Evitare il commercialista: come puoi gestire la Partita IVA da solo?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Puoi aprire e gestire la Partita IVA senza commercialista seguendo passaggi chiari: codice ATECO, modello AA9/12, eventuale CCIAA e SCIA, iscrizione previdenziale, fatturazione elettronica e dichiarazioni con scadenze rispettate.

  • Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, anche online; ComUnica per ditte individuali; SCIA al SUAP prima dell’avvio di attività soggette.
  • Regime forfettario con imposta sostitutiva 5% o 15% se rispetti requisiti; obbligo di fatturazione elettronica via SdI.
  • Iscrizione a INPS o cassa professionale; per artigiani e commercianti spesso anche INAIL; rispetto delle scadenze fiscali annuali.

Aprire e gestire la Partita IVA senza commercialista: quadro 2026

Aprire la Partita IVA è un procedimento amministrativo. Richiede scelte corrette e tempi rispettati. Non è obbligatorio un commercialista, ma serve metodo.

Le basi normative sono stabili. Per l’apertura si usano le regole del DPR 633/1972 per l’IVA e del DPR 322/1998 per la presentazione delle dichiarazioni. La Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) si fonda sull’art. 19 della L. 241/1990 e sul D.Lgs. 222/2016. La gestione unica d’impresa (ComUnica) segue il D.L. 7/2007 convertito in L. 40/2007 e il relativo decreto attuativo. La fatturazione elettronica B2B deriva dal D.Lgs. 127/2015, con estensione ai forfettari disposta dal D.L. 36/2022, art. 18. Fonti consultabili su Normattiva e sui portali istituzionali dell’Agenzia delle Entrate, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, INPS e Ministero del Lavoro.

Prima di inviare moduli, definisci l’attività, il codice ATECO e il regime fiscale. Valuta anche i contributi previdenziali. Queste scelte influenzano imposte, costi e adempimenti futuri.

Codice ATECO e scelta del regime fiscale

Il codice ATECO identifica cosa fai. Serve per l’apertura, i contributi, eventuali autorizzazioni e gli studi statistici. Sceglilo consultando l’elenco ufficiale ATECO. Se hai dubbi tra due codici, scegli quello che descrive meglio il ricavo principale.

Regime fiscale. Le persone fisiche possono scegliere tra:

  • Regime forfettario: imposta sostitutiva al 15% o al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up”. “Imposta sostitutiva” significa che paghi una sola imposta al posto di IRPEF, addizionali e IRAP. Base normativa: L. 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata, e L. 197/2022 per soglia a 85.000 euro e uscita immediata oltre 100.000.
  • Regime semplificato: IVA ordinaria e IRPEF a scaglioni. Per imprese minori si applica il principio di cassa (tassi i ricavi quando li incassi). Fonti: TUIR, art. 66 per imprese minori; art. 54 TUIR per professionisti.
  • Regime ordinario: contabilità più strutturata e competenza economica (tassi quando il ricavo matura). Utile con costi elevati e necessità di detrarre molta IVA.

Controlla cause di esclusione dal forfettario: superamento soglie, partecipazioni in società di persone, controllo diretto di SRL con attività riconducibile, lavoro dipendente prevalente senza cessazione, e altre previste dalla legge. Fonte: L. 190/2014 e successive modifiche, Agenzia delle Entrate.

Procedura operativa di apertura: AA9/12, ComUnica, SCIA

Persone fisiche usano il modello AA9/12. “Modello AA9/12” è il modulo per dichiarare l’inizio attività all’Agenzia delle Entrate. Si invia online con credenziali SPID/CIE/CNS, tramite intermediario, o allo sportello su appuntamento. L’attribuzione della Partita IVA è immediata.

Ditte individuali che si iscrivono al Registro Imprese usano ComUnica. “ComUnica” è la pratica unica verso Camera di Commercio, Agenzia Entrate, INPS e INAIL. Riduce passaggi e tempi. Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

SCIA. Se apri un negozio fisico o un e-commerce per commercio al dettaglio, presenti la SCIA al SUAP del Comune prima di iniziare. “SCIA” è una segnalazione con autocertificazioni su requisiti professionali, locali, privacy e sicurezza. Base normativa: art. 19 L. 241/1990, D.Lgs. 222/2016, DPR 160/2010 per il SUAP. Per alimentari, acconciatura, estetica e attività soggette a requisiti, servono abilitazioni specifiche e talvolta pareri ASL o Vigili del Fuoco.

