Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il codice tributo 4043 si usa nel modello F24 per versare l’IVAFE a saldo: 34,20 euro su conti correnti/libretti esteri oltre soglia e 0,2% sul valore degli altri prodotti finanziari esteri.
- Codice tributo 4043: saldo IVAFE in Sezione Erario del modello F24, con anno di riferimento in formato AAAA.
- Aliquote IVAFE 2026: 34,20 euro per conti/libretti esteri oltre 5.000 euro di giacenza media; 0,2% sul valore degli altri strumenti finanziari esteri.
- Scadenze: saldo e primo acconto con i termini IRPEF (30 giugno, o entro fine luglio con 0,40% se previsto); secondo acconto 30 novembre. Pagamento telematico obbligatorio per titolari di Partita IVA.
Cos’è il codice tributo 4043 e quando si usa
Il codice tributo 4043 identifica l’IVAFE a saldo nel modello F24. IVAFE significa imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero. È un’imposta patrimoniale dovuta dai residenti fiscali in Italia su conti e prodotti finanziari esteri.
La base normativa principale è l’articolo 19 del Decreto-Legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito nella Legge 22 dicembre 2011 n. 214, consultabile sul portale Normattiva. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito calcolo e versamenti in circolari interpretative, tra cui la Circolare n. 28/E del 2012 e la Circolare n. 38/E del 2013.
Devono versare l’IVAFE le persone fisiche, gli enti non commerciali e le società semplici residenti in Italia che detengono all’estero conti correnti, libretti di risparmio o prodotti finanziari (azioni, obbligazioni, fondi, ETF, polizze finanziarie, depositi titoli).
Il codice 4043 si usa quando si paga il saldo IVAFE relativo all’anno d’imposta indicato in dichiarazione (quadro RW del Modello Redditi Persone Fisiche). Gli eventuali acconti IVAFE seguono codici tributo distinti rispetto al 4043.
IVAFE: conti e libretti esteri
Sui conti correnti e sui libretti di risparmio esteri l’IVAFE è una quota fissa di 34,20 euro per ciascun rapporto. Si applica solo se la giacenza media annua supera 5.000 euro. Giacenza media significa media matematica dei saldi giornalieri dell’anno.
La quota fissa si rapporta ai giorni di possesso. Se il rapporto è cointestato, si divide tra i cointestatari in base alla rispettiva quota. Se il rapporto è chiuso in corso d’anno, si calcola pro rata sui giorni di detenzione.
IVAFE: altri prodotti finanziari esteri
Su strumenti finanziari esteri diversi da conti e libretti (ad esempio azioni, obbligazioni, fondi, ETF, polizze unit-linked di diritto estero) l’IVAFE è pari allo 0,2% annuo (due per mille) del valore. Dal 2014 questa aliquota è allineata all’imposta di bollo italiana sui prodotti finanziari.
La base imponibile è il valore di mercato al 31 dicembre. Se il valore di mercato non è disponibile, si usa il valore nominale o di rimborso. I valori in valuta estera si convertono con i cambi medi o di fine anno pubblicati dalla Banca d’Italia.
È ammesso un credito d’imposta per eventuali imposte patrimoniali estere analoghe già versate, fino a concorrenza dell’IVAFE dovuta (art. 19, comma 18, D.L. 201/2011). Non è invece ammesso il credito per ritenute o imposte sui redditi esteri, che seguono regole IRPEF diverse.
Cosa non rientra nell’IVAFE
Le criptoattività non sono soggette a IVAFE. Dal 2023 esiste una disciplina dedicata alle criptoattività introdotta dalla Legge 29 dicembre 2022 n. 197 (commi 126-147 dell’articolo 1). Prevede un’imposta di bollo sulle cripto detenute presso intermediari residenti e regole specifiche per plusvalenze e monitoraggio.
I contribuenti con cripto in self-custody o presso exchange esteri non applicano l’IVAFE, ma devono rispettare la disciplina sulle criptoattività e il monitoraggio fiscale, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nei documenti di prassi successivi alla riforma.
Scadenze, acconti e rateazioni
Calendario ordinario
Il saldo IVAFE e il primo acconto seguono i termini IRPEF stabiliti dal Decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001 n. 435 e dalle regole annuali sui versamenti.
