Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire Partita IVA da libero professionista compili il modello AA9/12, lo invii all’Agenzia delle Entrate e ti iscrivi alla previdenza corretta: Cassa professionale oppure Gestione Separata INPS.
- Modello AA9/12 entro 30 giorni dall’inizio attività, ai sensi dell’art. 35 del DPR 633/1972.
- Previdenza: Cassa ordinistica se esiste per la tua professione; altrimenti Gestione Separata INPS (art. 2, c. 26, L. 335/1995).
- Regime fiscale: forfettario ex L. 190/2014 o ordinario/semplificato; fattura elettronica obbligatoria (D.Lgs. 127/2015).
Cos’è la Partita IVA da libero professionista e quando serve
La Partita IVA identifica fiscalmente la tua attività professionale. Ti serve se eserciti in modo abituale, anche senza ufficio o dipendenti. L’occasionalità non basta per evitare l’apertura.
Il riferimento base è l’art. 35 del DPR 633/1972. La norma impone la dichiarazione di inizio attività IVA con i dati essenziali del professionista. La modulistica è l’AA9/12, predisposta dall’Agenzia delle Entrate.
Il professionista non è un imprenditore. Non vende beni in modo organizzato e non si iscrive di regola al Registro delle Imprese. Se la tua è una professione regolamentata, devi anche iscriverti all’Albo prima di fatturare.
Procedura di apertura: modello AA9/12
Canali di presentazione e tempistiche
Compili l’AA9/12 e lo presenti entro 30 giorni dall’avvio, come richiede l’art. 35 DPR 633/1972. Hai tre canali: invio telematico sul portale dell’Agenzia delle Entrate, posta raccomandata, consegna allo sportello.
La presentazione telematica è la via più rapida. Richiede SPID, CIE o CNS per l’accesso. La ricevuta arriva nell’area riservata. Con posta o sportello i tempi sono più lenti.
Non paghi imposte per l’apertura. La pratica è gratuita. Paghi solo eventuali onorari se ti affidi a un professionista per la compilazione.
Dati richiesti e errori da evitare
Indichi i tuoi dati anagrafici, domicilio fiscale, data inizio attività. Scegli il codice ATECO, il regime IVA e il regime fiscale previsto per l’IRPEF.
Il codice ATECO è la sigla che descrive cosa fai. Influenza gli studi e il coefficiente nel forfettario. Sceglilo con attenzione. Se sbagli puoi rettificare con lo stesso modello AA9/12.
Evita incongruenze su domicilio e attività. Segna una data di inizio realistica. Ricorda che la decorrenza incide su adempimenti e scadenze.
Previdenza: Cassa professionale o Gestione Separata
Casse ordinistiche: quando e come
Se la tua professione ha una Cassa dedicata, devi iscriverti lì. Esempi: avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri. La base normativa è nei d.lgs. 509/1994 e 103/1996, che regolano gli enti previdenziali dei professionisti.
Ogni Cassa definisce aliquote, minimali, scadenze e dichiarazioni reddituali proprie. Verifica il regolamento della tua Cassa. L’iscrizione va fatta al primo incarico o alla prima fattura, secondo le regole interne.
Le Casse spesso chiedono un contributo soggettivo, un integrativo e un contributo di maternità. Molte prevedono minimi fissi, con riduzioni per i primi anni.
Gestione Separata INPS: chi vi rientra
Se non esiste una Cassa per la tua attività, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Lo prevede l’art. 2, comma 26, della L. 335/1995. È il fondo per professionisti “senza cassa”.
L’aliquota si aggiorna ogni anno con circolare INPS di inizio anno. Il calcolo è percentuale sul reddito professionale. Paghi con F24 alle scadenze fiscali.
Anche qui puoi avere aliquota piena o ridotta se già assicurato altrove. Controlla la circolare INPS dell’anno in corso sul portale INPS o su Normattiva.
Scelta del regime fiscale
Regime forfettario: quando conviene e come funziona
Il regime forfettario è un regime agevolato. Lo definisce la L. 190/2014, art. 1, commi 54-89, come modificata dalle leggi di bilancio successive. Limite ordinario di ricavi: verifica l’importo vigente. Dal 2023 era 85.000 euro, salvo modifiche.
Come si calcolano le imposte: applichi al tuo incassato il coefficiente di redditività. È una percentuale che rappresenta il “guadagno presunto”. Quello è il reddito imponibile. Su quel reddito applichi l’imposta sostitutiva (di regola 15%).
Agevolazione start-up: nei primi 5 anni puoi avere imposta al 5% se rispetti requisiti specifici (assenza di attività simile nei tre anni precedenti, ecc.). Verifica i requisiti aggiornati nella L. 190/2014 e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Esempio: incassi 35.000 euro e hai coefficiente 78%. Reddito imponibile 27.300 euro. Imposta 15% o 5% se sei start-up, oltre ai contributi previdenziali dovuti.
Il forfettario non addebita IVA e non deduce i costi reali. Applica il principio di cassa, cioè tassa ciò che incassa nell’anno. È semplice da gestire.
