Codici per la fattura elettronica: quali sono e come funzionano?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

I codici essenziali in fattura elettronica sono TipoDocumento, Natura IVA, Ritenute/Previdenza e Modalità di pagamento. Qui trovi quando usarli, esempi pratici, scadenze e riferimenti normativi aggiornati.

  • TipoDocumento decide il flusso fiscale: fattura, nota di credito/debito, integrazione o autofattura.
  • Natura IVA governa imposta o non imponibilità: N2.2 per forfettari, N3.1 per esportazioni, N4 per esenti.
  • Ritenuta e previdenza si impostano con RT01/RT02 e DatiCassaPrevidenziale; pagamenti con MPxx e scadenza.

Codici della fattura elettronica: mappa pratica

La fattura elettronica usa codici standard per far capire al Sistema di Interscambio (SdI) cosa stai emettendo. Le quattro famiglie di codici da conoscere sono: TipoDocumento (TD), Natura IVA (N), Ritenute/Previdenza e Modalità di pagamento (MP).

L’obbligo di fatturazione elettronica B2B e B2C nasce dall’articolo 1, commi 909-916, della Legge 205/2017, in attuazione del Decreto Legislativo 127/2015 e dei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018 e successivi aggiornamenti. Le regole IVA arrivano dal DPR 633/1972. Le specifiche tecniche SdI in vigore nel 2026 definiscono l’elenco completo dei codici.

TipoDocumento (TDxx): quando scegliere ogni codice

TipoDocumento identifica la natura del file che invii a SdI. Scegli il codice giusto in base all’operazione:

TD01: fattura ordinaria. È il caso standard per cessioni di beni e prestazioni di servizi.

TD02: acconto/anticipo su fattura. Lo usi se incassi un acconto collegato a una fattura che emetterai dopo.

TD03: acconto/anticipo su parcella. È analogo al TD02, tipico per professionisti.

TD04: nota di credito. Serve per stornare o ridurre una fattura già emessa, ai sensi dell’articolo 26 del DPR 633/1972.

TD05: nota di debito. Aumenti l’imponibile o l’imposta di una fattura già emessa, sempre secondo l’articolo 26 del DPR 633/1972.

TD07: fattura semplificata. Valida entro i limiti previsti dalle regole IVA, utile per importi contenuti e dati ridotti.

TD16: integrazione per reverse charge interno. Lo usi per operazioni con inversione contabile in Italia ai sensi dell’articolo 17 del DPR 633/1972.

TD17: integrazione/autofattura per acquisto di servizi dall’estero. Copre servizi ricevuti da fornitori UE o extra-UE, con imposta assolta dal committente italiano.

TD18: integrazione per acquisto di beni intracomunitari. Per acquisti di beni da fornitori UE con inversione contabile in Italia.

TD19: integrazione per acquisto di beni ex articolo 17, comma 2, DPR 633/1972 (reverse charge esterno).

TD20: autofattura per regolarizzazioni. Per sanare omissioni del fornitore o per regolarizzare operazioni secondo gli articoli 6 e 46 della normativa IVA applicabile.

La scelta corretta di TD condiziona tutto: registrazioni, liquidazione IVA e adempimenti successivi. Le basi normative sono consultabili su Normattiva e sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

Natura IVA (Nx.x): come applicarla correttamente

Natura IVA spiega perché applichi o non applichi l’imposta. È obbligatoria quando non indichi un’aliquota IVA. I casi più frequenti sono:

N2.2: operazioni non soggette – altri casi. È il codice tipico per chi opera in regime forfettario. Il regime forfettario, previsto dall’articolo 1, commi 54-89, Legge 190/2014, non addebita l’IVA in fattura.

N2.1: operazioni non soggette per territorialità (articoli da 7 a 7-septies del DPR 633/1972). Ad esempio, servizi generici resi a soggetti passivi UE con luogo di tassazione fuori Italia.

N3.1: non imponibili – esportazioni (articolo 8, DPR 633/1972). Per cessioni di beni fuori dall’Unione europea.

N3.2: non imponibili – cessioni intracomunitarie (articolo 41, DL 331/1993). Per vendite di beni a soggetti passivi UE con requisiti sostanziali.

N4: esenti (articolo 10, DPR 633/1972). Ad esempio alcune operazioni finanziarie, assicurazioni, prestazioni sanitarie.

N6.x: inversione contabile. La famiglia N6 si usa quando l’imposta è assolta dal destinatario (reverse charge) ai sensi dell’articolo 17 del DPR 633/1972. Le sotto-tipologie N6.x distinguono i diversi casi previsti dalle specifiche SdI.

Ricorda: se applichi un’aliquota (es. 22%, 10%, 5% o 4%) non serve Natura IVA. Natura è obbligatoria solo quando l’aliquota non c’è.

