Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il codice 8948 è quello oggi corretto per pagare, in F24, la sanzione da ravvedimento sulle ritenute d’acconto non versate; il 8906 è stato sostituito. Usa 1040 per l’imposta e 1991 per gli interessi.
- 8948: sanzione da ravvedimento su ritenute d’acconto di lavoro autonomo e prestazioni occasionali; 8906 non più utilizzato.
- Importo principale con 1040; interessi legali con 1991; tutto nella sezione Erario del modello F24.
- Riduzioni sanzioni ex ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997, art. 13); sanzione base 30% (D.Lgs. 471/1997, art. 13).
Cosa sono i codici 8906 e 8948 nel modello F24
I codici tributo servono a dire al Fisco che imposta stai pagando. Nel caso delle ritenute d’acconto, si usano codici diversi per quota principale, sanzione e interessi.
Il codice 8906 indicava, in passato, la sanzione per ravvedimento su ritenute d’acconto operate dai sostituti d’imposta. Oggi non si usa più nei pagamenti spontanei.
Il codice 8948 ha sostituito l’8906 per la stessa funzione: versare la sanzione ridotta quando regolarizzi in ritardo le ritenute. Questa sostituzione discende dagli aggiornamenti prassi dell’Agenzia delle Entrate sui codici F24.
Quando serve il 8948
Serve quando hai applicato una ritenuta d’acconto a un professionista o a una prestazione occasionale, ma non l’hai versata entro il 16 del mese successivo. Con il ravvedimento paghi: imposta, sanzione ridotta, interessi.
Per chiarezza: ritenuta d’acconto significa trattenere una parte del compenso (in genere il 20%) e versarla al Fisco al posto del fornitore. La base normativa è nel DPR 600/1973, articolo 25.
Perché il 8906 è stato sostituito
L’Agenzia delle Entrate ha razionalizzato vari codici F24 negli anni. Per le sanzioni su ritenute di lavoro autonomo e prestazioni occasionali si usa oggi il 8948. Puoi trovarne traccia nelle risoluzioni e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Se in vecchi documenti vedi il 8906, in un pagamento spontaneo odierno va sostituito con 8948. In caso di dubbi, verifica le istruzioni correnti del modello F24.
Ritenuta d’acconto: regole essenziali
Chi la applica: il committente sostituto d’imposta (impresa o professionista) quando paga un lavoratore autonomo o una prestazione occasionale. Riferimento: DPR 600/1973, art. 25.
Quanto si trattiene: in via generale il 20% sul compenso lordo. Esistono casi diversi (per esempio provvigioni) regolati dall’articolo 25-bis del DPR 600/1973.
Chi non subisce ritenuta: chi opera in regime forfettario emette fattura senza ritenuta. Lo prevede la Legge 190/2014, art. 1, commi 67 e seguenti.
Scadenze di versamento
Le ritenute si versano entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento del compenso. Si usa l’F24, sezione Erario. Riferimento: DPR 602/1973 sulle modalità di riscossione.
I sostituti d’imposta con partita IVA devono usare canali telematici. È un obbligo. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate lo ribadiscono per F24 web/online.
Ravvedimento operoso: come funziona per le ritenute
Se paghi in ritardo, la legge consente una sanzione ridotta se ti regolarizzi spontaneamente. Questa è la logica del ravvedimento operoso. Riferimento: D.Lgs. 472/1997, art. 13.
La sanzione piena per tardivo versamento è pari al 30% dell’importo non pagato nei termini. Riferimento: D.Lgs. 471/1997, art. 13.
Riduzioni della sanzione
Le riduzioni dipendono dal tempo trascorso dalla scadenza:
– Entro 14 giorni: 0,1% per ciascun giorno di ritardo. Questo è detto “ravvedimento sprint”.
– Dal 15° al 30° giorno: 1/10 del 30% = 3%.
– Dal 31° al 90° giorno: 1/9 del 30% = 3,33%.
– Entro il termine di presentazione della dichiarazione del sostituto d’imposta (Modello 770) relativa all’anno della violazione: 1/8 del 30% = 3,75%. Riferimento dichiarazioni: DPR 322/1998.
– Entro il termine per la dichiarazione relativa all’anno successivo: 1/7 del 30% ≈ 4,29%.
– Oltre tali termini e fino a constatazione: 1/6 del 30% = 5%.
Attenzione: dopo atti formali dell’Ufficio, il ravvedimento può non essere più possibile o ha regole diverse. Verifica sempre la fase del procedimento.
Interessi legali
Vanno aggiunti gli interessi giornalieri al tasso legale pro tempore, calcolati dal giorno successivo alla scadenza fino al giorno di pagamento. Riferimento: Codice Civile, art. 1284 e decreti MEF sul saggio legale.
