Codice tributo 1790: cos’è, quando si versa e come?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Il codice tributo 1790 serve a versare, con F24, la prima rata dell’acconto dell’imposta sostitutiva del regime forfettario; si paga di norma entro il 30 giugno, calcolato sul dovuto dell’anno precedente.

  • Il 1790 identifica il primo acconto dell’imposta sostitutiva del forfettario (metodo “storico”).
  • Scadenze standard: 30 giugno per primo acconto (1790) e 30 novembre per secondo acconto (1791). Saldo con 1792.
  • Due rate 40%/60% oltre 257,52 euro; acconto unico entro il 30 novembre tra 51,65 e 257,52 euro.

Cos’è il codice tributo 1790 e quando si usa

Il codice tributo 1790 è quello da indicare nel modello F24 per pagare la prima rata dell’acconto dell’imposta sostitutiva dovuta dai contribuenti in regime forfettario. L’imposta sostitutiva è un’imposta fissa che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. L’aliquota è in genere il 15%. Scende al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti “start-up”.

Il regime forfettario è disciplinato dalla Legge 190/2014, commi 54-89 (Normattiva). Le soglie attuali: accesso fino a 85.000 euro di ricavi/compensi annui. Se superi 100.000 euro, esci subito dal regime nell’anno del superamento (Legge di Bilancio 2023). Queste regole valgono anche nel 2026.

I codici tributo correlati sono tre:

  • 1790: acconto, prima rata (giugno).
  • 1791: acconto, seconda rata o acconto in unica soluzione (novembre).
  • 1792: saldo dell’imposta sostitutiva (giugno dell’anno successivo).

I codici sono stati istituiti con risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate del 2015, a seguito dell’introduzione del regime forfettario. Trovi i riferimenti sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Come si calcola l’acconto con il “metodo storico”

L’acconto si calcola sull’imposta sostitutiva dovuta per l’anno precedente al netto di crediti e detrazioni. Il totale acconto è pari al 100% dell’imposta dovuta l’anno prima. Questa è la regola generale per le imposte sui redditi, prevista dall’articolo 17 del D.P.R. 435/2001.

La ripartizione in scadenza segue tre soglie:

  • Acconto totale fino a 51,65 euro: non si versa alcun acconto.
  • Tra 51,66 euro e 257,52 euro: si versa in un’unica soluzione entro il 30 novembre (con codice 1791).
  • Oltre 257,52 euro: si versano due rate, il 40% entro il 30 giugno (1790) e il 60% entro il 30 novembre (1791).

Puoi anche usare il “metodo previsionale”. In pratica, stimi l’imposta dell’anno in corso e versi un acconto pari a quella stima. È utile se pensi di guadagnare meno. Ma se sbagli per difetto, paghi sanzioni e interessi sulla parte non versata (D.Lgs. 472/1997, art. 13, ravvedimento operoso).

Scadenze 2026 e possibili proroghe

Scadenza ordinaria per il primo acconto (1790): 30 giugno 2026. Spesso è possibile pagare entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%. La maggiorazione è prevista dalle norme generali sui versamenti (D.P.R. 435/2001). Eventuali proroghe e differimenti annuali arrivano con D.P.C.M. o decreti MEF pubblicati ogni anno. Monitora i comunicati dell’Agenzia delle Entrate e del MEF.

Secondo acconto (1791): 30 novembre 2026. In genere non è rateizzabile oltre novembre. Il saldo (1792) si paga a giugno 2027, insieme al primo acconto 2027, salvo proroghe.

Compilazione pratica dell’F24 nella Sezione Erario

Il versamento avviene con F24, Sezione “Erario”. I professionisti e titolari di partita IVA devono usare i canali telematici (F24 web/F24 online dell’Agenzia o home banking). L’obbligo discende dal D.Lgs. 241/1997 e relativi provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Compila così la riga dell’F24 per il 1790:

  • Codice tributo: 1790.
  • Rateazione/regione/prov./mese rif.: se non rateizzi il pagamento di giugno, inserisci 0101.
  • Anno di riferimento: l’anno d’imposta per cui versi l’acconto (formato AAAA). Esempio: 2026.
  • Importi a debito versati: la cifra dovuta per la prima rata (40% dell’acconto totale).

