Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Il codice paese in fattura elettronica (ID Paese) è a due lettere ISO 3166-1: per l’Italia è IT. Con clienti esteri, nel campo “Codice destinatario/SDI” inserisci sempre XXXXXXX.
- ID Paese usa lo standard ISO 3166-1 alpha-2: IT, FR, DE, ES, US, ecc.
- Per clienti esteri il “Codice destinatario/SDI” è obbligatoriamente XXXXXXX.
- Se il cliente ha partita IVA estera, usa l’ID Paese della sua registrazione IVA (esempio: XI per Irlanda del Nord).
Che cos’è l’ID Paese e dove si inserisce
L’ID Paese identifica lo Stato del soggetto nella fattura elettronica. È una sigla di due lettere secondo ISO 3166-1. Esempi: IT per Italia, FR per Francia, DE per Germania, US per Stati Uniti.
Nell’XML della FatturaPA, l’ID Paese compare nel blocco dei dati anagrafici. Di solito è dentro IdFiscaleIVA del cedente/prestatore e del cessionario/committente. Serve a qualificare correttamente la posizione IVA del destinatario.
La base normativa è nel D.Lgs. 127/2015 che ha introdotto la fattura elettronica via Sistema di Interscambio (SDI). Le specifiche tecniche FatturaPA dell’Agenzia delle Entrate definiscono i campi XML, inclusi IdPaese e CodiceDestinatario. L’obbligo di indicare gli elementi essenziali in fattura sta nell’art. 21 del DPR 633/1972 (IVA). Le regole operative SDI discendono dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018 n. 89757 e successive modifiche.
Come si compila l’ID Paese nei diversi casi
Cliente italiano (B2B e B2C)
Metti IT come ID Paese. Se il cliente B2B ti fornisce il suo Codice Destinatario SDI a 7 caratteri, inseriscilo. Se non lo hai, puoi usare “0000000” e, se disponibile, la PEC del cliente. Per i consumatori finali italiani si usa “0000000”.
Per la Pubblica Amministrazione italiana usa IT come ID Paese e il Codice Ufficio dell’ente (codice IPA). In questo caso non si usa la PEC. L’invio avviene sempre tramite SDI.
Cliente UE con partita IVA valida
Metti l’ID Paese del cliente (esempio: FR, DE, ES). Inserisci come Codice Destinatario la stringa fissa XXXXXXX. Il SDI non recapita all’estero, ma prende in carico i dati e mette la fattura a disposizione del cedente. Il cliente estero riceve il documento tramite i canali che concordate (PDF o altro), ma ai fini italiani è rilevante l’invio in SDI.
Controlla la validità della partita IVA nel sistema VIES. Se la partita IVA è valida, applichi la regola IVA corretta (per servizi o beni) e i codici documento previsti. La gestione dei tipi documento (es. TD17, TD18, TD19) e dei codici natura IVA discende dalle specifiche tecniche FatturaPA e dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Cliente extra-UE o privato UE senza IVA
Usa l’ID Paese del cliente (esempio: US, CH, GB). Il Codice Destinatario è sempre XXXXXXX. Se il cliente non ha partita IVA, indica gli altri dati identificativi: denominazione, indirizzo completo e Paese. Puoi omettere IdFiscaleIVA e valorizzare i campi anagrafici alternativi previsti dalle specifiche tecniche.
Per il Regno Unito fai attenzione: per la sola Irlanda del Nord, quando il cliente è registrato ai fini IVA per beni, l’ID Paese è XI. Per il resto del Regno Unito usa GB. Questa distinzione deriva dagli accordi post-Brexit riconosciuti in ambito IVA.
Perché l’ID Paese è cruciale (e cosa succede se sbagli)
L’ID Paese guida la corretta applicazione dell’IVA e il percorso tecnico della fattura. Se indichi IT quando il cliente è estero, rischi errori su natura IVA, tipo documento e recapito. SDI può scartare la fattura per incoerenza dei dati.
Un ID Paese coerente con il numero IVA estero evita scarti e contestazioni. Sbagliare l’ID Paese può generare sanzioni per errata fatturazione o invio tardivo dopo correzione. Le sanzioni dipendono dagli articoli 6 e 11 del D.Lgs. 471/1997, in base all’errore.
Se SDI scarta, la fattura si considera non emessa. Devi correggere e rinviare entro i termini. L’errore più frequente è confondere XXXXXXX (estero) con 0000000 (cliente italiano senza codice o B2C). Un altro errore è usare UK invece di GB o XI, sigle non equivalenti.
Regola decisionale rapida
– Il cliente è in Italia? Metti ID Paese IT. Se B2B con codice SDI: usa quel codice. Se B2B/B2C senza codice o con sola PEC: usa 0000000. Se PA: usa il Codice Ufficio IPA.
