Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Il codice tributo 1840 si usa nel modello F24, sezione Erario, per versare la prima rata dell’acconto della cedolare secca sugli affitti. Scadenza ordinaria 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione), ripartizione 40/60.
- 1840 identifica il primo acconto della cedolare secca; 1841 la seconda rata o l’acconto in unica soluzione; 1842 il saldo; 1843 gli interessi da rateazione.
- L’acconto si calcola sull’imposta dell’anno precedente: 40% a giugno, 60% a novembre, con soglie di esenzione e unicità.
- In F24: sezione Erario, codice 1840, anno di riferimento AAAA, importo a debito; campi “codice ufficio” e “codice atto” vuoti.
Cos’è il codice tributo 1840 e quando si usa
Il codice tributo 1840 serve a versare la prima rata dell’acconto della cedolare secca. La cedolare secca è un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali sui canoni di locazione abitativa. Sostitutiva significa che prende il posto dell’IRPEF su quel reddito.
Le aliquote, a giugno 2026, sono queste: 21% per i contratti a canone libero (4+4) e 10% per i contratti a canone concordato. Il canone concordato è un contratto con affitto calmierato, definito dagli accordi territoriali. Per le locazioni brevi (fino a 30 giorni), l’aliquota è 26% dal periodo d’imposta 2024, con possibilità di applicare il 21% su una sola unità per anno.
Le basi normative principali: decreto legislativo 23/2011, articolo 3 (introduzione cedolare secca); legge 431/1998 (disciplina delle locazioni abitative); decreto-legge 50/2017, articolo 4 (locazioni brevi); legge 213/2023, legge di Bilancio 2024 (aliquota 26% locazioni brevi e ritenute). I codici tributo 1840, 1841, 1842 e 1843 sono stati istituiti dall’Agenzia delle Entrate con risoluzioni del 2011. Puoi verificare testi e aggiornamenti su Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Quando paghi il primo acconto usi 1840. Il secondo acconto o l’acconto in unica soluzione si paga con 1841. Il saldo dell’anno si versa con 1842. Se rateizzi i versamenti, gli interessi di rateazione si indicano con 1843.
Scadenze, percentuali e soglie dell’acconto
Calendario ordinario
Le scadenze seguono il calendario dei versamenti delle imposte dirette (D.Lgs. 241/1997 e D.P.R. 435/2001):
– 30 giugno: saldo e primo acconto (codice 1840 per la cedolare secca). Puoi pagare entro il 30 luglio con una maggiorazione percentuale comunicata ogni anno dall’Agenzia delle Entrate.
– 30 novembre: secondo acconto (codice 1841).
Come si calcola l’acconto
L’acconto totale è pari al 100% dell’imposta dovuta per l’anno precedente, al netto di detrazioni e crediti legati a quel tributo. Si applicano poi le seguenti regole operative:
- Se l’imposta dell’anno precedente è pari o inferiore a 51,65 euro: non devi versare acconto.
- Se è superiore a 51,65 euro e fino a 257,52 euro: versi l’acconto in unica soluzione a novembre con 1841.
- Se è superiore a 257,52 euro: versi il 40% a giugno con 1840 e il 60% a novembre con 1841.
Nel primo anno di opzione per la cedolare secca, in genere non versi acconti perché l’imposta dell’anno precedente è zero. L’anno successivo potresti doverli versare se superi le soglie.
Esempio numerico
Supponiamo che nel 2025 la tua cedolare secca sia stata di 1.000 euro. Nel 2026 l’acconto totale è 1.000 euro: 400 euro (40%) con 1840 entro il 30 giugno; 600 euro (60%) con 1841 entro il 30 novembre. Il saldo 2026 si verserà nel 2027 con 1842, al netto degli acconti pagati.
Aliquote e base imponibile: chiarimenti utili
Contratti abitativi ordinari
Per i contratti a canone libero, l’aliquota è 21%. Per i contratti a canone concordato, l’aliquota è 10%. La base imponibile è il canone pattuito annuo, senza abbattimenti. Con la cedolare secca non paghi imposta di registro e di bollo sul contratto e sulle proroghe (articolo 3, D.Lgs. 23/2011).
Locazioni brevi
Per le locazioni brevi (articolo 4, D.L. 50/2017), l’aliquota è 26% dal periodo d’imposta 2024, con possibilità di applicare il 21% su una sola unità immobile per anno. Gli intermediari e i portali che incassano o intervengono nel pagamento applicano una ritenuta a titolo di acconto, oggi allineata al 26%. Verifica sempre i dettagli annuali dell’Agenzia delle Entrate.
Canoni non incassati
Con la cedolare secca, in caso di morosità, si applicano le regole dell’articolo 26 del TUIR (D.P.R. 917/1986), come modificato nel tempo: i canoni non percepiti non concorrono al reddito dal periodo d’imposta in cui si ottiene la convalida di sfratto per morosità. Senza tale titolo, i canoni pattuiti restano imponibili.
Compilazione del modello F24 con il codice 1840
Dove inserire il codice
Usa la sezione Erario del modello F24. Righe da compilare:
- Codice tributo: 1840.
