Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il codice destinatario SDI è l’indirizzo telematico che instrada la tua fattura elettronica nel Sistema di Interscambio, fino al gestionale del cliente o al recapito che ha pre-registrato sul portale Fatture e Corrispettivi.
- Per partite IVA italiane: codice a 7 caratteri; per privati: 0000000; per esteri: XXXXXXX; per PA: Codice Univoco Ufficio (CUU, 6 caratteri).
- Se il cliente ha pre-registrato il recapito, quel dato prevale su quanto inserisci in fattura.
- In alternativa al codice puoi trasmettere via PEC al SdI; restano obblighi, controlli e ricevute.
Cos’è il codice destinatario SDI e su quali norme si fonda
Il codice destinatario SDI è un codice a 7 caratteri che identifica il canale software dove il cliente riceve le fatture elettroniche. È come un indirizzo postale, ma per il flusso digitale delle e-fatture.
Il Sistema di Interscambio (SdI) è la piattaforma pubblica che riceve, controlla e recapita le fatture elettroniche. È gestito dall’Agenzia delle Entrate. La fattura transita sempre dal SdI, mai direttamente tra fornitore e cliente.
La base normativa è in queste fonti: D.Lgs. 127/2015; Legge 205/2017, art. 1, commi 909-916; Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 30 aprile 2018 (regole tecniche e canali); D.M. 3 aprile 2013, n. 55 per le PA. Per gli invii transfrontalieri via SdI si fa riferimento anche all’art. 1, comma 3-bis, del D.Lgs. 127/2015 come modificato dal D.L. 146/2021, convertito in L. 215/2021. Puoi consultare i testi su Normattiva e sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
Le Specifiche Tecniche FatturaPA e B2B, pubblicate dall’Agenzia, definiscono campi, controlli e codici ammessi. In caso di aggiornamenti, quelle specifiche guidano sempre la compilazione corretta.
Quando si usa e cosa cambia per tipo di cliente
Cliente con partita IVA italiana: inserisci il suo codice destinatario a 7 caratteri. Se non lo conosci, chiedilo al cliente. Se non lo hai, puoi usare 0000000, ma leggi sotto gli effetti pratici.
Cliente privato senza partita IVA (consumatore finale residente): usa 0000000. La fattura viene comunque resa disponibile nell’area riservata del cliente, ma il recapito su gestionale non è previsto.
Cliente estero, con o senza partita IVA estera: usa XXXXXXX. Il SdI non recapita all’estero. Tu assicuri la consegna della “copia di cortesia” al cliente estero con canali diretti (email, portale ecc.). L’invio al SdI resta obbligatorio per gli adempimenti IVA italiani.
Pubblica Amministrazione: non si usa il codice a 7 caratteri. Si indica il CUU (Codice Univoco Ufficio), 6 caratteri alfanumerici, previsto dal D.M. 55/2013. Senza CUU corretto il SdI scarta la fattura.
PEC in alternativa al codice destinatario
Puoi trasmettere la fattura al SdI via PEC. È un canale ufficiale previsto dal Provvedimento del 30 aprile 2018. Non recapiti la fattura al cliente via PEC; invii il file XML al SdI tramite PEC.
I passaggi sono tre: prepara il messaggio PEC; allega l’XML della fattura firmato se richiesto; invia a sdi01@pec.fatturapa.it. Dopo il primo invio il SdI ti comunica l’indirizzo PEC-SdI assegnato da usare in seguito.
Riceverai via PEC esiti, scarti, ricevute di consegna o messa a disposizione. Conservale. Dimostrano l’avvenuta emissione e il corretto transito.
Pre-registrazione dell’indirizzo telematico e priorità dei recapiti
Le partite IVA possono pre-registrare sul portale Fatture e Corrispettivi il proprio indirizzo telematico preferito. Può essere un codice destinatario o una PEC. Questa impostazione prevale su ciò che scrivi in fattura nel campo CodiceDestinatario o PEC.
Se il cliente ha pre-registrato il codice, il SdI recapita lì anche se in fattura scrivi 0000000. Se non c’è alcuna pre-registrazione e inserisci 0000000 per una partita IVA italiana, la fattura finisce nell’area riservata del cliente. Dovrai avvisarlo o inviargli una copia di cortesia.