Si versano con il codice 1991, sezione Erario, indicando l’anno di riferimento del debito.
Compilare l’F24: passo per passo
Per regolarizzare una ritenuta d’acconto non versata nei termini, compila tre righi in sezione Erario:
1) Importo principale: codice 1040 (ritenute su redditi di lavoro autonomo). Indica mese e anno di riferimento (formato MM/AAAA). Inserisci l’importo a debito corrispondente alla ritenuta trattenuta.
2) Sanzione: codice 8948. Indica l’anno di riferimento (AAAA) del periodo in cui è sorto il debito. Inserisci l’importo calcolato con la percentuale di ravvedimento.
3) Interessi: codice 1991. Indica l’anno di riferimento (AAAA). Inserisci gli interessi legali maturati giorno per giorno.
Esempio numerico
Hai trattenuto 1.000 euro di ritenute su una fattura di un professionista pagata a marzo, da versare entro il 16 aprile. Paghi il 5 giugno (50 giorni di ritardo).
– Importo principale: 1.000 con 1040 (periodo 03/2026).
– Sanzione: 1/9 del 30% = 3,33% di 1.000 = 33,33 con 8948 (anno 2026).
– Interessi: calcola al tasso legale vigente pro rata per 50 giorni e versa con 1991 (anno 2026).
Canali di pagamento
Se hai partita IVA, usi solo canali telematici: F24 web/online nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate oppure l’home banking abilitato. L’obbligo telematico vale sempre per i titolari di partita IVA.
Con l’home banking, compila un F24 ordinario in sezione Erario. Con i servizi AE, usa F24 web con i tre righi descritti.
Fonti normative utili
– DPR 600/1973, art. 25 e 25-bis: ritenute su lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi (testi consultabili su Normattiva).
– D.Lgs. 471/1997, art. 13: sanzione per omesso o tardivo versamento (30%).
– D.Lgs. 472/1997, art. 13: ravvedimento operoso e riduzioni.
– DPR 322/1998: termini e regole per il Modello 770 del sostituto d’imposta.
– Decreti MEF sul saggio di interesse legale (pubblicati sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze).
– Istruzioni del Modello F24 dell’Agenzia delle Entrate per codici tributo e campi.
Errori frequenti e come evitarli
– Usare il 8906: non più attuale per versamenti spontanei. Sostituiscilo con 8948 per la sanzione.
– Dimenticare interessi: senza 1991 il ravvedimento è incompleto. Calcola sempre gli interessi legali.
– Periodo errato: per 1040 indica mese/anno del pagamento del compenso. Per 8948 e 1991 indica l’anno corretto.
– Importi invertiti: non sommare tutto in un solo rigo. Separa imposta, sanzione e interessi su tre righe.
Regola decisionale rapida
1) Hai applicato una ritenuta e non l’hai versata entro il 16? Sì: procedi al ravvedimento; No: paga nei termini con 1040.
2) Da quanti giorni sei in ritardo? Fino a 14 giorni: calcola 0,1% per giorno; 15-30: 3%; 31-90: 3,33%; entro 770: 3,75%; entro l’anno successivo: 4,29%; oltre: 5%.
3) Prepara l’F24: rigo 1040 per imposta; rigo 8948 per sanzione calcolata; rigo 1991 per interessi legali.
4) Paga in via telematica. Conserva ricevuta e calcoli. Riporta correttamente l’operazione nel Modello 770.
| Scenario | Codici tributo da usare (sezione Erario) | Sanzione ridotta applicabile | Tempistiche e riferimenti | Esempio su 1.000 € di ritenute |
|---|---|---|---|---|
| Ritardo fino a 14 giorni | 1040 (imposta) + 8948 (sanzione) + 1991 (interessi) | 0,1% per ogni giorno di ritardo | Ravvedimento “sprint” (D.Lgs. 472/1997, art. 13) | 7 giorni di ritardo: sanzione 0,7% = 7,00; interessi legali pro rata |
| Ritardo 15-30 giorni | 1040 + 8948 + 1991 | 3% (1/10 del 30%) | Versa entro il 30° giorno dalla scadenza | Sanzione 30,00; interessi legali pro rata |
| Ritardo 31-90 giorni | 1040 + 8948 + 1991 | 3,33% (1/9 del 30%) | Entro 90 giorni dalla scadenza legale | Sanzione 33,33; interessi legali pro rata |
| Entro presentazione Modello 770 | 1040 + 8948 + 1991 | 3,75% (1/8 del 30%) | Entro il termine del 770 dell’anno della violazione (DPR 322/1998) | Sanzione 37,50; interessi legali pro rata |
| Entro la dichiarazione dell’anno successivo | 1040 + 8948 + 1991 | 4,29% (1/7 del 30%) | Entro il termine di presentazione dell’anno successivo | Sanzione 42,86; interessi legali pro rata |
| Oltre tali termini e prima di constatazione | 1040 + 8948 + 1991 | 5% (1/6 del 30%) | Finché non interviene formale attività di controllo | Sanzione 50,00; interessi legali pro rata |
FAQ
Il codice 8906 è ancora valido o devo sempre usare l’8948?