- Rateazione/mese rif.: compila solo se stai rateizzando il versamento; altrimenti lascia vuoto.
- Anno di riferimento: l’anno d’imposta a cui si riferisce l’acconto, in formato AAAA (esempio: 2026).
- Importi a debito versati: l’importo del primo acconto calcolato (40% dell’acconto totale, salvo eccezioni).
- Codice ufficio e codice atto: non si compilano per questo versamento.
Canali di pagamento
Percorso digitale tipico:
- Area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate: accedi con SPID o CIE, vai a “F24 web”, inserisci i dati, conferma il pagamento con l’IBAN.
- Home banking: sezione F24, scegli “F24 ordinario”, compila i campi sopra indicati, autorizza l’addebito.
Per titolari di partita IVA il pagamento telematico è obbligatorio (D.Lgs. 241/1997). I privati senza partita IVA possono anche pagare tramite banche e Poste con le modalità consentite.
Ravvedimento operoso sul codice 1840
Quando si usa e quali codici indicare
Se paghi in ritardo o in misura insufficiente, puoi correggere con il ravvedimento operoso (articolo 13, D.Lgs. 472/1997). Devi versare:
- Imposta: codice 1840 per integrare il primo acconto.
- Sanzioni ridotte: codice 8913 (sanzioni da ravvedimento – imposte erariali autoliquidazione).
- Interessi legali: codice 1989 (interessi da ravvedimento – imposte erariali).
La sanzione base per omesso o insufficiente versamento è del 30%, ma con il ravvedimento si riduce in funzione del ritardo. Gli interessi legali si calcolano giorno per giorno, con il tasso fissato annualmente dal MEF. Verifica ogni anno sul sito dell’Agenzia delle Entrate e su Normattiva i coefficienti applicabili.
Rateizzazione e interessi
Se rateizzi i versamenti di saldo e primo acconto, calcoli gli interessi di rateazione per ciascuna rata e li indichi con il codice 1843. Le percentuali mensili sono comunicate annualmente dall’Agenzia delle Entrate. Indica sempre nella riga separata l’importo degli interessi, con stesso anno di riferimento dell’imposta.
Casi particolari e controlli di coerenza
Proprietà in comunione
Ogni comproprietario versa il proprio acconto pro-quota, con il proprio F24 e il proprio codice fiscale. Ognuno calcola l’acconto sulla sua quota di cedolare secca dell’anno precedente.
Opzione e revoca della cedolare
L’opzione si esercita al momento della registrazione del contratto o in dichiarazione dei redditi. La revoca vale dall’anno successivo. Se cambi regime, l’acconto di cedolare secca può non essere più dovuto. Verifica sempre prima delle scadenze.
Compensazioni
Puoi compensare l’importo a debito 1840 con crediti erariali nello stesso F24 (articolo 17, D.Lgs. 241/1997). Usa i corretti codici tributo per i crediti e compila la sezione Erario. Rispetta i limiti e le regole vigenti su compensazioni e visto di conformità quando richiesto.
Regola decisionale rapida
Decidi in 60 secondi cosa versare e con quale codice
- Step 1 – Hai versato cedolare secca l’anno scorso? Se no: nessun acconto ora. Se sì: vai allo Step 2.
- Step 2 – Quanto era l’imposta? Fino a 51,65 euro: nessun acconto. Tra 51,66 e 257,52 euro: unica soluzione a novembre con 1841. Oltre 257,52 euro: primo acconto 40% a giugno con 1840 e secondo acconto 60% a novembre con 1841.
- Step 3 – Rateizzare? Se rateizzi saldo/primo acconto: calcola gli interessi e indica 1843 per gli interessi di ciascuna rata.
- Step 4 – In ritardo? Usa ravvedimento: imposta con 1840, sanzioni con 8913, interessi con 1989.
- Step 5 – Correggere l’anno: nell’F24 indica sempre l’anno d’imposta di riferimento (AAAA) corretto.
Esempi pratici di calcolo
Contratto a canone libero (21%)
Canone annuo 9.600 euro. Imposta 2025: 2.016 euro. Acconto 2026: 2.016 euro. Versi 806,40 euro con 1840 a giugno (40%) e 1.209,60 euro con 1841 a novembre (60%). Nel 2027 farai il saldo 2026 con 1842, al netto degli acconti.
Contratto a canone concordato (10%)
Canone annuo 6.000 euro. Imposta 2025: 600 euro. Acconto 2026: 600 euro. Versi 240 euro con 1840 e 360 euro con 1841.
