Codice tributo 8913: cos’è, quando si versa e come?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Il codice tributo 8913 non si usa più: per le sanzioni dell’imposta sostitutiva forfettaria utilizza 8944, insieme a 1790/1791/1792 per l’imposta e 1944 per gli interessi, in Sezione Erario del modello F24.

  • Il codice 8913 è stato soppresso dal 2023; per il forfettario la sanzione si versa con 8944.
  • In F24 devi separare importi: imposta (1790/1791/1792), sanzione (8944), interessi (1944), con anno di riferimento corretto.
  • Il ravvedimento operoso riduce la sanzione se paghi spontaneamente; si applicano anche interessi legali pro rata.

Cos’era il codice tributo 8913 e cosa è cambiato dal 2023

Per anni il codice 8913 ha identificato le sanzioni sulle imposte sostitutive, tra cui l’imposta del regime forfettario e la cedolare secca. Dal 2023 l’Agenzia delle Entrate ha riorganizzato i codici delle sanzioni.

Ora esistono codici distinti per ogni tributo e per ogni tipologia di violazione. Per i contribuenti in regime forfettario, la sanzione collegata all’imposta sostitutiva si versa con il codice 8944.

Questa riforma rende la compilazione dell’F24 più chiara e tracciabile. Riduce gli errori di imputazione e facilita i controlli automatici. Le istruzioni operative sono contenute nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate emanate tra il 2023 e il 2025.

Quadro normativo di riferimento

Il regime forfettario nasce con la Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89. Definisce imposta sostitutiva, soglie e regole di calcolo. Le sanzioni per omessi o tardivi versamenti sono previste dal D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, art. 13.

Il ravvedimento operoso è disciplinato dal D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 13. Consente di ridurre la sanzione se paghi spontaneamente, prima di controlli o notifiche. Gli interessi legali si applicano al tasso fissato ogni anno con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Il modello F24 e i versamenti unificati sono regolati dal D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241 e dal D.M. 31 luglio 1998, oltre ai provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Per i titolari di partita IVA i versamenti F24 sono obbligatoriamente telematici, ai sensi del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, art. 37, comma 49.

Codici tributo da usare per il forfettario

Imposta sostitutiva

Per l’imposta sostitutiva del regime forfettario si usano questi codici in Sezione Erario:

  • 1790: acconto prima rata. È la prima quota dell’acconto dovuto per l’anno in corso.
  • 1791: acconto seconda rata o acconto in unica soluzione. Si usa anche se paghi l’acconto tutto a novembre.
  • 1792: saldo. È l’imposta dovuta per l’anno precedente, al netto degli acconti.

Sanzioni e interessi per ravvedimento

Se paghi in ritardo, aggiungi:

  • 8944: sanzione imposta sostitutiva regime forfettario. È la sanzione ridotta con ravvedimento operoso.
  • 1944: interessi per ravvedimento sull’imposta sostitutiva. Si calcolano giorno per giorno fino al pagamento.

Non usare più il 8913. È stato eliminato e non è più accettato per queste sanzioni.

Come si compila l’F24: campi, anno e importi

Sezione Erario: i campi fondamentali

Compila la Sezione Erario del modello F24. Inserisci per ogni riga:

  • Codice tributo: 1790/1791/1792 per l’imposta; 8944 per sanzione; 1944 per interessi.
  • Rateazione/regione/prov/mese rif.: lascia vuoto se non richiesto.
  • Anno di riferimento: l’anno d’imposta a cui si riferisce il versamento (formato AAAA).
  • Importi a debito versati: l’importo per ciascun codice.
  • Importi a credito compensati: compila solo se utilizzi crediti in compensazione.

Anno di riferimento: come sceglierlo

Per il saldo 1792 indica l’anno precedente a quello di pagamento dell’imposta. Per gli acconti 1790 e 1791 indica l’anno corrente di competenza dell’acconto. Per sanzione 8944 e interessi 1944 usa lo stesso anno del tributo a cui si riferiscono.

Esempio pratico

Hai dimenticato l’acconto di novembre (1791) di 1.000 euro per l’anno 2024 e paghi nel 2025 con ravvedimento. Compila tre righe:

  • 1791 – anno 2024 – 1.000,00 euro (imposta).
  • 8944 – anno 2024 – sanzione ridotta calcolata con ravvedimento.
  • 1944 – anno 2024 – interessi legali maturati giorno per giorno.

Somma gli importi a debito. Se non usi crediti in compensazione, il totale coincide con l’addebito sul conto.

Ravvedimento operoso: aliquote, scadenze e calcolo

Quando conviene ravvedersi

Il ravvedimento conviene sempre se non sono iniziati controlli. Riduce la sanzione legale del 30% prevista per tardivo o omesso versamento (art. 13, D.Lgs. 471/1997). Più ravvedi presto, più risparmi.