– Il cliente è estero (UE o extra-UE)? Metti l’ID Paese del cliente. Nel Codice Destinatario inserisci sempre XXXXXXX. Se ha una partita IVA, riportala. Se non l’ha, compila denominazione e indirizzo completi.
– Regno Unito: se il cliente è Irlanda del Nord con registrazione IVA per beni, usa XI. Negli altri casi GB. Se dubbi, verifica il prefisso collegato alla partita IVA che ti ha comunicato.
– Parti dal presupposto: IT implica canali domestici (codice SDI o PEC/0000000). Estero implica XXXXXXX e consegna fuori da SDI. Poi scegli natura IVA e tipo documento in base alla territorialità IVA.
Quadro normativo essenziale
– D.Lgs. 127/2015: istituisce la fattura elettronica e i flussi via SDI.
– DPR 633/1972, art. 21: elementi obbligatori della fattura e regole IVA.
– Provvedimento Agenzia delle Entrate 30/04/2018 n. 89757 e successive modifiche: specifiche tecniche FatturaPA, struttura XML, Codice Destinatario, campi anagrafici.
– Prassi Agenzia delle Entrate: circolari e risoluzioni che chiariscono tipi documento, natura IVA e gestione delle operazioni transfrontaliere.
– D.L. 36/2022, convertito in L. 79/2022: estensione progressiva dell’obbligo di fattura elettronica ai forfettari (obbligo generalizzato dal 1° gennaio 2024, vigente nel 2026).
Implicazioni fiscali e operative collegate all’ID Paese
L’ID Paese incide sulla territorialità IVA. Con cliente UE con partita IVA, spesso si applica il reverse charge esterno. In quel caso usi codici natura IVA non imponibili o non soggetti, secondo il caso.
Per le operazioni con l’estero, l’invio tramite SDI con appositi tipi documento sostituisce gli adempimenti dell’esterometro con le regole vigenti. La corretta indicazione di ID Paese e dei dati del cliente è necessaria per la tracciabilità.
Lato sistema, SDI recapita solo in Italia. Con ID Paese estero e Codice Destinatario XXXXXXX, SDI accetta la fattura, ma non la consegna al cliente. Dovrai inviare al cliente una copia di cortesia (PDF). La validità fiscale in Italia resta legata alla trasmissione in SDI.
Per San Marino e Vaticano si applicano regole specifiche. In generale, usa rispettivamente SM e VA come ID Paese. Valuta i protocolli bilaterali e le regole IVA particolari. Le specifiche tecniche e i decreti attuativi disciplinano i flussi.
Errori ricorrenti e soluzioni pratiche
– Confondere 0000000 con XXXXXXX: ricorda, 0000000 è italiano senza canale SDI; XXXXXXX è estero.
– ID Paese e prefisso IVA non coerenti: l’ID Paese deve riflettere il Paese della partita IVA indicata. Se il cliente ha numero con prefisso FR, l’ID Paese è FR.
– Regno Unito: usare UK è sbagliato. Usa GB. Usa XI per Irlanda del Nord solo nei casi previsti (beni).
– Dati identificativi incompleti per clienti senza partita IVA: compila denominazione, indirizzo e Paese. Se mancano, rischi scarto o contestazioni.
Checklist operativa prima dell’invio
– Hai verificato dove è stabilito o identificato ai fini IVA il cliente?
– L’ID Paese corrisponde al prefisso della sua partita IVA (se presente)?
– Hai scelto correttamente tra Codice SDI, 0000000 o XXXXXXX?
– Hai compilato i dati anagrafici minimi (denominazione, indirizzo, Paese) se non c’è partita IVA?
– Hai selezionato il tipo documento e la natura IVA coerenti con la territorialità?
Esempi rapidi
– Studio italiano che fattura a società di Parigi con partita IVA FR: ID Paese FR, Codice Destinatario XXXXXXX, natura IVA non imponibile per servizi generici (se applicabile), invio in SDI.
– Negozio italiano che vende a privato statunitense: ID Paese US, Codice Destinatario XXXXXXX, completa i dati anagrafici. Invio in SDI e poi copia al cliente.
– Fornitore italiano a cliente B2B nazionale con codice SDI: ID Paese IT, uso del codice comunicato (non 0000000), invio e ricevuta di consegna da SDI.