Locazione breve (26%) con unità agevolata al 21%
Due appartamenti locati brevemente nel 2025. Scegli un’unità per l’aliquota 21%. Incassi: 12.000 euro unità A (21%) e 8.000 euro unità B (26%). Imposta 2025: 2.520 + 2.080 = 4.600 euro. Acconto 2026: 4.600 euro, 1.840 euro con 1840, 2.760 euro con 1841.
| Scenario | Requisiti/Soglia | Codice tributo e scadenza | Percentuale/Importo |
|---|---|---|---|
| Nessun acconto dovuto | Cedolare anno precedente ≤ 51,65 € | Nessun 1840/1841 | 0% |
| Acconto in unica soluzione | 51,66 € – 257,52 € | 1841 entro 30 novembre | 100% dell’imposta precedente |
| Acconto in due rate | Imposta precedente > 257,52 € | 1840 entro 30 giugno; 1841 entro 30 novembre | 40% a giugno; 60% a novembre |
| Ravvedimento 1° acconto | Pagamento 1840 tardivo/insufficiente | 1840 (imposta) + 8913 (sanzioni) + 1989 (interessi) | Imposta dovuta + sanzioni ridotte + interessi legali |
| Rateizzazione saldo/primo acconto | Scelta di rateizzare il 30 giugno | 1840 (imposta) + 1843 (interessi di rateazione) | Quote mensili + interessi su ciascuna rata |
FAQ
Come si calcola esattamente l’importo da versare con il codice 1840?
Parti dall’imposta di cedolare secca dell’anno precedente, quella risultante dalla dichiarazione dei redditi (quadro RB/LC e RN della tua dichiarazione). Quell’importo è l’acconto totale per l’anno in corso. Se supera 257,52 euro, prendi il 40%: è l’importo della prima rata da versare con 1840 entro il 30 giugno. Se l’importo è compreso tra 51,66 e 257,52 euro, non usi 1840 perché l’acconto è in unica soluzione a novembre con 1841. Se è pari o inferiore a 51,65 euro, non versi acconto. Ricorda che l’acconto si calcola al lordo di eventuali ritenute subite sui canali di intermediazione per le locazioni brevi, salvo conguagli a saldo. Le regole derivano dal D.Lgs. 241/1997 e dal D.P.R. 435/2001; verifica ogni anno eventuali specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate.
Quale anno di riferimento devo indicare in F24 con il codice 1840?
L’anno di riferimento è l’anno d’imposta per cui stai versando l’acconto, espresso in formato AAAA. Se versi il primo acconto entro il 30 giugno 2026, indichi “2026” nel campo “Anno di riferimento”. Se versi entro il 30 luglio con maggiorazione, l’anno resta lo stesso (2026). Se stai ravvedendo un acconto di un anno precedente, indichi l’anno di imposta “arretrato” a cui si riferiva quel primo acconto. Il campo “rateazione/mese rif.” resta vuoto se non stai rateizzando; si compila solo in caso di rateazione del saldo e primo acconto con le regole tecniche dell’Agenzia.
Posso rateizzare l’importo del codice 1840? Come gestisco gli interessi e i codici?
Sì, puoi rateizzare il saldo e il primo acconto dovuti a giugno. In tal caso, nella prima riga indichi l’imposta con il codice 1840 e, per ogni rata successiva alla prima, aggiungi un’ulteriore riga con il codice 1843 per gli interessi di rateazione relativi a quella rata. Gli interessi si calcolano applicando la percentuale mensile fissata annualmente dall’Agenzia delle Entrate. Ricorda che la scadenza dell’ultima rata non può superare novembre per mantenere allineato il secondo acconto. Se salti una rata, devi ricorrere al ravvedimento operoso: imposta con 1840, sanzioni con 8913, interessi con 1989.
Come incide la morosità dell’inquilino sull’acconto e sul versamento con 1840?
L’acconto si basa sull’imposta dell’anno precedente, quindi non varia per la morosità dell’anno in corso. Per la determinazione dell’imposta di riferimento, i canoni non incassati non concorrono al reddito dal periodo d’imposta in cui ottieni la convalida di sfratto per morosità (articolo 26 del TUIR, D.P.R. 917/1986, come modificato). Se l’anno precedente hai già escluso canoni non percepiti in presenza di titolo giudiziale, l’imposta di quell’anno riflette tale esclusione e l’acconto corrente si adegua di conseguenza. Senza convalida di sfratto, i canoni pattuiti restano imponibili e incidono sia sul saldo sia sull’acconto dell’anno successivo.
Quali sono gli errori più comuni con il codice 1840 e come posso evitarli?
Gli errori tipici sono: indicare un anno di riferimento sbagliato; usare 1840 quando l’acconto è in unica soluzione (invece di 1841); dimenticare la ripartizione 40/60; non compilare gli interessi con 1843 quando si rateizza; confondere il saldo (1842) con l’acconto; compensare crediti inesistenti; non fare il ravvedimento in caso di ritardo. Per evitarli, segui una checklist: verifica l’imposta dell’anno precedente; applica correttamente le soglie (51,65 e 257,52 euro); calcola la quota 40%; inserisci 1840, anno AAAA e importo giusto; se rateizzi, aggiungi 1843 per gli interessi; conserva le quietanze. In caso di dubbi, consulta le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate e le norme su Normattiva (D.Lgs. 23/2011, D.L. 50/2017, D.Lgs. 241/1997, D.P.R. 435/2001, D.P.R. 917/1986).
