Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Puoi aprire la Partita IVA online compilando il modello AA9/12 o la ComUnica, inviandoli dall’area riservata dell’Agenzia delle Entrate con SPID/CIE, dopo aver scelto codice ATECO e regime fiscale.
- AA9/12 per persone fisiche non iscritte al Registro Imprese; ComUnica per ditte individuali con iscrizione INPS/INAIL e Camera di Commercio.
- Regime forfettario fino a 85.000 euro (L. 190/2014 e L. 197/2022), imposta sostitutiva 15% o 5% start-up, principio di cassa.
- Accesso con SPID/CIE/CNS; fatturazione elettronica obbligatoria per tutti dal 2024 (DL 36/2022), PEC e domicilio digitale obbligatori.
Aprire la Partita IVA telematicamente: che cosa serve davvero
Per partire bene servono tre scelte chiare. Il codice ATECO, il regime fiscale e il canale di apertura. Queste scelte incidono su imposte, contributi e adempimenti.
Il codice ATECO è la “targa” della tua attività. È una classificazione statistica gestita da ISTAT. Influisce su contributi, coefficienti del forfettario e obblighi di settore.
Il regime fiscale definisce come calcoli tasse e IVA. Le opzioni pratiche sono forfettario, semplificato e ordinario. Ognuna ha regole diverse e costi gestionali diversi.
Fonti normative da conoscere
Le basi sono nel DPR 633/1972 articolo 35 per la dichiarazione di inizio attività IVA. Le regole contabili sono nel DPR 600/1973. Il regime forfettario sta nella Legge 190/2014, modificata da leggi successive, tra cui Legge 197/2022 per le soglie 85.000 e la fuoriuscita immediata oltre 100.000.
La ComUnica deriva dall’articolo 9 del DL 7/2007 convertito nella Legge 40/2007 e dal DPCM 6 maggio 2009. Lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) è nel DPR 160/2010. Puoi verificare i testi su Normattiva e i portali istituzionali di Agenzia delle Entrate, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, INPS e Ministero del Lavoro.
Per la fatturazione elettronica l’obbligo generalizzato discende dal DL 36/2022 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
AA9/12 o ComUnica: che modulo scelgo e perché
Usa il modello AA9/12 se sei persona fisica e non devi iscriverti al Registro Imprese. Esempi: consulenti, freelance, professionisti non artigiani e non commercianti.
Usa la ComUnica se apri una ditta individuale con iscrizione al Registro Imprese. È il caso tipico di artigiani, commercianti, vendite online con magazzino, somministrazione.
AA9/12 apre solo la posizione IVA. ComUnica apre IVA, Registro Imprese, INPS e, se serve, INAIL. Spesso allega anche la SCIA al SUAP, quando l’attività la richiede.
Accesso e invio telematico
Accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS. Il vecchio nome “Fisconline” oggi indica l’area personale unificata. L’attribuzione della Partita IVA è immediata dopo l’invio corretto.
Per la ComUnica entri nel portale del Registro Imprese. Servono firma digitale e PEC. La pratica si compone di moduli standard e allegati tecnici. La protocollazione è veloce; l’iscrizione si perfeziona in 1-3 giorni lavorativi salvo istruttoria.
Ricorda il termine: la dichiarazione di inizio attività IVA va presentata entro 30 giorni dall’avvio effettivo, come dice l’articolo 35 del DPR 633/1972.
Scegliere il regime fiscale: forfettario, semplificato o ordinario
Il regime forfettario è semplice e ha imposta sostitutiva. Base normativa: Legge 190/2014, con aggiornamenti. Soglia ricavi/compensi: fino a 85.000 euro annui. Superi 100.000 in corso d’anno? Esci subito e applichi IVA da quel momento, come da Legge 197/2022.
Calcoli il reddito con il coefficiente di redditività legato al tuo ATECO. Per esempio, servizi professionali spesso al 78%. Principio di cassa significa che conteggi quando incassi e paghi, non quando emetti o ricevi fattura.
