Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per capire qual è il tuo regime fiscale verifica la dichiarazione dei redditi, confronta ricavi/compensi dell’anno passato con le soglie e controlla eventuali cause di esclusione previste dalla legge.
- Controlla il Modello Redditi: quadro LM (forfettario), RG (semplificata), RF (ordinaria), VO (opzioni), e l’eventuale dichiarazione/LIPE IVA.
- Confronta i ricavi/compensi con le soglie cardine: 85.000 euro (forfettario) e 500.000/800.000 euro (semplificata ex art. 18 DPR 600/1973).
- Valuta adempimenti e cause di esclusione: IVA, ritenute, ISA, partecipazioni societarie, controllo in Srl, prevalenza verso ex datore di lavoro.
Perché è importante capire subito il tuo regime fiscale
Il regime fiscale guida imposte, contributi, IVA e adempimenti. Sbagliare regime costa: sanzioni, maggiori imposte e perdita di agevolazioni. La scelta dipende da ricavi/compensi, struttura dei costi e organizzazione dell’attività.
La cornice normativa è in Normattiva: TUIR (DPR 917/1986) per l’IRPEF, DPR 633/1972 per l’IVA, DPR 600/1973 per la contabilità, e Legge 190/2014 art. 1 commi 54–89 per il regime forfettario (modifiche: Legge 145/2018, Legge 197/2022, Legge 213/2023). Le prassi dell’Agenzia delle Entrate chiariscono i dettagli operativi.
Le aliquote IRPEF sono per scaglioni e possono variare con la Legge di Bilancio. Verifica sempre gli scaglioni in vigore nell’anno di imposta di riferimento su fonti ufficiali.
Come verificare subito il tuo regime, anche senza consulente
1) Guarda le tue ultime dichiarazioni
Apri il Modello Redditi dell’ultimo anno.
Se compili il quadro LM, sei nel forfettario. Se usi il quadro RG, sei in semplificata. Se usi il quadro RF, sei in ordinaria. Nel quadro VO trovi eventuali opzioni o revoche.
Se presenti dichiarazione IVA e LIPE, applichi l’IVA (quindi non sei in forfettario). Se non le presenti, potresti essere forfettario o esonerato per altri motivi: verifica le fatture emesse.
2) Controlla cosa c’è scritto nelle fatture
Se applichi l’IVA con aliquote 22/10/5/4%, sei in semplificata o ordinaria. Se non applichi IVA e riporti una dicitura come “operazione in franchigia da IVA – regime forfettario (art. 1 commi 54–89 L. 190/2014)”, sei in forfettario.
Se non subisci o non operi ritenute d’acconto, è un indizio di forfettario. Se applichi ritenute ai professionisti o le subisci, sei fuori dal forfettario.
Se apponi l’imposta di bollo da 2 euro sulle fatture oltre 77,47 euro e versi periodicamente il bollo virtuale, è coerente con il forfettario.
3) Metti in fila i numeri dell’anno precedente
Somma gli incassi o ricavi dell’anno chiuso. Se sei un professionista o in forfettario vale il principio di cassa: contano gli incassi.
Confronta con le soglie: fino a 85.000 euro puoi stare nel forfettario (salvo cause di esclusione). Entro 500.000/800.000 euro rientri nella semplificata. Oltre, scatti in ordinaria.
Se hai superato 100.000 euro nel corso dell’anno in forfettario, l’uscita è immediata da quel momento, con applicazione dell’IVA dal superamento (Legge 197/2022).
Panoramica tecnica dei regimi: quando conviene e perché
Regime forfettario: imposta sostitutiva e costi “stimati”
Cos’è: un regime agevolato con imposta sostitutiva che semplifica IVA e imposte. Non addebiti IVA, non detrai IVA, non applichi ritenute.
Soglia: fino a 85.000 euro di ricavi/compensi nell’anno precedente; uscita immediata se superi 100.000 nell’anno in corso (Legge 190/2014, come modificata dalla Legge 197/2022).
Imposte: paghi un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito forfetario. Puoi pagare il 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di nuova attività (assenza attività simile nei 3 anni precedenti, non mera prosecuzione, e altre condizioni dei commi 65 e seguenti).
