Partita IVA forfettaria online: come si apre e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Puoi aprire gratis la Partita IVA forfettaria online: scegli i codici ATECO, compila e invia il modello AA9/12, attiva INPS. Se ditta individuale, fai anche ComUnica e SCIA al SUAP.

  • Regime forfettario 2026: fatturato fino a 85.000 euro, imposta sostitutiva 15% o 5% start-up, uscita immediata oltre 100.000 euro nell’anno.
  • Flussi distinti: professionista usa AA9/12 e iscrizione previdenziale; ditta individuale usa anche ComUnica, SCIA e Camera di Commercio.
  • Apertura Partita IVA è gratuita presso l’Agenzia delle Entrate; restano oneri per CCIAA, diritti SUAP, bolli e contributi.

Cos’è il regime forfettario e chi può usarlo nel 2026

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per persone fisiche titolari di Partita IVA. Applica un’imposta sostitutiva semplificata al posto di IRPEF, addizionali e IVA. È pensato per attività di piccole dimensioni.

Per “imposta sostitutiva” si intende una tassa unica che rimpiazza più imposte. L’aliquota ordinaria è 15%. Scende al 5% per i primi cinque anni, se rispetti i requisiti di start-up.

I riferimenti sono la Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata da Legge 145/2018 e Legge 197/2022. Queste norme sono consultabili su Normattiva e documenti dell’Agenzia delle Entrate.

Requisiti economici e soglie 2026

Plafond ricavi/compensi: massimo 85.000 euro annui. Se superi 100.000 euro, esci subito dal regime nell’anno di superamento. Torni al regime ordinario IVA e imposte progressive dal momento del superamento.

Se resti tra 85.001 e 100.000 euro, esci dal forfettario dall’anno successivo. La regola è stata introdotta con la Legge 197/2022 ed è confermata nel 2026.

Il reddito imponibile non è dato dai costi reali, ma da un “coefficiente di redditività”. È una percentuale legata al codice ATECO. Applichi poi la sostitutiva del 15% o 5% al reddito così calcolato.

Cause di esclusione e condizioni

Non puoi usare il forfettario se partecipi a società di persone, associazioni o SRL controllate che svolgono attività riconducibili alla tua. La norma vuole evitare spostamenti di reddito.

Attenzione anche ai rapporti di lavoro dipendente. Se nel periodo precedente hai avuto lavoro con lo stesso soggetto cui fatturi ora in modo prevalente, il regime può non spettare. Serve valutazione caso per caso.

Le basi sono nella Legge 190/2014 e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate. Verifica sempre con le istruzioni aggiornate del modello Redditi PF e le circolari di prassi.

Come aprire la Partita IVA forfettaria online: passi operativi

L’apertura è gratuita e si fa da remoto. Servono SPID, CIE o CNS per accedere ai servizi dell’Agenzia delle Entrate. Prepara i tuoi dati anagrafici e i codici ATECO.

I “codici ATECO” identificano l’attività. Puoi indicarne fino a sei. Scegline uno principale e gli eventuali secondari. La scelta impatta contributi, studi, coefficienti di redditività.

Compili e invii il modello AA9/12. È la dichiarazione di inizio attività per imprese individuali e lavoratori autonomi. Lo invii online dall’area riservata dell’Agenzia o tramite intermediario abilitato.

Come si compila l’AA9/12 in pratica

Inserisci dati anagrafici, domicilio fiscale e PEC. Indichi la data di inizio attività. Selezioni i codici ATECO. Barri le caselle del regime forfettario e dichiari i requisiti.

Indichi anche la cassa previdenziale o la Gestione INPS. Questo aiuta a coordinare gli adempimenti successivi. Controlla bene il domicilio attività se diverso dalla residenza.

Il modello va presentato entro 30 giorni dall’avvio. È una scadenza indicata dal DPR 633/1972 per la dichiarazione di inizio ai fini IVA, con modulistica dell’Agenzia.

