Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Il “codice identificativo” nell’F24 è un codice di 2 cifre che indica il ruolo di chi paga per conto altrui. Si compila nei Dati anagrafici, nel riquadro “coobbligato/erede/tutore/curatore” insieme al codice fiscale.
- È un’informazione anagrafica: non sostituisce il codice tributo e non cambia il debito.
- Si indica sempre con il codice fiscale del soggetto “delegato” o “coobbligato”.
- Errori nel codice possono causare scarti telematici o abbinamenti errati del pagamento.
Cos’è il codice identificativo sull’F24 e perché esiste
Il codice identificativo è un numero di due cifre che qualifica chi versa per altri. Serve a dire all’Amministrazione chi sta materialmente effettuando il pagamento e con quale titolo.
Non è un codice tributo. Il codice tributo identifica l’imposta (per esempio IRPEF o IVA). Il codice identificativo qualifica la relazione giuridica tra chi versa e il debitore d’imposta.
La base giuridica del modello F24 sta nel Decreto Legislativo 241/1997 e nel DPR 602/1973. Le istruzioni ufficiali del modello F24 dell’Agenzia delle Entrate spiegano il riquadro “coobbligato/erede/tutore/curatore” con il relativo codice identificativo. Per i testi di legge aggiornati puoi consultare Normattiva. Per la prassi operativa, fai riferimento all’Agenzia delle Entrate.
Dove si inserisce nel modello F24: riquadri e ordine dei dati
Il codice identificativo si inserisce nella sezione Dati anagrafici. Il riquadro è “coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare”. Lì compili due campi: codice fiscale del soggetto “delegato” o “coobbligato” e codice identificativo a due cifre.
Nel riquadro “Contribuente” inserisci sempre i dati del soggetto a cui si riferisce il debito. Esempio: se paghi per il tuo assistito, nel riquadro Contribuente metti i suoi dati. Nel riquadro del coobbligato metti il tuo codice fiscale e il codice identificativo 02.
Nei riquadri dei tributi compili come sempre: codice tributo, periodo di riferimento, importi a debito e a credito. Il codice identificativo non modifica questi dati.
Elenco dei principali codici identificativi e quando usarli
02 – Genitore, tutore o amministratore di sostegno
Usalo se versi per un minore o un incapace. Oppure se sei amministratore di sostegno nominato dal giudice. L’amministratore di sostegno è previsto dalla Legge 6/2004, che tutela persone con ridotta autonomia. Inserisci nel riquadro il tuo codice fiscale e il codice 02.
03 – Curatore fallimentare (oggi curatore nella liquidazione giudiziale)
Usalo nelle procedure concorsuali disciplinate dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (Decreto Legislativo 14/2019). Il curatore compila il riquadro con il proprio codice fiscale e indica 03. I tributi restano intestati all’impresa in procedura.
50 – Obbligato solidale
È chi è tenuto al pagamento insieme al debitore principale. L’obbligazione solidale è definita dal Codice civile all’articolo 1292. Se versi in veste di coobbligato, indica il tuo codice fiscale nel riquadro e usa il codice 50.
51 – Intervento sostitutivo
Riguarda i casi in cui un soggetto paga in sostituzione del debitore per obbligo di legge o contratto. Tipico nei rapporti di appalto in presenza di inadempienze. Il pagamento si effettua per evitare o sanare irregolarità. Inserisci il tuo codice fiscale e usa 51.
60 – Garante o terzo datore
Il garante (fideiussore) paga se il debitore non adempie, secondo gli articoli 1936 e seguenti del Codice civile. Il terzo datore presta garanzia reale. Se versi come garante, indica 60 e il tuo codice fiscale.
72 – Rappresentante fiscale IVA
Riguarda i soggetti non residenti che nominano un rappresentante fiscale in Italia. La base normativa è l’articolo 17, comma 3, del DPR 633/1972. Il rappresentante fiscale versa per conto del rappresentato. Compila con il tuo codice fiscale e usa 72.
74 – Soggetto risultante da operazione straordinaria
È il soggetto che continua gli adempimenti dopo fusione, scissione o conferimento. Le regole fiscali sono nel TUIR (DPR 917/1986, articoli 172 e 173). Se versi per debiti di un soggetto estinto a seguito di operazione, indica 74 e il tuo codice fiscale.
80 – Accollante del debito d’imposta
L’accollo è ammesso dallo Statuto del contribuente (articolo 8, comma 2, Legge 212/2000). Ma non puoi usare la compensazione per estinguere il debito altrui. Il divieto è stato introdotto dal Decreto-Legge 124/2019, convertito in Legge 157/2019. Se versi come accollante con fondi propri, indica 80.
Fonti e riferimenti normativi utili
– Decreto Legislativo 241/1997: disciplina versamenti unificati e compensazioni con F24.
– DPR 602/1973: riscossione delle imposte sui redditi e regole sui versamenti.
– DPR 633/1972, articolo 17, comma 3: rappresentante fiscale IVA per soggetti non residenti.
– Legge 6/2004: amministratore di sostegno e relative tutele.
– Decreto Legislativo 14/2019: Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (curatore nella liquidazione giudiziale).