Reddito: si calcola con il coefficiente di redditività (esempio 78% per molte attività professionali). È una percentuale che stima il margine. Si applica ai ricavi/compensi incassati.
Contributi: paghi i contributi alla gestione INPS corretta (Gestione Separata o Artigiani/Commercianti). I contributi versati si sottraggono dal reddito forfetario, riducendo l’imposta.
Cause di esclusione tipiche (commi 57 e seguenti L. 190/2014): partecipazioni in società di persone o associazioni; controllo di Srl con attività riconducibile; applicazione di regimi IVA speciali; residenza estera salvo eccezioni SEE; attenzione alla prevalenza di operazioni verso l’ex datore di lavoro nei due anni precedenti.
Regime semplificato: IVA e cassa, ma deduci i costi reali
Cos’è: regime “ordinario” in contabilità semplificata per chi resta sotto soglie di ricavi (art. 18 DPR 600/1973). Gestisci l’IVA e deduci i costi effettivi.
Soglie: fino a 500.000 euro per servizi; fino a 800.000 euro per altre attività. Se superi, scatti in ordinaria.
Imposte: IRPEF a scaglioni sul reddito vero (ricavi incassati meno costi pagati), addizionali, e imposta sostitutiva non prevista. Applichi e versi l’IVA, detrai l’IVA sugli acquisti.
Metodo: principio di cassa “allargato” per imprese minori e professionisti (incassi e pagamenti). È più fedele ai flussi reali.
Regime ordinario: IVA e competenza, più controllo ma più oneri
Cos’è: contabilità ordinaria, tipica di chi supera le soglie o per scelta. Richiede libro giornale, inventari e scritture complete.
Metodo: principio di competenza. Rilevi ricavi e costi quando maturano, non quando incassi o paghi. È più accurato ma più complesso.
Imposte: IRPEF a scaglioni per persone fisiche o IRES per società. L’IRAP non si applica a imprese individuali e professionisti dal 2022 (Legge 234/2021), resta per società.
Adempimenti trasversali 2026: cosa non sbagliare
Fatturazione elettronica ed estero
Dal 2024 la e-fattura è estesa a tutti, inclusi i forfettari, salvo limitate esclusioni (DL 36/2022 e norme di attuazione). Conserva le fatture per 10 anni secondo il Codice Civile.
L’esterometro è stato sostituito dalla trasmissione delle operazioni transfrontaliere via Sistema di Interscambio. Se emetti o ricevi fatture con soggetti esteri, invia i dati nei termini previsti.
ISA al posto degli “studi di settore”
Gli ISA misurano l’affidabilità fiscale. Non sono un’imposta ma incidono su controlli e premialità. Si applicano in semplificata e ordinaria, non in forfettario.
Scadenze tipiche
Saldo e primo acconto a fine giugno; secondo acconto a fine novembre. Liquidazioni IVA mensili o trimestrali; dichiarazioni annuali a calendario. Verifica sempre le scadenze dell’anno su Agenzia delle Entrate.
Regola decisionale rapida
Se i tuoi incassi/ricavi dell’anno precedente non superano 85.000 euro e non ricadi in cause di esclusione, valuta il forfettario. Hai imposta sostitutiva e adempimenti semplificati.
Se superi 85.000 ma resti sotto 500.000/800.000 euro, o ti conviene detrarre costi e IVA, scegli la semplificata. Usi la cassa e deduci i costi reali.
Se superi 500.000/800.000 euro, hai magazzino rilevante, o cerchi massima tracciabilità contabile, finisci o opti per l’ordinaria. Applichi la competenza.
Se in forfettario superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito: da quel momento applichi l’IVA e cambi in semplificata/ordinaria.
Se hai tanti costi con IVA elevata da detrarre, semplificata/ordinaria spesso battono il forfettario. Se i costi sono bassi e il margine è alto, il forfettario è spesso più leggero.
Fonti normative da conoscere (senza link)
DPR 917/1986 (TUIR) per IRPEF e determinazione del reddito. DPR 633/1972 per IVA. DPR 600/1973 art. 18 per contabilità semplificata. Legge 190/2014 art. 1 commi 54–89 per il forfettario, come modificata da Legge 145/2018, Legge 197/2022 e Legge 213/2023.
