Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il codice tributo 1992 è stato soppresso: oggi per gli interessi da ravvedimento usi codici specifici per ogni imposta sostitutiva (per i forfettari: 1944). Paghi l’F24 online via home banking o Agenzia Entrate.
- Il vecchio 1992 (interessi ravvedimento su imposte sostitutive) non si usa più: sono attivi codici distinti per ciascuna imposta sostitutiva, istituiti dall’Agenzia delle Entrate.
- Il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997) richiede tre righe F24: imposta, sanzioni ridotte, interessi calcolati al tasso legale pro rata.
- I titolari di partita IVA pagano solo in via telematica (art. 17 D.Lgs. 241/1997 e norme attuative): F24 web/online, home banking, F24 cumulativo tramite intermediari.
Cos’è stato il codice tributo 1992 e perché non si usa più
Il codice tributo 1992 serviva a versare gli interessi da ravvedimento operoso relativi alle imposte sostitutive. Per “imposta sostitutiva” intendiamo un’imposta che sostituisce una o più imposte ordinarie. Esempi: regime forfettario e cedolare secca.
Con successive risoluzioni, l’Agenzia delle Entrate ha soppresso il 1992 e ha creato codici dedicati per ogni singola imposta sostitutiva. Questa scelta evita ambiguità e rende più chiara la riconciliazione dei versamenti.
Oggi, quindi, per pagare gli interessi del ravvedimento non usi più un codice unico “trasversale”. Devi usare il codice interessi legato al tributo della tua imposta sostitutiva. Ad esempio, per il regime forfettario si utilizza il codice 1944.
Riferimenti normativi di contesto
Il ravvedimento operoso è disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997. L’uso del modello F24 e la compensazione dei tributi seguono l’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 e i Provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.
Le basi legislative delle imposte sostitutive principali sono: Legge 190/2014, commi 54-89 (regime forfettario) e art. 3 del D.Lgs. 23/2011 (cedolare secca). Per i tassi legali di interesse si fa riferimento ai decreti del MEF emessi ai sensi dell’art. 1284 del codice civile. Le norme sono consultabili su Normattiva e sui portali istituzionali del Ministero dell’Economia e dell’Agenzia delle Entrate.
Quando scatta il ravvedimento operoso e cosa devi pagare
Il ravvedimento operoso ti consente di rimediare a un versamento omesso o tardivo. Paghi l’imposta dovuta, più una sanzione ridotta, più gli interessi legali calcolati giorno per giorno.
La sanzione ordinaria per omesso o tardivo versamento è il 30% (art. 13 del D.Lgs. 471/1997). Il ravvedimento la riduce in base al ritardo:
- Entro 14 giorni: 0,1% per ogni giorno di ritardo.
- Dal 15° al 30° giorno: 1/10 del 30% = 3%.
- Dal 31° al 90° giorno: 1/9 del 30% ≈ 3,33%.
- Entro 1 anno: 1/8 del 30% = 3,75%.
- Entro 2 anni: 1/7 del 30% ≈ 4,29%.
- Oltre 2 anni e fino a contestazione: 1/6 del 30% = 5%.
Gli interessi si calcolano al tasso legale pro rata temporis. Esempio: imposta 1.000 euro, ritardo di 60 giorni, tasso legale annuo 2% ipotetico. Interessi = 1.000 x 2% x (60/365) = circa 3,29 euro.
Perché servono codici distinti per gli interessi
Ogni imposta sostitutiva ha il suo ciclo di acconti, saldi e regole tecniche. Codici interessi separati consentono di attribuire in modo univoco la quota “interessi” al tributo corretto. L’Agenzia evita errori di abbinamento e accelerare i controlli automatizzati.
Come si compila l’F24 per il ravvedimento delle imposte sostitutive
Per il ravvedimento devi inserire sempre tre righe nella sezione “Erario”:
- Riga 1: imposta sostitutiva (codice tributo principale). Importo a debito = imposta non versata.
- Riga 2: sanzioni (codice sanzioni collegato all’imposta). Importo a debito = sanzione ridotta secondo i giorni.
- Riga 3: interessi (codice interessi dell’imposta sostitutiva; il vecchio 1992 non si usa più). Importo a debito = interessi legali maturati.
Compila i campi così:
- Sezione: Erario.
- Codice tributo: quello corretto per imposta, sanzioni, interessi.
- Rateazione/regione/prov./mese rif.: lascia in bianco per i tributi erariali, salvo istruzioni specifiche.
- Anno di riferimento: sempre in formato AAAA (l’anno d’imposta cui si riferisce il versamento).
- Importi a debito versati: inserisci gli importi dovuti riga per riga.
