Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Puoi aprire la Partita IVA da libero professionista interamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate; per la ditta individuale servono anche ComUnica e SCIA. Poi gestisci tutto online: fatture elettroniche, imposta di bollo, deleghe e variazioni.
- Base legale: dichiarazione di inizio attività IVA entro 30 giorni (art. 35, DPR 633/1972; fonte: Normattiva).
- Professionista: modello AA9/12 online su Agenzia Entrate; ditta individuale: ComUnica + SCIA (DL 7/2007 art. 9; DPR 160/2010; fonte: Normattiva).
- Fatturazione elettronica obbligatoria via SdI e servizi gratuiti “Fatture e Corrispettivi” (DLgs 127/2015; DL 36/2022; Provvedimenti AE; fonte: Agenzia Entrate).
Chi può aprire la Partita IVA solo sul sito dell’Agenzia delle Entrate
Libero professionista: quando rientri in questa categoria
Se svolgi un’attività intellettuale in modo autonomo, sei un libero professionista. Esempi: consulente, grafico, sviluppatore, avvocato, medico. Non ti iscrivi al Registro Imprese.
La base normativa è la disciplina del lavoro autonomo (art. 2222 c.c.) e l’obbligo IVA per chi esercita abitualmente un’attività di prestazione di servizi o cessione di beni (art. 5 e 35, DPR 633/1972; fonte: Normattiva). Per aprire la Partita IVA usi il modello AA9/12.
Ditta individuale: quando serve e perché non basta il sito AE
Se svolgi attività commerciale, artigianale o industriale, apri una ditta individuale. Esempi: e-commerce, parrucchiere, idraulico, barista, falegname.
Devi iscriverti al Registro Imprese e, se previsto, all’INAIL. Per questo si usa la Comunicazione Unica (ComUnica) che coinvolge Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, INPS e, quando serve, INAIL (DL 7/2007 art. 9; DM attuativi; DPR 581/1995; fonte: Normattiva e Ministero delle Imprese e del Made in Italy).
Aprire la Partita IVA come libero professionista online
Documenti e prerequisiti pratici
Ti servono: documento d’identità, codice fiscale, SPID/CIE/CNS per l’accesso all’area riservata AE, dati sull’attività. Scegli codice ATECO (la classificazione dell’attività economica usata da Agenzia delle Entrate e ISTAT), sede dell’attività e data di inizio.
Definisci anche il regime fiscale: forfettario o ordinario semplificato. Ti spiego cosa sono tra poco, con parole semplici.
Come compilare e inviare il modello AA9/12
AA9/12 è il modulo per persone fisiche. Serve per apertura, variazione o cessazione dell’attività. È la tua “carta d’identità” IVA. La compili e invii online.
Passi pratici nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate: scegli il servizio dedicato all’apertura/variazione/cessazione attività IVA persone fisiche (modello AA9/12). Compila i quadri con dati anagrafici, codice ATECO, sede, data inizio, regime contabile, eventuale domicilio fiscale e intermediario. Verifica e invia. Ricevi la ricevuta con numero di protocollo e Partita IVA.
Tempistiche tipiche: assegnazione pressoché immediata o entro 24-48 ore. La norma richiede la dichiarazione entro 30 giorni dall’avvio (art. 35, DPR 633/1972; fonte: Normattiva).
Scelta del regime: forfettario o ordinario semplificato
Regime forfettario: è un regime fiscale “semplice”. Paghi un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF e addizionali. Applichi un coefficiente di redditività al fatturato e poi tassazione al 15% o al 5% per i primi 5 anni se ne hai i requisiti. Il tetto di accesso oggi è 85.000 euro di ricavi/compensi annui, con uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 e modifiche, L. 197/2022; fonte: Normattiva).
Regime ordinario semplificato: è “il normale”. Tassi il reddito vero e proprio e tieni una contabilità snella. Applichi il principio di cassa, cioè paghi le imposte in base a quanto incassi e paghi davvero, non solo a quanto fatturi (art. 18, DPR 600/1973; L. 232/2016; fonte: Normattiva).
Se non sei certo, valuta il forfettario se i costi sono bassi e i ricavi entro soglia. Valuta l’ordinario se hai costi importanti da dedurre o se prevedi ricavi elevati.
