Codice tributo 4001: a cosa serve, chi deve usarlo e come?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Il codice tributo 4001 si usa per versare con F24 il saldo IRPEF delle persone fisiche. Va indicato in Sezione Erario con l’anno d’imposta di riferimento e può essere rateizzato o compensato.

Punti chiave

  • Codice 4001: saldo IRPEF persone fisiche in Sezione Erario del modello F24.
  • Si applica a chi ha IRPEF a debito da dichiarazione Redditi o 730 senza sostituto.
  • Scadenza ordinaria a giugno; possibile rateizzare o compensare crediti secondo D.Lgs. 241/1997.

Cos’è il codice tributo 4001 e quando si usa

Definizione e campo di applicazione

Il codice tributo 4001 identifica il saldo IRPEF, cioè l’imposta finale dovuta dalle persone fisiche dopo il conguaglio tra imposte calcolate e acconti versati. “Saldo” significa: imposta complessiva meno acconti già pagati nell’anno precedente. Se il risultato è positivo, si versa con F24 usando il 4001.

Il 4001 si usa quando dalla dichiarazione dei redditi emerge un debito IRPEF e non c’è un sostituto d’imposta che trattiene le somme in busta paga o pensione. È il caso tipico di chi ha partita IVA nel regime ordinario o di chi presenta il modello Redditi PF.

Anche chi è in regime forfettario può avere IRPEF a debito su altri redditi (ad esempio canoni di locazione o rendite fondiarie). In quel caso userà il 4001 per quei redditi IRPEF, mentre per l’attività in forfettario versa l’imposta sostitutiva con codici differenti.

Differenze con acconti e altri codici

Non confondere il 4001 con i codici degli acconti IRPEF. Per gli acconti si usano normalmente 4033 (prima rata o acconto unico) e 4034 (seconda rata). Per le addizionali regionali e comunali si usano altri codici, diversi dal 4001. In questa guida ci concentriamo sul saldo IRPEF 4001.

Come si compila l’F24 con il codice 4001

Sezione Erario e campi obbligatori

Compila la Sezione Erario del modello F24. Inserisci “4001” nel campo codice tributo. Indica l’anno d’imposta cui si riferisce il saldo (per esempio “2025” se stai pagando il saldo derivante dalla dichiarazione 2026 sui redditi 2025). Compila “importi a debito versati”. Lascia vuoto “importi a credito compensati” se non stai compensando.

Nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” indica la frazione di rata se stai rateizzando (ad esempio 0106 per la prima di sei rate). Se paghi in un’unica soluzione, questo campo resta vuoto. Inserisci il tuo codice fiscale, i dati anagrafici e il conto di addebito se paghi online.

I titolari di partita IVA devono usare i servizi telematici per i versamenti. Questa regola discende dalla disciplina dei versamenti unitari tramite F24 (fonte: D.Lgs. 241/1997 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate reperibili su Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate).

Rateizzazione del saldo IRPEF

Puoi versare il saldo in un’unica soluzione o a rate mensili. Nella rateizzazione indichi in F24 la rata corrente e il totale rate previste. Sugli importi rateizzati si applicano interessi calcolati al tasso legale pro-rata. Gli interessi si includono nel calcolo dell’importo di ciascuna rata.

La prima rata scade a giugno. Le successive scadono di norma a fine mese fino a novembre. Verifica ogni anno il calendario ufficiale perché può cambiare con la normativa o con i provvedimenti di prassi.

Se paghi entro il termine lungo (30 giorni dopo la scadenza ordinaria), si applica la maggiorazione prevista dalla norma. Di solito è lo 0,40%, ma attenersi sempre alle istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate.

Compensazione dei crediti

Puoi compensare tutto o parte del saldo 4001 con crediti fiscali disponibili (IVA, IRPEF, IRES, ritenute, imposte sostitutive, ecc.), secondo l’articolo 17 del D.Lgs. 241/1997. La compensazione “orizzontale” segue regole e limiti annuali. In alcuni casi serve il visto di conformità sulla dichiarazione che genera il credito e l’invio telematico preventivo.