L’imposta sostitutiva è 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti requisiti start-up. Per start-up si intende chi non ha esercitato attività simile nei 3 anni precedenti, non prosegue attività altrui e rispetta altri vincoli previsti dalla norma.
Cause di esclusione dal forfettario
Attenzione alle esclusioni della Legge 190/2014. Non puoi aderire se controlli direttamente o indirettamente una società che svolge attività riconducibile alla tua. Non puoi se partecipi a società di persone o associazioni professionali. Non puoi se hai redditi da lavoro dipendente superiori a 30.000 euro, salvo che il rapporto sia cessato.
Nel forfettario non applichi IVA e non subisci ritenuta d’acconto. Sei fuori dagli ISA. Devi però emettere fattura elettronica e versare l’imposta di bollo virtuale quando dovuta.
Regimi semplificato e ordinario
Se superi i 85.000 euro o non puoi aderire al forfettario, valuti semplificato o ordinario. Nel semplificato tieni registri IVA e, per imprese minori, si applica il regime di cassa fiscale (Legge 232/2016). Soglie di ricavi per stare in semplificata: fino a 500.000 per servizi e 800.000 per altre attività, come da DPR 600/1973 articolo 18.
Nell’ordinario tieni la contabilità completa. È più onerosa ma utile con costi elevati, investimenti e IVA a credito ricorrente. In entrambi i regimi non sostitutiva: paghi IRPEF a scaglioni, addizionali e IRAP quando dovuta.
Previdenza: quale gestione scegliere e quando iscriversi
Professionista senza Albo si iscrive alla Gestione Separata INPS. Contributi percentuali sul reddito, senza minimali fissi. Le aliquote variano per anno e tipologia; verifica le circolari INPS più recenti.
Artigiani e commercianti si iscrivono alla Gestione IVS INPS. Qui ci sono contributi fissi su minimali e una quota percentuale sull’eccedenza. È possibile chiedere la riduzione del 35% se in forfettario, con apposita istanza.
Se sei iscritto a un Albo con Cassa professionale (avvocati, architetti, medici e altri), ti iscrivi alla Cassa di categoria. Le regole variano per ciascuna Cassa. Verifica i regolamenti sul portale istituzionale della tua Cassa e del Ministero del Lavoro.
Tempi e adempimenti connessi
L’iscrizione previdenziale segue la natura dell’attività. Con ComUnica l’attivazione è contestuale. Con AA9/12, l’iscrizione alla Gestione Separata avviene dal cassetto INPS o tramite intermediario.
Se l’attività è soggetta a SCIA o ad autorizzazione, invii la pratica al SUAP. Alcune attività partono con silenzio-assenso. Altre richiedono permessi espressi. Il DPR 160/2010 regola le fasi.
Procedura telematica passo-passo
1) Definisci attività e codice ATECO
Scrivi cosa farai, con quali canali e dove. Confronta l’elenco ATECO e scegli il codice più aderente. Se svolgi più attività, indica quella prevalente e le secondarie.
2) Verifica il regime fiscale
Stima ricavi e spese. Controlla i requisiti del forfettario e le cause di esclusione. Se non ci stai, valuta semplificato o ordinario. Considera deduzioni, IVA a credito e oneri gestionali.
3) Prepara i dati obbligatori
Ti servono: domicilio fiscale e sede operativa, PEC, domicilio digitale, recapiti, data inizio attività, scelta regime, opzioni IVA, posizioni INPS/INAIL se previste.
4) Compila e invia
Invia AA9/12 dall’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Oppure predispone ComUnica sul portale del Registro Imprese con firma digitale. Allega SCIA se richiesta dal SUAP competente.
5) Dopo l’apertura
Accedi al portale “Fatture e Corrispettivi” per abilitare i canali. Imposta il cassetto fiscale. Se vendi al dettaglio, attiva un registratore telematico. Programma scadenze IVA, imposte e contributi.