Ritenute fiscali e contributi previdenziali in fattura

Molti professionisti devono gestire la ritenuta d’acconto. È una trattenuta IRPEF che il cliente sostituto d’imposta versa al Fisco al posto tuo. La base giuridica è l’articolo 25 del DPR 600/1973. Nel file XML la imposti così:

Ritenuta: SI. TipoRitenuta: RT01 se il percettore è persona fisica, RT02 se è persona giuridica. Indica imponibile, aliquota (di solito 20%) e importo trattenuto.

I contributi previdenziali dei professionisti si indicano nel blocco DatiCassaPrevidenziale. “TipoCassa” seleziona la Cassa ordinistica o la Gestione Separata INPS. La “rivalsa” al 4% per Gestione Separata è una maggiorazione facoltativa in fattura prevista dall’articolo 1, comma 212, Legge 662/1996. Le regole previdenziali sono consultabili presso il Ministero del Lavoro e l’INPS.

Attenzione ai regimi agevolati: nel regime forfettario non si subisce né si applica la ritenuta d’acconto. Occorre inserire la dicitura di esclusione ritenuta prevista dalla Legge 190/2014. Nel file XML, semplicemente non valorizzi la ritenuta.

Modalità di pagamento (MPxx) e scadenze

I codici MPxx standardizzano come il cliente paga. I più usati sono:

MP01: contanti. MP02: assegno. MP05: bonifico. MP08: carta di pagamento. MP12: ricevuta bancaria (Ri.Ba.).

Compila sempre anche DataScadenzaPagamento nel blocco DatiPagamento. Aiuta tesoreria e riconciliazioni. Non è una regola fiscale, ma migliora incassi e riduce errori.

Regola decisionale rapida

Come scegliere i codici in meno di un minuto

Segui questi passaggi logici, in quest’ordine, e non sbagli.

  • Chi è il tuo cliente e dove si trova? Italia privato/impresa, Pubblica Amministrazione, UE, extra-UE. Se PA, valuta anche la fattura PA; se estero, verifica territorialità IVA (articoli 7-7-septies, DPR 633/1972).
  • Che operazione stai facendo? Vendita bene, servizio, acconto, storno. Se storno/integrazione usa TD04/TD05; se acconto usa TD02/TD03; se reverse charge o integrazione usa TD16-19.
  • Qual è il tuo regime fiscale? Forfettario non addebita IVA: usa Natura N2.2 e indica la dicitura di legge. Ordinario: applica l’aliquota corretta, salvo esenzioni/non imponibilità.
  • La territorialità impone IVA in Italia? Se sì, applica l’aliquota e non usare Natura. Se no, usa N2.1, N3.1 o N3.2 a seconda del caso.
  • Serve ritenuta o previdenza? Se cliente sostituto d’imposta e prestazione soggetta a ritenuta, imposta RT01/RT02. Inserisci i dati della tua Cassa o Gestione Separata nel blocco previdenziale.
  • Come verrà pagata? Imposta MPxx coerente (MP05 per bonifico è lo standard) e una scadenza chiara.
  • Controllo finale: riferimenti a documento originario nelle note e nei campi di collegamento per TD02-05 e per TD16-19. Eviti scarti SdI.

Scadenze operative e sanzioni

Tempi di emissione e invio

Fattura immediata: emetti e trasmetti a SdI entro dodici giorni dal momento di effettuazione dell’operazione, come da articolo 21 del DPR 633/1972.

Fattura differita: per cessioni documentate da DDT, puoi emettere entro il giorno 15 del mese successivo, riepilogando le consegne del mese.

Integrazioni/autofatture estere (TD17-19): generalmente entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricezione del documento o di effettuazione dell’operazione, per assicurare la corretta liquidazione IVA.

Sanzioni e rimedi

Per omessa, tardiva o errata fatturazione, si applicano le sanzioni dell’articolo 6 del Decreto Legislativo 471/1997. Se l’operazione è imponibile, la sanzione va dal 90% al 180% dell’imposta. Se non imponibile, esente o non soggetta, si applica una sanzione in misura fissa o percentuale ridotta sui corrispettivi.

Puoi ridurre le sanzioni con il ravvedimento operoso (articolo 13, Decreto Legislativo 472/1997) versando spontaneamente imposta, interessi e sanzione ridotta in base al ritardo.

Casi d’uso ricorrenti con esempi

Professionista in regime forfettario, cliente italiano

Scelta codici: TD01. Natura IVA: N2.2. Nessuna ritenuta. Puoi indicare la rivalsa INPS 4% se versi alla Gestione Separata, usando DatiCassaPrevidenziale. Inserisci la dicitura di legge sul regime forfettario (Legge 190/2014). Pagamento MP05 con scadenza chiara.