Regime ordinario o semplificato: cosa cambia
Nel regime ordinario tassazione IRPEF avviene per scaglioni e aliquote aggiornate annualmente. Verifica le aliquote vigenti su Normattiva o Agenzia delle Entrate. Si paga sull’utile reale, cioè incassi meno costi deducibili.
I professionisti applicano il principio di cassa per i redditi di lavoro autonomo (art. 54 del TUIR, DPR 917/1986). Deduci i costi inerenti e documentati. Detrai l’IVA sugli acquisti e versi l’IVA sulle vendite.
Gli obblighi contabili sono più articolati. Devi tenere registri IVA, conservare fatture, gestire ritenute d’acconto subite e versare l’IVA periodica. Il quadro normativo è nel DPR 633/1972 e nel DPR 600/1973.
Fatturazione elettronica, bollo e ritenute
La fattura elettronica è obbligatoria per tutti i professionisti. Lo prevede il D.Lgs. 127/2015, esteso ai forfettari dai successivi interventi normativi. Emissione tramite Sistema di Interscambio entro 12 giorni dall’operazione o al pagamento per i professionisti che fatturano a prestazione.
Se la fattura è senza IVA e supera 77,47 euro, applichi 2 euro di imposta di bollo. L’imposta di bollo su e-fatture si versa trimestralmente. La fonte è il DPR 642/1972 e i decreti attuativi sull’e-bollo.
Ritenuta d’acconto: nel regime ordinario i clienti sostituti d’imposta trattengono il 20% (art. 25 DPR 600/1973). Nel forfettario non si applica la ritenuta. Ricorda di inserire la dicitura corretta in fattura.
Adempimenti iniziali e continuativi
Oltre alla Partita IVA, cura la previdenza e le abilitazioni. Se la tua è professione regolamentata, l’Albo è indispensabile. Alcune attività richiedono anche SCIA al SUAP, ma di norma i liberi professionisti non la presentano.
Conserva le fatture elettronicamente per 10 anni. Rispetta privacy e antiriciclaggio, se applicabili. Prepara un’agenda fiscale con acconti e saldi di imposte e contributi.
Controlla ogni anno le novità in Legge di Bilancio, le circolari dell’Agenzia delle Entrate e le circolari INPS. Usa Normattiva per verificare i testi aggiornati.
Regola decisionale rapida
Scelta operativa in 6 mosse
1) Hai una professione con Albo e Cassa dedicata? Sì: iscriviti all’Albo e alla tua Cassa. No: passa al punto 2.
2) La tua attività non ha Cassa? Iscriviti alla Gestione Separata INPS. Verifica aliquota e scadenze con circolare INPS dell’anno.
3) Stimi ricavi entro il limite del forfettario e rispetti i requisiti? Sì: considera il forfettario per semplicità e imposta sostitutiva. No: valuta ordinario.
4) Hai costi elevati e documentati o acquisti con IVA importante? Sì: l’ordinario può convenire per deduzioni e detrazione IVA. No: resta sul forfettario.
5) Sei all’inizio e rispetti i requisiti “start-up”? Sì: valuta aliquota al 5% per 5 anni nel forfettario. No: applica il 15% o l’ordinario.
6) Decidi il codice ATECO coerente con l’attività principale. Verifica lo stesso codice anche ai fini previdenziali e assicurativi.
Fonti da conoscere e citare
Per l’apertura: art. 35 DPR 633/1972 e modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate. Per il forfettario: L. 190/2014 e successive modifiche. Per il calcolo dei redditi: art. 54 del TUIR. Per ritenute: art. 25 DPR 600/1973.
Per la previdenza: L. 335/1995 art. 2, c. 26 (Gestione Separata), d.lgs. 509/1994 e 103/1996 (Casse). Per e-fattura: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi. Consulta i testi su Normattiva, Agenzia delle Entrate, INPS e Ministero del Lavoro.
| Scenario | Requisiti normativi | Modulistica e iscrizioni | Tempistiche e scadenze |
|---|---|---|---|
| Professione ordinistica (es. avvocato) | d.lgs. 509/1994; regolamento Cassa; art. 54 TUIR; art. 35 DPR 633/1972 | AA9/12 Agenzia Entrate; iscrizione Albo; iscrizione Cassa Forense | AA9/12 entro 30 giorni; iscrizione Albo prima di esercitare; contributi Cassa alle scadenze statutarie |
| Professione non ordinistica (es. copywriter) | L. 335/1995 art. 2, c. 26; art. 54 TUIR; D.Lgs. 127/2015 | AA9/12; iscrizione Gestione Separata INPS; attivazione fattura elettronica | AA9/12 entro 30 giorni; iscrizione INPS al primo reddito; contributi con F24 a saldi e acconti |
| Forfettario start-up (primi 5 anni) | L. 190/2014, commi 54-89 e successive modifiche | AA9/12 con opzione forfettario; verifica requisiti start-up; gestione e-bollo | Imposta sostitutiva in dichiarazione; bollo trimestrale; verifica limite ricavi annuale |
| Regime ordinario/semplificato | DPR 633/1972; DPR 600/1973; TUIR art. 54; art. 25 DPR 600/1973 | AA9/12 senza agevolazioni; registri IVA; ritenute d’acconto | Liquidazioni IVA periodiche; versamenti ritenute mensili; saldo e acconti IRPEF e INPS |
FAQ
1) Quanto costa aprire la Partita IVA da libero professionista?
