Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Il codice tributo 1668 si usa nel modello F24 per versare gli interessi dovuti sulla rateazione di imposte erariali (IRPEF, IRES, IVA, imposta sostitutiva). Va indicato insieme al codice dell’imposta rateizzata.
- Base normativa: D.lgs. 241/1997, art. 20 (rateazione e interessi 0,33% mensile), istruzioni F24 dell’Agenzia delle Entrate.
- Sezione F24: Erario. Campo “rateazione/mese rif.” con numero rata e totale rate (es. 0106), anno di riferimento dell’imposta (es. 2025).
- Non si usa per tributi locali, contributi previdenziali, cartelle esattoriali o ravvedimento operoso (che seguono regole e codici diversi).
Cos’è il codice tributo 1668 e quando si applica
Il codice tributo 1668 identifica gli interessi per il pagamento dilazionato di imposte erariali dovute in base a dichiarazione. In parole semplici: paghi a rate IRPEF, IRES, IVA o imposta sostitutiva? Gli interessi sulle rate si versano con 1668.
La base normativa è l’articolo 20 del Decreto legislativo 241/1997. La norma consente di rateizzare le somme dovute da dichiarazione, applicando interessi nella misura dello 0,33% per ogni mese di dilazione. Le istruzioni operative si trovano nelle guide dell’Agenzia delle Entrate sul modello F24. La consultazione dei testi normativi aggiornati è possibile sul portale Normattiva.
Attenzione al perimetro: il 1668 riguarda imposte erariali come IRPEF e IRES (disciplinate dal TUIR, DPR 917/1986), IVA (DPR 633/1972) e imposte sostitutive (ad esempio regime forfettario ai sensi della Legge 190/2014 e successive modifiche). Non si impiega per IMU, TARI, contributi INPS, sanzioni da atti o cartelle.
Come funziona la rateazione ex art. 20 D.lgs. 241/1997
Interessi allo 0,33% mensile: cosa significa davvero
La norma fissa un interesse “mensile” fisso dello 0,33% sulla quota rateizzata. In pratica, la prima rata non ha interessi; dalla seconda rata in avanti si applica lo 0,33% per ogni mese successivo alla scadenza della prima rata.
Un metodo semplice per calcolare l’interesse della singola rata è questo: quota capitale della rata per 0,33% per il numero di mesi di differimento. Per la rata n, i mesi sono n−1. Esempio: terza rata → 2 mesi → 0,66% sulla quota capitale di quella rata.
Gli interessi così calcolati si sommano al capitale della rata e si versano con il codice 1668 nella stessa scadenza rata. Gli importi si arrotondano al centesimo.
Scadenze, numero massimo di rate e differenze tra titolari e non titolari di partita IVA
Le scadenze standard seguono le regole delle imposte da dichiarazione. Salvo proroghe disposte con DPCM, la prima scadenza è a fine giugno. È spesso possibile pagare entro 30 giorni in più con una maggiorazione (0,40%). Questa maggiorazione non si versa con 1668 perché non è “interesse di rateazione”, ma una maggiorazione per differimento della prima scadenza.
Il numero di rate è libero ma deve chiudersi entro novembre dello stesso anno d’imposta. I titolari di partita IVA normalmente versano le rate entro il giorno 16 di ciascun mese. I non titolari versano a fine mese. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate precisano il calendario anno per anno.
Per il saldo IVA annuale, è possibile allineare il pagamento alle scadenze delle imposte dirette. In tal caso, alla dilazione si sommano le maggiorazioni per differimento previste per l’IVA. Poi, sulle rate, si applica l’interesse 0,33% mensile ex art. 20. Le regole di base sono nel DPR 633/1972 e nelle istruzioni IVA.
Come compilare l’F24 con il codice 1668
Sezione, campi obbligatori e anno di riferimento
Sezione: Erario.
Per ogni rata inserisci due righe (almeno): una per l’imposta “capitale” con il suo codice tributo e una per gli interessi con il codice 1668. Esempio: IRPEF saldo 4001 per la quota capitale, 1668 per gli interessi della rata.
Campi da compilare per entrambe le righe:
- Rateazione/mese rif.: formato NNTT, dove NN è il numero della rata in pagamento e TT è il totale delle rate scelte (es. 0106, 0206…).
- Anno di riferimento: l’anno d’imposta cui si riferisce il tributo (per saldo 2025 pagato nel 2026, indichi 2025).
- Importi a debito versati: l’importo della quota capitale sulla riga dell’imposta; l’importo degli interessi sulla riga 1668.
- Codice ufficio e codice atto: lasciali vuoti, salvo versamenti legati ad atti specifici (non è il caso della rateazione da dichiarazione).
Esempio pratico di calcolo e versamento
Immagina un saldo IRPEF da dichiarazione di 1.200 euro. Scegli 4 rate uguali. La quota capitale di ciascuna rata è 300 euro. Calcolo interessi:
- Rata 1: mesi 0 → interessi 0.
- Rata 2: mesi 1 → 300 × 0,33% = 0,99 euro.
- Rata 3: mesi 2 → 300 × 0,66% = 1,98 euro.