– Legge 212/2000, articolo 8, comma 2: accollo del debito d’imposta; Decreto-Legge 124/2019 (convertito in Legge 157/2019): divieto di compensazione in accollo e sanzioni.
– Istruzioni ufficiali del modello F24 dell’Agenzia delle Entrate: struttura del modello e riquadri anagrafici.
I testi integrali sono consultabili su Normattiva. Le istruzioni operative e gli aggiornamenti sono disponibili sui portali dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Come si compila correttamente: passi pratici
1) Identifica chi è il “Contribuente” e chi è il “Soggetto che versa”
Contribuente è il titolare del debito. Il soggetto che versa è chi paga per lui. Se non coincidono, userai il riquadro “coobbligato/…/curatore” con il codice identificativo.
2) Inserisci i dati nel riquadro anagrafico giusto
Nel riquadro del coobbligato digita il tuo codice fiscale e il codice identificativo corretto. Non invertire i campi. Il Contribuente resta sempre il soggetto debitore.
3) Compila i tributi senza cambiare le regole fiscali
Il codice identificativo non modifica codici tributo, anni o mesi di riferimento, né il principio di cassa. Queste regole restano quelle ordinarie del tributo.
4) Scegli il canale di pagamento
I titolari di partita IVA devono usare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o l’home banking abilitato. I privati possono anche versare presso sportelli bancari o postali, salvo casi in cui la normativa impone il canale telematico.
5) Conserva gli atti che giustificano il tuo ruolo
Tieni a portata di mano decreto del giudice tutelare, sentenza di apertura della procedura, atto di fusione o atto di accollo. Potrebbero servirti in controlli documentali.
Regola decisionale rapida
– Devi pagare un tuo debito? Non usare il codice identificativo. Lascia vuoto il riquadro del coobbligato.
– Devi pagare il debito di un minore, incapace o assistito? Metti nei “Contribuente” i dati del minore o assistito. Nel riquadro coobbligato inserisci il tuo codice fiscale e 02.
– Sei curatore in una procedura? Dati del debitore in “Contribuente”, tuo codice fiscale e 03 nel riquadro coobbligato.
– Paghi come coobbligato solidale? Dati del debitore in “Contribuente”. Tuo codice fiscale e 50 nel riquadro coobbligato.
– Paghi in garanzia o intervento sostitutivo? Usa 60 o 51 secondo il tuo titolo. Inserisci sempre il tuo codice fiscale nel riquadro.
– Sei rappresentante fiscale IVA di un non residente? Usa 72. “Contribuente” è il rappresentato, nel riquadro metti il tuo codice fiscale.
– Continui adempimenti dopo fusione o scissione? Usa 74. “Contribuente” è il soggetto risultante. Nel riquadro coobbligato inserisci i tuoi dati secondo le istruzioni.
– Assumi l’accollo del debito d’imposta? Usa 80 e paga senza compensazione. Evita la compensazione di crediti tuoi per debiti altrui: è vietata e sanzionata.
Errori frequenti, scarti e come rimediare
Errore nel codice identificativo
Se il codice è sbagliato, il pagamento può essere abbinato male o il file telematico può essere scartato. Correggi con istanza di rettifica all’Agenzia delle Entrate. Usa i canali di assistenza fiscale dedicati. Allega la ricevuta F24 e gli atti che provano il ruolo.
Inversione di “Contribuente” e “Coobbligato”
È un errore tipico. Il rischio è l’imputazione al soggetto sbagliato. Anche in questo caso, presenta una richiesta di correzione. Se il versamento risulta omesso per il contribuente corretto, valuta il ravvedimento operoso secondo il Decreto Legislativo 472/1997 e 471/1997.
Compensazione vietata in accollo
Compensare crediti per pagare debiti altrui è vietato. L’F24 può essere scartato. Sono previste sanzioni. Rispettare il divieto del Decreto-Legge 124/2019 evita contenziosi e recuperi.
Mancata prova del ruolo
Conserva e, se richiesto, esibisci nomina, procura o atti societari. Senza documenti, l’Amministrazione può disconoscere il ruolo indicato e contestare l’imputazione del versamento.