Iscrizione previdenziale: Cassa professionale o Gestione Separata
Oltre all’IVA, devi versare i contributi. Se appartieni a un Ordine con Cassa (avvocati, medici, ingegneri ecc.), ti iscrivi alla tua Cassa di riferimento secondo i regolamenti interni (fonti: statuti e regolamenti delle Casse; Ministero del Lavoro per l’indirizzo di vigilanza).
Se non hai una Cassa, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995; fonte: Normattiva). Apri la posizione online sul portale INPS. Fai questo appena avvii l’attività, per non rischiare sanzioni e interessi.
Aprire la ditta individuale: cosa fai online e cosa no
PEC, firma digitale e domicilio digitale
Prima della pratica, procurati PEC e firma digitale. La PEC è la “email raccomandata”. Serve per comunicare ufficialmente con le PA. La firma digitale serve per firmare i moduli telematici.
Il domicilio digitale per imprese è obbligatorio (CAD, DLgs 82/2005; DL 76/2020; fonte: Normattiva). Per i professionisti iscritti ad Albi è obbligatorio presso l’Ordine. Per gli altri professionisti non iscritti, è consigliato.
ComUnica: un’unica pratica, più enti
Con ComUnica fai tutto in un colpo: iscrizione al Registro Imprese, apertura Partita IVA, iscrizione INPS artigiani/commercianti, iscrizione INAIL se prevista. La comunicazione unica è obbligatoria per le imprese (DL 7/2007 art. 9; DPR 581/1995; fonte: Normattiva).
Tempi tipici: protocollo immediato; iscrizione al Registro Imprese in 1-3 giorni lavorativi; contestuale attribuzione della Partita IVA. Per INPS e INAIL la posizione si apre con la stessa pratica.
SCIA allo SUAP: quando e come
La SCIA è una segnalazione che ti consente di iniziare l’attività subito, se hai i requisiti. La presenti allo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) del Comune dove ha sede l’attività (art. 19, L. 241/1990; DPR 160/2010; fonte: Normattiva).
Non tutte le attività richiedono SCIA; molte sì, come somministrazione alimenti e bevande, parrucchiere, estetista, commercio al dettaglio. Consulta il regolamento comunale e le tabelle SUAP per i requisiti specifici.
Quando puoi usare solo il sito AE se sei impresa
Sul sito AE puoi gestire variazioni fiscali IVA (indirizzo, attività, regime) o la cessazione. Per l’iscrizione o l’avvio di una ditta individuale, però, devi passare da ComUnica e SUAP. L’Agenzia riceve i dati automaticamente.
Gestire tutto online dopo l’apertura
Fatturazione elettronica: obbligo e strumenti gratuiti
La e-fattura è obbligatoria dal 2019 per B2B e B2C, con estensione ai forfettari dal 2024 senza più soglie (DLgs 127/2015; DL 36/2022 convertito; Provvedimenti AE; fonte: Agenzia delle Entrate). Invia e ricevi le fatture tramite il Sistema di Interscambio (SdI).
Usa i servizi gratuiti dell’Agenzia: web, software da installare o app Fatturae nell’area “Fatture e Corrispettivi”. Crea l’anagrafica cliente, compila i campi, indica natura IVA corretta, applica ritenuta d’acconto se sei professionista ordinario, e aggiungi il bollo virtuale quando il documento è senza IVA e supera 77,47 euro.
Controlla sempre: dati del cliente, codice destinatario/PEC, imponibile, aliquota o natura, bollo, descrizione chiara. Invia allo SdI e conserva la ricevuta (consegna o scarto). In caso di scarto, correggi e reinvia entro 5 giorni mantenendo numero e data originali.
Corrispettivi telematici per chi vende al dettaglio
Se fai commercio al minuto o attività assimilate, devi memorizzare e inviare i corrispettivi giornalieri con un registratore telematico o con la procedura web (DLgs 127/2015; Provvedimenti AE; fonte: Agenzia delle Entrate). Questo sostituisce gli scontrini fiscali cartacei tradizionali.
Nel portale “Fatture e Corrispettivi” attivi l’esercizio, censisci il dispositivo e invii i dati. Ricorda di emettere documento commerciale per il cliente e di trasmettere i corrispettivi entro i tempi previsti.
