere requisiti specifici. Esempi: idoneità dei locali, eventuale Piano di sicurezza, rispetto del decoro urbano. Se usi suolo pubblico o distribuisci in aree regolamentate, verifica il Canone Unico Patrimoniale (L. 160/2019) e i regolamenti comunali. Se inizi senza SCIA quando richiesta, rischi sanzioni amministrative e sospensione dell’attività fino alla regolarizzazione. In alcuni casi potresti perdere contratti con clienti pubblici o grandi aziende che pretendono piena conformità. Quindi, prima di partire, fai una verifica rapida con il SUAP del tuo Comune e conserva la ricevuta di presentazione.
