Codice tributo 8901: cos’è, quando si versa e come?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Il codice tributo 8901 si usa nel modello F24 per versare le sanzioni IRPEF con ravvedimento operoso, quando saldi in ritardo saldo o acconti IRPEF. Imposta, sanzioni e interessi vanno in righe distinte.

  • Codice 8901: sanzioni IRPEF per versamenti tardivi; interessi con codice 1989; imposta con i codici IRPEF propri (4001, 4033, 4034).
  • Ravvedimento operoso: riduce le sanzioni secondo l’art. 13 del D.Lgs. 472/1997; interessi al tasso legale pro tempore.
  • Sezione “Erario” dell’F24; indicare anno di riferimento dell’imposta, importi a debito, e compilare in via telematica se hai partita IVA.

Cos’è il codice tributo 8901 e quando si usa

Il codice tributo 8901 identifica, nel modello F24, le sanzioni dovute per IRPEF versata in ritardo. Serve quando paghi saldo o acconti IRPEF oltre la scadenza e scegli il ravvedimento operoso.

Ravvedimento operoso significa “pagare tardi, ma con sanzioni ridotte e interessi”, prima che l’Agenzia delle Entrate ti contesti formalmente l’irregolarità. La base giuridica è l’articolo 13 del Decreto Legislativo 472/1997 (ravvedimento) e l’articolo 13 del Decreto Legislativo 471/1997 (sanzioni per tardivo versamento). I testi si consultano su Normattiva.

Attenzione a non confondere: 8901 è solo per sanzioni IRPEF. Per l’imposta usi i codici IRPEF specifici (es. 4001 per saldo, 4033 per acconto prima rata, 4034 per acconto seconda o unica). Gli interessi da ravvedimento si versano con il codice 1989.

IRPEF 2026 in breve: chi paga e quali aliquote

L’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Si calcola a scaglioni, con aliquote crescenti. Nel 2026 sono operativi tre scaglioni: fino a 28.000 euro 23%, da 28.001 a 50.000 euro 33%, oltre 50.000 euro 43%. La cornice normativa è il TUIR (DPR 917/1986) come modificato dalle ultime leggi di bilancio. Verifica sempre gli scaglioni aggiornati su Normattiva o sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Se operi in regime forfettario paghi un’imposta sostitutiva, non gli scaglioni IRPEF. In quel caso il codice 8901 non si usa per la sostitutiva; si usa solo per sanzioni legate all’IRPEF. Questa distinzione evita errori in F24.

Come funziona il ravvedimento operoso per l’IRPEF

Sanzioni ridotte: percentuali corrette e finestre temporali

La sanzione “piena” per tardivo versamento è il 30% (art. 13 D.Lgs. 471/1997). Se paghi entro 90 giorni di ritardo, la sanzione ordinaria si riduce al 15%. Con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997) applichi ulteriori riduzioni, così:

– Entro 14 giorni di ritardo: 0,1% per ogni giorno di ritardo (micro-sanzione giornaliera).
– Dal 15° al 30° giorno: 1,5% (cioè 1/10 del 15%).
– Dal 31° al 90° giorno: 1,67% (cioè 1/9 del 15%).
– Oltre 90 giorni ed entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno: 3,75% (1/8 del 30%).
– Oltre tale termine ed entro un anno dall’omissione: 4,29% (1/7 del 30%).
– Oltre un anno ed entro due anni: 5% (1/6 del 30%).
– Oltre due anni: 6% (1/5 del 30%).

Se ricevi un atto di accertamento o un processo verbale di constatazione, si applicano istituti diversi (es. adesione o definizione agevolata) con sanzioni ridotte ma non più il ravvedimento “spontaneo”. Le basi sono nel D.Lgs. 218/1997 e nelle norme dell’Agenzia delle Entrate.

Interessi legali di mora: come si calcolano

Gli interessi si calcolano giorno per giorno sul capitale non versato, applicando il tasso legale pro tempore (art. 1284 c.c., decreti MEF). La formula pratica è: imposta omessa × tasso legale annuo × giorni di ritardo / 365.

Il tasso legale cambia con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Per usare il valore giusto, consulta i decreti MEF pubblicati e la scheda “Tasso legale” dell’Agenzia delle Entrate. Gli interessi da ravvedimento si pagano con il codice 1989.

Compilazione F24: righe e campi essenziali

Compila la sezione “Erario” con tre righe distinte:

– RIGA 1 (imposta): codice 4001/4033/4034; anno di riferimento (AAAA); importo a debito. Campo rateazione/mese rif vuoto per saldo; per acconti usa la prassi indicata dall’Agenzia.
– RIGA 2 (sanzioni): codice 8901; stesso anno di riferimento dell’imposta; importo sanzione calcolato con le percentuali sopra.
– RIGA 3 (interessi): codice 1989; stesso anno di riferimento; importo interessi calcolati al tasso legale.