Scadenze tipiche: saldo e primo acconto entro il 30 giugno. È spesso possibile pagare entro fine luglio con la maggiorazione dello 0,40% se un provvedimento lo prevede. Il secondo acconto è dovuto entro il 30 novembre. Se la scadenza cade di sabato o festivo, si rinvia al primo giorno lavorativo successivo, ai sensi dello Statuto del Contribuente (Legge 27 luglio 2000 n. 212).
Come funzionano gli acconti
L’acconto IVAFE è dovuto se l’imposta dell’anno precedente supera la soglia minima prevista per gli acconti. L’importo è di norma pari al 100% dell’IVAFE dovuta l’anno precedente, con possibilità di metodo storico o previsionale.
Con il metodo previsionale puoi ridurre o azzerare l’acconto se prevedi minore imposta. Se sbagli e versi meno del dovuto, paghi la differenza con sanzioni e interessi tramite ravvedimento operoso.
Rateazione del saldo
Il saldo e il primo acconto possono essere rateizzati entro l’anno, secondo le regole generali sui versamenti rateali. Sulle rate successive alla prima si applicano interessi di rateazione, calcolati mese per mese fino alla scadenza dell’ultima rata.
Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate specificano numero massimo di rate, calendario e misura degli interessi applicabili per ciascun anno.
Compilare e pagare l’F24 con il codice 4043
Sezione Erario: campi da compilare
Usa sempre la Sezione Erario del modello F24. Compila così:
- Codice tributo: 4043.
- Rateazione/mese rif.: lascia vuoto se paghi in unica soluzione; compila secondo istruzioni se stai rateizzando.
- Anno di riferimento: l’anno d’imposta cui si riferisce il saldo, in formato AAAA (esempio: 2025).
- Importi a debito versati: inserisci l’IVAFE a saldo dovuta, già al netto di eventuali crediti d’imposta esteri spettanti.
Se versi anche acconti, sanzioni o interessi, usa le righe aggiuntive con i codici tributo dedicati agli acconti, alle sanzioni e agli interessi IVAFE, secondo le risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate che istituiscono tali codici. Indica per ciascuna riga l’anno di riferimento corretto.
Canali di pagamento
Per i titolari di Partita IVA il pagamento è obbligatoriamente telematico, secondo l’articolo 37, comma 49, del Decreto-Legge 4 luglio 2006 n. 223, convertito in Legge 4 agosto 2006 n. 248. Puoi usare i servizi online dell’Agenzia delle Entrate (F24 web/F24 online) o l’home banking abilitato.
Accedi con SPID, CIE o CNS. Compila l’F24, indica l’IBAN e conferma l’addebito nella data scelta. Conserva la ricevuta telematica e la quietanza bancaria. Sono documenti utili per controlli e per riconciliare i versamenti con la dichiarazione dei redditi.
Errori frequenti e come evitarli
Aliquota sbagliata. L’IVAFE su strumenti finanziari esteri è 0,2% annuo. Non è 0,4%. Verifica sempre le aliquote aggiornate nelle istruzioni e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Soglia conti esteri ignorata. La quota fissa di 34,20 euro scatta solo se la giacenza media annua supera 5.000 euro. Calcola la media con i saldi giornalieri certificati.
Anno di riferimento errato. Nell’F24 indica l’anno d’imposta a cui si riferisce il saldo, non l’anno di pagamento, salvo casi particolari di ravvedimento.
Mancato monitoraggio RW. IVAFE e quadro RW vanno insieme. Il monitoraggio fiscale deriva dall’articolo 4 del Decreto-Legge 28 giugno 1990 n. 167. Omesso RW comporta sanzioni elevate.
Assenza di pro rata. Devi rapportare l’imposta ai giorni di possesso. Stessa regola per rapporti aperti o chiusi in corso d’anno e per quote di cointestazione.
Credito estero non applicato. Se paghi un’imposta patrimoniale analoga all’estero, puoi scomputarla dall’IVAFE fino a capienza. Documenta l’imposta estera con ricevute ufficiali.
Regola decisionale rapida
Decidi in 5 passaggi logici
1) Hai conti o libretti esteri? Se la giacenza media annua per ciascun rapporto non supera 5.000 euro, IVAFE non dovuta su quel rapporto. Se supera, devi 34,20 euro, pro rata giorni e quota cointestazione.
2) Hai altri strumenti finanziari esteri? Calcola il valore al 31 dicembre. Applica lo 0,2%. Se non c’è prezzo di mercato, usa valore nominale o di rimborso. Converti i valori in euro con i cambi pubblicati dalla Banca d’Italia.
