Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Per scorporare l’IVA dal prezzo “IVA inclusa”, usa la formula: imponibile = prezzo lordo / (1 + aliquota). L’IVA è la differenza tra prezzo lordo e imponibile. Verifica sempre l’aliquota applicabile.
- Formula rapida: imponibile = lordo × 100 / (100 + aliquota); IVA = lordo − imponibile.
- Aliquote ordinarie vigenti: 22%, ridotte 10%, 5%, 4% secondo bene/servizio e norma IVA.
- Errori di scorporo possono generare fatture irregolari e sanzioni (D.Lgs. 471/1997); fatturazione elettronica via SdI obbligatoria (DL 36/2022).
Cos’è lo scorporo IVA e quando serve
Scorporare l’IVA significa risalire dall’importo “IVA compresa” al valore imponibile. L’imponibile è la base su cui si calcola l’imposta. In parole semplici: quanto costa davvero il bene o servizio, prima dell’IVA.
La base imponibile è definita dall’articolo 13 del DPR 633/1972, il testo di riferimento dell’IVA. L’obbligo di emettere fattura e i suoi contenuti minimi sono stabiliti dall’articolo 21 dello stesso decreto. Puoi consultare il DPR 633/1972 sul portale Normattiva.
Lo scorporo serve quando hai un prezzo al lordo e devi compilare una fattura o controllare una ricevuta. Serve anche per controllare correttamente IVA e imponibile nei corrispettivi.
La formula dello scorporo, spiegata semplice
La formula generale è questa: imponibile = prezzo lordo / (1 + aliquota). L’aliquota si esprime in forma decimale. Per il 22% usi 0,22; per il 10% usi 0,10; per il 5% usi 0,05; per il 4% usi 0,04.
In alternativa, puoi usare la “formula percentuale”: imponibile = prezzo lordo × 100 / (100 + aliquota in percentuale). Sono equivalenti.
L’IVA si ottiene sempre come: IVA = prezzo lordo − imponibile. Il risultato va arrotondato al centesimo.
Esempio numerico con aliquota 22%
Prezzo IVA inclusa: 200,00 €. Aliquota: 22%.
Imponibile = 200,00 × 100 / 122 = 163,93 € (arrotondato al centesimo). IVA = 200,00 − 163,93 = 36,07 €.
Il controllo a ritroso conferma il calcolo: 163,93 × 22% = 36,07 €; 163,93 + 36,07 = 200,00 €.
Quale aliquota usare: quadro sintetico e norme
L’aliquota ordinaria in Italia è il 22%. Alcune operazioni hanno aliquote ridotte (10%, 5%, 4%). La scelta dipende dal tipo di bene o servizio e dalla norma che lo prevede.
Le aliquote e i casi di applicazione sono nel DPR 633/1972 e in leggi collegate, spesso riepilogati nelle tabelle del Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in guide e circolari.
Indicazioni generali utili:
- 4%: prima necessità indicata da specifiche norme (esempi tipici: alcuni alimenti e beni per disabilità). Verifica sempre la voce normativa.
- 5%: servizi sociali e particolari operazioni introdotte da norme recenti. Occorre il presupposto soggettivo e oggettivo previsto dalla legge.
- 10%: edilizia agevolata per interventi su immobili abitativi, turismo/ristorazione, alcuni alimenti e beni specifici.
- 22%: tutti i casi non agevolati.
Ricorda: la corretta aliquota discende dalla natura dell’operazione. Fai riferimento ai testi su Normattiva e ai documenti dell’Agenzia delle Entrate.
Casi in cui non si scorpora l’IVA
Regime forfettario e assimilati
Nel regime forfettario (legge 190/2014, articolo 1 commi 54-89), chi emette fattura non applica l’IVA. Quindi non c’è nulla da scorporare. La fattura riporta la dicitura di non applicazione IVA per regime agevolato e, se dovuta, l’imposta di bollo.
Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari, come stabilito dal DL 36/2022, convertito in legge. L’invio avviene tramite il Sistema di Interscambio.