Professionista in regime ordinario, cliente impresa italiana

Scelta codici: TD01. Aliquota IVA ordinaria o ridotta, in base al servizio. Se prestazione di lavoro autonomo verso sostituto d’imposta, inserisci Ritenuta SI con RT01 e tutte le basi di calcolo. Se iscritto a Cassa, inserisci DatiCassaPrevidenziale con aliquota di rivalsa prevista dal tuo ordinamento.

Nota di credito per storno totale o parziale

Scelta codici: TD04. Riferisci sempre il documento originario (numero e data). Natura IVA o aliquota devono seguire la fattura stornata. Base giuridica: articolo 26, DPR 633/1972. La trasmissione a SdI è immediata per riflettere la variazione nella prima liquidazione utile.

Servizi a cliente UE soggetto passivo

Scelta codici: TD01. Natura IVA: N2.1, perché la prestazione generica è non soggetta in Italia per territorialità (articolo 7-ter, DPR 633/1972). Indica la dicitura di inversione contabile a cura del committente secondo la Direttiva IVA. Nessuna IVA italiana. Pagamento MP05.

Cessione intracomunitaria di beni

Scelta codici: TD01. Natura IVA: N3.2, non imponibile. Verifica lo status IVA del cliente, l’effettiva movimentazione e gli altri requisiti sostanziali. Conserva la prova del trasporto.

Acquisto servizi da fornitore estero

Ricevi fattura estera senza IVA. Devi integrare in Italia con TD17. Applichi l’IVA italiana con inversione contabile (famiglia N6 per la natura nella riga integrata, secondo le specifiche). Registra l’autofattura per imposta a debito e a credito, se detraibile. Rispetta la scadenza del giorno 15 del mese successivo.

Tabella scenari, requisiti e tempistiche

Scenario Codici da usare Requisiti operazione Imposta/Ritenute Tempistiche Forfettario verso cliente italiano TD01; Natura N2.2; MP05/MP08 Regime forfettario attivo; operazione nazionale Nessuna IVA; niente ritenuta; eventuale rivalsa INPS 4% Invio SdI entro 12 giorni dall’operazione Professionista ordinario con ritenuta TD01; Aliquota IVA; RT01/RT02; DatiCassa Cliente sostituto d’imposta; prestazione soggetta a ritenuta IVA in fattura; ritenuta 20% su imponibile al netto cassa se previsto Invio SdI entro 12 giorni; liquidazione IVA ordinaria Servizi B2B UE TD01; Natura N2.1; MP05 Cliente UE soggetto passivo; territorialità fuori Italia Nessuna IVA italiana; no ritenuta Invio SdI entro 12 giorni; prova status cliente UE Cessione intracomunitaria beni TD01; Natura N3.2; MP05 Requisiti sostanziali intra-UE; prova trasporto Non imponibile art. 41 DL 331/1993 Invio SdI entro 12 giorni; elenchi riepilogativi se dovuti Esportazione extra-UE TD01; Natura N3.1; MP05 Uscita fisica dei beni dall’UE; documentazione doganale Non imponibile art. 8 DPR 633/1972 Invio SdI entro 12 giorni; conserva bolletta doganale Nota di credito TD04; stessa IVA/Natura della fattura Riferimento a fattura originaria; motivo variazione Riduce imponibile/IVA o storna totalmente Invio immediato; effetto su liquidazione più vicina Acquisto servizi esteri TD17; famiglia N6 in integrazione Fornitore estero; committente italiano Reverse charge interno: IVA a debito/credito Entro il 15 del mese successivo a ricezione Reverse charge interno TD16; famiglia N6 Operazioni art. 17 DPR 633/1972 IVA assolta dal cessionario/committente Entro 12 giorni o secondo flusso interno

FAQ

Quale Natura IVA deve usare un forfettario e cosa scrivere in fattura?

Se operi in regime forfettario, non addebiti l’IVA in fattura. Nel file XML imposta la Natura IVA a N2.2 (operazioni non soggette – altri casi). È la scelta standard per chi rientra nell’articolo 1, commi 54-89, della Legge 190/2014. In fattura è buona prassi inserire la dicitura che spiega l’assenza dell’IVA e della ritenuta, ad esempio: “Operazione in franchigia da IVA ai sensi della Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario). Operazione non soggetta a ritenuta d’acconto.” Questa dicitura non è un vincolo dello schema XML, ma aiuta il cliente e riduce contestazioni. Ricorda che dal 1° gennaio 2024 l’obbligo di e-fattura si applica a tutti i forfettari, in forza dell’articolo 18 del Decreto Legge 36/2022, come convertito in legge. Le specifiche tecniche SdI confermano l’uso di Natura per le operazioni senza aliquota.

Quando usare la nota di credito (TD04) e quando basta uno sconto in fattura?