Se versi il secondo acconto di novembre, usa il codice 1791 e l’anno di riferimento resta lo stesso. Per il saldo, usa il 1792 e l’anno di riferimento è l’anno d’imposta cui si riferisce il saldo.

Puoi compensare eventuali crediti (per esempio un credito IRPEF) nella stessa Sezione Erario. La compensazione orizzontale segue l’articolo 17 del D.Lgs. 241/1997. Se compensi crediti fiscali, usa sempre canali telematici dell’Agenzia o dell’intermediario abilitato. Rispetta le eventuali soglie e regole di utilizzo previste ogni anno dal MEF e dall’Agenzia.

Esempio numerico completo

Supponiamo che il tuo saldo imposta sostitutiva 2025 sia 1.000 euro. L’acconto 2026 è il 100%: 1.000 euro.

  • Primo acconto 2026 (1790): 40% = 400 euro, entro il 30 giugno 2026. In F24: Codice 1790; Rateazione 0101; Anno 2026; Importo 400,00.
  • Secondo acconto 2026 (1791): 60% = 600 euro, entro il 30 novembre 2026. In F24: Codice 1791; Rateazione 0101; Anno 2026; Importo 600,00.
  • Saldo 2026 (1792): differenza tra imposta 2026 effettiva e acconti versati. Se l’imposta 2026 risultasse 950 euro, a giugno 2027 indicherai saldo 1792 pari a 950 – 1.000 = -50 (nessun versamento, nascerà un credito).

Nota importante: alcuni servizi bancari ti chiedono la “rateazione” anche quando non rateizzi. In quel caso, 0101 indica prima di una rata unica. Se rateizzi i pagamenti di giugno in più rate mensili, userai 0102, 0202, 0302 ecc., applicando gli interessi di legge. Verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’Agenzia.

Regola decisionale rapida

  • Sei in regime forfettario nel 2026?
    • Sì: calcola l’acconto con il metodo storico. Usa 1790 a giugno e 1791 a novembre. Saldo con 1792 l’anno dopo.
    • No: non usare i codici 1790-1792. Verifica i codici IRPEF ordinari.
  • Acconto totale 2026 ≤ 51,65 euro?
    • Sì: non versi acconti.
    • No: prosegui.
  • Acconto totale 2026 tra 51,66 e 257,52 euro?
    • Sì: versi in un’unica soluzione a novembre con 1791.
    • No: versi 40% con 1790 a giugno e 60% con 1791 a novembre.
  • Prevedi un reddito 2026 più basso?
    • Sì: valuta il metodo previsionale. Riduci l’acconto. Se sbagli per difetto, userai il ravvedimento.
    • No: resta sul metodo storico.
  • Hai superato 100.000 euro di ricavi nel 2026?
    • Sì: esci subito dal forfettario (norma attuale). Contatta il consulente per ricalcolare imposte e versamenti.
    • No: resti nel forfettario e usi i codici 1790-1792.

Scenari particolari e punti di attenzione nel 2026

Primo anno di attività

Se inizi nel 2026, non hai storico 2025. L’acconto per il 2026 è in genere zero. Pagherai il saldo 2026 nel 2027 con 1792. Potrai valutare un acconto “previsionale” solo se prevedi un’imposta consistente. In assenza di obbligo, molti preferiscono attendere il saldo.

Passaggio da forfettario a ordinario e viceversa

Se nel 2025 eri ordinario e nel 2026 sei forfettario, l’acconto 2026 dei codici 1790/1791 non si calcola sull’IRPEF 2025. Riparti dal nuovo regime. Se nel corso del 2026 esci dal forfettario per superamento soglie, ricalcoli imposte e acconti secondo le regole di uscita immediata. In questi casi, serve un ricalcolo attento per evitare doppi versamenti.