Dopo l’AA9/12: cosa cambia tra professionista e ditta

Se sei professionista, in genere non ti iscrivi in Camera di Commercio. Apri la posizione previdenziale nella cassa di categoria o nella Gestione Separata INPS.

Se sei ditta individuale commerciale o artigiana, devi usare ComUnica. È la “Comunicazione Unica” verso Registro Imprese, INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate. La base è il DL 7/2007 convertito in Legge 40/2007.

Per molte attività d’impresa serve anche la SCIA al SUAP del Comune. La SCIA nasce dall’art. 19 della Legge 241/1990 e dal D.Lgs. 222/2016. Il SUAP è regolato dal DPR 160/2010.

Adempimenti tipici nel forfettario: fatture, IVA, contributi

Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Scrivi in fattura la dicitura di non applicazione IVA per regime forfettario, citando la legge.

Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. La base è il D.Lgs. 127/2015 e gli interventi del DL 36/2022. Usi il Sistema di Interscambio per emettere e ricevere.

Applichi il bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. Il pagamento del bollo avviene in modo virtuale, con versamenti periodici secondo i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Operazioni con l’estero e integrazioni

Per acquisti e servizi dall’estero si usano documenti elettronici d’integrazione o autofatture (codici TD17, TD18, TD19). Li trasmetti via SDI entro le scadenze previste.

Se un documento non transita nel SDI, resta l’obbligo di comunicazione delle operazioni transfrontaliere come indicato dai provvedimenti attuativi dell’Agenzia. Verifica sempre le istruzioni aggiornate.

Queste regole derivano dal D.Lgs. 127/2015 e dai successivi provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Contributi previdenziali: come orientarsi

Professionista con cassa: segui il regolamento della tua cassa (minimi, acconti, conguagli). Le casse sono enti privati regolati da leggi speciali e statuti.

Professionista senza cassa: ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Applichi l’aliquota vigente sul reddito imponibile. Le aliquote variano per anno e tipologia.

Ditta artigiana o commerciale: ti iscrivi alla Gestione INPS Artigiani o Commercianti. Paghi contributi fissi minimi più una percentuale sulla parte eccedente. Le regole arrivano dalle circolari INPS annuali.

Regola decisionale rapida

Se sei un professionista senza dipendenti e senza negozio fisico, di norma bastano AA9/12 e iscrizione previdenziale. Valuti il forfettario se sei sotto 85.000 euro e non hai cause di esclusione.

Se vendi beni o hai un laboratorio o negozio, sei ditta individuale. Oltre ad AA9/12, fai ComUnica, SCIA al SUAP, INPS Artigiani o Commercianti e, se serve, INAIL.

Se prevedi ricavi tra 85.000 e 100.000 euro, pianifica l’uscita l’anno dopo. Se rischi di superare 100.000 euro in corso d’anno, prepara l’uscita immediata e l’applicazione dell’IVA dal superamento.

Se hai partecipazioni in SRL o società che fanno attività simili alla tua, verifica le cause di esclusione. Se c’è controllo o attività riconducibile, il forfettario non è applicabile.

Se rientri nei requisiti start-up (assenza di attività simile nei tre anni precedenti, nuova attività e altri vincoli), valuta l’aliquota 5% per cinque anni. In caso contrario, resta il 15%.

Costi, tempi e responsabilità: cosa aspettarti

L’apertura Partita IVA all’Agenzia delle Entrate non costa nulla. Lo dice la prassi dell’Agenzia e la modulistica AA9/12. Puoi farla online senza spese vive.

Se apri una ditta individuale, sostieni diritti e bolli per Registro Imprese. Sostieni anche i diritti SUAP per la SCIA. Gli importi variano per Camera di Commercio e Comune.

I tempi: AA9/12 è immediato. ComUnica richiede in genere uno-due giorni lavorativi. La SCIA produce effetti immediati, salvo controlli successivi del Comune.