Iscrizioni previdenziali e assicurative

Professionisti senza cassa si iscrivono alla Gestione Separata INPS. L’aliquota è fissata ogni anno da INPS con circolari. Contributi calcolati sul reddito dichiarato.

Artigiani e commercianti si iscrivono alle gestioni INPS corrispondenti (IVS) e spesso anche a INAIL per l’assicurazione contro gli infortuni. Qui c’è una quota minima fissa, da versare anche con reddito basso. Oltre il minimale paghi contributi aggiuntivi in proporzione al reddito.

Professionisti con cassa (architetti, ingegneri, avvocati, medici, ecc.) si iscrivono alla propria Cassa di previdenza. Ogni Cassa stabilisce aliquote, acconti, minimi e scadenze nel proprio regolamento. Fonti: INPS, casse ordinistiche, Ministero del Lavoro.

Fatturazione elettronica, bollo e operazioni con estero

Fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio (SdI) obbligatoria anche per i forfettari. Base normativa: D.Lgs. 127/2015 e DL 36/2022. “SdI” è il canale pubblico che riceve e inoltra le fatture in formato XML.

Imposta di bollo: 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. L’Agenzia calcola trimestralmente gli importi dovuti sulle e-fatture. Base normativa: DPR 642/1972 e decreti MEF sulla fattura elettronica e sul versamento del bollo.

Operazioni estere. Per acquisti di servizi dall’estero si integra la fattura con documenti elettronici TD17/TD18/TD19 via SdI entro i termini. In tal modo si assolve l’IVA con autofattura o integrazione, quando dovuta. Le regole variano tra UE ed extra-UE. Fonti: Agenzia delle Entrate e DPR 633/1972.

Adempimenti periodici e dichiarativi

Forfettario. Non addebita IVA in fattura e non la detrae sugli acquisti. È esonerato da liquidazioni periodiche IVA. Presenta il modello Redditi Persone Fisiche con quadro LM e versa imposta sostitutiva. Deve comunque gestire bollo elettronico e versamenti tramite F24.

Semplificato o ordinario. Esegue liquidazioni IVA periodiche, versa l’IVA con F24, presenta dichiarazione IVA annuale e Redditi PF. Prepara LIPE trimestrali. Gestisce registri IVA e conservazione digitale. Fonti: DPR 633/1972; DPR 322/1998; D.Lgs. 127/2015; provvedimenti AE.

Scadenze tipiche. Pagamenti saldo e primo acconto imposte entro 30 giugno (con possibili proroghe) e secondo acconto entro 30 novembre. Invio del modello Redditi PF di norma entro il 30 novembre. Le date esatte sono confermate ogni anno dall’Agenzia delle Entrate e dal MEF.

Errori tipici e sanzioni

Errori comuni: codice ATECO errato, regime fiscale non idoneo, mancata SCIA, mancato bollo su fatture, e-fatture scartate e non riemesse, dimenticanza acconti. Anche errori nella gestione INPS o Cassa.

Sanzioni. Per infedele dichiarazione: dal 90% al 180% dell’imposta dovuta. Per omessa dichiarazione: dal 120% al 240%. Per tardivi versamenti: 30% riducibile con ravvedimento operoso. Per violazioni IVA su fatture: sanzioni specifiche, anche se l’operazione non rileva ai fini dell’imposta. Fonti: D.Lgs. 471/1997 e D.Lgs. 472/1997, consultabili su Normattiva.

Ravvedimento operoso. Puoi ridurre sanzioni e interessi se regolarizzi prima dei controlli. Più agisci in fretta, più la riduzione è alta. Base normativa: art. 13 D.Lgs. 472/1997.

Regola decisionale rapida

Se prevedi ricavi entro 85.000 euro, poche spese e clienti italiani, valuta il regime forfettario. Paghi imposta sostitutiva e semplifichi gli adempimenti.

Se superi 85.000 euro, hai molti costi con IVA e acquisti strumentali importanti, valuta il regime semplificato. Detrai l’IVA e deduci i costi. Se gestisci più magazzino e investimenti, considera l’ordinario.

Se vendi al dettaglio o online, verifica prima SCIA e requisiti comunali. Se lavori come professionista, verifica se hai una Cassa oppure devi iscriverti alla Gestione Separata.