La priorità è questa: 1) preferenza di recapito pre-registrata dal cliente sul portale; 2) PEC indicata nel file; 3) codice destinatario indicato nel file; 4) messa a disposizione nell’area riservata.
Regola decisionale rapida
Segui questi nessi logici per scegliere il codice giusto senza errori.
- Cliente è PA? Usa il CUU dell’ufficio destinatario. Senza CUU valido il SdI scarta.
- Cliente ha partita IVA italiana? Inserisci il codice a 7 caratteri che ti comunica. In dubbio, verifica se ha pre-registrato un recapito sul portale.
- Cliente è privato senza partita IVA, residente in Italia? Inserisci 0000000. Offri copia di cortesia se richiesta.
- Cliente è estero? Inserisci XXXXXXX. Invia copia di cortesia al cliente estero con i tuoi canali.
- Vuoi usare la PEC? Invia l’XML via PEC al SdI. Gestisci le ricevute. Il recapito al cliente seguirà comunque le regole sopra.
Compilazione tecnica del file e come evitare scarti
Nel blocco DatiTrasmissione del file XML trovi il campo CodiceDestinatario (7 caratteri) o, in alternativa, il campo PEC destinatario. Compilane uno secondo le casistiche viste. Per la PA compila il blocco dedicato ai dati PA e indica il CUU.
Nel blocco CessionarioCommittente inserisci sempre i dati identificativi corretti. Per partite IVA italiane compila IdPaese=IT e IdCodice=partita IVA. Per privati senza partita IVA compila il CodiceFiscale. Questi dati permettono al SdI di “trovare” il destinatario anche se il codice è sbagliato.
Controlli tipici del SdI: formato dell’XML, coerenza matematica, partita IVA esistente, CF compatibile, data e numerazione, aliquote e natura IVA coerenti, presenza del CUU per PA. Se fallisci un controllo, ricevi scarto.
Se il SdI scarta la fattura, la fattura è come “non emessa”. Il Provvedimento del 30 aprile 2018 prevede che tu possa inviare un nuovo file, correggendo gli errori, mantenendo numero e data originari entro 5 giorni dalla notifica di scarto. Oltre questi termini si valutano gli effetti sanzionatori secondo il D.Lgs. 471/1997.
Errori sul codice: cosa succede davvero
Codice errato ma CF/partita IVA corretti, cliente italiano privato o partita IVA senza pre-registrazione: il SdI non recapita al gestionale, ma rende la fattura disponibile nell’area riservata del cliente. La fattura resta valida. Invia copia di cortesia e avvisa il cliente.
Codice errato per PA: se il CUU è inesistente o non compatibile, il SdI scarta. Devi correggere e reinviare. Controlla anche eventuali requisiti di ordine elettronico per enti del Servizio Sanitario Nazionale.
Codice giusto ma canale del cliente non attivo: spesso il SdI mette comunque a disposizione la fattura nell’area riservata. Il cliente deve consultarla. Meglio concordare il recapito prima della prima fattura.
Clienti esteri, reverse charge e casi particolari
Per clienti esteri usa XXXXXXX. L’invio al SdI non recapita la fattura all’estero. Serve per gli obblighi italiani di comunicazione delle operazioni transfrontaliere. Le Specifiche Tecniche prevedono documenti TD per acquisti e cessioni con l’estero.
Per acquisti da fornitori esteri, usi i documenti integrazione/autofattura (ad esempio TD17, TD18, TD19) e li invii al SdI. Questo adempie alla comunicazione transfrontaliera. La base è nell’art. 1, comma 3-bis, D.Lgs. 127/2015, come modificato dal D.L. 146/2021 convertito in L. 215/2021.
Per San Marino valgono regole dedicate e, in certi casi, il tipo documento TD28. Verifica sempre le Specifiche Tecniche e le circolari dell’Agenzia delle Entrate, perché i dettagli operativi cambiano più spesso delle leggi primarie.
Conservazione, privacy e responsabilità
La fattura elettronica va conservata a norma. Il riferimento è il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e le Linee guida AgID sulla conservazione digitale. Conservare significa mantenere integrità, autenticità e reperibilità nel tempo.