3) Hai pagato un’imposta patrimoniale analoga all’estero? Puoi scomputarla fino a capienza. Se l’imposta estera supera l’IVAFE, l’eccedenza non si riporta.
4) Prevedi IVAFE anche per l’anno in corso? Valuta l’acconto con metodo storico (100%) o previsionale. Se riduci l’acconto ma sbagli previsione, usa il ravvedimento operoso per sanare.
5) Prepara l’F24. Sezione Erario. Codice 4043 per il saldo. Inserisci anno di riferimento e importo. Paga telematicamente entro le scadenze IRPEF.
Riferimenti normativi e prassi
Articolo 19 del Decreto-Legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito con modificazioni nella Legge 22 dicembre 2011 n. 214 (istituzione di IVIE e IVAFE). Testo consultabile su Normattiva.
Articolo 4 del Decreto-Legge 28 giugno 1990 n. 167 e successive modifiche (monitoraggio fiscale, quadro RW). Testo consultabile su Normattiva.
Circolare Agenzia delle Entrate n. 28/E del 2 luglio 2012 e n. 38/E del 23 dicembre 2013 (chiarimenti su base imponibile, aliquote, credito d’imposta e adempimenti dichiarativi).
Decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001 n. 435 (termini e modalità dei versamenti a saldo e in acconto).
Articolo 37, comma 49, del Decreto-Legge 4 luglio 2006 n. 223, convertito nella Legge 4 agosto 2006 n. 248 (obbligo di versamento telematico F24 per titolari di Partita IVA).
Ravvedimento operoso: articolo 13 del Decreto Legislativo 18 dicembre 1997 n. 472 (riduzioni sanzioni e interessi legali stabiliti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze).
Esempi pratici di calcolo
Esempio 1: conto estero sopra soglia
Conto corrente estero attivo tutto l’anno, giacenza media 7.800 euro, intestazione singola. IVAFE dovuta 34,20 euro. Se il conto fosse cointestato al 50%, ciascun cointestatario verserebbe 17,10 euro.
Esempio 2: conto aperto a metà anno
Conto aperto il 1° luglio, giacenza media su semestre 10.000 euro. Giorni di possesso 184 su 365. IVAFE: 34,20 x 184/365 = 17,24 euro.
Esempio 3: portafoglio titoli estero
Azioni estere con valore di mercato al 31 dicembre pari a 60.000 euro. IVAFE: 0,2% di 60.000 = 120 euro. Se presente patrimoniale estera analoga pagata pari a 80 euro, IVAFE netta: 120 – 80 = 40 euro.
Esempio 4: strumenti senza prezzo di mercato
Obbligazione non quotata con valore nominale 50.000 euro. Nessun prezzo di mercato disponibile. Base imponibile 50.000 euro. IVAFE: 0,2% = 100 euro, pro rata se detenuta per parte d’anno.
| Scenario | Base imponibile e aliquota | Codici tributo F24 | Scadenze e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Solo conto corrente/libretto estero sopra soglia | Quota fissa 34,20 euro per rapporto; pro rata giorni; quote su cointestazione | 4043 per il saldo; codici dedicati per acconti, sanzioni e interessi se dovuti | Saldo e primo acconto entro 30/06; possibile 31/07 con 0,40% se previsto; secondo acconto 30/11 |
| Portafoglio titoli estero (azioni, obbligazioni, fondi, ETF) | Valore al 31/12 o nominale; aliquota 0,2%; conversione cambi Banca d’Italia | 4043 per il saldo anno AAAA; acconti con codici IVAFE dedicati | Stesse scadenze IRPEF; rateazione del saldo consentita con interessi di rateazione |
| Conto + portafoglio titoli estero | Somma: 34,20 euro per conto sopra soglia + 0,2% sul portafoglio | Righe F24 distinte in Sezione Erario, ciascuna con anno AAAA | Versi entro i termini; verifica eventuale credito per patrimoniali estere analoghe |
| Ravvedimento per omesso/insufficiente versamento | Imposta dovuta + sanzione ridotta + interessi legali giorno per giorno | 4043 per imposta; codici dedicati per sanzioni e interessi da ravvedimento | Prima possibile per massima riduzione sanzioni ex art. 13 D.Lgs. 472/1997 |
FAQ
Cos’è l’IVAFE e in cosa differisce dall’imposta di bollo italiana?