Regola decisionale rapida
Che modulo usare
Se svolgi professione senza impresa, usa AA9/12. Se sei artigiano o commerciante, usa ComUnica. Se fai e-commerce con magazzino, usa ComUnica.
Che regime scegliere
Previsti ricavi fino a 85.000 e nessuna esclusione? Forfettario. Hai costi alti, investimenti e IVA a credito? Valuta semplificato o ordinario. Superi 100.000 in corso d’anno? Esci subito dal forfettario e applichi IVA da quel momento.
Previdenza
Professionista senza Albo: Gestione Separata INPS. Artigiano/commerciante: Gestione IVS con contributi fissi. Iscritto ad Albo: Cassa professionale.
Tempistiche
AA9/12: Partita IVA immediata. ComUnica: 1-3 giorni per l’iscrizione, salvo istruttoria. SCIA: effetto immediato o entro i termini del SUAP.
Riferimenti normativi utili
DPR 633/1972 articolo 35 sulla dichiarazione di inizio attività ai fini IVA. DPR 600/1973 per obblighi contabili. Legge 190/2014 (regime forfettario) con successive modifiche tra cui Legge 145/2018 e Legge 197/2022. DL 7/2007 articolo 9 e DPCM 6 maggio 2009 per ComUnica. DPR 160/2010 per SUAP. DL 36/2022 per fattura elettronica estesa. Portali istituzionali: Normattiva, Agenzia delle Entrate, INPS, Ministero del Lavoro, Camere di Commercio.
| Scenario | Modulo/Canale | Requisiti chiave | Tempi medi | Note e base normativa |
|---|---|---|---|---|
| Professionista in forfettario (consulente, designer) | Modello AA9/12 via area riservata AdE (SPID/CIE) | Ricavi previsti ≤ 85.000; nessuna causa di esclusione; Gestione Separata INPS | Attribuzione IVA immediata; iscrizione INPS in 1-2 giorni | L. 190/2014; L. 197/2022; DPR 633/1972 art. 35; DL 36/2022 su e-fattura |
| Ditta individuale commerciante | ComUnica (Registro Imprese) con firma digitale e PEC | Iscrizione Camera di Commercio; INPS IVS; eventuale SCIA al SUAP | 1-3 giorni per iscrizione; SCIA immediata o secondo istruttoria | DL 7/2007 art. 9; DPCM 6/5/2009; DPR 160/2010; DPR 633/1972 |
| Artigiano con laboratorio | ComUnica + SCIA SUAP + eventuale INAIL | Requisiti artigiani; iscrizione Albo Artigiani; sicurezza e locali a norma | 3-10 giorni, variabile per verifiche tecniche | Norme regionali artigianato; DPR 160/2010; INAIL regolamenti |
| Professionista con Cassa (es. architetto) | AA9/12 + iscrizione all’Ordine e alla Cassa | Abilitazione professionale; PEC; domicilio digitale | IVA immediata; iscrizioni ordinistiche secondo tempi dell’Ordine | DPR 633/1972; regolamenti Cassa; DLgs 82/2005 CAD su domicilio digitale |
| Forfettario che supera 100.000 in corso d’anno | Variazione attività e passaggio a IVA ordinaria da quel momento | Gestione fatture con IVA dal superamento; liquidazioni IVA periodiche | Immediato dal momento del superamento | L. 197/2022; prassi AdE su decorrenza e scontrino elettronico |
| Vendor online con magazzino proprio | ComUnica + Registratore telematico o e-commerce B2C | Iscrizione CCIAA; eventuale SCIA; politica IVA per vendite UE | 1-3 giorni; OSS/IOSS se vendite transfrontaliere | DPR 633/1972; normativa IVA UE su OSS/IOSS |
FAQ
Quanto costa aprire la Partita IVA online e quali spese devo considerare nel primo anno?