Il recapito tramite codice destinatario non sostituisce la conservazione. Le ricevute del SdI sono parte del fascicolo documentale. Salvale insieme alla fattura.
Per i dati sensibili, si applicano le regole privacy e le disposizioni speciali su invii al Sistema Tessera Sanitaria quando previsti. Segui sempre le istruzioni ufficiali del Ministero dell’Economia e dell’Agenzia delle Entrate.
Sanzioni e controlli: cosa rischi se sbagli
Se emetti la fattura oltre i termini, o non la emetti, valgono le sanzioni del D.Lgs. 471/1997. Gli importi variano a seconda della gravità e del ritardo. Se il SdI scarta e non reinvii nei tempi, sei come senza fattura emessa.
Se il cliente non riceve per colpa del codice errato, ma la fattura è nel suo cassetto fiscale, la prestazione di recapito è comunque adempiuta lato SdI. Resta il dovere di collaborazione tra le parti per ridurre disagi e ritardi nei pagamenti.
Verifica le ricevute: consegna, mancata consegna, messa a disposizione, scarto. Ogni stato ha effetti contabili e organizzativi diversi. Organizza una procedura interna per gestirli.
Aggiornamenti 2026 e buone pratiche
Nel 2026 restano in vigore gli obblighi generali di e-fattura per operazioni tra soggetti residenti o stabiliti in Italia. Gli invii transfrontalieri passano dal SdI con i tipi documento previsti. Le specifiche tecniche possono aggiornarsi nel corso dell’anno.
Buone pratiche: chiedi e salva il codice destinatario del cliente prima della prima fattura. Verifica se ha pre-registrato il recapito. Attiva un canale stabile (codice o PEC) e testalo con una fattura da 1 euro o con una nota di accredito a zero, se possibile.
Imposta alert per le ricevute del SdI. Se ricevi uno scarto, agisci entro 5 giorni. Se ricevi “messa a disposizione”, avvisa il cliente e invia copia di cortesia.
| Scenario | Codice/Recapito da indicare | Consegna del SdI | Tempistiche e note operative |
|---|---|---|---|
| Partita IVA italiana (B2B/B2C con P.IVA) | Codice destinatario a 7 caratteri; in assenza 0000000 | Al codice se valido; al recapito pre-registrato se esiste; al cassetto fiscale se 0000000 e nessuna pre-registrazione | Emetti entro 12 giorni dall’operazione. Conserva le ricevute. Se scarto, reinvia entro 5 giorni mantenendo numero e data. |
| Privato senza P.IVA residente (B2C) | 0000000 | Messa a disposizione nell’area riservata del cliente | Offri copia di cortesia. Verifica dati anagrafici e CF. Rispetta eventuali regole privacy di settore. |
| Pubblica Amministrazione | CUU (Codice Univoco Ufficio) a 6 caratteri | Al CUU indicato; se errato il SdI scarta | Verifica ordine elettronico se richiesto. Controlla termini del D.M. 55/2013 e accettazione da parte dell’ente. |
| Cliente estero (UE o extra-UE) | XXXXXXX | Nessun recapito all’estero; solo acquisizione ai fini degli adempimenti italiani | Invia copia di cortesia al cliente. Usa i tipi documento corretti per operazioni transfrontaliere. Rispetta la normativa IVA. |
| Trasmissione via PEC al SdI | Invio a sdi01@pec.fatturapa.it (poi indirizzo assegnato) | Il SdI elabora e recapita secondo le regole di priorità | Allega XML. Conserva ricevute PEC. Attenzione a dimensioni e formati. |
| Cliente con recapito pre-registrato | Qualsiasi codice/PEC nel file; prevale la pre-registrazione | Al recapito pre-registrato | Chiedi conferma al cliente. Aggiorna l’anagrafica fornitori/clienti. |
| Errore nel codice destinatario | Codice inesatto; CF/P.IVA corretti | Messa a disposizione nel cassetto fiscale (non per PA) | Invia copia di cortesia. Correggi per le prossime fatture. Per PA: scarto e reinvio. |
| Autofattura/integrazione (reverse charge, acquisti esteri) | Secondo tipo documento TD; destinatario può coincidere con emittente | Acquisizione dal SdI; nessun recapito terzi | Usa TD corretti (es. TD16–TD19). Verifica testi normativi e Specifiche Tecniche aggiornate. |
FAQ
Come recupero il codice destinatario del cliente e come verifico se è pre-registrato?