Conservazione, consultazione e privacy
Devi conservare libri e registri per 10 anni (art. 2220 c.c.; art. 39 DPR 633/1972; fonte: Normattiva). Per le e-fatture usa un sistema di conservazione a norma. L’Agenzia offre un servizio di consultazione e, su adesione, di conservazione; verifica la tua adesione nell’area riservata.
Rispetta il GDPR: minimizza i dati in fattura e tutela i dati dei clienti. Evita di inserire dettagli sanitari o sensibili nelle descrizioni.
Regola decisionale rapida
Seleziona il percorso giusto in 5 passaggi logici
1) La tua attività è intellettuale e non richiede iscrizione al Registro Imprese? Sì: sei un libero professionista. No: ditta individuale.
2) Se libero professionista: entra nel sito AE con SPID/CIE, compila AA9/12, scegli codice ATECO e regime, invia. Poi iscriviti alla Cassa o alla Gestione Separata INPS.
3) Se ditta individuale: attiva PEC e firma digitale. Prepara SCIA se serve. Compila ComUnica (Registro Imprese) che apre anche Partita IVA, INPS e INAIL.
4) Dopo l’attribuzione della Partita IVA: attiva Fatture e Corrispettivi. Imposta canali di ricezione e codici destinatari. Se vendi al dettaglio, configura anche i Corrispettivi telematici.
5) Ogni variazione futura (indirizzo, attività, regime): inviala entro 30 giorni con AA9/12 sul sito AE. Per imprese, usa la pratica al Registro Imprese che aggiorna anche l’Agenzia.
Errori frequenti e come evitarli
Codice ATECO sbagliato o troppo generico
Scegli un ATECO coerente con ciò che farai subito. Evita codici troppo ampi che possono confondere su studi di settore/ISA o inquadramenti previdenziali. Se cambi attività, invia una variazione tempestiva.
Regime fiscale scelto “a sensazione”
Simula numeri realistici. Se hai costi bassi e compensi entro 85.000, il forfettario spesso conviene. Se hai molti costi, l’ordinario può far pagare meno tasse. La scelta è dichiarativa: rispettane le regole.
Previdenza dimenticata
Non aspettare la prima fattura per iscriverti a INPS o alla Cassa. Le sanzioni pesano. Informati sulle aliquote e sulle scadenze dei contributi minimi e a conguaglio.
Gestione e-fatture senza controlli
Verifica ogni fattura prima di inviarla allo SdI. Imposta anagrafiche corrette e codici IVA giusti. Adesiona al servizio di consultazione per non perdere lo storico.
Riferimenti normativi utili
Le basi da conoscere
IVA: DPR 633/1972, in particolare art. 35 sulla dichiarazione di inizio attività (fonte: Normattiva). Comunicazione Unica: DL 7/2007 art. 9 e decreti attuativi (fonte: Normattiva). SUAP e SCIA: L. 241/1990 art. 19 e DPR 160/2010 (fonte: Normattiva). Fatturazione elettronica e corrispettivi: DLgs 127/2015; DL 36/2022; Provvedimenti AE (fonte: Agenzia Entrate). Previdenza: L. 335/1995 per Gestione Separata; L. 233/1990 e L. 613/1966 per artigiani e commercianti (fonte: Normattiva). Regime forfettario: L. 190/2014 e successive modifiche, inclusa L. 197/2022 (fonte: Normattiva).
| Scenario | Moduli/Pratiche | Enti coinvolti | Tempistiche tipiche |
|---|---|---|---|
| Libero professionista senza Albo | AA9/12 online (apertura); scelta regime; adesione consultazione e-fatture | Agenzia Entrate; INPS Gestione Separata | Partita IVA: immediata/48h; INPS: stessa settimana |
| Libero professionista con Cassa | AA9/12 online; iscrizione alla Cassa; eventuale PEC | Agenzia Entrate; Cassa di categoria | Partita IVA: immediata/48h; Cassa: 3-10 giorni |
| Ditta individuale commerciante | PEC e firma digitale; ComUnica; SCIA SUAP; RT per corrispettivi | CCIAA; AE; INPS Commercianti; Comune; INAIL se dovuta | ComUnica: 1-3 giorni; SCIA: immediata; RT: attivazione in 1-2 giorni |
| Ditta individuale artigiana | PEC e firma digitale; ComUnica; SCIA SUAP; iscrizione Albo Artigiani | CCIAA/Albo Artigiani; AE; INPS Artigiani; Comune; INAIL | ComUnica/Albo: 2-5 giorni; SCIA: immediata; INAIL: 1-3 giorni |
| Variazione attività/sede (professionista) | AA9/12 variazione online entro 30 giorni | Agenzia Entrate | Ricevuta immediata; aggiornamento banche dati in 24-48h |
| Cessazione attività | AA9/12 cessazione online entro 30 giorni | Agenzia Entrate; INPS/INAIL/CCIAA se impresa | IVA: immediata/48h; altri enti: 1-10 giorni |
FAQ
Devo aprire la Partita IVA prima o dopo il primo cliente?