I titolari di partita IVA devono usare canali telematici: F24 web/online dall’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, home banking, o F24 cumulativo tramite intermediario abilitato. Questo obbligo discende dalle norme su versamenti e compensazioni telematiche (D.Lgs. 241/1997 e provvedimenti AE).
Esempio pratico (regime forfettario)
Hai omesso il saldo dell’imposta sostitutiva del 2025 e paghi con 45 giorni di ritardo. Inserisci nell’F24:
- Riga imposta: codice tributo del saldo forfettario; importo a debito pari all’imposta dovuta.
- Riga sanzioni: codice sanzioni collegato; importo = 1/9 del 30% se tra 31 e 90 giorni.
- Riga interessi: codice 1944 (interessi ravvedimento – imposta sostitutiva forfettari); importo interessi legali maturati.
Ricorda di indicare l’anno di riferimento 2025. Se compili F24 web dall’area riservata, molte informazioni risultano precompilate e coerenti.
Regola decisionale rapida
Sequenza logica da applicare
1) Identifica l’imposta sostitutiva non pagata (forfettario, cedolare, altre). 2) Determina il ritardo in giorni. 3) Calcola sanzione ridotta secondo l’art. 13 D.Lgs. 472/1997. 4) Calcola interessi legali giorno per giorno. 5) Prepara tre righe F24: imposta, sanzioni, interessi. 6) Usa i codici tributo specifici dell’imposta (non usare 1992). 7) Versa telematicamente con F24 web o home banking. 8) Conserva la ricevuta di addebito o la quietanza telematica.
Se hai dubbi sul codice interessi
Controlla le ultime risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate che istituiscono o modificano i codici tributo. Verifica anche la tabella codici del modello F24 pubblicata nei documenti ufficiali dell’Agenzia. In alternativa, usa F24 web dall’area riservata, che guida alla scelta del codice coerente.
Errori frequenti e come evitarli
Anno di riferimento sbagliato
Errore tipico: indicare l’anno di pagamento invece dell’anno d’imposta. Esito: scarto o abbinamento errato. Soluzione: usa sempre l’anno d’imposta (AAAA).
Uso di 1992 o codici generici non più validi
Il 1992 è soppresso. Usa il codice interessi della singola imposta sostitutiva. Se sbagli, potresti dover chiedere rimborso o compensare con un F24 correttivo.
Calcolo parziale di sanzioni e interessi
Compila tre righe: imposta, sanzioni, interessi. Saltare sanzioni o interessi rende il ravvedimento inefficace. Ricalcola sempre con data di pagamento effettiva.
Compensazioni non dovute
Compensare crediti non disponibili può generare scarti e sanzioni. Verifica i limiti e le regole di compensazione (art. 17 D.Lgs. 241/1997) prima di compensare.
Come si paga l’F24 con i nuovi codici interessi
Home banking
Accedi alla tua banca, sezione F24. Inserisci sezione Erario, codici tributo corretti, anno di riferimento, importi. Autorizza l’addebito con il tuo IBAN. Conserva la ricevuta.
Sito dell’Agenzia delle Entrate
Accedi all’area riservata con SPID/CIE/CNS. Usa F24 web o F24 ordinario. Seleziona il tributo, compila i campi guidati. Molti importi o codici sono suggeriti. Inserisci l’IBAN e conferma. Ricevi quietanza telematica.
Intermediario abilitato
Puoi delegare un intermediario abilitato a inviare F24 cumulativo. Fornisci i dati e i calcoli. Riceverai la ricevuta di addebito e la copia dell’F24 inviato.
Riferimenti utili e basi normative
Fonti da consultare
Consulta su Normattiva l’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 (ravvedimento) e l’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 (F24 e compensazioni). Verifica sul sito dell’Agenzia delle Entrate le risoluzioni istitutive o modificative dei codici tributo e i manuali del modello F24. Per i tassi legali, cerca i decreti MEF ex art. 1284 c.c. Per regime forfettario e cedolare secca vedi Legge 190/2014 e D.Lgs. 23/2011.
