Codice tributo 1792: a cosa serve, chi deve usarlo e quando serve?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Il codice tributo 1792 si usa nel modello F24, sezione Erario, per versare il saldo dell’imposta sostitutiva dovuta nel regime forfettario. Scadenza ordinaria: 30 giugno dell’anno successivo all’anno d’imposta.

  • Codice tributo 1792: saldo dell’imposta sostitutiva del regime forfettario (aliquota 5% o 15%), calcolata nel quadro LM della Dichiarazione Redditi Persone Fisiche.
  • Termini: saldo al 30 giugno; acconti con codici 1793 (prima rata/unica soluzione) e 1794 (seconda rata) secondo D.P.R. 435/2001 e D.Lgs. 241/1997.
  • Pagamenti solo telematici per titolari di Partita IVA: home banking F24 o servizi dell’Agenzia delle Entrate; possibile delega a intermediario abilitato.

Cos’è il codice tributo 1792 e quando si usa

Il codice tributo 1792 identifica, nel modello F24, il saldo dell’imposta sostitutiva dovuta dai contribuenti in regime forfettario. Regime forfettario significa Partita IVA che paga una “tassa unica” al posto di IRPEF, addizionali e IRAP. L’aliquota è 15%, ridotta al 5% per le start-up che rispettano requisiti precisi.

Usi il 1792 quando chiudi il calcolo dell’anno: importi gli incassi, applichi il coefficiente di redditività, deduci i contributi previdenziali versati e ottieni l’imposta netta. Il risultato confluisce nel quadro LM della Dichiarazione dei Redditi. Quell’importo è il saldo da versare con F24 usando 1792.

Base giuridica di riferimento

La cornice normativa del regime forfettario sta nell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge 190/2014, come modificata da successive Leggi di Bilancio (tra cui Legge 145/2018 e Legge 197/2022 sul limite a 85.000 euro e cause di uscita). Le regole di versamento tramite F24 sono nel D.Lgs. 241/1997 e nel D.P.R. 435/2001 sui termini di saldo e acconti. Le istruzioni operative sono diffuse dall’Agenzia delle Entrate nelle istruzioni del modello F24 e del modello Redditi PF. Le norme sono consultabili su portali istituzionali come Normattiva e il sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Chi deve usare il 1792 e chi no

Devi usare il 1792 se hai una Partita IVA in regime forfettario. È il tuo codice per il saldo dell’imposta sostitutiva. Lo usi ogni anno in cui, al termine dei calcoli, risulta un’imposta a debito.

Non usi il 1792 se sei in regime ordinario o semplificato ai fini IRPEF. In questi casi versi l’IRPEF con i codici previsti per l’imposta personale, secondo gli scaglioni dell’articolo 11 del TUIR e le regole aggiornate dalle Leggi di Bilancio. Se esci dal forfettario, l’ultimo anno “in forfettario” si chiude ancora con 1792 per il saldo di quell’anno; dall’anno successivo passi all’IRPEF.

Cause di uscita dal forfettario

La soglia di accesso e permanenza è 85.000 euro di ricavi/compensi annui. Se superi 85.000 ma non 100.000 euro, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro, l’uscita è immediata nell’anno stesso (con effetti anche IVA dal mese successivo). Queste regole derivano dalle modifiche introdotte dalla Legge 197/2022.

Come si calcola il saldo: dalla base imponibile all’F24

Il regime forfettario usa il principio di cassa. Significa che contano gli incassi effettivi nell’anno, non solo le fatture emesse. La base imponibile si ottiene applicando un coefficiente di redditività ai ricavi/compensi incassati. Il coefficiente dipende dal codice ATECO (per esempio 78% per professionisti in molti casi). L’imposta sostitutiva si calcola su questa base dopo la deduzione dei contributi INPS o previdenziali obbligatori versati nell’anno.

L’aliquota è 15% ordinaria. Diventa 5% per i primi cinque anni, se rispetti i requisiti “start-up” (assenza di attività nei tre anni precedenti, proseguimento non prevalente di lavoro dipendente, subentro non con prosecuzione di attività già svolta in forma autonoma). Queste condizioni sono descritte nella Legge 190/2014 e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Acconti e saldo: la cronologia

Ogni anno versi il saldo dell’anno precedente e gli acconti dell’anno in corso. Il saldo e il primo acconto scadono il 30 giugno. Il secondo acconto scade il 30 novembre. Le scadenze possono subire proroghe con D.P.C.M., quindi verifica sempre i calendari ufficiali.

Per gli acconti usi codici diversi: 1793 per il primo acconto (o acconto in unica soluzione) e 1794 per il secondo acconto. L’acconto si deve se l’imposta netta dell’anno precedente supera 51,65 euro. In genere il primo acconto è il 40% e il secondo è il 60% dell’acconto complessivo.