Se rateizzi il saldo o l’acconto IRPEF (non confondere con ravvedimento), gli interessi di rateazione si versano con il codice 1668, da indicare sulle rate successive secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Esempio numerico completo

Imposta IRPEF omessa: 1.000 euro (saldo 2025 da pagare nel 2026). Calcoliamo cosa succede in quattro ipotesi:

– Ritardo di 10 giorni: sanzione 0,1% × 10 = 1% → 10 euro. Interessi: 1.000 × tasso legale × 10/365. F24 con 4001=1.000; 8901=10; 1989=interessi.
– Ritardo di 45 giorni: sanzione 1,67% → 16,70 euro. Interessi: 1.000 × tasso legale × 45/365. F24 con tre righe come sopra.
– Ritardo di 120 giorni: sanzione 3,75% → 37,50 euro. Interessi: 1.000 × tasso legale × 120/365.
– Ritardo di 400 giorni: sanzione 4,29% → 42,90 euro (se entro un anno dall’omissione; oltre un anno 5%). Interessi: 1.000 × tasso legale × 400/365.

Arrotonda gli importi al centesimo, come da prassi F24. Usa lo stesso “anno di riferimento” dell’imposta che stai regolarizzando (ad esempio 2025 per saldo 2025).

Regola decisionale rapida

In 5 passi, per non sbagliare

1) Hai pagato tardi saldo/acconto IRPEF? Sì → vai al punto 2. No → non usare 8901.
2) Non hai ricevuto atti formali (avviso bonario, accertamento)? Sì → puoi usare il ravvedimento operoso. No → segui le istruzioni dell’atto, non usare 8901.
3) Calcola i giorni di ritardo dalla scadenza legale (30 giugno per saldo/prima rata, 30 novembre per secondo acconto, salvo proroghe).
4) Applica la sanzione ridotta corretta in base alla finestra temporale e calcola gli interessi al tasso legale.
5) Compila F24 sezione Erario con tre righe: imposta (4001/4033/4034), sanzione (8901), interessi (1989). Pagamento telematico obbligatorio per partita IVA.

Fonti normative: D.Lgs. 471/1997 art. 13 (tardivi versamenti); D.Lgs. 472/1997 art. 13 (ravvedimento operoso); DPR 917/1986 (TUIR); DPR 602/1973 e DPR 600/1973 (riscossione e controlli). Testi consultabili su Normattiva e documentazione dell’Agenzia delle Entrate. Il tasso legale è stabilito da decreti MEF.

Canali e tempi di pagamento

F24 telematico obbligatorio per titolari di partita IVA

Chi ha partita IVA deve pagare tramite servizi telematici: home banking abilitato all’F24, canali dell’Agenzia delle Entrate (F24 web/F24 online) o servizi abilitati. La base è la disciplina sui versamenti telematici dell’Agenzia delle Entrate.

La data di addebito coincide con la data scelta in fase di trasmissione, se entro i cut-off bancari. L’IBAN deve essere intestato al contribuente o al soggetto delegato. Conserva la ricevuta di invio e l’addebito.

Compensazioni e deleghe

Puoi compensare l’imposta IRPEF con crediti disponibili nel quadro RU o da dichiarazioni precedenti, secondo l’articolo 17 del D.Lgs. 241/1997 e i limiti annuali vigenti. Le compensazioni non si applicano alle sanzioni e agli interessi del ravvedimento come regola generale.

Se deleghi un intermediario, verifica che indichi correttamente i tre codici (imposta, 8901, 1989) e l’anno di riferimento allineato.

Attenzioni speciali: addizionali, atti e casi esclusi

Per addizionale regionale e comunale IRPEF non si usa 8901. Esistono codici sanzioni specifici per addizionali, diversi da 8901. Consulta le risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate per i codici corretti.

Se hai ricevuto una comunicazione di irregolarità (art. 36-bis o 36-ter del DPR 600/1973) o un avviso di accertamento, devi pagare seguendo i codici indicati nell’atto. Il ravvedimento operoso “spontaneo” non è più applicabile in quelle fasi.