Riduzioni tipiche della sanzione

Le riduzioni più usate sono, in sintesi:

  • Entro 14 giorni: 0,1% per ogni giorno di ritardo (cosiddetto ravvedimento sprint).
  • Entro 30 giorni: 1/10 del 30% = 3%.
  • Entro 90 giorni: 1/9 del 30% ≈ 3,33%.
  • Entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno: 1/8 del 30% = 3,75%.
  • Entro due anni: 1/7 del 30% ≈ 4,29%.
  • Oltre due anni: 1/6 del 30% = 5%.
  • Dopo PVC ma prima dell’atto di accertamento: 1/5 del 30% = 6% (se ammesso).

Applica la riduzione alla base sanzione (30%). Arrotonda al centesimo.

Interessi legali

Calcola gli interessi sul solo tributo non pagato. Usa il tasso legale vigente pro rata temporis. I tassi li fissa il Ministero dell’Economia e delle Finanze con decreto annuale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Puoi verificare su Normattiva.

Ordine dei calcoli

Procedi così: determina l’imposta dovuta; applica la sanzione ridotta in base ai giorni di ritardo; calcola gli interessi legali sui giorni effettivi. Compila tre righe in F24 con i codici corretti.

Regola decisionale rapida

Quale codice usare e quanto versare

  • Hai saltato un versamento forfettario? Identifica se è saldo (1792) o acconto (1790/1791).
  • Conta i giorni dal termine alla data di pagamento. Scegli la fascia di ravvedimento.
  • Calcola la sanzione ridotta sulla base del 30% e aggiungi gli interessi legali.
  • Compila tre righe in Sezione Erario: tributo (1790/1791/1792), sanzione (8944), interessi (1944). Usa lo stesso anno di riferimento.
  • Versa telematicamente. Conserva la quietanza con data, ora e CRO/TRN.

Errori frequenti e come evitarli

Anno errato o codice sbagliato

L’errore più comune è indicare l’anno di pagamento al posto dell’anno d’imposta. Controlla la scadenza originaria e allineala all’anno di riferimento in F24. Verifica sempre il codice sanzione 8944 e interessi 1944.

Interessi non calcolati

Molti pagano solo sanzione e imposta. Gli interessi sono obbligatori. Calcolali giorno per giorno. In caso di dubbi, sovrastima leggermente: eviti residui.

Compensazioni non disponibili

Compensa solo crediti certi, liquidi ed esigibili. Le compensazioni irregolari bloccano il modello F24 o generano cartelle. La base legale è il D.Lgs. 241/1997 e i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Come si paga: home banking o servizi dell’Agenzia

Obbligo telematico per titolari di partita IVA

I titolari di partita IVA devono pagare con sistemi telematici. È previsto dal D.L. 223/2006, art. 37, comma 49. Puoi usare l’home banking abilitato ai pagamenti F24 o i servizi dell’Agenzia delle Entrate.

F24 via banca

Accedi all’area Pagamenti. Seleziona F24. Inserisci una riga per ogni codice. Controlla l’IBAN e autorizza l’addebito. Scarica la ricevuta con CRO/TRN. Conservala.

F24 via Agenzia delle Entrate

Accedi all’area riservata con SPID, CIE o CNS. Usa F24 web o F24 online. Compila, verifica e invia. Il sistema memorizza l’IBAN per gli addebiti futuri. Scarica la ricevuta di avvenuto pagamento.

Controlli finali e conservazione

Documenti da conservare

Tieni a portata di mano ricevute F24, prospetto di calcolo della sanzione e degli interessi, estratto conto bancario. In caso di controllo, dimostrano la regolarizzazione spontanea.

Allineamento con la dichiarazione

Verifica che i pagamenti ravveduti compaiano correttamente in dichiarazione. I prospetti di liquidazione devono esporre saldo, acconti e importi versati in ravvedimento.

Tabella operativa: scenari, sanzioni ridotte, codici e tempi

Scenario di ritardo Sanzione ridotta (art. 13 D.Lgs. 472/1997) Codici tributo da indicare Termine/Tempistiche Note e fonti
Pagamento entro 14 giorni 0,1% per ogni giorno di ritardo, su base 30% 1790/1791/1792 (imposta) + 8944 (sanzione) + 1944 (interessi) Dal giorno successivo alla scadenza fino al 14° giorno Sanzione giornaliera; interessi legali pro rata. Norme: D.Lgs. 471/1997 art. 13; D.Lgs. 472/1997 art. 13
Entro 30 giorni 3% (1/10 del 30%) 1790/1791/1792 + 8944 + 1944 Entro il 30° giorno successivo alla scadenza Ravvedimento breve. Interessi legali da decreto MEF (G.U.; consultabile su Normattiva)
Entro 90 giorni ≈ 3,33% (1/9 del 30%) 1790/1791/1792 + 8944 + 1944 Entro 90 giorni dalla scadenza Vale anche per errori formali con effetti sul versamento
Entro il termine di dichiarazione relativa all’anno 3,75% (1/8 del 30%) 1790/1791/1792 + 8944 + 1944 Fino alla presentazione della dichiarazione dell’anno di competenza Coerenza anno di riferimento in F24 e in dichiarazione
Entro 2 anni ≈ 4,29% (1/7 del 30%) 1790/1791/1792 + 8944 + 1944 Entro 2 anni dall’omissione Ravvedimento ancora ammesso; onere più alto
Oltre 2 anni e prima del PVC 5% (1/6 del 30%) 1790/1791/1792 + 8944 + 1944 Fino a prima della notifica di atti di controllo Escluso dopo atti interruttivi o accertamenti notificati

FAQ

1) Cos’è il codice tributo 8913 e perché non si usa più per il forfettario?