| Scenario | Codice identificativo | Documenti da conservare | Chi compila il riquadro coobbligato | Tempistiche e canale consigliato |
|---|---|---|---|---|
| Genitore/tutore/amm. di sostegno che versa per assistito | 02 | Decreto di nomina del giudice; documento identità; CF di entrambe le parti | Il genitore/tutore/amm. di sostegno con il proprio CF | Entro la scadenza del tributo; canale telematico se titolare di partita IVA |
| Curatore nella liquidazione giudiziale | 03 | Provvedimento del tribunale; apertura della procedura; CF dell’impresa | Il curatore con il proprio CF | Secondo calendario fiscale; obbligo telematico |
| Obbligato solidale che versa il dovuto | 50 | Contratto o norma che stabilisce la solidarietà; eventuale atto di accertamento | Il coobbligato con il proprio CF | Prima di avvisi o sanzioni aggiuntive; canale telematico |
| Intervento sostitutivo in appalto o per inadempienze | 51 | Clausole contrattuali; comunicazioni di inadempienza; eventuali norme di settore | Il soggetto sostituto con il proprio CF | In prossimità della scadenza del debito; telematico consigliato |
| Garante o terzo datore che paga | 60 | Contratto di garanzia; escussione; deleghe | Il garante con il proprio CF | Subito dopo l’escussione; canale telematico |
| Rappresentante fiscale IVA di non residente | 72 | Nomina a rappresentante fiscale; partita IVA; delega | Il rappresentante fiscale con il proprio CF | Alle scadenze IVA ordinarie; solo telematico |
| Soggetto post fusione/scissione/conferimento | 74 | Atto di fusione/scissione; iscrizione; visura | Il soggetto risultante con il proprio CF | Alle scadenze del subentrante; telematico |
| Accollante del debito d’imposta | 80 | Atto di accollo; quietanze; prova fondi propri | L’accollante con il proprio CF | Entro la scadenza del debito; vietata compensazione in accollo |
FAQ
Devo pagare l’IMU di mia madre anziana come amministratore di sostegno: dove metto il codice 02 e quali dati inserisco?
Nel riquadro “Contribuente” inserisci i dati e il codice fiscale di tua madre, perché il debito è suo. Nel riquadro “coobbligato/erede/tutore/curatore” inserisci il tuo codice fiscale e il codice identificativo 02. Nei riquadri dell’IMU compili i codici tributo corretti, l’anno di riferimento, gli importi e il codice del Comune. Conserva il decreto di nomina a amministratore di sostegno (Legge 6/2004) e la ricevuta del pagamento. Se invii l’F24 online, il sistema controlla la coerenza formale. Se sbagli il codice identificativo, rischi scarto o abbinamento errato. In quel caso puoi chiedere rettifica all’Agenzia delle Entrate tramite i canali di assistenza, allegando ricevuta e decreto di nomina.
Sto pagando come accollante (codice 80). Posso compensare con un mio credito IRES o IVA?
No. La compensazione in accollo è vietata dal Decreto-Legge 124/2019, convertito in Legge 157/2019. L’accollo del debito d’imposta resta ammesso dallo Statuto del contribuente (Legge 212/2000, articolo 8, comma 2), ma il pagamento deve avvenire con fondi propri dell’accollante. Se presenti F24 con compensazione in accollo, rischi lo scarto e l’irrogazione di sanzioni. Per evitare problemi, compila l’F24 senza alcun importo a credito in compensazione. Indica il codice 80 nel riquadro del coobbligato e conserva l’atto di accollo. In caso di errore già commesso, contatta l’Agenzia delle Entrate per regolarizzare e, se necessario, versa nuovamente gli importi dovuti con il canale corretto.
Qual è la differenza tra codice tributo e codice identificativo? Posso sbagliarli senza conseguenze?
Il codice tributo identifica l’imposta o il contributo che stai pagando (per esempio IRPEF, INPS, ritenute). Il codice identificativo a due cifre spiega il tuo ruolo quando versi per conto altrui. Sono due cose diverse e si compilano in sezioni diverse del modello. Sbagliare il codice tributo può generare un versamento errato, con sanzioni per omesso o tardivo versamento (Decreto Legislativo 471/1997) sul tributo effettivamente dovuto. Sbagliare il codice identificativo può causare scarto telematico o errata imputazione, con necessità di rettifica. Se la scadenza è passata, potresti dover ricorrere al ravvedimento operoso (Decreto Legislativo 472/1997) per sanare differenze o ritardi.
Sono rappresentante fiscale IVA di una società estera: uso il 72, ma chi va indicato come “Contribuente” e chi versa materialmente?
Nel riquadro “Contribuente” devi indicare dati e codice fiscale/partita IVA del soggetto estero rappresentato, perché il debito IVA è suo. Nel riquadro del coobbligato inserisci il tuo codice fiscale e il codice identificativo 72. La norma è l’articolo 17, comma 3, del DPR 633/1972. Tu versi materialmente con i canali telematici obbligatori. Conserva l’atto di nomina e le deleghe interne. In caso di fusione o cambi di struttura della casa madre, verifica se subentra un nuovo rappresentante o se serve aggiornare le anagrafiche prima di versare. Errori anagrafici possono produrre scarti degli F24 o attribuzione a un soggetto non più esistente.
Ho inviato un F24 con il codice identificativo sbagliato, ma gli importi e i tributi sono corretti: devo ripagare?
Di regola no, se il pagamento è arrivato all’Erario con importi e codici tributo corretti. Ma va riallineata l’anagrafica del versamento. Presenta un’istanza di correzione all’Agenzia delle Entrate, indicando la ricevuta telematica, l’F24 compilato, e spiega qual era il codice identificativo corretto. Se l’errore ha causato scarto e il pagamento non è stato acquisito, allora devi ripresentare l’F24 corretto. Se nel frattempo è scaduto il termine, valuta il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni. Per i riferimenti generali usa Normattiva per consultare il Decreto Legislativo 241/1997 e il DPR 602/1973, e leggi le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate sul modello F24 per i passaggi operativi.
