Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Per versare l’IVA con F24 usa 6001-6012 (mensile), 6031-6034 (trimestrale), 6013/6035 (acconto 27 dicembre), 6099 (saldo annuale). Per ravvedimento aggiungi 8904 (sanzioni) e 1991 (interessi).
- I codici tributo IVA dipendono da periodicità (mensile/trimestrale) e periodo di riferimento (mese o trimestre).
- Nel modello F24, Sezione Erario: inserisci codice tributo, mese/trimestre di riferimento e anno d’imposta.
- Scadenze: mensile entro il 16 del mese successivo; trimestrale 16/05, 20/08, 16/11, 16/02 con maggiorazione 1%.
Perché i codici tributo IVA contano e su quali norme si basano
I codici tributo evitano errori nei versamenti. Dicono al Fisco quale imposta paghi, per quale periodo e con quale titolo.
La base giuridica dell’IVA è nel D.P.R. 633/1972. Le liquidazioni periodiche mensili sono nel D.P.R. 100/1998. Le trimestrali e la maggiorazione dell’1% nel D.P.R. 542/1999.
Il pagamento con F24 segue il D.Lgs. 241/1997. Il ravvedimento operoso è nel D.Lgs. 472/1997, articolo 13. Le istruzioni operative e i codici tributo derivano da risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate. Le norme sono consultabili sul portale Normattiva e sui documenti dell’Agenzia delle Entrate.
Periodicità e codici tributo della liquidazione periodica
Contribuenti mensili: codici 6001-6012
Se liquidi l’IVA ogni mese, usi i codici da 6001 a 6012. 6001 è gennaio, 6002 è febbraio, e così fino a 6012 per dicembre.
Scadenza: versi entro il giorno 16 del mese successivo a quello di riferimento (base: D.P.R. 100/1998). Esempio: IVA di gennaio con codice 6001 si paga entro il 16 febbraio.
In F24, Sezione Erario, indica: codice tributo 600X, “mese di riferimento” a due cifre (01–12) e “anno di riferimento” (formato AAAA).
Contribuenti trimestrali: codici 6031-6034
Se liquidi a trimestre, usi 6031 (primo trimestre), 6032 (secondo), 6033 (terzo), 6034 (quarto). La periodicità trimestrale dipende da attività e volume d’affari ed è disciplinata dal D.P.R. 542/1999.
Scadenze ordinarie: 16 maggio (1° trimestre), 20 agosto (2° trimestre, in deroga estiva), 16 novembre (3° trimestre) e 16 febbraio dell’anno successivo (4° trimestre). Le scadenze possono subire proroghe con provvedimenti annuali.
Si applica una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi su ciascuna rata trimestrale (D.P.R. 542/1999). La maggiorazione si somma all’imposta nello stesso rigo F24, senza codice separato.
Acconto IVA di dicembre e saldo annuale
Acconto IVA: codici 6013 e 6035
L’acconto IVA si paga di norma entro il 27 dicembre. Serve a versare in anticipo parte dell’IVA dovuta per l’ultimo periodo. La disciplina è nel D.M. 24 dicembre 1999 e nella prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Usi il codice 6013 se sei contribuente mensile e il 6035 se sei contribuente trimestrale. Indichi l’anno d’imposta in cui versi l’acconto.
Metodi di calcolo: storico (pari all’88% del dato storico), previsionale (stima del dovuto), analitico “effettivo” (conteggio delle operazioni fino al 20 dicembre). Scegli il metodo che riduce il rischio di eccedenze o carenze.
Saldo IVA annuale: codice 6099
Il saldo dell’IVA annuale si versa con codice 6099, anno di competenza della dichiarazione. La disciplina delle scadenze e delle eventuali rate segue il D.Lgs. 241/1997 e i decreti attuativi.
In anni ordinari, il saldo si paga da metà marzo. È possibile differire o rateizzare con maggiorazioni previste, e compensare con altri tributi. Verifica sempre le scadenze dell’anno in corso sui documenti dell’Agenzia delle Entrate.
Come si compila il modello F24 per l’IVA
Usa la Sezione Erario. Compila un rigo per ogni versamento dovuto. Ecco i campi chiave.
Codice tributo: indica quello corretto (mensile, trimestrale, acconto, saldo, ravvedimento). Un errore qui sposta il pagamento sul tributo sbagliato.
Rateazione/mese rif.: per i codici mensili inserisci il mese a due cifre (01–12). Per i trimestri usa 03 (I trimestre), 06 (II), 09 (III), 12 (IV). Per saldo e acconto, lascia secondo istruzioni di prassi, valorizzando correttamente l’anno d’imposta.
Anno di riferimento: scrivi l’anno dell’imposta cui si riferisce il versamento (formato AAAA). È diverso dall’anno in cui paghi, se versi periodi dell’anno precedente.
Importi a debito/credito: se paghi IVA periodica, compili “a debito”. Se compensi un credito IVA (ad esempio saldo 6099 a credito), lo indichi “a credito” nel rigo del codice corrispondente, rispettando le regole su visto di conformità e limiti.