Rateizzazione dei versamenti di giugno

Il pacchetto di giugno (saldo anno precedente e primo acconto) si può rateizzare fino a novembre, con interessi mensili. Ogni rata ha il proprio codice tributo. La seconda rata di acconto di novembre non si estende oltre novembre. Verifica ogni anno le percentuali d’interesse e le istruzioni operative dell’Agenzia.

Errori frequenti

  • Secondo acconto versato con 1790: è sbagliato. Usa 1791 a novembre.
  • Anno di riferimento errato: l’anno è sempre quello d’imposta. Nel 1790/1791 indichi l’anno per cui versi l’acconto.
  • Somma acconti sbagliata: ricordati della soglia 51,65/257,52 e della ripartizione 40%/60%.
  • Compensazioni non consentite: verifica sempre regole e limiti del D.Lgs. 241/1997.

Sanzioni, interessi e ravvedimento operoso

Se paghi in ritardo o paghi meno del dovuto, si applicano sanzioni e interessi. Puoi rimediare con il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997, art. 13). Più sei rapido, minore è la sanzione. Calcoli:

  • Versi il tributo mancante con lo stesso codice (1790 o 1791) e lo stesso anno di riferimento.
  • Aggiungi la sanzione ridotta da ravvedimento e gli interessi legali calcolati giorno per giorno. Gli interessi seguono il tasso legale fissato annualmente dal MEF.
  • Compili ulteriori righe F24 in Sezione Erario per sanzioni e interessi, utilizzando i codici sanzione/interessi indicati dall’Agenzia delle Entrate nelle sue istruzioni.

Se hai sbagliato codice tributo o anno, puoi chiedere la correzione all’Agenzia delle Entrate con un’istanza di riliquidazione/riattribuzione del versamento. In alternativa, puoi chiedere rimborso ex art. 38 del D.P.R. 602/1973. Per i dettagli operativi usa i canali istituzionali dell’Agenzia (CIVIS o istanza agli uffici).

Fonti e riferimenti normativi utili

Riferimenti principali: Legge 190/2014 (commi 54-89) per il regime forfettario; Legge di Bilancio 2023 per le soglie 85.000/100.000; D.P.R. 435/2001, art. 17, per scadenze e acconti; D.Lgs. 241/1997 per i versamenti unificati e la compensazione; D.Lgs. 472/1997, art. 13 per il ravvedimento operoso. Consulta il portale Normattiva per i testi vigenti e le risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate del 2015 che hanno istituito i codici 1790, 1791 e 1792.

Scenario Codice tributo da usare Scadenza/Finestra Requisiti e note operative
Acconto totale ≤ 51,65 € Nessun codice (nessun acconto) Nessuna scadenza Nessun versamento. Verifica comunque il saldo con 1792 l’anno successivo.
Acconto tra 51,66 € e 257,52 € 1791 (acconto in unica soluzione) 30 novembre Indica anno d’imposta. Rateazione 0101 se non rateizzi. Nessun 1790 a giugno.
Acconto oltre 257,52 € (metodo storico) 1790 (prima rata 40%); 1791 (seconda rata 60%) 30 giugno e 30 novembre A giugno 40% con 1790, a novembre 60% con 1791. Possibile 0,40% per pagamento al 30 luglio, se previsto.
Primo anno di attività (senza storico) Nessun acconto; saldo 1792 l’anno dopo Saldo a giugno dell’anno successivo Acconto di norma non dovuto. Valuta previsionale solo se utile alla cassa.
Metodo previsionale (acconto ridotto) 1790/1791 con importi stimati 30 giugno e 30 novembre Se versi meno del dovuto, integra con ravvedimento operoso (sanzioni ridotte e interessi legali).
Uscita immediata per superamento 100.000 € Verifica codici in base al nuovo regime Tempistiche variabili Ricalcola imposta e acconti. Possibile conguaglio infra-annuale. Serve consulenza per evitare errori.

FAQ

1) Che cos’è esattamente il codice 1790 e a chi si applica?