Usa TD04 quando devi rettificare una fattura già emessa e trasmessa a SdI. È il caso di resi, errori di prezzo, sconti concessi dopo la fattura, annullamenti totali o parziali. La base giuridica è l’articolo 26 del DPR 633/1972, che disciplina le variazioni dell’imponibile o dell’imposta. Indica sempre il riferimento della fattura originaria (numero e data) e applica la stessa aliquota o Natura della fattura da stornare. Se lo sconto è maturato prima dell’emissione della fattura, puoi inserirlo direttamente nella fattura (TD01) come sconto di riga o testata. In quel caso non serve TD04 perché non stai rettificando un documento già trasmesso. Ricorda che TD05 (nota di debito) si usa quando invece devi aumentare imponibile o imposta per una fattura già emessa.

Come si gestisce la ritenuta d’acconto nell’XML della fattura elettronica?

La ritenuta d’acconto si applica alle prestazioni di lavoro autonomo verso sostituti d’imposta, ai sensi dell’articolo 25 del DPR 600/1973. Nel file XML abilita la ritenuta impostando il flag “Ritenuta: SI”. Nel blocco DatiRitenuta inserisci il TipoRitenuta: RT01 per compensi a persone fisiche, RT02 per persone giuridiche. Indica l’imponibile di riferimento, l’aliquota (di solito 20%) e l’importo ritenuto. Se versi a una Cassa previdenziale o alla Gestione Separata, usa anche DatiCassaPrevidenziale per indicare il “TipoCassa”, l’aliquota di rivalsa e l’imponibile previdenziale. La sequenza di calcolo più comune è: imponibile merce/servizio, aggiunta rivalsa previdenziale (se prevista), sconto eventuale, ritenuta calcolata sulla base imponibile fiscale (spesso al netto della cassa se la tua Cassa lo impone), IVA applicata sull’imponibile merce/servizio più cassa quando rilevante. Nel regime forfettario non si subisce né si applica ritenuta: lascia “Ritenuta: NO” e inserisci la dicitura di esclusione prevista dalla Legge 190/2014.

Come fatturare o integrare operazioni con l’estero senza sbagliare i codici?

Per servizi resi a clienti UE soggetti passivi, emetti TD01 con Natura N2.1. Sono prestazioni non soggette in Italia per territorialità (articolo 7-ter, DPR 633/1972). Indica la dicitura che l’imposta è assolta dal committente secondo la Direttiva IVA. Per cessioni di beni all’esportazione, usa TD01 con Natura N3.1 (articolo 8, DPR 633/1972). Per cessioni intracomunitarie, TD01 con N3.2, verificando i requisiti sostanziali. Se acquisti servizi da estero, integra con TD17. Per acquisti di beni intracomunitari, integra con TD18. Per acquisti di beni con reverse charge esterno, usa TD19. In tutti i casi di integrazione, la famiglia di codici N6 segnala l’inversione contabile secondo le specifiche SdI. Rispetta il termine di regolarizzazione, di norma entro il giorno 15 del mese successivo alla ricezione o effettuazione dell’operazione, così l’imposta confluisce nella liquidazione corretta. Le regole discendono dall’articolo 17 del DPR 633/1972 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sulle specifiche tecniche e sull’abolizione dell’esterometro a favore del flusso via SdI.

Quali sono gli errori più comuni che causano scarto SdI o sanzioni e come prevenirli?

Gli errori più frequenti sono: scelta sbagliata di TipoDocumento (es. TD01 al posto di TD04 in caso di storno), incoerenza tra Natura IVA e aliquota (Natura impostata pur con aliquota presente o viceversa), mancanza dei dati obbligatori per reverse charge/integrazione (famiglia N6, riferimenti documento estero), errata gestione di ritenute e previdenza (RT01/RT02 non coerenti con il tipo di cliente), uso di codici pagamento MPxx incongruenti. Altri scarti derivano da dati anagrafici errati (partita IVA o codice destinatario) e da riferimenti mancanti nelle note di credito. Per prevenire: applica la regola decisionale rapida, valida anagrafiche prima dell’emissione, imposta controlli sull’inserimento di Natura/aliquote, collega sempre documenti originari per TD02-05 e TD16-19. In caso di errore dopo l’invio, non “cancellare” la fattura: se è stata accettata da SdI, rettifica con TD04 o TD05 secondo l’articolo 26 del DPR 633/1972. Se invece SdI ha scartato la fattura, ritrasmetti una nuova fattura corretta entro cinque giorni lavorativi mantenendo lo stesso numero o secondo le tue regole interne di numerazione. Se il ritardo incide su imposta o comunicazioni, valuta il ravvedimento operoso (articolo 13 del Decreto Legislativo 472/1997) per ridurre sanzioni e interessi.

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