Operazioni non imponibili, esenti, escluse
Operazioni non imponibili (ad esempio esportazioni ex articoli 8 e 9 del DPR 633/1972), operazioni esenti (articolo 10), o escluse dal campo IVA (articoli 2 e 3, quando non sussiste il presupposto soggettivo, oggettivo o territoriale), non prevedono IVA da scorporare. Si indica la natura dell’operazione in fattura.
Se un prezzo è “IVA inclusa” ma l’operazione è non imponibile o esente per legge, occorre rettificare: quella dicitura è impropria. Serve nota di credito e nuova fattura corretta.
Reverse charge e split payment
Nel reverse charge (inversione contabile, articolo 17 del DPR 633/1972 e norme collegate), chi vende emette fattura senza IVA e chi acquista integra e versa l’imposta. Non si scorpora l’IVA dal prezzo del fornitore.
Nello split payment con la Pubblica Amministrazione (articolo 17-ter del DPR 633/1972), il fornitore emette fattura con IVA esposta ma non incassa l’imposta. Anche qui, lo scorporo dal lordo del fornitore non ha senso pratico per determinare l’IVA da versare, perché l’imposta la trattiene la PA.
Errori frequenti e sanzioni
Arrotondamenti e coerenza dei calcoli
Arrotonda sempre al centesimo. Mantieni coerenza: se arrotondi a livello di riga, mantieni quel metodo su tutta la fattura. Se arrotondi a livello di totale, usa lo stesso criterio sempre.
La prassi contabile suggerisce di calcolare l’IVA sulla base imponibile con due decimali per riga, e poi sommare. In alternativa, calcola sul totale, ma non mescolare i due metodi nello stesso documento.
Fatture irregolari, sanzioni e rimedi
Una fattura con aliquota sbagliata o imponibile/IVA incoerenti è irregolare. Le sanzioni amministrative sono nel D.Lgs. 471/1997. L’entità dipende dal tipo di errore (imposta non addebitata, imposta addebitata in eccesso, detrazione indebita, tardiva emissione).
Puoi correggere con nota di credito (articolo 26 del DPR 633/1972) e con il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997) se ci sono imposte o sanzioni da regolarizzare. Agisci in tempi rapidi e conserva la documentazione.
Regola decisionale rapida
Usa questi nessi logici per scegliere la strada corretta:
- Se l’operazione è soggetta a IVA e il prezzo è “IVA inclusa”, allora applica lo scorporo con la formula imponibile = lordo / (1 + aliquota).
- Se l’operazione è non imponibile, esente o esclusa, allora non scorporare: indica la natura in fattura e non calcolare IVA.
- Se sei in regime forfettario, allora non applichi l’IVA: non si scorpora, si indica il regime in fattura.
- Se si applica reverse charge, allora non si scorpora: il cessionario integra l’imposta.
- Se il prezzo comprende sconti, spese e contributi, allora prima determina la base corretta secondo l’articolo 13 del DPR 633/1972 e poi scorpora.
Procedura operativa passo-passo
1) Identifica la natura dell’operazione: imponibile, non imponibile, esente, esclusa. Verifica i presupposti IVA del DPR 633/1972.
2) Individua l’aliquota corretta. Consulta il testo IVA su Normattiva e i chiarimenti di Agenzia delle Entrate e MEF. Evita assunzioni.
3) Se l’importo è “IVA inclusa”, applica la formula: imponibile = lordo × 100 / (100 + aliquota). Calcola poi IVA = lordo − imponibile.
4) Arrotonda imponibile e IVA al centesimo. Controlla che imponibile + IVA = lordo.
5) Compila la fattura con i dati obbligatori (articolo 21 del DPR 633/1972): data, numero, dati soggetti, imponibile, aliquota o natura, IVA, eventuali riferimenti normativi.
6) In fattura elettronica, usa i codici “Natura” per le operazioni senza IVA e indica correttamente aliquote e arrotondamenti nelle linee.
Esempi pratici con aliquote diverse
Aliquota 22%
Prezzo IVA inclusa: 200,00 €. Imponibile = 200,00 × 100 / 122 = 163,93 €. IVA = 36,07 €.