Il 1790 è il codice tributo per versare, con il modello F24, la prima rata dell’acconto dell’imposta sostitutiva dovuta dai contribuenti in regime forfettario. Il regime forfettario, introdotto dalla Legge 190/2014, è un regime fiscale semplificato per persone fisiche con ricavi/compensi entro 85.000 euro. L’imposta sostitutiva è al 15% (o al 5% per start-up) e “sostituisce” IRPEF, addizionali e IRAP. L’acconto si determina sul dato storico: di norma versi come acconto 2026 il 100% dell’imposta sostitutiva 2025, ripartito al 40% a giugno (1790) e al 60% a novembre (1791), salvo che l’importo totale rientri nelle soglie che prevedono l’unica soluzione a novembre o l’esonero. Il saldo dell’anno, l’anno dopo, si versa con 1792.

2) Come compilo l’F24 per il 1790 e cosa scrivo nei campi “rateazione” e “anno”?

Nella Sezione Erario dell’F24, inserisci il codice 1790, l’anno di riferimento dell’imposta per cui stai versando l’acconto (formato AAAA, es. 2026), e l’importo della prima rata. Il campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” va compilato anche se non rateizzi: se paghi in un’unica soluzione a giugno, indica 0101. Se rateizzi i pagamenti di giugno in più rate mensili, userai progressivamente 0102, 0202, 0302 e così via, applicando gli interessi previsti. Ricorda: la ripartizione 40%/60% tra giugno e novembre non è “rateazione” nel senso tecnico del campo F24. Sono due versamenti distinti con codici diversi (1790 a giugno, 1791 a novembre). Gli operatori con partita IVA devono usare canali telematici (Agenzia delle Entrate o home banking) come previsto dal D.Lgs. 241/1997.

3) Posso ridurre o azzerare il 1790 usando il metodo previsionale? Quali rischi ci sono?

Sì. Se prevedi un 2026 con reddito più basso, puoi calcolare l’acconto sul valore stimato anziché su quello storico. Se la tua stima porta l’acconto a zero, puoi non versare il 1790. Attenzione però: se la stima risulta troppo bassa, la parte di acconto non versata diventa carente. Dovrai versarla poi con sanzioni e interessi. Il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997) ti consente di ridurre le sanzioni se regolarizzi spontaneamente. Valuta il previsionale solo con una stima credibile e aggiornata di ricavi, costi forfetari e contributi.

4) Ho pagato il secondo acconto con il codice 1790 o ho inserito l’anno sbagliato. Come rimediare?

Capita spesso. Se hai usato il 1790 a novembre, invece del 1791, o hai sbagliato anno di riferimento, puoi chiedere la correzione all’Agenzia delle Entrate. Presenta un’istanza di riliquidazione/riattribuzione del versamento, indicando dati del pagamento, errore commesso e la correzione richiesta. L’Agenzia potrà riallocare l’importo al codice giusto e all’anno corretto. In alternativa, se dalla correzione derivasse un’eccedenza non utilizzabile, puoi chiedere rimborso ai sensi dell’art. 38 del D.P.R. 602/1973. Se nel frattempo sei in ritardo con un versamento, usa il ravvedimento per sanzioni ridotte e interessi legali. Conserva ricevute F24 e protocolli di invio.

5) Posso compensare crediti in F24 per ridurre il pagamento del 1790? Ci sono limiti?

Sì. Puoi compensare crediti fiscali e contributivi con i debiti indicati nel tuo F24, inclusi i debiti con codice 1790. La compensazione orizzontale è regolata dall’art. 17 del D.Lgs. 241/1997. Devi usare canali telematici. Esistono limiti e adempimenti che possono cambiare di anno in anno (per esempio soglie annue, necessità di presentare la dichiarazione da cui emerge il credito prima di compensarlo, controlli preventivi). Prima di compensare importi rilevanti, verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate e le comunicazioni del MEF. Un uso errato della compensazione può bloccare il modello F24 o generare cartelle per carenza di versamento.

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