Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
I codici tributo sono identificativi (di solito a 4 cifre) da indicare nel modello F24 per pagare imposte e contributi, con versamento telematico obbligatorio per i titolari di Partita IVA.
- Base legale: versamenti unificati su F24 (d.lgs. 241/1997) e riscossione (d.P.R. 602/1973); obbligo telematico per Partita IVA (d.l. 66/2014).
- Le scadenze variano per imposta: IRPEF/cedolare/addizionali, IVA, bollo e contributi. Rate e ravvedimento operoso sono ammessi (d.lgs. 472/1997).
- Le sezioni dell’F24 sono diverse: Erario, INPS, Regioni, IMU-tributi locali, Accise. I codici e le causali cambiano in base alla sezione.
Che cosa sono i codici tributo e perché servono
I codici tributo sono sigle numeriche che dicono al Fisco “che cosa stai pagando”. Hanno 4 cifre nella sezione Erario. Alcuni contributi usano “causali” al posto del codice a 4 cifre, soprattutto nella sezione INPS.
Questi codici sono definiti e aggiornati dall’Agenzia delle Entrate con risoluzioni e provvedimenti. La cornice generale è nei versamenti unificati F24 (decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241). La riscossione è nel d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602.
Per IVA si applica il d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. Per IRPEF e addizionali si applica il TUIR (d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917) e le leggi di bilancio annuali. Le regole dei pagamenti telematici per i titolari di Partita IVA discendono anche dal decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66.
Quali codici tributo userai più spesso
IRPEF e addizionali
Se sei una persona fisica con Partita IVA paghi IRPEF, salvo casi di imposta sostitutiva (regime forfettario). I codici più comuni sono:
- 4001: IRPEF saldo da dichiarazione Redditi PF.
- 4033: IRPEF acconto prima rata.
- 4034: IRPEF acconto seconda rata o unica soluzione.
- Addizionali regionali: 3801 saldo, 3802 acconto.
- Addizionali comunali: 3844 saldo, 3848 acconto.
Le scadenze tipiche sono a giugno/luglio (saldo e primo acconto) e a novembre (secondo acconto). Ogni anno un DPCM può confermare o spostare i termini.
IVA
Se applichi l’IVA, i codici cambiano in base alla periodicità:
- Mensile: 6001–6012 (gennaio–dicembre).
- Trimestrale: 6031–6034 (I–IV trimestre).
- Saldo annuale: 6099.
Le scadenze ordinarie sono il 16 del mese per i versamenti periodici. Il saldo annuale si paga a marzo, con eventuali proroghe.
Imposta di bollo su fatture elettroniche
Se emetti fatture elettroniche con bollo, usi questi codici:
- 2501: primo trimestre (scadenza di norma 31 maggio).
- 2502: secondo trimestre (30 settembre).
- 2503: terzo trimestre (30 novembre).
- 2504: quarto trimestre (fine febbraio dell’anno successivo).
Le scadenze derivano dal decreto ministeriale attuativo e dalle regole operative dell’Agenzia delle Entrate.
Contributi INPS
Nella sezione INPS non si usano i classici codici a 4 cifre. Trovi “causali contributo”, la matricola/posizione e il periodo. Le causali variano per gestione.
Esempi ricorrenti: artigiani e commercianti usano causali dedicate (come AF e CF). I professionisti senza cassa usano causali della Gestione separata. Le istruzioni sono nelle circolari INPS e nelle specifiche del modello F24.
Ritenute come sostituto d’imposta
Se paghi compensi e trattieni ritenute, versi come sostituto d’imposta. Codici frequenti:
- 1040: ritenute lavoro dipendente e assimilati.
- 1038: ritenute su provvigioni.
- 1030–1049: altre ritenute IRPEF su redditi diversi.
La base normativa è nel TUIR e nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate che istituiscono i codici.
Scadenze, rateazioni e compensazioni: come orientarti
Scadenze principali
- IVA mensile: 16 del mese successivo.
- IVA trimestrale: 16 del secondo mese successivo al trimestre (con interessi dell’1% trimestrale, salvo aggiornamenti).
- Saldo IVA annuale: marzo (data precisa variabile con calendario e proroghe).