Come si compila e si paga l’F24 con il codice 1792

Compilazione della riga in sezione Erario

  • Sezione: Erario.
  • Codice tributo: 1792 (saldo imposta sostitutiva forfettario).
  • Rateazione: si compila solo se rateizzi i pagamenti; altrimenti lascia in bianco.
  • Anno di riferimento: l’anno d’imposta cui si riferisce il saldo (formato AAAA). Esempio: saldo 2025 da versare nel 2026 → “2025”.
  • Importi a debito versati: inserisci l’imposta netta dovuta dal quadro LM.
  • Codice ufficio e atto: non si compilano per i versamenti ordinari.

Controlla che i contributi previdenziali dedotti in dichiarazione coincidano con quelli effettivamente versati. Un errore qui altera il saldo 1792 e anche gli acconti 1793/1794.

Canali di pagamento ammessi e obblighi

I titolari di Partita IVA devono pagare gli F24 solo con servizi telematici (obbligo previsto dal D.L. 223/2006, art. 37, come convertito). Puoi usare:

  • Home banking con funzione F24 (F24 ordinario o F24 telematico).
  • Servizi dell’Agenzia delle Entrate (F24 web o F24 online nell’area riservata).
  • Un intermediario abilitato (commercialista) tramite i canali Entratel.

Il portale “Fatture e Corrispettivi” serve per l’emissione e consultazione dei documenti fiscali. Il pagamento F24 avviene nella tua area riservata dell’Agenzia delle Entrate, sezione pagamenti F24, oppure tramite banca. Prepara IBAN e verifica i massimali dispositivi.

Errori frequenti e come rimediare (ravvedimento operoso)

Gli errori più comuni sono: indicare l’anno sbagliato, confondere i codici (1792 vs 1793/1794), inserire importi netti non coerenti con la dichiarazione, usare la sezione errata, dimenticare gli acconti. Se succede, puoi usare il ravvedimento operoso.

Ravvedimento operoso significa regolarizzare spontaneamente il versamento con sanzioni ridotte e interessi legali calcolati giorno per giorno. Paghi tre cose: imposta (sempre con 1792), sanzione ridotta (codice 8911 per sanzioni tributarie – sezione Erario), interessi (codice 1991 per interessi da ravvedimento – sezione Erario). Le percentuali di sanzione e il tasso legale cambiano nel tempo: consulta le tabelle aggiornate dell’Agenzia delle Entrate e del MEF.

Come calcolare il ravvedimento in pratica

  • Ricalcola l’imposta dovuta (1792) e determina i giorni di ritardo.
  • Calcola gli interessi legali pro quota giorno su giorno e versali con 1991.
  • Applica la sanzione ridotta in base alla fascia di ritardo (entro 14 giorni, 30 giorni, 90 giorni, un anno, due anni, oltre) e versala con 8911.
  • Compila tre righe F24 in sezione Erario, tutte con lo stesso anno di riferimento, cambiando solo il codice tributo e l’importo.

Regola decisionale rapida

Se sei in regime forfettario e stai versando il saldo dell’anno precedente, allora usa il codice 1792 in sezione Erario, con anno di riferimento uguale all’anno d’imposta cui si riferisce il saldo.

Se devi versare il primo acconto dell’anno in corso, allora usa il codice 1793; se devi versare il secondo acconto, allora usa il codice 1794. Se l’imposta dell’anno precedente è pari o inferiore a 51,65 euro, allora non devi versare acconti.

Se hai superato 85.000 euro ma non 100.000, allora esci dal forfettario dall’anno successivo: chiudi l’anno in forfettario con 1792 e dal successivo versi IRPEF. Se superi 100.000 euro, allora esci subito nell’anno in corso e non userai 1792 per quell’anno.

Se hai pagato in ritardo, allora usa il ravvedimento: ripeti 1792 per l’imposta, aggiungi 8911 per la sanzione ridotta e 1991 per gli interessi, tutti con lo stesso anno di riferimento.

Fonti istituzionali da consultare

Per confermare regole, limiti e scadenze consulta: Normattiva per le leggi (Legge 190/2014; Legge 145/2018; Legge 197/2022; D.Lgs. 241/1997; D.P.R. 435/2001), il sito dell’Agenzia delle Entrate per istruzioni F24 e modello Redditi PF, il Ministero dell’Economia e delle Finanze per tassi legali e calendari fiscali.

Scenario Codici F24 da usare Anno di riferimento e scadenze Note operative
Primo anno in forfettario con imposta dovuta 1792 (saldo); 1793/1794 (acconti, se dovuti) Anno saldo = anno d’imposta precedente; 30 giugno saldo e 1° acconto; 30 novembre 2° acconto Acconti dovuti se l’imposta netta supera 51,65 euro; valuta rateazione secondo istruzioni AE
Anni successivi in forfettario 1792 per saldo; 1793 (1° acconto o unica); 1794 (2° acconto) Stesse scadenze: 30 giugno e 30 novembre Controlla coerenza tra quadro LM e importi in F24; aggiorna IBAN per addebito
Superamento 85.000 e ≤100.000 euro Ultimo anno in forfettario: 1792 (saldo). Dall’anno successivo: codici IRPEF Esci dal forfettario dall’anno successivo Verifica gestione acconti: potrebbero cambiare base e codici dall’anno di uscita
Superamento >100.000 euro (uscita immediata) Per l’anno in corso non si usa 1792; si applicano imposte ordinarie Uscita immediata con effetti nell’anno stesso Attenzione a IVA e ritenute: cambiano dal mese successivo al superamento
Start-up con aliquota 5% 1792 per saldo a 5%; 1793/1794 per acconti calcolati sull’imposta ridotta Scadenze ordinarie Conserva documenti che provano i requisiti start-up; controlli possibili
Nessun incasso o imposta ≤51,65 euro 1792 per saldo (eventualmente zero); nessun 1793/1794 30 giugno Se saldo zero non presenti F24; conserva i prospetti di calcolo
Ritardo nel pagamento del saldo 1792 (imposta); 8911 (sanzione); 1991 (interessi) Ravvedimento entro 30/90/365 giorni o oltre Usa stesso anno di riferimento per tutti i righi; calcola giorni esatti di ritardo