La regola è chiara: dichiari l’inizio attività entro 30 giorni da quando inizi in modo abituale e organizzato (art. 35, DPR 633/1972; fonte: Normattiva). In pratica, aprila prima di emettere la prima fattura. Così fatturi correttamente, applichi il regime scelto e attivi subito la fatturazione elettronica. Se incassi acconti prima dell’apertura, rischi irregolarità contabili e sanzioni. Se hai un singolo incarico sporadico veramente occasionale, valuta se rientra nel lavoro autonomo occasionale. Ma se prevedi continuità, la Partita IVA è necessaria.
Posso aprire la Partita IVA forfettaria e non usare la fatturazione elettronica?
No. Dal 2024 anche i forfettari sono tenuti alla fatturazione elettronica senza più soglie (DL 36/2022 convertito; Provvedimenti AE; fonte: Agenzia delle Entrate). Devi emettere e ricevere fatture via SdI e gestire l’eventuale imposta di bollo virtuale. Nel portale “Fatture e Corrispettivi” imposta il canale di ricezione (codice destinatario o PEC) e verifica l’adesione al servizio di consultazione, utile per visualizzare e scaricare le fatture anche in futuro.
Che differenza c’è tra libero professionista e ditta individuale ai fini pratici?
Il libero professionista svolge attività intellettuale. Non si iscrive al Registro Imprese. Apre la Partita IVA con AA9/12 sul sito AE e si iscrive a una Cassa o alla Gestione Separata. La ditta individuale svolge attività commerciale, artigianale o industriale. Deve iscriversi al Registro Imprese, all’INPS commercianti o artigiani e, spesso, all’INAIL. Usa ComUnica e, se serve, presenta SCIA allo SUAP. La gestione fiscale quotidiana (fatture, corrispettivi, versamenti) è poi simile per entrambi, ma gli adempimenti iniziali cambiano.
Come scelgo il codice ATECO giusto e cosa succede se sbaglio?
Scegli il codice ATECO che descrive l’attività principale che farai subito. Leggi la descrizione tecnica e confrontala con i servizi o i beni che offrirai. Il codice influisce su previdenza, adempimenti e, in alcuni casi, su coefficienti del forfettario e sugli ISA. Se sbagli, puoi inviare una variazione con AA9/12 (professionista) o una pratica al Registro Imprese (ditta). Fallo entro 30 giorni dalla variazione effettiva. Un codice errato può generare controlli o contributi non corretti. Meglio investire tempo in partenza per la scelta corretta.
Quali sono le scadenze principali dopo l’apertura per non prendere sanzioni?
Subito: attiva Fatture e Corrispettivi, imposta ricezione e conserva le credenziali. Se vendi al dettaglio, attiva i Corrispettivi telematici. Entro i primi 30 giorni, regolarizza iscrizioni previdenziali (INPS o Cassa) e, se impresa, completa ComUnica e SCIA. Ogni mese o trimestre: invia le fatture e i corrispettivi. Versamenti IVA se in ordinario (mensile o trimestrale). Imposta di bollo su e-fatture senza IVA ogni trimestre. A giugno e novembre: acconti e saldi imposte e contributi in base al regime. Ogni variazione di dati: comunica entro 30 giorni. La base legale per termini e sanzioni è nel DPR 633/1972, nel DPR 600/1973 e nei provvedimenti dell’Agenzia (fonti: Normattiva e Agenzia delle Entrate).