- IRPEF saldo e primo acconto: fine giugno; opzione con maggiorazione a luglio.
- IRPEF secondo acconto: 30 novembre.
- Bollo e-fatture: 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre, fine febbraio.
Le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni non pagano IRAP dal 2022. La base è la legge 30 dicembre 2021, n. 234.
Rateazioni
Puoi rateizzare i versamenti da dichiarazione (saldo e acconti) entro novembre. Gli interessi seguono il tasso legale in vigore e le istruzioni annuali del MEF.
Se salti una rata, decadono i benefici sulla parte residua. Puoi recuperare con il ravvedimento operoso, se compatibile.
Compensazioni
La compensazione orizzontale usa i crediti per pagare altri debiti nello stesso F24. È prevista dall’articolo 17 del d.lgs. 241/1997. Alcuni crediti richiedono il visto di conformità.
Dal 2024 ci sono controlli preventivi sui F24 con compensazioni. L’Agenzia può sospendere fino a 30 giorni e scartare l’F24 se rileva rischi. La base è nel decreto-legge 29 marzo 2024, n. 39, convertito in legge 23 maggio 2024, n. 67.
Come compilare e pagare l’F24 correttamente
Sezioni e campi chiave
- Sezione Erario: codici a 4 cifre; campo “rateazione/mese rif.”, “anno di riferimento”; importi a debito/credito.
- Sezione INPS: codice sede, causale contributo, matricola/posizione, periodo da–a; importi.
- Sezione Regioni/IMU/Altri tributi locali/Accise: codici specifici e riferimenti territoriali.
Scrivi l’anno a 4 cifre. Se paghi in rate, indica anche la frazione (per esempio 0106 per 1/6). Se compensi crediti, usa il campo “importi a credito compensati”.
Canali di pagamento ammessi
- Servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 web/F24 online) con addebito su conto.
- Home banking con funzione F24. Serve un conto in Italia abilitato ai pagamenti F24.
- Intermediario abilitato (commercialista o CAF) tramite Entratel.
Per i titolari di Partita IVA il pagamento deve essere telematico. Lo stabilisce il d.l. 66/2014. Registra l’IBAN prima dell’addebito e autorizza il pagamento nella data corretta.
Errori frequenti da evitare
- Codice tributo sbagliato o sezione errata.
- Anno di riferimento non coerente con il periodo.
- Compensazione di crediti non disponibili o non vistati.
- Inserimento di importi a credito nel rigo sbagliato.
Se sbagli il codice, puoi chiedere la riattribuzione all’Agenzia delle Entrate con un’istanza. Indica gli estremi dell’F24 e spiega l’errore. La prassi è descritta nelle istruzioni dell’Agenzia.
Ravvedimento operoso, sanzioni e controlli
Se paghi in ritardo o con importo insufficiente, puoi usare il ravvedimento operoso. Aggiungi interessi legali e una sanzione ridotta. La base è l’articolo 13 del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472.
Le percentuali variano in base ai giorni di ritardo. Esistono finestre: entro pochi giorni, entro 30 giorni, entro 90 giorni, entro 1 anno, oltre. Verifica le aliquote aggiornate nelle istruzioni ufficiali.
Le sanzioni ordinarie sono nel d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471. Nel 2024 è iniziata la riforma delle sanzioni con decreti attuativi della delega fiscale. Controlla sempre l’ultimo aggiornamento normativo.
Con le compensazioni l’Agenzia può sospendere l’F24 per controlli (decreto-legge 39/2024). In caso di scarto, il pagamento non va a buon fine. Dovrai ripresentarlo corretto.
Regola decisionale rapida
- Che tipo di debito è? Se imposta nazionale o addizionale: sezione Erario. Se contributo previdenziale: sezione INPS. Se tributo locale: sezione IMU/Regioni/Altri enti.
- Qual è il periodo? Se periodico IVA: usa il codice del mese o trimestre. Se da dichiarazione: usa saldo o acconto con anno d’imposta corretto.
- Devi compensare? Verifica disponibilità del credito, eventuale visto, limiti e blocchi. Se sì, inserisci l’importo a credito nel rigo giusto.