Compensazioni: regolate dall’art. 17 del D.Lgs. 241/1997. Per crediti IVA oltre le soglie previste serve il visto di conformità in dichiarazione e occorre rispettare i vincoli di utilizzo stabiliti dall’Agenzia delle Entrate.
Regola decisionale rapida
Segui questi nessi logici per scegliere il codice giusto e pagare nei tempi corretti.
- Se liquidi ogni mese: usa 6001–6012 in base al mese. Scadenza: 16 del mese successivo. Mese rif.: 01–12. Anno: l’anno del mese liquidato.
- Se liquidi a trimestre: usa 6031–6034. Scadenze: 16/05, 20/08, 16/11, 16/02 successivo. Aggiungi l’1% al debito. Mese rif.: 03, 06, 09, 12.
- Se versi l’acconto di dicembre: 6013 (mensili) o 6035 (trimestrali). Scadenza: 27/12. Calcolo con metodo storico, previsionale o analitico.
- Se versi il saldo annuale: 6099. Verifica scadenze dell’anno. Puoi rateizzare o compensare se ne hai i requisiti.
- Se sei in ritardo: ravvedimento operoso. Versa l’imposta con il codice ordinario del periodo, aggiungi 8904 per la sanzione ridotta e 1991 per gli interessi legali.
- Se sei in regime forfettario o in altri regimi fuori campo IVA: non versi IVA periodica. Nessun codice periodico; verifica gli adempimenti speciali previsti dalla tua norma di regime.
Casi particolari, controlli e ravvedimento
Ravvedimento operoso: come impostarlo
Il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997) ti consente di sanare un ritardo con sanzioni ridotte e interessi legali. Compili tre righi F24:
1) Imposta IVA dovuta con il codice tributo del periodo (600X, 603X, 6013, 6035, 6099). 2) Sanzione con codice 8904, calcolata in base ai giorni di ritardo e alle riduzioni di legge. 3) Interessi con codice 1991, calcolati giorno per giorno al tasso legale vigente.
Conserva il calcolo a supporto. In caso di controllo, dimostra come hai determinato imposta, sanzione e interessi.
Contribuenti forfettari e altri regimi fuori campo
Il regime forfettario (Legge 190/2014) non addebita IVA in fattura e non detrae l’IVA sugli acquisti. Quindi non effettua liquidazioni periodiche e non usa i codici 600X/603X.
Restano possibili adempimenti particolari su operazioni in reverse charge o su acquisti intracomunitari, quando la norma lo impone. In questi casi si applicano regole specifiche dell’IVA e relativi codici tributo, secondo prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Liquidazioni a zero e crediti
Se la liquidazione è a zero, non compili F24. Se maturi credito, non versi nulla. Potrai compensare in F24 secondo l’art. 17 del D.Lgs. 241/1997, rispettando limiti, visti e blocchi preventivi eventualmente attivi.
Per il saldo annuale a credito (codice 6099), indichi l’importo “a credito” nel rigo del 6099 quando lo usi in compensazione.
Sospensioni, proroghe e agosto
La scadenza di agosto per i versamenti periodici cade di norma il 20. La deroga estiva deriva da provvedimenti annuali. Ogni anno verifica note e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Se ricadi in sospensioni settoriali o territoriali (eventi eccezionali), segui il provvedimento che ti riguarda e usa gli specifici codici tributo se previsti.
Errori ricorrenti da evitare
Non invertire anno e mese di riferimento. Un 6003 con anno sbagliato sposta il pagamento su un periodo inesatto.
Non dimenticare la maggiorazione dell’1% se versi trimestralmente. È parte integrante dell’importo dovuto e si somma nello stesso rigo.
Non usare 6099 al posto dei periodici: 6099 è solo per il saldo annuale. Per gennaio usa 6001, per primo trimestre 6031, e così via.
Nel ravvedimento non confondere sanzioni e interessi: 8904 è sanzione; 1991 sono interessi. L’imposta resta sul suo codice originario.