Fatture e incassi: principi pratici

Il forfettario segue il principio di cassa. Significa che contano gli incassi, non solo le fatture emesse. Il reddito si determina sull’incassato dell’anno, a cui applichi il coefficiente.

Per chi emette scontrini o documenti commerciali, restano gli obblighi di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi. Si usano i registratori telematici secondo le norme fiscali vigenti.

Ricorda di gestire i versamenti dell’imposta sostitutiva in acconto e saldo. Le scadenze seguono il calendario imposte sui redditi: saldo dell’anno prima, acconti dell’anno in corso.

Fonti normative e istituzionali di riferimento

DPR 633/1972 sulla disciplina IVA; Legge 190/2014 art. 1 commi 54-89; Legge 145/2018; Legge 197/2022; D.Lgs. 127/2015 sulla fatturazione elettronica; DL 36/2022; DL 7/2007 convertito in Legge 40/2007 sulla Comunicazione Unica; DPR 160/2010 sul SUAP; Legge 241/1990 art. 19 e D.Lgs. 222/2016 sulla SCIA. Consulta Normattiva, Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro e INPS per testi e prassi aggiornati.

Scenario Requisiti forfettario 2026 Moduli e pratiche Tempistiche e note
Professionista senza cassa (Gestione Separata INPS) Ricavi fino a 85.000 euro; nessuna partecipazione in società riconducibili; requisiti 5% se start-up AA9/12 con opzione forfettario; apertura posizione INPS Gestione Separata; fatturazione elettronica AA9/12 entro 30 giorni; INPS al via attività; FE da subito; acconti imposta e contributi secondo scadenze
Professionista con cassa (avvocato, medico, ecc.) Stesse soglie; rispetto regole della cassa; nessun vincolo societario riconducibile AA9/12; iscrizione alla Cassa professionale; FE; gestione bollo virtuale AA9/12 immediato; iscrizione cassa secondo regolamento; contributi minimi e conguagli annuali
Ditta individuale commerciale (negozio, e-commerce) Ricavi fino a 85.000 euro; rispetto normativa commercio; attenzione a SCIA e SUAP AA9/12; ComUnica (Registro Imprese, INPS Commercianti, INAIL se dovuta); SCIA al SUAP; RT per corrispettivi ComUnica 1-2 giorni; SCIA con effetto immediato; invio corrispettivi giornaliero; FE su richiesta o per fatture
Artigiano (laboratorio, servizi tecnici manuali) Ricavi fino a 85.000 euro; requisiti professionali dove previsti; sicurezza e INAIL AA9/12; ComUnica (INPS Artigiani, INAIL); SCIA se attività regolamentata; FE e bollo Iscrizioni contestuali con ComUnica; SCIA prima dell’avvio; contributi fissi più percentuale sull’eccedenza

FAQ

Aprire la Partita IVA forfettaria è davvero gratuito? Quali costi restano e quando si pagano?

Sì, l’apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate non prevede costi. Compili e invii il modello AA9/12 online e ottieni il numero di Partita IVA senza pagare tributi. Restano però i costi legati alla natura dell’attività: se avvii una ditta individuale, paghi diritti e bolli per l’iscrizione al Registro Imprese e il diritto annuale camerale. Se la tua attività richiede una SCIA, il SUAP può prevedere diritti di segreteria. In alcuni casi serve il pagamento dell’imposta di bollo su pratiche amministrative. Non dimenticare i costi ricorrenti: contributi previdenziali a INPS o alla cassa, e l’imposta sostitutiva da versare con saldo e acconti. I versamenti fiscali seguono il calendario imposte sui redditi (saldo anno precedente e due acconti per l’anno in corso). I contributi hanno scadenze fissate da INPS o dalla cassa, con rate e acconti programmati.

Come scelgo correttamente i codici ATECO e perché sono così importanti nel forfettario?