La dichiarazione di inizio attività con modello AA9/12 non ha costi di imposta. L’apertura è gratuita presso l’Agenzia delle Entrate. Paghi solo l’eventuale onorario del consulente che ti segue. Se la tua professione è regolamentata, sostieni il costo di iscrizione all’Albo e i contributi minimi della Cassa professionale quando previsti dai regolamenti interni.
Non devi versare diritti alla Camera di Commercio, a differenza dell’impresa individuale. Le spese fisse annuali dipendono dalla previdenza: Gestione Separata INPS non ha “minimi” obbligatori, ma versi in base al reddito; molte Casse invece prevedono minimi contributivi, talvolta ridotti per l’avvio. Ricorda i costi indiretti: marca da bollo sulle fatture esenti IVA oltre 77,47 euro e conservazione digitale delle e-fatture.
2) Devo iscrivermi al Registro delle Imprese o presentare la SCIA?
Di norma, il libero professionista non si iscrive al Registro delle Imprese e non presenta SCIA. La prestazione professionale si basa sull’attività intellettuale personale, non su un’organizzazione imprenditoriale. Fanno eccezione i casi in cui l’attività si sovrappone a servizi tipicamente d’impresa, oppure quando costituisci una STP (società tra professionisti). In tali scenari, valuta con attenzione gli adempimenti camerali e le eventuali comunicazioni al SUAP.
Se la professione è regolamentata, l’unico passaggio abilitante è l’Albo. Senza iscrizione non puoi esercitare, anche se hai la Partita IVA. Verifica sempre l’ordine professionale di riferimento per tempi e documenti richiesti. Per i profili non ordinistici, nessun Albo è richiesto, ma resta obbligatoria l’iscrizione alla Gestione Separata INPS se non esiste una Cassa propria.
3) Come scelgo il codice ATECO e perché è così importante?
Il codice ATECO descrive con sei cifre l’attività principale. Incide su statistiche, controlli, coefficienti del forfettario e talvolta sugli adempimenti previdenziali o assicurativi. Scegli quello che meglio rappresenta ciò che farai ogni giorno e che comparirà nelle fatture. Se svolgi attività miste, indica la principale e valuta un secondo codice se rilevante.
Per capire quale codice usare, confronta le descrizioni ufficiali della classificazione ATECO 2007 e verifica le note metodologiche. Nel regime forfettario, il codice determina il coefficiente di redditività. Un codice errato può portare a calcoli d’imposta sbagliati o a controlli. Se cambi attività, aggiorna subito il codice con un AA9/12 di variazione.
4) Forfettario o ordinario: come calcolo imposte e contributi con un esempio pratico?
Forfettario: incassi 35.000 euro, coefficiente 78%. Reddito imponibile 27.300 euro. Imposta sostitutiva 15% = 4.095 euro (oppure 1.365 euro al 5% se rispetti i requisiti start-up). I contributi previdenziali si calcolano a parte: con Gestione Separata applichi l’aliquota INPS vigente al reddito, con eventuali riduzioni. L’imposta sostitutiva si paga sul reddito al netto dei contributi versati.
Ordinario: incassi 90.000 euro, costi deducibili 20.000 euro. Reddito 70.000 euro. Applichi le aliquote IRPEF per scaglioni previste nell’anno, con detrazioni e oneri deducibili. Se sei soggetto a IVA, versi l’IVA periodica al netto dell’IVA sugli acquisti. Consideri anche addizionali regionali e comunali. I contributi previdenziali riducono il reddito imponibile IRPEF. Le regole di dettaglio sono nel TUIR (DPR 917/1986) e nei provvedimenti annuali.
5) Fattura elettronica: cosa devo scrivere e quali diciture inserire?
La fattura elettronica transita sempre dal Sistema di Interscambio. Indica i tuoi dati, il codice ATECO non è obbligatorio in fattura ma è utile mantenerlo corretto in anagrafe fiscale. Se sei forfettario, inserisci la dicitura di esclusione IVA con riferimento normativo alla L. 190/2014 e segnala la non applicazione della ritenuta d’acconto. Se l’importo supera 77,47 euro e l’operazione è senza IVA, aggiungi 2 euro di imposta di bollo virtuale.
Nel regime ordinario, se il cliente è un sostituto d’imposta, indica la ritenuta del 20% ai sensi dell’art. 25 DPR 600/1973. Rispetta i termini di emissione e numerazione progressiva. Conserva le fatture per 10 anni in modalità digitale. Per operazioni estere usa i tipi documento transfrontalieri secondo le specifiche tecniche in vigore. Le basi normative sono nel D.Lgs. 127/2015 e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