L’apertura della Partita IVA con il modello AA9/12 è gratuita. Con ComUnica sostieni diritti camerali e bolli, che variano per Camera di Commercio. A questi si aggiungono i costi di PEC e, se serve, della firma digitale. Se vendi al dettaglio, considera il registratore telematico o un servizio RT in cloud.
Nel primo anno metti a budget imposta di bollo sulle fatture senza IVA quando dovuta, contributi previdenziali, eventuale assicurazione professionale e software di fatturazione. Se aderisci al forfettario, l’imposta sostitutiva si paga con acconti e saldo seguendo il calendario fiscale. Con semplificato o ordinario aggiungi le liquidazioni IVA e la gestione dei registri. Prevedi anche il diritto annuale camerale se sei iscritto al Registro Imprese.
In quanto tempo ottengo la Partita IVA e quando posso iniziare a fatturare?
Con AA9/12 l’attribuzione del numero di Partita IVA è immediata dopo l’invio corretto. Puoi iniziare a fatturare da quel momento. Con ComUnica l’iscrizione al Registro Imprese richiede in media 1-3 giorni lavorativi. Se la tua attività necessita di SCIA, spesso puoi iniziare subito dopo la presentazione, salvo controlli successivi. Se servono autorizzazioni espresse, devi attendere il rilascio. Ricorda l’obbligo di fatturazione elettronica per tutti. Abilita in anticipo il portale “Fatture e Corrispettivi” e l’imposta di bollo virtuale.
Posso aprire la Partita IVA se sono un lavoratore dipendente? E posso scegliere il forfettario?
Sì, puoi aprirla. Verifica però il contratto per eventuali clausole di non concorrenza. Se lavori nella Pubblica Amministrazione, serve l’autorizzazione dell’ente ai sensi dell’articolo 53 del DLgs 165/2001. Per il forfettario controlla le cause di esclusione della Legge 190/2014. Se nel periodo precedente hai avuto redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 euro, non puoi stare nel forfettario, a meno che quel lavoro sia cessato. Valuta anche il rischio di attività riconducibile a una società che controlli. Se c’è riconducibilità, il forfettario è precluso.
Come scelgo il codice ATECO giusto e perché influisce su tasse e contributi?
Scegli il codice che descrive meglio l’attività prevalente. Se svolgi più attività, indica quella principale e aggiungi le secondarie. Il codice ATECO incide su diversi aspetti. Nei forfettari determina il coefficiente di redditività, cioè la percentuale del fatturato che diventa reddito tassabile. In previdenza decide la gestione corretta: artigiano, commerciante o professionista. Inoltre, può attivare obblighi settoriali come SCIA, abilitazioni o requisiti dei locali.
Se sbagli codice, puoi correggerlo con una variazione dati. Usa il modello AA9/12 o una pratica ComUnica di variazione. Fai la variazione appena ti accorgi dell’errore. Eviti sanzioni e allinei imposte e contributi alla realtà.
Quali sono gli errori più comuni nell’apertura telematica e come li correggo senza sanzioni pesanti?
Gli errori più frequenti sono tre. Scelta errata del regime fiscale, codice ATECO poco aderente e dimenticanza della SCIA quando obbligatoria. Per il regime, verifica soglie e cause di esclusione prima dell’invio. Se hai già inviato, puoi fare una variazione. Le sanzioni si riducono con il ravvedimento operoso, come previsto dal DLgs 472/1997 e DLgs 471/1997.
Per l’ATECO, invia subito la variazione. Aggiorna anche INPS e, se iscritto, INAIL. Per la SCIA, regolarizza al SUAP. In alcuni casi la decorrenza degli effetti è dalla presentazione. Tieni traccia delle ricevute di invio. Se hai emesso fatture con il regime sbagliato (con o senza IVA), emetti note di variazione e regolarizza i versamenti.