I codici ATECO definiscono in modo standard l’attività che svolgi. Ne indichi uno principale e puoi aggiungerne fino a sei. La scelta è importante perché influenza vari aspetti: il coefficiente di redditività per calcolare il reddito imponibile in forfettario; la cassa previdenziale di riferimento o la gestione INPS; eventuali requisiti professionali o autorizzativi; i rischi INAIL in caso di attività manuali o produttive. Per scegliere il codice giusto, descrivi con parole semplici cosa vendi o che servizio offri e individua il codice più aderente. Se svolgi attività diverse, valuta l’inserimento di codici secondari. Evita codici troppo generici o non coerenti con la tua operatività reale. In caso di dubbio, considera l’attività prevalente per fatturato atteso. La coerenza tra fatture, sito, preventivi e codice ATECO riduce rischi di contestazioni.

Quali sono i requisiti per l’aliquota al 5% e quando si perde il diritto al 5%?

L’aliquota al 5% si applica per i primi cinque anni se sei una nuova attività e rispetti condizioni precise: non hai esercitato, nei tre anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa anche in forma associata o familiare; l’attività non è una mera prosecuzione di lavoro dipendente o di attività svolta da terzi, salvo il periodo di pratica obbligatoria; se prosegui un’attività di altri, i ricavi dell’anno precedente non devono superare 85.000 euro. Queste condizioni discendono dalle modifiche alla Legge 190/2014 introdotte da successivi interventi, tra cui la Legge 145/2018. Perdi il 5% se viene meno uno dei requisiti o se superi i cinque anni. Dal sesto anno passi al 15%. Se la tua situazione cambia (ad esempio trasformi l’attività, subentri in un’azienda con ricavi elevati o intensifichi rapporti con ex datore di lavoro), rivaluta subito il diritto al 5% per evitare sanzioni e interessi.

Quando devo fare la SCIA e la ComUnica? Posso iniziare a lavorare subito dopo?

La SCIA è necessaria per molte attività di impresa commerciale o artigiana, come negozi, somministrazione di alimenti e bevande, laboratori, alcune attività di servizi. La presenti al SUAP del Comune prima dell’avvio effettivo. La SCIA produce effetti immediati: puoi iniziare subito, ma il Comune può fare controlli successivi. La ComUnica serve a iscrivere la ditta individuale al Registro Imprese e ad attivare in modo coordinato INPS e INAIL, quando dovuti. La presenti telematicamente. In genere, la protocollazione e l’iscrizione sono molto rapide, spesso entro uno o due giorni lavorativi. Se sei un libero professionista puro (senza attività commerciale o artigiana), di norma non usi ComUnica e non presenti SCIA. In questo caso ti bastano AA9/12 e l’iscrizione previdenziale. Verifica sempre i regolamenti comunali e le tabelle del D.Lgs. 222/2016 per capire se la tua attività rientra tra quelle soggette a SCIA, permesso o comunicazione.

Cosa succede se supero 85.000 o 100.000 euro? Devo cambiare subito le fatture e l’IVA?

Se superi 85.000 euro ma resti entro 100.000 euro, resti in forfettario fino a fine anno. Passerai al regime ordinario dal 1° gennaio successivo. Prepara la transizione: dal nuovo anno addebiterai IVA, potrai detrarre l’IVA sugli acquisti e applicherai l’IRPEF progressiva. Se superi 100.000 euro nello stesso anno, scatta l’uscita immediata. Dal momento del superamento, devi applicare l’IVA sulle operazioni successive e comportarti da soggetto IVA ordinario. Per le operazioni già effettuate prima, restano le regole del forfettario. È fondamentale monitorare i ricavi mese per mese e agire tempestivamente appena vedi che supererai la soglia. Questa dinamica discende dalla Legge 197/2022. In caso di superamento in corso d’anno, adegua i documenti fiscali dalla data di sforamento, aggiorna il tuo software di fatturazione elettronica e informa i clienti delle nuove indicazioni in fattura.

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