Aliquota 10%
Prezzo IVA inclusa: 220,00 €. Imponibile = 220,00 × 100 / 110 = 200,00 €. IVA = 20,00 €.
Aliquota 5%
Prezzo IVA inclusa: 105,00 €. Imponibile = 105,00 × 100 / 105 = 100,00 €. IVA = 5,00 €.
Aliquota 4%
Prezzo IVA inclusa: 104,00 €. Imponibile = 104,00 × 100 / 104 = 100,00 €. IVA = 4,00 €.
Aliquote miste nello stesso corrispettivo
Se il totale “IVA inclusa” somma beni con aliquote diverse, non puoi scorporare con una sola percentuale. Devi distinguere le voci e applicare lo scorporo a ciascuna aliquota.
Per attività al dettaglio con ventilazione dei corrispettivi, valgono le regole del DM 24 dicembre 1979 e dell’articolo 24 del DPR 633/1972. In questi casi lo scorporo segue criteri percentuali medi, definiti dalla normativa e dalla contabilità interna.
| Scenario operativo | Aliquota/Natura | Requisiti per lo scorporo | Riferimenti normativi | Tempistiche e note |
|---|---|---|---|---|
| Prezzo “IVA inclusa” soggetto a IVA | 22%, 10%, 5%, 4% | Identificare aliquota corretta; applicare formula imponibile = lordo / (1 + aliquota) | DPR 633/1972 artt. 13 e 21; chiarimenti Agenzia delle Entrate | Subito, al momento della fatturazione; arrotondare al centesimo |
| Operazione non imponibile | Natura N3 in e-fattura (esportazioni, assimilate) | Verificare requisiti oggettivi e soggettivi; non si calcola IVA né scorporo | DPR 633/1972 artt. 8 e 9 | Indicare norma in fattura; conservare prove del trasporto/servizio |
| Operazione esente | Natura N4 in e-fattura | Ricadere nei casi esenti previsti; nessuno scorporo | DPR 633/1972 art. 10 | Indicare l’esenzione in fattura; attenzione alla detraibilità a valle |
| Reverse charge interno | Aliquota ordinaria o ridotta, ma senza rivalsa | Il fornitore emette senza IVA; l’acquirente integra | DPR 633/1972 art. 17 | Integrazione immediata da parte del cessionario; niente scorporo sul lordo del fornitore |
| Split payment verso PA | IVA esposta ma trattenuta dal committente | Fornitore non incassa IVA; non rileva scorporo per versamento | DPR 633/1972 art. 17-ter | Versa la PA; fornitore registra IVA a debito senza incasso |
| Regime forfettario | Senza applicazione IVA | Non si scorpora; si indica la norma del regime | Legge 190/2014 art. 1 commi 54-89 | Fattura elettronica obbligatoria (DL 36/2022); bollo se dovuto |
| Corrispettivi con ventilazione | Aliquote miste | Scorporo secondo percentuali di vendita medie | DM 24/12/1979; DPR 633/1972 art. 24 | Applicazione periodica; richiede contabilità di dettaglio |
FAQ
Come scorporo l’IVA senza calcolatrice e come gestisco gli arrotondamenti?
Usa percentuali semplici. Per il 22%, dividi il lordo per 1,22. Per il 10% dividi per 1,10. Per il 5% per 1,05. Per il 4% per 1,04. Se non puoi fare divisioni complesse, trasformale in percentuali: imponibile = lordo × 100 / (100 + aliquota). Esempio 22%: moltiplica per 100 e dividi per 122.
Per arrotondare, usa sempre due decimali. Se il terzo decimale è pari o superiore a 5, arrotonda per eccesso. Altrimenti per difetto. Mantieni lo stesso metodo per tutte le righe di una fattura. Alla fine verifica: imponibile + IVA = prezzo lordo. Se c’è uno scarto di un centesimo dovuto agli arrotondamenti di riga, usa un arrotondamento finale esplicito in fattura elettronica.
Queste buone pratiche sono coerenti con i principi di calcolo IVA del DPR 633/1972 e con la prassi amministrativa dell’Agenzia delle Entrate.