| Scenario | Che cosa stai pagando | Codice interessi da usare (post-soppressione 1992) | Tempistiche e note operative |
|---|---|---|---|
| Regime forfettario (imposta sostitutiva) | Interessi da ravvedimento su saldo/acconto omesso o tardivo | Codice dedicato agli interessi del forfettario (per i forfettari: 1944) | Tre righe F24: imposta, sanzioni ridotte, interessi; anno di riferimento dell’imposta; pagamento telematico obbligatorio per P.IVA. |
| Cedolare secca locazioni | Interessi da ravvedimento su imposta cedolare (acconti/saldo) | Codice interessi specifico della cedolare secca (istituito dall’Agenzia delle Entrate) | Verifica la corretta annualità del contratto; calcola sanzioni/ interessi; usa sezione Erario; conserva quietanza. |
| Premi di produttività (imposta sostitutiva 10%) | Interessi da ravvedimento su ritenute a titolo d’imposta sostitutiva | Codice interessi previsto per l’imposta sostitutiva sui premi (sostitutivo del 1992) | Attenzione al ruolo di sostituto d’imposta; verifica scadenze mensili; usa i codici sanzioni/interessi coerenti. |
| Regime di vantaggio (minimi) residui | Interessi da ravvedimento su imposta sostitutiva regime di vantaggio | Codice interessi dedicato al regime di vantaggio (in uso per “minimi” ancora in corso) | Controlla l’effettiva permanenza nel regime; applica la scala sanzionatoria; versa in telematico. |
| Imposta sostitutiva su rivalutazione terreni/partecipazioni | Interessi da ravvedimento su imposta sostitutiva della perizia/rivalutazione | Codice interessi specifico per l’imposta sostitutiva di rivalutazione | Verifica termini della norma di rivalutazione; se rateizzato, distingue interessi da rateazione e da ravvedimento. |
FAQ
1) Il codice tributo 1992 è ancora valido per qualche casistica? Cosa rischio se lo uso?
No. Il 1992 è stato soppresso e non risulta più tra i codici attivi per gli interessi da ravvedimento delle imposte sostitutive. Se lo inserisci, il pagamento può essere scartato oppure abbinato in modo errato. In entrambi i casi il ravvedimento non perfeziona gli effetti premiali previsti dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997. Potresti quindi restare esposto a sanzioni piene e interessi ulteriori. Usa sempre il codice interessi specifico dell’imposta sostitutiva che stai ravvedendo, come istituito dalle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e riportato nelle tabelle aggiornate del modello F24.
2) Come calcolo correttamente interessi e sanzioni per il ravvedimento dell’imposta sostitutiva?
Procedi in tre passi. Primo: individua i giorni di ritardo tra la scadenza originaria e la data in cui paghi. Secondo: calcola la sanzione ridotta in base alla fascia temporale (entro 14 giorni 0,1% al giorno; entro 30 giorni 3%; entro 90 giorni circa 3,33%; entro un anno 3,75%; entro due anni circa 4,29%; oltre due anni 5%). Terzo: calcola gli interessi al tasso legale annuo vigente pro rata temporis: imposta x tasso legale x (giorni/365). Il tasso legale lo trovi nei decreti MEF emanati ai sensi dell’art. 1284 c.c. Ricorda che nel modello F24 devi separare imposta, sanzioni e interessi su tre righe distinte nella sezione Erario.
3) Qual è la differenza tra il codice per le sanzioni e quello per gli interessi nel ravvedimento?
Nel ravvedimento ogni componente va distinta. L’imposta si paga con il codice tributo “base” dell’imposta sostitutiva (ad esempio saldo o acconto del regime di riferimento). Le sanzioni si pagano con il codice sanzioni collegato a quell’imposta sostitutiva. Gli interessi si pagano con il codice interessi specifico dell’imposta sostitutiva; il vecchio 1992 non va più usato. Questa distinzione consente all’Agenzia di abbinare correttamente ogni quota e di verificare che il ravvedimento sia completo e tempestivo.
4) Ho sbagliato codice nella riga “interessi” dell’F24: posso rimediare senza sanzioni?
Sì, ma agisci in fretta. Se l’F24 non è ancora stato addebitato, verifica con il tuo intermediario o con la banca la possibilità di annullamento entro i termini tecnici. Se è già stato eseguito, puoi: presentare istanza di rimborso/riattribuzione all’Agenzia delle Entrate oppure compensare l’importo versato erroneamente con un successivo F24, ove ne ricorrano i presupposti normativi (art. 17 D.Lgs. 241/1997) e con corretta indicazione del credito. In parallelo, effettua un nuovo F24 con il codice interessi corretto, così da perfezionare il ravvedimento ed evitare contestazioni. Conserva tutte le ricevute e le quietanze.
5) Posso pagare il ravvedimento delle imposte sostitutive allo sportello o devo usare per forza i canali online?
I titolari di partita IVA devono utilizzare esclusivamente i canali telematici per i versamenti con modello F24. Puoi usare F24 web/online dall’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, l’home banking della tua banca, o incaricare un intermediario abilitato all’invio telematico (F24 cumulativo). I contribuenti senza partita IVA possono ancora utilizzare, in alcuni casi, il canale fisico presso gli sportelli bancari o postali, ma la soluzione telematica resta preferibile perché riduce errori e consente il controllo automatico dei codici tributo. In ogni caso, per il ravvedimento delle imposte sostitutive usa sempre i codici aggiornati: il 1992 non è più valido.