- Puoi rateizzare? Se il debito viene da dichiarazione, scegli il numero di rate entro novembre. Calcola gli interessi secondo tasso legale.
- Canale di pagamento? Se hai Partita IVA, usa telematico: F24 web/online, home banking, o intermediario.
Casi particolari da conoscere
Regime forfettario
Il forfettario paga un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF e addizionali, con aliquota fissata dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190 e successive modifiche. L’imposta si versa su F24 con codici dedicati istituiti dall’Agenzia.
Il forfettario non addebita IVA in fattura e non versa IVA periodica. Resta dovuto il bollo elettronico, se applicabile.
OSS/IOSS per e-commerce
Se usi i regimi OSS o IOSS per vendite a distanza nell’UE, non versi l’IVA con F24. Usi i portali dedicati. La base è la direttiva 2006/112/CE e il recepimento nazionale.
Contribuenti minimi e casi legacy
I “minimi” sono regimi transitori. Verifica sempre quale imposta sostitutiva applichi e i relativi codici. Usa i codici indicati dalle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate al tempo vigenti.
Tabella di orientamento pratico
| Scenario | Imposta/Contributo tipico | Codici tributo/Causali principali | Sezione F24 | Scadenze e rate | Normativa base |
|---|---|---|---|---|---|
| Professionista in regime forfettario | Imposta sostitutiva; bollo e-fatture | Codici imposta sostitutiva da dichiarazione; 2501–2504 per bollo | Erario | Saldo/acconti a giugno-novembre; bollo: 31/5, 30/9, 30/11, fine febbraio | Legge 190/2014; TUIR; d.M. imposta di bollo; prassi Agenzia |
| Impresa individuale in regime ordinario IVA mensile | IVA periodica; IRPEF e addizionali | 6001–6012 IVA; 4001 saldo IRPEF; 4033–4034 acconti; 3801–3802; 3844–3848 | Erario | IVA il 16 del mese; imposte a giugno/luglio e 30 novembre; rate da giugno a novembre | d.P.R. 633/1972; d.lgs. 241/1997; TUIR |
| Impresa in regime ordinario IVA trimestrale | IVA trimestrale; IRPEF e addizionali | 6031–6034 IVA; 6099 saldo IVA; 4001; 4033–4034; 3801–3802; 3844–3848 | Erario | IVA il 16 del secondo mese successivo al trimestre; saldo IVA a marzo; imposte a giugno/novembre | d.P.R. 633/1972; d.lgs. 241/1997; TUIR |
| Artigiano o commerciante | Contributi INPS fissi/variabili; IRPEF e addizionali | Causali INPS dedicate (es. AF/CF); 4001; 4033–4034; 3801–3802; 3844–3848 | INPS ed Erario | Contributi su scadenze INPS; imposte a giugno/luglio e 30 novembre; rate possibili per imposte | Circolari INPS su F24; d.lgs. 241/1997; TUIR |
| Professionista in Gestione separata | Contributi percentuali; imposte dirette | Causali INPS Gestione separata; 4001; 4033–4034; 3801–3802; 3844–3848 | INPS ed Erario | Contributi con acconti/saldi su scadenze annuali; imposte a giugno/novembre | Circolari INPS; d.lgs. 241/1997; TUIR |
FAQ sui codici tributo e F24
Qual è la differenza tra “codice tributo” e “causale contributo” nell’F24?
Il codice tributo è un numero a 4 cifre tipico della sezione Erario. Indica una specifica imposta o addizionale. Esempio: 4001 per il saldo IRPEF. La causale contributo è un codice alfabetico-numerico usato nella sezione INPS. Non identifica un’imposta, ma la tipologia di contributo e gestione previdenziale. Esempio: causali per artigiani/commercianti o per la Gestione separata. I campi cambiano: nella sezione INPS devi indicare anche sede, matricola/posizione e periodo. Entrambi i sistemi puntano a un obiettivo comune: attribuire correttamente il pagamento all’ente giusto e al periodo esatto. Le regole sono nelle istruzioni ufficiali del modello F24, nelle circolari INPS e nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Come capisco se devo usare 6001–6012, 6031–6034 o 6099 per l’IVA?