Per i pagamenti spontanei con F24 relativi a sanzioni su ritenute di lavoro autonomo e prestazioni occasionali si usa oggi il codice 8948. L’8906 è stato sostituito nell’ambito dell’aggiornamento dei codici tributo indicati dall’Agenzia delle Entrate. Se trovi 8906 in vecchi modelli o istruzioni datate, sostituiscilo con 8948 al momento del pagamento in ravvedimento. Fa eccezione solo l’eventuale utilizzo in atti già emessi con riferimenti puntuali dall’Ufficio, ma in un pagamento spontaneo ordinario il codice da usare è 8948. Per sicurezza, confronta sempre le istruzioni aggiornate del modello F24 e la descrizione del codice nel cassetto fiscale.
Quali codici uso per pagare correttamente imposta, sanzione e interessi sulle ritenute?
Devi separare i tre componenti. Per l’importo principale della ritenuta usi il codice 1040 (ritenute su redditi di lavoro autonomo, includendo le prestazioni occasionali). Per la sanzione ridotta da ravvedimento usi il codice 8948. Per gli interessi legali maturati usi il codice 1991. Tutti i righi vanno inseriti nella sezione Erario dell’F24. Per 1040 indica mese e anno del periodo in cui hai pagato il compenso. Per 8948 e 1991 indica l’anno di riferimento del debito. Ricorda che l’importo totale versato è la somma dei tre righi.
Come calcolo il ravvedimento operoso in pratica, senza sbagliare le percentuali?
Segui tre passi. 1) Calcola l’importo della ritenuta non versata (quota trattenuta al fornitore). 2) Determina i giorni di ritardo dalla scadenza legale (in genere il 16 del mese successivo) alla data di versamento. 3) Applica la riduzione corretta: fino a 14 giorni 0,1% per giorno; 15-30 giorni 3%; 31-90 giorni 3,33%; entro il termine del Modello 770 3,75%; entro il termine dell’anno successivo 4,29%; oltre e prima di constatazione 5%. Aggiungi gli interessi legali giornalieri al tasso fissato dal MEF. Infine compila l’F24 con tre righi: 1040 per l’imposta, 8948 per la sanzione, 1991 per gli interessi. Le basi giuridiche sono il D.Lgs. 471/1997, art. 13 (30% sanzione base) e il D.Lgs. 472/1997, art. 13 (riduzioni del ravvedimento).
Sono in regime forfettario: devo applicare o subire la ritenuta d’acconto?
Di norma no. Chi opera in regime forfettario emette fattura senza ritenuta d’acconto. Lo stabilisce la Legge 190/2014, articolo 1, commi 67 e seguenti. Ciò significa che il cliente non trattiene il 20% e tu non subisci trattenute in fattura. Rimani comunque tenuto a rispettare gli altri obblighi fiscali del regime. Se invece sei tu a pagare un professionista non forfettario o una prestazione occasionale, allora agisci come sostituto d’imposta: applichi la ritenuta e la versi con 1040. In caso di ritardo, regolarizzi con 8948 e 1991. Verifica sempre le clausole contrattuali e le diciture in fattura per capire se applicare la ritenuta.
Ho pagato la sanzione con il codice sbagliato o ho indicato il periodo errato: come rimediare?
Se hai usato un codice tributo errato o hai indicato un periodo di riferimento sbagliato, puoi chiedere la riliquidazione delle somme all’Agenzia delle Entrate con un’istanza di correzione dell’F24. Prepara la ricevuta del pagamento e una nota con la ricostruzione corretta (codici tributo da attribuire, periodi, importi). In alternativa, se il versamento non è imputabile, potresti dover ripetere il pagamento corretto e chiedere il rimborso o lo scomputo di quello errato. Agisci per tempo per evitare ulteriori interessi. Ricorda che, fino a regolarizzazione, l’omesso o tardivo versamento resta sanzionabile ai sensi del D.Lgs. 471/1997, art. 13. Le procedure operative sono descritte nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e nelle prassi applicative consultabili anche tramite Normattiva per le basi di legge.