- Rata 4: mesi 3 → 300 × 0,99% = 2,97 euro.
Nel modello F24, per ciascuna scadenza, inserisci una riga “4001” per 300 euro e una riga “1668” per l’interesse di quella rata. Compili il campo rateazione (0104, 0204, 0304, 0404) e l’anno di riferimento (es. 2025).
Quando non si usa il 1668
Ravvedimento operoso e sanzioni
Il ravvedimento operoso (art. 13, D.lgs. 472/1997) prevede interessi legali calcolati giorno per giorno e sanzioni ridotte. In questi casi si usano i codici tributo dedicati alle sanzioni e agli interessi da ravvedimento indicati dall’Agenzia delle Entrate nelle relative risoluzioni e istruzioni F24. Non si usa il 1668 perché l’interesse non deriva da una rateazione ex art. 20, ma da un tardivo versamento.
Cartelle di pagamento e piani di dilazione con l’Agente della Riscossione
Se hai una cartella esattoriale o un piano con l’Agente della Riscossione, i pagamenti avvengono con bollettini RAV o sistemi indicati dall’ente. Non si utilizza il modello F24 con il codice 1668.
Tributi locali e contributi previdenziali
IMU, TASI, TARI, bollo auto, addizionali comunali/IRPEF, contributi INPS e premi INAIL seguono codici e regole proprie. Il 1668 non si applica, perché non parliamo di imposte erariali rateizzate da dichiarazione ai sensi dell’art. 20 del D.lgs. 241/1997.
Errori frequenti e correzioni operative
Anno di riferimento errato
L’errore più comune è indicare l’anno di pagamento invece dell’anno d’imposta. Soluzione: invia un’istanza di correzione all’Agenzia delle Entrate (canali di assistenza e servizio telematico di assistenza, tra cui il canale CIVIS). Indica gli estremi dell’F24 e l’errata imputazione.
Scambio tra capitale e interessi o omissione del 1668
Se versi tutta la rata come capitale e salti il 1668, potresti risultare parzialmente inadempiente. Rimedia con un versamento integrativo solo per gli interessi con 1668 oppure chiedi di riallocare parte dell’importo se possibile. Valuta il ravvedimento per l’eventuale tardivo versamento degli interessi.
Codice tributo dell’imposta errato
IRPEF, IRES, IVA e imposte sostitutive hanno ciascuna il proprio codice tributo di capitale. Se sbagli quel codice, l’intero piano si sforma. Occorre una correzione tramite istanza e, se necessario, un versamento sostitutivo. Consulta sempre le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e le risoluzioni che istituiscono i codici tributo.
Pagare l’F24: canali e prassi aggiornate
Home banking
Le banche offrono la funzione F24 online nell’area riservata. Inserisci i dati esattamente come in dichiarazione: sezione Erario, codice dell’imposta, codice 1668 per interessi, anno di riferimento, rateazione, importi. Controlla due volte l’anno e il numero rata.
Servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate
Puoi usare i servizi online dell’Agenzia delle Entrate. Compili il modello F24 Web o F24 Online. Trovi il modello preimpostato accedendo all’area riservata e seguendo la procedura guidata. Alla fine indichi l’IBAN per l’addebito unico della rata.
Intermediario abilitato
Un intermediario (commercialista o CAF abilitato) può trasmettere il tuo F24 tramite i canali Entratel e gestire calcoli, scadenzario e deleghe. È utile se hai più imposte e compensazioni.
Regola decisionale rapida
Domanda 1: Sto pagando un’imposta erariale da dichiarazione a rate nello stesso anno?
Se sì, usa il 1668 per gli interessi su ogni rata dalla seconda in poi. Se no, passa alla domanda 2.
Domanda 2: Sto pagando in ritardo una scadenza unica o una rata già scaduta?
Se sì, valuta il ravvedimento operoso: servono codici per sanzione e interessi da ravvedimento, non il 1668. Se no, passa alla domanda 3.
Domanda 3: È una cartella o un piano con l’Agente della Riscossione?
Se sì, non usare l’F24 con 1668. Usa i bollettini e le modalità dell’Agente della Riscossione. Se no, passa alla domanda 4.
Domanda 4: È un tributo locale o un contributo previdenziale?
Se sì, il 1668 non si applica. Se è un’imposta erariale rateizzata ex art. 20 D.lgs. 241/1997, usa il 1668 per gli interessi di rateazione.