Se hai clienti esteri, prepara flussi per TD17/TD18/TD19 e controllo del bollo. Se operi solo in Italia con prestazioni di servizi, la gestione è più lineare.

Se non hai tempo per contabilità periodica e scadenze complesse, scegli la soluzione con meno adempimenti compatibile con il tuo volume d’affari e la tua struttura di costi.

Pratica: come fare, passo per passo

1) Pianifica l’attività e scegli il codice ATECO

Scrivi cosa farai, a chi venderai e dove. Individua il codice ATECO principale. Se fai più attività, indicale tutte, ma tieni chiara quella prevalente. Questo facilita anche la scelta previdenziale.

2) Scegli il regime fiscale e verifica requisiti

Controlla i limiti del forfettario e le cause di esclusione. Se non rientri, valuta semplificato o ordinario. Stima l’impatto su IVA e IRPEF. Considera che il principio di cassa tassa gli incassi reali, mentre la competenza tassa i ricavi maturati.

3) Presenta il modello AA9/12 o la ComUnica

Come professionista o impresa senza iscrizione al Registro Imprese, usa AA9/12. Per ditta individuale iscriviti con ComUnica tramite Camera di Commercio. Indica sede, attività, regimi opzionali IVA e contabili.

4) Iscriviti a INPS, Cassa, INAIL se dovuto

Completa le iscrizioni previdenziali. Per artigiani e commercianti gestisci anche il minimale contributivo. Per professionisti verifica i regolamenti di Cassa su minimi, soglie ed esoneri parziali.

5) Predisponi la fatturazione elettronica e il bollo

Attiva un canale per le e-fatture (software, servizio o portale AE). Imposta causali, codici natura e gestione bollo. Testa un’invio di prova e verifica i messaggi di scarto del SdI.

6) Avvia l’attività con SCIA se richiesta

Invia la SCIA al SUAP prima dell’apertura. Allegati e tempi variano in base al Comune e al tipo di attività. Conserva protocolli e ricevute.

7) Monitora incassi, scadenze e acconti

Pianifica i versamenti con un calendario. Calcola gli acconti con metodo storico o previsionale. Archivia documenti in modo ordinato per eventuali controlli.

Scenario Adempimenti iniziali Requisiti/Regime consigliato Tempistiche e scadenze chiave
Professionista senza Cassa (consulente, developer) AA9/12; Gestione Separata INPS; attiva e-fattura; bollo elettronico Forfettario se entro 85.000 euro e requisiti; altrimenti semplificato P.IVA immediata; contributi su reddito; Redditi PF entro 30 novembre; acconti giugno/novembre
Professionista con Cassa (ingegnere, avvocato) AA9/12; iscrizione Cassa; eventuale PEC/domicilio digitale Forfettario se applicabile alle casse; verifica minimi contributivi Cassa Iscrizione Cassa in avvio; contributi e acconti secondo regolamento; Redditi PF entro 30 novembre
Ditta individuale commercio al dettaglio (negozio) ComUnica; SCIA al SUAP; INPS Commercianti; INAIL se dovuto; e-fattura Semplificato se molti costi e IVA; forfettario se margini alti e spese basse SCIA prima dell’apertura; LIPE trimestrali se con IVA; versamenti IVA mensili o trimestrali
E-commerce puro (B2C Italia/UE) ComUnica o AA9/12; SCIA se vendita al dettaglio; settaggio marketplace e SdI Semplificato/OSS per vendite UE se superi soglie; forfettario se volumi bassi Verifica regole OSS/IOSS; gestione bollo; dichiarazioni annuali e IVA secondo opzione
Artigiano (laboratorio, manutenzioni) ComUnica; INPS Artigiani; INAIL; eventuale SCIA per laboratorio Semplificato con IVA se acquisti materiali importanti; forfettario se costi contenuti Iscrizioni contestuali; contributi con minimale; LIPE e dichiarazione IVA se in regime IVA
Multi-attività o passaggio da occasionale AA9/12 con più ATECO; verifica soglie forfettario; aggiornamento iscrizioni Forfettario se totale ricavi entro limiti; altrimenti semplificato Comunicazioni variazione entro 30 giorni; gestione acconti su base consolidata

FAQ

Posso davvero aprire la Partita IVA senza commercialista? Quali rischi corro se sbaglio?