Dipende da che IVA stai pagando e dalla periodicità. Se versi l’IVA mensile, usi 6001 a gennaio, 6002 a febbraio, fino a 6012 a dicembre. Se versi l’IVA trimestrale, usi 6031 per il primo trimestre, fino a 6034 per il quarto. Se paghi il saldo IVA annuale da dichiarazione, usi 6099. L’anno di riferimento è l’anno d’imposta a cui si riferisce il debito (non l’anno in cui paghi). Ricorda che con la trimestralità potresti dover aggiungere la maggiorazione trimestrale prevista. Tutte queste regole fanno capo al d.P.R. 633/1972 e alle istruzioni annuali della dichiarazione IVA pubblicate dall’Agenzia delle Entrate.
Ho sbagliato codice tributo o anno nell’F24: come rimediare senza sanzioni eccessive?
Se l’errore non ha impedito l’incasso (per esempio hai pagato l’importo giusto, ma con codice errato), puoi presentare un’istanza di correzione e riliquidazione. Chiedi la riattribuzione del pagamento al codice/anno corretti. Indica gli estremi dell’F24, l’IBAN addebitato e allega la ricevuta telematica. Se l’errore ha causato un omesso o insufficiente versamento, puoi usare il ravvedimento operoso (articolo 13 d.lgs. 472/1997): versi la differenza, aggiungi interessi legali e la sanzione ridotta in base ai giorni di ritardo. Se l’Agenzia ha già emesso una comunicazione o atto, verifica se il ravvedimento è ancora possibile o se servono altri rimedi. Agisci presto: più aspetti, minori sono gli sconti sulle sanzioni.
Posso compensare crediti nel mio F24? Ci sono limiti e blocchi recenti?
Sì, puoi compensare crediti fiscali e contributivi con debiti nel medesimo F24. La regola è nell’articolo 17 del d.lgs. 241/1997. Alcune compensazioni richiedono il visto di conformità o hanno soglie e condizioni. Dal 2024 sono attivi controlli preventivi per gli F24 con compensazioni. L’Agenzia delle Entrate può sospendere fino a 30 giorni, verificare la bontà del credito ed eventualmente scartare il modello. Questo sistema nasce con il decreto-legge 39/2024, convertito in legge 67/2024. Se il tuo F24 viene scartato, il pagamento non si considera effettuato. Devi presentare un nuovo F24 corretto, evitando la scadenza o sanando con ravvedimento. Valuta sempre la capienza reale dei crediti e la corretta indicazione dei righi a credito.
Come funziona il pagamento telematico per i titolari di Partita IVA e quali sono le alternative?
Per i titolari di Partita IVA il pagamento deve essere telematico. Lo prevede il d.l. 66/2014, in coerenza con il d.lgs. 241/1997. Hai tre strade operative. Prima: i servizi F24 web/online dell’Agenzia delle Entrate, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Inserisci i dati, autorizzi l’addebito e scegli la data di pagamento. Seconda: l’home banking della tua banca, usando la funzione F24 e selezionando la banca di addebito. Terza: un intermediario abilitato (per esempio un commercialista) che trasmette con Entratel. Ricorda di registrare l’IBAN per l’addebito e di concludere l’autorizzazione entro la scadenza. Se usi la compensazione, in molti casi devi per forza usare i canali dell’Agenzia o un intermediario, per rispettare i controlli. Conserva sempre la ricevuta telematica con l’identificativo di pagamento, data e importo.
Come si calcolano gli acconti IRPEF e cosa succede se il reddito varia molto?
Gli acconti si calcolano di norma con il metodo storico: prendi l’imposta netta dell’anno precedente e applichi la percentuale di acconto prevista per legge. Dividi poi tra prima e seconda rata. Puoi usare il metodo previsionale se sai che il reddito dell’anno in corso sarà più basso. In questo caso versi meno, ma ti assumi il rischio: se sbagli e versi meno del dovuto, pagherai differenza, interessi e sanzioni, eventualmente ridotte con ravvedimento. Le regole di dettaglio sono nelle istruzioni alla dichiarazione Redditi PF e nella normativa del TUIR. Ogni anno la legge di bilancio o un DPCM può aggiustare percentuali e scadenze. Valuta sempre con attenzione quale metodo usare e conserva le simulazioni a supporto.