Tabella di sintesi operativa
| Scenario operativo | ID Paese da indicare | Codice destinatario/SDI | Dati identificativi minimi del cliente | Termini di emissione e invio |
|---|---|---|---|---|
| Cliente italiano B2B con codice SDI | IT | Codice SDI a 7 caratteri fornito dal cliente | Partita IVA italiana, denominazione, indirizzo | Fattura entro 12 giorni dall’operazione; invio SDI immediato |
| Cliente italiano B2B/B2C senza codice SDI o solo PEC | IT | 0000000 (eventuale PEC indicata) | CF/IVA se disponibile, denominazione/nome, indirizzo | Stessi termini; recapito via PEC o Cassetto fiscale |
| Pubblica Amministrazione italiana | IT | Codice Ufficio (IPA) dell’ente | CF/IVA PA, denominazione ufficio | Invio SDI; decorrenza termini pagamento PA |
| Cliente UE con partita IVA valida | ID Paese UE (es. FR, DE, ES) | XXXXXXX | Partita IVA estera, denominazione, indirizzo | Invio SDI; copia di cortesia al cliente estero |
| Cliente extra-UE o privato senza IVA | ID Paese extra-UE (es. US, CH, GB) | XXXXXXX | Denominazione, indirizzo completo, Paese | Invio SDI; copia di cortesia al cliente estero |
FAQ
Qual è la differenza tra ID Paese, prefisso IVA e Codice Destinatario?
ID Paese è la sigla a due lettere che indica lo Stato del soggetto, secondo ISO 3166-1 (IT, FR, DE, ecc.). Il prefisso IVA è la stessa sigla ma usata davanti al numero IVA comunitario. Esempio: una partita IVA francese inizia con FR. In fattura elettronica, l’ID Paese popola i campi anagrafici e deve essere coerente con la posizione IVA del cliente.
Il Codice Destinatario è invece un codice tecnico per il recapito via SDI. In Italia può essere un codice a 7 caratteri o, se assente, “0000000” (con eventuale PEC). All’estero non esiste un canale SDI, quindi il Codice Destinatario è sempre “XXXXXXX”. Riassumendo: ID Paese identifica lo Stato; prefisso IVA qualifica il numero IVA; Codice Destinatario gestisce il percorso di consegna in SDI.
Come devo comportarmi se il cliente estero è identificato anche in Italia con una partita IVA IT?
Chiedi al cliente quale soggetto giuridico sta acquistando: la posizione IVA estera o quella italiana (rappresentante fiscale/identificazione diretta). Se la controparte è la posizione IVA italiana, usa ID Paese IT e tratta la fattura come domestica, con Codice SDI a 7 caratteri o 0000000. Se invece l’acquisto è effettuato dalla posizione estera, usa l’ID Paese estero e il Codice Destinatario XXXXXXX. La scelta influenza natura IVA, territorialità e adempimenti. Fai risultare chiaramente l’intestatario e la partita IVA pertinente in anagrafica.
Cosa succede se sbaglio l’ID Paese o il Codice Destinatario e la fattura viene scartata?
Uno scarto SDI equivale a fattura non emessa. Devi correggere e rinviare entro i termini ordinari. Se oltrepassi i termini di emissione o registrazione, si applicano le sanzioni del D.Lgs. 471/1997, graduabili in caso di regolarizzazione tempestiva. Per prevenire lo scarto, verifica coerenza fra ID Paese e numero IVA, completa i campi anagrafici obbligatori, usa 0000000 solo per clienti italiani senza canale SDI e XXXXXXX per tutti gli esteri. Conserva la ricevuta di consegna o di mancata consegna rilasciata da SDI a prova di trasmissione.
Devo indicare l’ID Paese anche quando fatturo a un consumatore finale estero senza partita IVA?
Sì. L’ID Paese identifica lo Stato del cliente a prescindere dalla presenza di una partita IVA. Se il cliente è un privato estero, inserisci l’ID Paese del suo Stato e compila denominazione/nome e indirizzo completo. Il Codice Destinatario è XXXXXXX. L’invio a SDI serve a soddisfare l’obbligo italiano. Il cliente riceverà una copia di cortesia. Ricorda di applicare le regole di territorialità IVA del DPR 633/1972 e della normativa UE per capire se l’operazione è imponibile in Italia, non imponibile o fuori campo.
Regno Unito: uso GB o XI? E cosa cambia in pratica?
Dopo la Brexit, GB è l’ID Paese per Regno Unito in generale. XI si usa per l’Irlanda del Nord limitatamente alle operazioni su beni, quando il cliente ha una registrazione IVA nordirlandese. Se il numero IVA del cliente inizia con XI, imposta l’ID Paese a XI e applica le regole intra-UE per beni. Se il prefisso è GB, tratta il cliente come extra-UE. In ogni caso, in fattura elettronica italiana, il Codice Destinatario resta XXXXXXX. Verifica sempre il prefisso comunicato dal cliente e allinealo all’ID Paese nell’anagrafica.
Serve indicare la PEC del cliente estero o un indirizzo e-mail nel file XML?
No, per i clienti esteri SDI non recapita la fattura. Il Codice Destinatario è XXXXXXX e l’eventuale e-mail non produce un recapito tecnico. Tuttavia, puoi riportare un indirizzo e-mail nei campi facoltativi o inviare a parte una copia di cortesia (PDF) per la consultazione. Ai fini fiscali in Italia conta la trasmissione in SDI. Ricorda che, se il cliente è italiano senza canale SDI, puoi indicare la PEC per favorire il recapito, usando 0000000 come Codice Destinatario.