Quando compensi, compila gli importi a credito e a debito nella Sezione Erario e nelle altre sezioni del modello F24, rispettando le istruzioni dei singoli codici tributo. La compensazione è tracciata e può essere oggetto di controlli automatizzati (fonte: Agenzia delle Entrate e D.P.R. 322/1998).

Scadenze 2026 e calcolo dell’imposta

Calendario versamenti

Il saldo IRPEF si versa a giugno dell’anno successivo a quello di produzione del reddito. Per i redditi 2025, il saldo si paga nel 2026. È possibile il versamento entro 30 giorni con maggiorazione, oppure la rateizzazione mensile da giugno.

Gli acconti IRPEF dell’anno in corso si versano a giugno (primo acconto) e a novembre (secondo acconto). Non usare il codice 4001 per gli acconti. Usa invece i codici dedicati agli acconti. Verifica ogni anno le percentuali di acconto nelle istruzioni ufficiali.

Aliquote IRPEF 2026 e base imponibile

Per il 2026 le aliquote IRPEF risultano articolate come segue: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Queste aliquote si applicano al reddito complessivo, al netto delle deduzioni, e tenendo conto delle detrazioni.

La base imponibile si calcola secondo il TUIR (D.P.R. 917/1986). Deduzioni riducono la base imponibile (per esempio contributi previdenziali). Detrazioni riducono l’imposta lorda (per esempio spese sanitarie, interessi mutuo, detrazioni per lavoro). Applica il “principio di cassa” per i redditi di lavoro autonomo, cioè consideri incassi e pagamenti effettivi.

Il saldo da versare con 4001 è l’imposta netta dovuta al netto degli acconti versati. Se il risultato è negativo, hai un credito. Puoi riportarlo o chiederlo a rimborso nei modi previsti (fonte: TUIR e D.P.R. 322/1998).

Errori frequenti, controlli e ravvedimento

Errori da evitare e come correggerli

Gli errori più comuni riguardano l’anno d’imposta, la sezione sbagliata, la mancata indicazione della rateazione o l’uso improprio della compensazione. Controlla sempre il prospetto di liquidazione della dichiarazione e le istruzioni ministeriali.

Se sbagli un F24 già pagato, puoi chiedere la correzione all’Agenzia delle Entrate con un’istanza motivata. Indica i dati del pagamento e la variazione richiesta (ad esempio anno d’imposta). In alternativa, puoi compensare l’eccedenza con un nuovo F24. Valuta la strada migliore in base alla tua posizione.

Gli errori di codice tributo possono generare avvisi bonari a seguito di controlli automatizzati. Rispondi nei termini per ridurre le sanzioni. Prepara documenti e ricevute dei versamenti.

Ravvedimento operoso per il 4001

Se versi in ritardo o in misura insufficiente, usa il ravvedimento operoso. Versi: imposta dovuta con il 4001; interessi legali giorno per giorno; sanzione ridotta con il codice sanzione previsto per imposte dirette. Inserisci nel modello F24 righe distinte per imposta, sanzioni e interessi.

La riduzione della sanzione dipende da quanto ritardi il pagamento. Più paghi in fretta, più bassa è la sanzione. Le aliquote e i termini sono stabiliti dalle norme generali sulle sanzioni tributarie e dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Consulta le fonti ufficiali su Normattiva e sul sito dell’Agenzia.

Regola decisionale rapida

Schema logico per scegliere come pagare

1) Hai IRPEF a debito da dichiarazione? Se sì, usa il 4001 per il saldo. Se no, non versare il 4001.

2) Hai un sostituto d’imposta che può trattenere il debito (es. datore o ente pensionistico)? Se sì, usa il 730 con sostituto e non compili l’F24 con 4001. Se no, compila tu l’F24 con 4001.