| Scenario | Codice tributo | Requisiti / Quando si usa | Mese/Trimestre e Anno di riferimento | Scadenza e note operative |
|---|---|---|---|---|
| Liquidazione mensile (gennaio–dicembre) | 6001–6012 | IVA a debito mensile secondo D.P.R. 100/1998 | Mese rif.: 01–12; Anno: anno d’imposta | Entro il 16 del mese successivo; nessuna maggiorazione |
| Liquidazione trimestrale (I–IV trim.) | 6031–6034 | Trimestrale per opzione o per natura (D.P.R. 542/1999) | Trim. rif.: 03, 06, 09, 12; Anno: anno d’imposta | 16/05, 20/08, 16/11, 16/02 anno successivo; aggiungi 1% |
| Acconto IVA di dicembre | 6013 (mensili), 6035 (trimestrali) | Versamento acconto (D.M. 24/12/1999); metodi storico/previsionale/analitico | Anno: anno d’imposta dell’acconto | Entro il 27/12; nessun mese/trim. da indicare |
| Saldo IVA annuale | 6099 | Saldo dichiarazione annuale IVA | Anno: anno della dichiarazione cui si riferisce il saldo | Da metà marzo; possibile rateazione/differimento secondo prassi |
| Ravvedimento – Sanzioni | 8904 | Omesso/insufficiente versamento IVA sanato ex art. 13 D.Lgs. 472/1997 | Anno: stesso dell’imposta ravveduta | Calcolo in base ai giorni di ritardo; paga insieme all’imposta |
| Ravvedimento – Interessi legali | 1991 | Interessi di mora sul tributo ravveduto | Anno: stesso dell’imposta ravveduta | Interessi giorno per giorno al tasso legale vigente |
FAQ
Come scelgo tra liquidazione mensile e trimestrale e come si esercita l’opzione?
La scelta dipende dal volume d’affari e dal tipo di attività. Il D.P.R. 542/1999 consente la liquidazione trimestrale per alcuni contribuenti, con confini basati su soglie di fatturato e categorie. La trimestralità per “natura” riguarda specifici settori; la trimestralità per “opzione” è possibile per chi rientra nei requisiti dimensionali previsti dalla norma. L’opzione si esercita seguendo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e si comunica in dichiarazione IVA. Una volta scelta, va mantenuta per un periodo minimo, salvo superamento delle soglie o altre cause previste. Se scegli il mensile, userai i codici 6001–6012. Se scegli o rientri nel trimestrale, userai i codici 6031–6034 e applicherai l’1% di maggiorazione per ciascun trimestre.
Come si calcola e si indica la maggiorazione dell’1% per i trimestrali?
La maggiorazione dell’1% è un interesse forfettario previsto dal D.P.R. 542/1999. Si applica sull’IVA dovuta per ogni trimestre. Non serve un codice tributo separato: sommi l’1% direttamente all’importo dell’IVA nel rigo del codice 6031, 6032, 6033 o 6034. Esempio semplice: se l’IVA del trimestre è 1.000 euro, versi 1.010 euro. La maggiorazione non si applica agli acconti né ai saldi annuali. Ricorda di impostare correttamente il “mese rif.” del trimestre (03, 06, 09, 12) e l’anno d’imposta corretto.
Sono in ritardo: come compilo l’F24 per il ravvedimento operoso IVA?
Procedi in tre passi. 1) Ricalcola l’IVA dovuta per il periodo interessato (mese o trimestre) e indica l’importo con il suo codice tributo originario (600X, 603X, 6013, 6035, 6099). 2) Calcola la sanzione ridotta secondo i giorni di ritardo, come previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997. Versala con il codice 8904 nel rigo “importi a debito”. 3) Calcola gli interessi legali maturati giorno per giorno fino al pagamento, al tasso legale vigente. Versali con codice 1991. Inserisci lo stesso anno di riferimento dell’imposta ravveduta per sanzione e interessi. Conserva un prospetto di calcolo con date, base di imposta, giorni di ritardo e tasso legale applicato. In caso di controlli, questo documento ti tutela.
Posso compensare il credito IVA con altri tributi in F24? Ci sono limiti?
Sì, la compensazione orizzontale è disciplinata dall’art. 17 del D.Lgs. 241/1997. Puoi usare il credito IVA per pagare altri tributi e contributi indicandolo “a credito” nel rigo del relativo codice (ad esempio 6099 per saldo a credito). Oltre certe soglie, la compensazione richiede il visto di conformità sulla dichiarazione IVA e il rispetto di finestre temporali e canali telematici indicati dall’Agenzia delle Entrate. Esistono anche blocchi cautelativi e controlli preventivi su talune tipologie di crediti. Prima di compensare importi rilevanti, verifica le regole dell’anno in corso nelle istruzioni e risoluzioni dell’Agenzia e, se necessario, predisponi il visto con un professionista abilitato.
Ho sbagliato codice tributo o anno di riferimento: come rimediare senza sanzioni aggiuntive?
Se l’importo è arrivato al Fisco ma con codice o anno errati, puoi chiedere la riliquidazione amministrativa del pagamento. Prepara una richiesta di correzione all’Agenzia delle Entrate con i dati dell’F24 (protocollo/identificativo, data, importo, codice usato, codice corretto, periodo corretto) e allega la documentazione di supporto. Se invece il problema ha prodotto un’omissione parziale o totale sul periodo giusto, usa il ravvedimento operoso: versa l’imposta mancante con il codice corretto del periodo e aggiungi sanzione 8904 e interessi 1991 calcolati secondo legge. In questo modo chiudi l’irregolarità con sanzione ridotta. Per i casi complessi, valuta l’assistenza dell’Agenzia delle Entrate o di un consulente, citando le norme di riferimento (D.Lgs. 241/1997 per i pagamenti unificati e D.Lgs. 472/1997 per il ravvedimento).