Sì, puoi farlo. L’Agenzia delle Entrate accetta il modello AA9/12 presentato dal contribuente. Puoi anche usare ComUnica per la ditta individuale. Il rischio non è nella procedura in sé, ma nelle scelte errate. Un codice ATECO sbagliato può comportare contributi o autorizzazioni non corretti. Un regime fiscale non adatto può farti pagare più imposte o perdere deduzioni. La mancanza di SCIA, quando necessaria, può portare sospensione dell’attività e sanzioni. Errori sulle e-fatture, come scarti non corretti o bollo non versato, generano sanzioni amministrative. Sulle dichiarazioni, l’infedeltà è sanzionata dal 90% al 180% dell’imposta, l’omissione dal 120% al 240%. Puoi ridurre i rischi studiando le istruzioni ufficiali, usando software affidabili e controllando le fonti normative su Normattiva e sui portali istituzionali.

Forfettario o semplificato: come scelgo in pratica e quali sono i requisiti aggiornati?

Parti dalla stima ricavi e dai costi. Se prevedi ricavi entro 85.000 euro e costi bassi, il forfettario è spesso efficiente. Paghi imposta sostitutiva del 15% o del 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up” (nessuna attività simile nei 3 anni precedenti, avvio ex novo, non prosecuzione di lavoro dipendente prevalente e altri limiti). Se invece prevedi costi e investimenti importanti, conviene il semplificato perché deduci i costi reali e detrai l’IVA sugli acquisti. Ricorda che nel forfettario l’IVA non si detrae e si applica un coefficiente di redditività per calcolare il reddito. Le regole si trovano nella L. 190/2014 e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate. Verifica anche le cause di esclusione: partecipazioni in società di persone o controllo di SRL con attività riconducibile, superamento delle soglie, e altre indicate dalla legge.

Quando devo presentare la SCIA e a chi? Vale anche per l’e-commerce?

La SCIA si presenta al SUAP del Comune prima di iniziare attività soggette. Serve per commercio al dettaglio, somministrazione alimenti e bevande, estetica, acconciatura, laboratori artigiani con impatto sanitario, e altri casi previsti dal D.Lgs. 222/2016 e dalle norme locali. Per l’e-commerce che vende al dettaglio, molte amministrazioni inquadrano l’attività come commercio al dettaglio via internet, quindi richiedono SCIA. La SCIA attesta requisiti morali e professionali, conformità dei locali o dell’organizzazione e il rispetto di norme settoriali. La base legale è l’art. 19 L. 241/1990 e il DPR 160/2010 per lo sportello unico. Consulta sempre il regolamento comunale perché possono esistere modulistiche e allegati specifici.

Come gestisco la fatturazione elettronica e l’imposta di bollo nel forfettario?

Anche nel forfettario devi emettere fatture elettroniche via SdI. Nel campo natura IVA userai il codice corretto per operazioni non soggette a IVA nel regime forfettario. Se l’importo supera 77,47 euro e l’operazione è senza IVA, scatta il bollo di 2 euro. Il sistema somma i bolli del trimestre e l’Agenzia delle Entrate rende disponibile l’importo dovuto. Versi con F24 secondo le scadenze fissate dai provvedimenti MEF. Se la fattura viene scartata, devi riemettere entro 5 giorni per non perdere la data corretta. Per operazioni con l’estero, genera documenti di integrazione/autofattura TD17/TD18/TD19. Queste regole derivano dal D.Lgs. 127/2015, dal DL 36/2022 e dai provvedimenti tecnici dell’Agenzia delle Entrate.

Quali sono le scadenze fiscali principali e come calcolo gli acconti senza sbagliare?

Le scadenze variano ogni anno con i calendari ufficiali. In generale, saldo e primo acconto entro fine giugno, secondo acconto entro fine novembre. L’invio del modello Redditi PF di norma entro il 30 novembre. Se sei nel regime IVA, liquidazioni mensili o trimestrali e LIPE trimestrali. Per il calcolo acconti puoi usare il metodo storico (sulla base dell’imposta dell’anno prima) o il metodo previsionale (sulla base dell’imposta attesa). Il metodo previsionale è utile se prevedi un reddito più basso, ma comporta rischi di sanzioni se sbagli stima. Le regole sugli acconti sono in TUIR e nei provvedimenti annuali dell’Agenzia delle Entrate. In caso di errore nei versamenti, puoi usare il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997) per ridurre sanzioni e interessi.

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