La via più semplice è chiederlo direttamente al cliente, preferibilmente per iscritto. Salvalo nella sua anagrafica. Puoi anche verificare se il cliente ha pre-registrato un recapito chiedendogli uno screenshot della sezione “Fatture e Corrispettivi” dove è impostato l’indirizzo telematico preferito. Ricorda che la pre-registrazione prevale su ciò che inserisci in fattura. Se non hai il codice e devi fatturare con urgenza a una partita IVA italiana, puoi usare 0000000. In questo caso il SdI deposita la fattura nel cassetto fiscale del cliente. Avvisalo e mandagli una copia di cortesia. Per la PA devi cercare il CUU dell’ufficio corretto, di solito fornito nel contratto o nell’ordine. Evita tentativi casuali: se il CUU è errato, il SdI scarta la fattura.
Se inserisco 0000000 a una partita IVA italiana, la fattura è valida? Il cliente la riceve?
Sì, la fattura resta valida se i dati fiscali del cliente sono corretti. Ma il cliente non riceve nel gestionale. Il SdI la rende disponibile nel suo cassetto fiscale. Questo può rallentare la registrazione contabile e il pagamento. Per ridurre i disagi, invia subito una copia di cortesia e informa il cliente. Meglio ancora, prima di emettere la fattura, chiedi e registra il suo codice destinatario o verifica se ha impostato la pre-registrazione. Ricorda: se il cliente ha pre-registrato un recapito, il SdI lo userà comunque, anche se in fattura hai scritto 0000000. Quindi, in presenza di pre-registrazione, il rischio operativo è minore, ma serve comunque coordinarsi.
Meglio usare il codice destinatario o la PEC? Ci sono limiti o rischi diversi?
Entrambi i canali sono ufficiali. Il codice destinatario è più stabile per flussi ricorrenti perché punta al gestionale del cliente. La PEC richiede di gestire allegati, ricevute e limiti tecnici della posta certificata. Con la PEC mandi l’XML al SdI, non direttamente al cliente: il recapito al cliente seguirà comunque la priorità tra pre-registrazione, PEC indicata e codice destinatario. Se emetti molte fatture, il codice è più efficiente. Se emetti poche fatture o sei all’inizio, la PEC può bastare, ma struttura una procedura per archiviare le ricevute. In ogni caso, conserva le ricevute SdI: provano l’emissione regolare.
Come funziona con clienti esteri? Perché devo usare XXXXXXX e cosa devo consegnare?
Per clienti esteri usi XXXXXXX perché il SdI non recapita fatture fuori dall’Italia. L’invio al SdI resta obbligatorio per gli adempimenti IVA italiani e per le comunicazioni delle operazioni transfrontaliere previste dall’art. 1, comma 3-bis, D.Lgs. 127/2015. Dopo l’invio al SdI, consegna al cliente estero una copia di cortesia in PDF o il file XML con le modalità concordate. Cura la lingua, la valuta e le clausole IVA (esenzioni, non imponibilità, reverse charge) secondo la normativa applicabile. Se acquisti da estero, integra o autofattura con i tipi documento previsti (ad esempio TD17–TD19) e invia al SdI nei tempi stabiliti dalle Specifiche Tecniche e dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Ho ricevuto uno “scarto” dal SdI per errore nel codice o in altri campi: che faccio e quali sono i tempi?
Lo scarto significa che la fattura è come non emessa. La notifica di scarto spiega il motivo (codice errato, dati incoerenti, campo mancante). Devi correggere e reinviare un nuovo file. Le regole tecniche dell’Agenzia permettono, in caso di scarto, di mantenere numero e data originari se reinvii entro 5 giorni dalla notifica. Questo è utile per rispettare i termini ordinari di emissione e ridurre il rischio sanzioni secondo il D.Lgs. 471/1997. Se superi i 5 giorni, valuta con il tuo consulente come gestire numerazione, data e potenziali sanzioni. Se invece non hai uno scarto ma una “messa a disposizione”, la fattura è valida ed emessa: avvisa il cliente e invia copia di cortesia; correggi il recapito per le prossime fatture.