Il prezzo include sconti, spese e contributi: come cambia lo scorporo?
L’articolo 13 del DPR 633/1972 dice che la base imponibile comprende le spese accessorie e gli oneri direttamente connessi, al netto degli sconti in fattura. Quindi:
- Applica prima gli sconti che riducono il prezzo.
- Aggiungi le spese accessorie che confluiscono nella base imponibile (trasporto, imballaggio, incasso), se pattuite.
- Per i professionisti, il contributo integrativo della cassa previdenziale fa base IVA quando è addebitato in rivalsa al cliente.
Solo dopo aver determinato la base “lordo IVA compresa” corretta, puoi scorporare con la formula. Se il prezzo “IVA inclusa” aggrega voci con aliquote diverse, serve separare le voci per aliquota. In mancanza di dettaglio, non è possibile uno scorporo unico affidabile.
Come gestisco lo scorporo con corrispettivi misti o ventilazione dei corrispettivi?
Se vendi beni con aliquote differenti e registri corrispettivi senza dettaglio per singolo bene, puoi adottare la ventilazione dei corrispettivi se ne ricorrono i requisiti. È un metodo che ripartisce l’imponibile tra aliquote sulla base degli acquisti, secondo percentuali medie.
La ventilazione è disciplinata dal DM 24 dicembre 1979 e dall’articolo 24 del DPR 633/1972. Richiede:
- Tenuta della contabilità degli acquisti per aliquota.
- Applicazione costante del metodo per tutto l’anno.
- Calcolo periodico dell’IVA a debito in base alle percentuali determinate.
In questo quadro, lo “scorporo” non è una semplice divisione sul totale, ma un calcolo per aliquote medie. Se non rispetti i requisiti, devi documentare le vendite con separazione per aliquota.
Ho sbagliato aliquota o scorporo: come correggo con una nota di credito?
Se hai emesso una fattura con imponibile o IVA errati, usa la nota di variazione. L’articolo 26 del DPR 633/1972 consente di emettere una nota di credito per rettificare in diminuzione. Se devi aumentare IVA o imponibile, emetti una nota di debito o una nuova fattura integrativa.
Tempi e impatto:
- In diminuzione: la nota di credito è consentita quando si verifica un presupposto legale (errore, accordo sopravvenuto, reso, sconto). Potrai recuperare l’IVA nel periodo di emissione della nota, secondo le regole vigenti.
- In aumento: regolarizza l’IVA con nota di debito e, se del caso, ravvedimento operoso per sanzioni e interessi (D.Lgs. 472/1997).
Conserva i documenti che giustificano la variazione. Se l’errore è formale e non incide su imposta, resta opportuno rettificare per allineare imponibile e IVA, evitando contestazioni.
Quali sanzioni rischio per uno scorporo sbagliato e come funziona il ravvedimento?
Il D.Lgs. 471/1997 prevede sanzioni per violazioni IVA. Alcuni casi tipici:
- IVA non addebitata o addebitata in misura inferiore: sanzione proporzionale sull’imposta non versata.
- Detrazione indebita da parte del cliente: sanzione per chi detrae senza titolo.
- Fattura irregolare o omessa: sanzioni specifiche, anche per tardiva emissione.
Il D.Lgs. 472/1997 consente il ravvedimento operoso. Paghi spontaneamente l’imposta dovuta, interessi legali e una sanzione ridotta in funzione della tempestività. Prima intervieni, più risparmi. Se l’errore riguarda un’aliquota errata o un imponibile scorporato male, sistema con nota di variazione e versa quanto dovuto con ravvedimento.
Con la fatturazione elettronica obbligatoria (DL 36/2022), gli scostamenti emergono più facilmente nei controlli. La prevenzione è la scelta migliore: applica correttamente la norma, conserva i giustificativi e verifica i calcoli.
Fonti normative testuali: DPR 633/1972 (testo IVA, consultabile su Normattiva); D.Lgs. 471/1997 e D.Lgs. 472/1997; DL 36/2022; documenti e guide dell’Agenzia delle Entrate; tabelle e chiarimenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