Scenario Codici F24 da usare Sanzione applicabile Interessi e tempistiche
IRPEF saldo versata con 20 giorni di ritardo 4001 (imposta), 8901 (sanzione), 1989 (interessi) 1,5% (1/10 del 15%) Interessi al tasso legale per 20 giorni; paga subito via F24 telematico
Acconto IRPEF (prima rata) pagato dopo 75 giorni 4033 (imposta), 8901, 1989 1,67% (1/9 del 15%) Interessi al tasso legale per 75 giorni; stessa annualità dell’acconto
Saldo IRPEF pagato 120 giorni dopo la scadenza 4001, 8901, 1989 3,75% (1/8 del 30%) Interessi al tasso legale per 120 giorni; ravvedimento ancora ammesso
Versamento omesso regolarizzato dopo 18 mesi 4001/4034, 8901, 1989 5% (1/6 del 30%) Interessi al tasso legale per i giorni effettivi; ravvedimento “intermedio”

FAQ

Devo sempre inserire il codice 8901 quando pago l’IRPEF in ritardo?

Sì, se stai facendo un ravvedimento operoso “spontaneo” su un tuo tardivo versamento IRPEF. Il 8901 serve per le sanzioni, mentre l’imposta mantiene il suo codice (4001 saldo, 4033 e 4034 per acconti) e gli interessi di ravvedimento vanno con il 1989. Se invece hai ricevuto un atto dall’Agenzia delle Entrate (ad esempio un avviso bonario ex art. 36-bis/36-ter o un avviso di accertamento), devi seguire i codici riportati nell’atto. In quei casi l’8901 di solito non si usa, perché la procedura non è più un ravvedimento “spontaneo” ma un pagamento conseguente a controllo o accertamento.

Come scelgo l’anno di riferimento da indicare nelle righe con 8901 e 1989?

L’anno di riferimento è lo stesso dell’imposta cui si riferisce il versamento tardivo. Se stai regolarizzando il saldo IRPEF 2025 scaduto nel 2026, indichi 2025 sia sulla riga dell’imposta (4001) sia sulle righe della sanzione (8901) e degli interessi (1989). Questa coerenza permette all’Agenzia delle Entrate di associare correttamente la sanzione e gli interessi al debito principale. Evita di inserire l’anno di pagamento o l’anno corrente se diverso dall’anno d’imposta: è un errore comune che può generare scarti o incongruenze.

Quali sono gli errori più frequenti nella compilazione dell’F24 con 8901?

Tre errori ricorrenti: 1) Sommare sanzione e interessi all’imposta in un’unica riga. Invece servono righe separate con codici diversi. 2) Usare il 8901 anche per addizionali regionale e comunale IRPEF: non va bene, le addizionali hanno codici di sanzione propri. 3) Sbagliare l’anno di riferimento o il codice dell’imposta (ad esempio usare 4001 al posto di 4033/4034 negli acconti). Altre sviste tipiche: non calcolare gli interessi al tasso legale per i giorni effettivi, oppure tentare la compensazione di sanzioni e interessi con crediti senza verificare le regole dell’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 e le limitazioni operative fissate dall’Agenzia delle Entrate.

Come calcolo in pratica interessi e sanzioni del ravvedimento?

Procedi così: 1) Conta i giorni di ritardo dalla scadenza legale. 2) Determina la finestra temporale e applica la sanzione ridotta corretta (0,1% al giorno entro 14 giorni; 1,5% entro 30; 1,67% entro 90; 3,75% fino al termine di presentazione della dichiarazione; 4,29% entro un anno; 5% entro due; 6% oltre due). 3) Calcola gli interessi: imposta × tasso legale annuo × giorni/365. Usa il tasso legale in vigore nei singoli periodi; se il tasso cambia a metà ritardo, suddividi il calcolo per tranche. 4) Arrotonda al centesimo e inserisci gli importi nelle tre righe dell’F24. Ricorda che le percentuali di sanzione derivano dalla combinazione tra l’art. 13 del D.Lgs. 471/1997 e l’art. 13 del D.Lgs. 472/1997. Consulta Normattiva e le guide dell’Agenzia per confermare eventuali aggiornamenti.

Posso rateizzare il pagamento se sto facendo ravvedimento con il codice 8901?

Il ravvedimento non è di per sé una “rateizzazione” del debito scaduto. Devi saldare in un’unica soluzione imposta, sanzioni e interessi del ravvedimento. La rateazione è prevista per i versamenti in autoliquidazione di saldo e acconti secondo regole specifiche: in quel caso usi il codice 1668 per gli interessi di rateazione sulle rate successive e rispetti il piano di scadenze mensili indicato dall’Agenzia delle Entrate. Se il debito è già iscritto a ruolo o contenuto in un atto, esistono piani di dilazione presso l’Agente della Riscossione con regole differenti. Non confondere la rateazione ordinaria delle imposte con il ravvedimento delle omissioni: sono istituti diversi, con codici e interessi diversi.

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