L’IVAFE è un’imposta patrimoniale sul possesso di attività finanziarie detenute all’estero da soggetti residenti in Italia. È stata introdotta dall’articolo 19 del Decreto-Legge 201/2011. Colpisce la ricchezza finanziaria estera, non il reddito. L’imposta di bollo italiana è un tributo applicato dagli intermediari residenti su prodotti finanziari detenuti in Italia. Le due imposte sono speculari nelle logiche: aliquota 0,2% sui prodotti finanziari e quota fissa su conti correnti e libretti. Cambia il perimetro territoriale e chi materialmente applica il tributo. L’IVAFE si autoliquida in dichiarazione e si paga con F24. Il bollo interno lo addebita l’intermediario. Se detieni lo stesso strumento finanziario sia in Italia sia all’estero, applichi bollo interno per la parte in Italia e IVAFE per la parte all’estero, senza sovrapposizioni.
Come si calcola la giacenza media di un conto estero e la soglia dei 5.000 euro?
La giacenza media è la media dei saldi giornalieri nell’anno solare. Chiedi alla banca estera un documento ufficiale con i saldi giornalieri o una certificazione della giacenza media. Somma i saldi di ogni giorno e dividi per 365 (366 se anno bisestile). Se il conto è stato aperto o chiuso in corso d’anno, considera solo i giorni di effettivo possesso. La soglia di 5.000 euro si valuta per ciascun rapporto. Se la media non supera 5.000 euro, l’IVAFE fissa di 34,20 euro non è dovuta su quel rapporto. Se supera la soglia, applichi 34,20 euro, ripartiti tra cointestatari e rapportati ai giorni. La soglia non si somma tra conti diversi: la regola vale per ogni singolo conto o libretto.
Ho pagato una patrimoniale all’estero: posso evitare l’IVAFE?
No, non puoi evitare l’IVAFE. Puoi però scomputare dall’IVAFE dovuta l’imposta patrimoniale estera analoga pagata sul medesimo bene, fino a capienza. La base è l’articolo 19, comma 18, del Decreto-Legge 201/2011. Servono prove documentali: ricevute di pagamento, attestazioni ufficiali dell’autorità fiscale estera, traduzioni se necessario. Il credito si applica solo a imposte patrimoniali sul possesso. Non riguarda imposte sui redditi, ritenute su dividendi o plusvalenze. Se l’imposta estera è maggiore dell’IVAFE italiana, l’eccedenza non si riporta né si chiede a rimborso. Se l’imposta estera è in valuta, converti in euro al cambio di pagamento o secondo le regole dell’anno fiscale.
Ho dimenticato di versare l’IVAFE o di compilare il quadro RW: cosa rischio e come rimediare?
Per omesso o insufficiente versamento IVAFE si applica la sanzione del 30% riducibile con il ravvedimento operoso (articolo 13 del Decreto Legislativo 472/1997), oltre agli interessi legali giorno per giorno. Versi imposta, sanzione ridotta e interessi con F24, utilizzando il codice 4043 per l’imposta e i codici dedicati a sanzioni e interessi per IVAFE. Per l’omessa compilazione del quadro RW si applicano le sanzioni del Decreto-Legge 167/1990, in genere dal 3% al 15% degli importi non dichiarati (raddoppiate se attività in Stati a fiscalità privilegiata). Anche qui puoi usare il ravvedimento presentando una dichiarazione integrativa e versando le sanzioni ridotte. Agisci presto: la riduzione è maggiore se intervieni entro i primi 90 giorni o entro un anno dalla scadenza.
Le criptoattività rientrano nell’IVAFE? Come le dichiaro?
Le criptoattività non rientrano nell’IVAFE. Dal 2023 sono regolate da una disciplina autonoma introdotta dalla Legge 197/2022. Prevede imposta del 26% sulle plusvalenze oltre soglia di esenzione e un’imposta di bollo applicata dagli intermediari residenti sulle cripto in custodia. Per cripto in self-custody o presso exchange esteri, non applichi IVAFE. Devi però rispettare obblighi di monitoraggio fiscale e di dichiarazione previsti dalla nuova disciplina e dai documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate. Conserva la documentazione delle transazioni e dei saldi a fine anno. Valuta gli effetti su plusvalenze, perdite e eventuali imposte sostitutive.