Riferimenti normativi e prassi utili
Testi e istituzioni di riferimento
D.lgs. 241/1997, art. 20 (rateazione e interessi); DPR 917/1986 (TUIR) per IRPEF e IRES; DPR 633/1972 per IVA; D.lgs. 471/1997 e D.lgs. 472/1997 (sanzioni e ravvedimento); Legge 190/2014 per il regime forfettario. Consulta i testi aggiornati sul portale Normattiva. Per istruzioni e codici tributo del modello F24, fai riferimento ai documenti e alle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e alle comunicazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
| Scenario | Imposta coinvolta | Quando usare il 1668 | Campi F24 da presidiare | Tempistiche e note |
|---|---|---|---|---|
| Saldo IRPEF da dichiarazione, rate in 6 mesi | IRPEF (codici 4001 saldo / 4033-4034 acconti) | Sì, dalla 2ª rata in poi per interessi 0,33%/mese | Sezione Erario; rateazione 01/06…06/06; anno d’imposta (es. 2025); righe separate per 4001 e 1668 | Prima rata entro fine giugno; successive entro il 16 (P.IVA) o fine mese (no P.IVA); chiusura entro novembre |
| Saldo IVA annuale con allineamento a imposte dirette e rate | IVA (codice 6099 saldo o codici specifici) | Sì, sugli interessi delle rate ex art. 20 | Erario; codice IVA per capitale + 1668 per interessi; anno d’imposta IVA; rateazione NN/TT | Applicare eventuali maggiorazioni per differimento IVA fino a giugno; poi interessi di rateazione 0,33%/mese |
| Imposta sostitutiva forfettario rateizzata | Imposta sostitutiva (codici AE dedicati a saldo/acconti) | Sì, per interessi sulle rate | Erario; riga imposta sostitutiva + riga 1668; anno d’imposta; rateazione NN/TT | Stesse finestre delle imposte dirette; verifica istruzioni annuali AE |
| Ravvedimento per saldo IRPEF non pagato nei termini | IRPEF | No. Si usano codici per sanzioni e interessi da ravvedimento | Erario; codici tributo per sanzione e interessi da ravvedimento; anno d’imposta | Interessi legali giornalieri ex art. 13 D.lgs. 472/1997; non si applica 1668 |
| Piano con Agente della Riscossione (cartella) | Varie | No. Pagamenti via RAV/portali riscossione | Non si usa F24 con 1668 | Seguire il piano rateale dell’Agente; interessi propri della riscossione |
FAQ
1) Il tasso 0,33% mensile del 1668 cambia ogni anno o segue il tasso legale?
No, sono due cose diverse. Il tasso 0,33% al mese discende dall’art. 20 del D.lgs. 241/1997 e si applica alla rateazione delle imposte da dichiarazione. Non è il tasso legale e non segue i suoi aggiornamenti. Gli interessi da ravvedimento, invece, usano il tasso legale annuo pro rata giorno per giorno (art. 13, D.lgs. 472/1997 e art. 1284 c.c.). Quindi: se stai pagando a rate nei termini, usi 0,33% mese e il codice 1668. Se stai sanando un ritardo, applichi il tasso legale e i codici da ravvedimento, non il 1668.
2) Come decido il numero di rate e quali limiti devo rispettare?
Lo scegli tu in base alla cassa. La regola pratica è chiudere il piano entro novembre dello stesso anno, come indicato dall’art. 20 del D.lgs. 241/1997 e dalle istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate. Titolari di partita IVA pagano di norma al 16 del mese; i privati a fine mese. Puoi anche differire la prima scadenza di 30 giorni con la maggiorazione prevista dalle istruzioni (spesso 0,40%). Ricorda che più rate significano più interessi. Un buon equilibrio è tra 4 e 6 rate, salvo esigenze di liquidità.
3) Come si compila il campo “rateazione/mese rif.” nell’F24 per il 1668?
Usa il formato a quattro cifre: NNTT. Le prime due sono il numero progressivo della rata che stai pagando; le seconde due sono il totale delle rate del piano. Esempio: 0206 per la seconda di sei. Mantieni lo stesso valore sia nella riga dell’imposta (capitale) sia nella riga del 1668 (interessi). Questo aiuta l’abbinamento automatico del pagamento. Se modifichi il piano (es. estinzione anticipata), adegua il campo dalla rata successiva e ricalcola gli interessi della nuova scadenza.
4) Ho sbagliato a non inserire il 1668 nelle prime rate. Come rimediare senza sanzioni?
Versa gli interessi omessi il prima possibile con il codice 1668, usando lo stesso anno d’imposta e indicando la rata corretta nel campo “rateazione/mese rif.”. Se la scadenza è superata, valuta il ravvedimento per gli interessi non versati, perché si tratta di tardivo pagamento di una parte del dovuto. Il ravvedimento prevede sanzioni ridotte e interessi legali giornalieri. Puoi anche inviare una richiesta di assistenza all’Agenzia delle Entrate tramite i canali dedicati per chiarire l’abbinamento dei pagamenti. Conserva i calcoli a supporto.
5) Il 1668 si usa anche per acconti di IRPEF/IRES/Imposta sostitutiva, o solo per i saldi?
Si usa in entrambi i casi, se scegli la rateazione. Puoi rateizzare saldo e/o primo acconto. Alcuni contribuenti dividono in rate solo il primo acconto e pagano per intero il saldo e il secondo acconto. Ogni volta che rateizzi un’imposta erariale dovuta da dichiarazione, gli interessi della rateazione si versano con 1668. Ricorda di mantenere coerenza tra codice dell’imposta (ad esempio, 4033 per primo acconto IRPEF, 4034 per secondo acconto IRPEF, codici dedicati per IRES e imposta sostitutiva) e l’anno d’imposta corretto, come indicato nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