Il 8913 era il codice generico per versare sanzioni su imposte sostitutive, tra cui imposta del forfettario e cedolare secca. Dal 2023 l’Agenzia delle Entrate ha introdotto codici distinti per sanzioni e interessi, per ogni specifico tributo. Questo ha eliminato il 8913 nel perimetro dell’imposta sostitutiva del forfettario. Oggi, se devi ravvedere un’omissione del forfettario, usi 8944 per la sanzione e 1944 per gli interessi, oltre al codice dell’imposta 1790/1791/1792. La scelta si inserisce nell’ambito dei versamenti unificati disciplinati dal D.Lgs. 241/1997 e nelle prassi attuative dell’Agenzia delle Entrate. La soppressione del 8913 migliora la riconciliazione e riduce le ambiguità nei pagamenti.

2) Quali codici tributo devo indicare in F24 se ho dimenticato un acconto del regime forfettario?

Se hai saltato un acconto, verifica prima se si tratta della prima rata (giugno/luglio) o della seconda rata/unica soluzione (novembre). Per la prima rata usa 1790; per la seconda rata o per l’acconto in unica soluzione usa 1791. Poi aggiungi la sanzione con 8944, ridotta grazie al ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997). Infine calcola gli interessi legali e riportali con 1944. Usa come anno di riferimento l’anno d’imposta dell’acconto omesso. Inserisci una riga per ogni codice nella Sezione Erario, senza confondere importi e anni. Paga in via telematica, come richiesto ai titolari di partita IVA dal D.L. 223/2006, art. 37, comma 49. Conserva la ricevuta con identificativo del pagamento.

3) Come si calcolano sanzioni e interessi nel ravvedimento dell’imposta sostitutiva forfettaria?

La sanzione “piena” per omesso o tardivo versamento è del 30% (art. 13, D.Lgs. 471/1997). Con il ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997) la riduci in base al ritardo. Esempio: entro 30 giorni paghi il 3%; entro 90 giorni circa il 3,33%; entro il termine di dichiarazione il 3,75%. Ai fini pratici, prendi l’imposta non versata, applica la percentuale della tua fascia di ritardo e ottieni la sanzione da versare con 8944. Calcola poi gli interessi con il tasso legale vigente, pro rata giorno per giorno, fino alla data di pagamento, e versali con 1944. Se il ritardo è entro 14 giorni, usa il criterio 0,1% per giorno sulla sanzione. Ricorda che gli interessi si applicano solo all’imposta, non anche alla sanzione.

4) Posso usare crediti in compensazione per pagare imposta, sanzioni e interessi del forfettario?

Sì, in linea generale i crediti erariali disponibili e utilizzabili possono compensare anche debiti per imposta sostitutiva, sanzioni e interessi indicati in Sezione Erario. La compensazione segue le regole del D.Lgs. 241/1997 e dei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Verifica però che il credito sia certo, liquido ed esigibile. Controlla eventuali limiti annuali e blocchi su crediti con visto di conformità mancante o con pendenze iscritte a ruolo. Se imposti una compensazione non ammessa, il sistema può scartare l’F24 o generare un debito residuo con successivi interessi e sanzioni. Valuta l’impatto economico: se il credito scade a breve, la compensazione può essere conveniente.

5) Come scelgo l’anno di riferimento giusto e cosa succede se lo sbaglio?

L’anno di riferimento deve essere quello dell’imposta cui si riferisce il versamento. Per il saldo 1792 è l’anno precedente all’anno di pagamento (anno d’imposta oggetto di dichiarazione). Per gli acconti 1790 e 1791 è l’anno corrente cui l’acconto si riferisce. Sanzioni 8944 e interessi 1944 seguono lo stesso anno del tributo. Se sbagli l’anno, l’Agenzia può non abbinare correttamente il pagamento e generare un avviso di irregolarità. In molti casi puoi rimediare presentando un’istanza di correzione in autotutela all’Agenzia delle Entrate, allegando ricevute e spiegazioni. Agisci in fretta per evitare ulteriori interessi e per sfruttare le riduzioni del ravvedimento ancora disponibili. Le procedure di autotutela sono previste dallo Statuto del contribuente e dalla prassi operativa dell’Agenzia.

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