FAQ

1) Che cos’è esattamente il codice tributo 1792 e in cosa si differenzia da 1793 e 1794?

Il codice tributo 1792 serve a versare il saldo dell’imposta sostitutiva dovuta nel regime forfettario. Il saldo è l’imposta definitiva dell’anno precedente, calcolata dopo contributi e acconti. Il 1793 si usa per il primo acconto o per l’intero acconto in unica soluzione dell’anno in corso. Il 1794 si usa per il secondo acconto dell’anno in corso. In pratica: 1792 chiude l’anno passato; 1793 e 1794 “finanziano” l’anno in corso. Questi codici operano nella sezione Erario del modello F24 e vanno sempre associati all’anno di riferimento corretto. Le regole discendono dal D.Lgs. 241/1997, dal D.P.R. 435/2001 e dalla disciplina del forfettario prevista dalla Legge 190/2014.

2) Come compilo nel dettaglio l’F24 con il 1792? Mi fai un esempio pratico?

Apri l’F24 nella tua banca o nell’Agenzia delle Entrate. Sezione Erario. Inserisci 1792 in “codice tributo”. Anno di riferimento: l’anno d’imposta cui si riferisce il saldo (formato AAAA). Importi a debito: l’imposta sostitutiva netta dal quadro LM della dichiarazione. Se rateizzi, compila il campo rateazione con il formato corretto (per esempio “0106” per la prima di sei), e applica gli interessi di rateazione previsti dalle istruzioni AE. Lascia vuoti “codice ufficio” e “codice atto”. Se presenti anche acconti, inserisci ulteriori righi con 1793 e 1794, ognuno con il suo importo e lo stesso anno di riferimento dell’anno in corso. Prima di inviare, verifica IBAN, data di addebito e ricevuta telematica. Conserva la ricevuta nel tuo fascicolo fiscale.

3) Nel primo anno di attività pago solo il saldo o anche gli acconti?

Dipende dall’imposta calcolata. La regola è generale e vale per tutti: se l’imposta netta dell’anno precedente è superiore a 51,65 euro, devi versare gli acconti per l’anno in corso. Quindi, nel primo anno in cui produci reddito, a giugno dell’anno successivo versi sicuramente il saldo (1792) e, spesso, anche il primo acconto (1793), con eventuale secondo acconto (1794) a novembre. Se l’imposta è pari o inferiore a 51,65 euro, gli acconti non sono dovuti. Questa soglia e la logica degli acconti discendono dal D.P.R. 435/2001 e dalle istruzioni dei modelli Redditi PF.

4) Ho pagato il 1792 in ritardo. Come funziona il ravvedimento operoso e quali codici uso?

Con il ravvedimento operoso regolarizzi spontaneamente il debito con sanzioni ridotte e interessi legali. Devi versare tre voci: l’imposta (sempre con 1792), la sanzione ridotta (codice 8911) e gli interessi (codice 1991). Tutti i righi stanno in sezione Erario, con lo stesso anno di riferimento dell’imposta. Calcola gli interessi con il tasso legale pro rata giornaliero, dal giorno successivo alla scadenza a quello del pagamento. Applica la sanzione nella misura ridotta in base al ritardo (entro 14 giorni, entro 30, entro 90, entro un anno, entro due anni, oltre), secondo le tabelle aggiornate AE e MEF. Compila e invia l’F24 telematico. Conserva i calcoli e la ricevuta: servono in caso di controlli.

5) Posso pagare il 1792 allo sportello o devo usare per forza i servizi online? E posso delegare il commercialista?

Se hai una Partita IVA, la legge impone il pagamento telematico degli F24. Quindi non puoi usare lo sportello con F24 cartaceo. Puoi scegliere tra home banking (funzione F24) e i servizi dell’Agenzia delle Entrate (F24 web/online) nell’area riservata. In alternativa, puoi delegare un intermediario abilitato (commercialista) che invia l’F24 tramite Entratel con addebito sul tuo conto. Questa regola deriva dal D.L. 223/2006, art. 37, come convertito, e dalle istruzioni operative dell’Agenzia delle Entrate. Verifica sempre i massimali del tuo conto e l’IBAN attivo per evitare scarti di pagamento.

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