3) Hai crediti disponibili? Se sì, valuta la compensazione secondo D.Lgs. 241/1997 e le regole su visti e limiti. Se no, versa l’intero importo o rateizza.

4) Preferisci pagare in più mesi? Se sì, indica la rateazione in F24 e calcola gli interessi legali sulle rate. Se no, versa in un’unica soluzione entro la scadenza.

5) Sei in forfettario? Per i redditi dell’attività usi l’imposta sostitutiva (non 4001). Per altri redditi IRPEF eventualmente a debito, usa il 4001.

Fonti normative e prassi da conoscere

Riferimenti ufficiali

TUIR, D.P.R. 917/1986: definisce il reddito imponibile, le aliquote e le detrazioni IRPEF. Norme consultabili su Normattiva.

D.Lgs. 241/1997: disciplina i versamenti unitari con F24 e la compensazione dei crediti d’imposta.

D.P.R. 322/1998: regola le dichiarazioni fiscali, i termini e le modalità di presentazione.

Provvedimenti e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate: istituzione e istruzioni dei codici tributo, inclusi i codici per saldo e acconti IRPEF. Documentazione disponibile sul portale dell’Agenzia.

Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero del Lavoro: aggiornamenti su aliquote, tasso legale e adempimenti connessi al lavoro e ai redditi. Testi reperibili su Normattiva e portali istituzionali.

Esempi pratici sintetici

Tre casi tipici

Professionista in regime ordinario: dal prospetto di liquidazione risulta un saldo IRPEF di 2.000 euro. Può pagare 2.000 in un’unica soluzione con codice 4001, oppure rateizzare da giugno a novembre indicando 0106, 0206, ecc.

Forfettario con canone di locazione: l’imposta sostitutiva dell’attività si versa con i codici dedicati al forfettario. L’IRPEF sul canone non cedolare emerge a debito per 600 euro: usa 4001 per il saldo relativo a quel reddito.

Lavoratore con 730 senza sostituto: l’elaborazione genera 450 euro a debito. Deve versare con F24 e codice 4001, in un’unica soluzione o a rate, perché non ha un datore che trattenga le somme.

Scenario Quando usare il 4001 Compilazione F24 (campi chiave) Scadenze/Rate e note
Partita IVA regime ordinario con IRPEF a debito Sempre per il saldo IRPEF da dichiarazione Sezione Erario; Codice 4001; Anno d’imposta; Importi a debito; Rateazione se presente Saldo a giugno; possibile maggiorazione per 30 giorni; rate mensili fino a novembre
Forfettario con altri redditi IRPEF (es. immobili) Sì, ma solo per i redditi imponibili IRPEF; non per l’attività in forfettario Sezione Erario; Codice 4001; Distinguere i tributi su imposta sostitutiva Stesse scadenze del saldo; valutare compensazione con eventuali crediti
Lavoratore dipendente/pensionato con 730 senza sostituto Sì, per il debito che non può essere trattenuto in busta o pensione Sezione Erario; Codice 4001; Eventuale rateazione indicata come 01NN, 02NN, ecc. Rate secondo istruzioni 730; pagamento telematico consigliato/obbligatorio in base ai casi
Contribuente con crediti fiscali disponibili Sì, e può compensare in tutto o in parte il saldo Importi a credito e a debito; rispetto dei limiti e, se richiesto, visto di conformità Compensazione secondo D.Lgs. 241/1997; controlli automatizzati possibili

FAQ

Che cos’è esattamente il codice tributo 4001 e come si differenzia da 4033 e 4034?

Il codice 4001 identifica il saldo IRPEF, cioè l’imposta finale che devi ancora versare dopo aver sottratto gli acconti. Si usa nella Sezione Erario del modello F24. I codici 4033 e 4034 invece servono per gli acconti IRPEF dell’anno in corso. Il 4033 si usa per il primo acconto o per l’acconto in unica soluzione. Il 4034 si usa per il secondo acconto. In breve: 4001 chiude il conto dell’anno precedente; 4033 e 4034 anticipano quello dell’anno in corso. Le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate e i riferimenti del D.Lgs. 241/1997 guidano la corretta compilazione e le tempistiche.

Come calcolo il saldo IRPEF da versare con il 4001? Quali detrazioni e deduzioni incidono?

Parti dal reddito complessivo definito dal TUIR (D.P.R. 917/1986). Applica le deduzioni che riducono la base imponibile (ad esempio contributi previdenziali, assegni periodici al coniuge, deduzioni per abitazione principale dove spettano). Calcola l’imposta lorda con le aliquote 2026 (23%, 33%, 43% per gli scaglioni attuali). Sottrai le detrazioni che riducono l’imposta (spese sanitarie oltre franchigia, interessi mutuo, detrazioni per lavoro dipendente o autonomo, figli a carico dove previste, bonus edilizi in detrazione). Ottieni l’imposta netta. Poi sottrai gli acconti IRPEF versati l’anno prima e le ritenute d’acconto subite. Se il risultato è positivo, è il saldo da pagare con 4001. Se è zero, non devi versare. Se è negativo, hai un credito da portare in compensazione o a rimborso secondo D.P.R. 322/1998.

Posso rateizzare il 4001? Come funzionano gli interessi e la maggiorazione del 30° giorno?

Sì, puoi rateizzare il saldo 4001 in più rate mensili a partire da giugno. Indichi in F24 la “frazione” della rata, per esempio 0106 per la prima di sei. A ciascuna rata si applicano interessi calcolati al tasso legale pro-rata dal mese successivo alla scadenza ordinaria. Se non paghi a giugno ma paghi entro i 30 giorni successivi, si applica la maggiorazione prevista dalle istruzioni (di norma 0,40%). La maggiorazione si somma all’imposta prima di calcolare eventuali interessi di rateizzazione. Verifica ogni anno tasso legale e maggiorazione nelle fonti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate e del MEF.

Ho crediti fiscali: posso compensarli con il 4001? Ci sono limiti o vincoli nel 2026?

Puoi compensare i crediti fiscali con il saldo 4001 tramite F24, secondo l’articolo 17 del D.Lgs. 241/1997. Devi rispettare i limiti annuali di compensazione e le eventuali condizioni per i crediti oltre determinate soglie, come il visto di conformità e la preventiva presentazione della dichiarazione che genera il credito. Per alcuni crediti, la compensazione è utilizzabile solo dopo determinati termini (per esempio dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione). In F24 indichi gli importi a credito e a debito nelle sezioni pertinenti. Ricorda che l’Agenzia delle Entrate effettua controlli automatizzati; in caso di irregolarità, può scartare l’F24 o emettere avvisi. Consulta ogni anno istruzioni aggiornate su Agenzia delle Entrate e Normattiva.

Se sbaglio anno d’imposta o importo nel 4001, cosa devo fare? Esiste il ravvedimento?

Se hai versato l’importo giusto ma con anno errato o codice non corretto, presenta un’istanza di correzione all’Agenzia delle Entrate indicando gli estremi del pagamento e la modifica richiesta. In alternativa, se hai versato in eccesso, puoi compensare l’eccedenza con un nuovo F24 in futuro. Se invece hai pagato in ritardo o versato meno del dovuto, usa il ravvedimento operoso: versi imposta (4001), interessi legali giorno per giorno e sanzione ridotta con l’apposito codice sanzioni per imposte dirette, in righe separate dell’F24. Le riduzioni della sanzione dipendono dalla tempestività del ravvedimento. Le basi giuridiche sono nel sistema sanzionatorio tributario e nella prassi dell’Agenzia delle Entrate, con testi disponibili su Normattiva e portali istituzionali.

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