DL 36/2022 e provvedimenti attuativi per la fatturazione elettronica estesa ai forfettari. Codice Civile artt. 2214–2220 per obblighi di contabilità e conservazione. Verifica sempre in Normattiva e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate gli aggiornamenti annuali.
| Scenario | Requisiti/soglie | Adempimenti chiave | Tempistiche e note operative | Fonti normative |
|---|---|---|---|---|
| Nuova apertura Partita IVA (professionista) | Stima compensi anno ≤ 85.000 per forfettario; nessuna causa di esclusione | Scelta regime in dichiarazione inizio attività; e-fattura; bollo; INPS Gestione Separata | Opzione/valutazione al momento dell’apertura; comportamento concludente e indicazione nel primo Modello Redditi | L. 190/2014; DPR 633/1972; DL 36/2022 |
| Forfettario supera 85.000 ma ≤ 100.000 | Resti forfettario nell’anno; uscita dall’anno successivo | Nessuna IVA nell’anno; verserai imposta sostitutiva su reddito forfetario | Dal 1° gennaio successivo applicherai IVA e passerai a semplificata/ordinaria | L. 190/2014 come mod. da L. 197/2022 |
| Forfettario supera 100.000 in corso d’anno | Uscita immediata; IVA dovuta dal momento del superamento | Emissione fatture con IVA dopo il superamento; calcolo pro-rata temporale | Attenzione alla numerazione e alla gestione del bollo/IVA nel cambio | L. 197/2022 |
| Semplificata impresa di servizi | Ricavi anno precedente ≤ 500.000; cassa “allargata” | IVA; registri IVA; ISA; registro incassi e pagamenti | LIPE trimestrali o mensili; dichiarazione IVA annuale; Redditi con quadro RG | DPR 600/1973 art. 18; DPR 633/1972 |
| Semplificata commercio/altre attività | Ricavi anno precedente ≤ 800.000 | Come sopra; gestione magazzino semplificata | Verifica soglie ogni anno; opzione per ordinaria vincolante per 3 anni | DPR 600/1973; DPR 442/1997 (opzioni) |
| Ordinaria per superamento soglie | Ricavi oltre 500.000/800.000 o opzione | IVA; libro giornale; inventari; ISA; eventuale revisore se società | Competenza economica; dichiarazioni complete; più reporting | DPR 600/1973; DPR 633/1972; Codice Civile |
| Professionista con lavoro dipendente | Forfettario ammesso se rispetti soglie e non ricadi in esclusioni | Nessuna ritenuta subita su compensi forfettari; contributi deducibili | Attenzione a operazioni verso ex datore negli ultimi due anni | L. 190/2014 commi 57 e seguenti |
FAQ
Come faccio a capire in pochi minuti se sono in forfettario senza chiedere al commercialista?
Controlla tre elementi. Primo: le fatture emesse. Se non applichi IVA e riporti una dicitura che richiama l’art. 1 commi 54–89 della L. 190/2014, è un forte indizio di forfettario. Se sulle fatture sopra 77,47 euro paghi l’imposta di bollo da 2 euro e non applichi ritenute d’acconto, l’indizio si rafforza. Secondo: la tua ultima dichiarazione dei redditi. Se hai compilato il quadro LM sei in forfettario; se hai presentato dichiarazione IVA e LIPE non sei in forfettario. Terzo: i versamenti F24. Se non trovi codici tributo IVA periodica ma versi l’imposta di bollo virtuale e l’imposta sostitutiva in sede di saldo/acconti, sei probabilmente in forfettario. In caso di dubbi, confronta gli incassi dell’ultimo anno con la soglia di 85.000 euro e verifica le cause di esclusione previste dalla L. 190/2014.
Ho superato 85.000 euro a novembre: resto forfettario fino a fine anno o esco subito?
Dipende dall’entità del superamento. Se superi 85.000 ma resti entro 100.000 euro nell’anno in corso, resti in forfettario fino al 31 dicembre e uscirai dal regime dal 1° gennaio successivo. In quell’anno continuerai a non applicare IVA e calcolerai l’imposta sostitutiva sul reddito forfetario. Se invece superi 100.000 euro nel corso dell’anno, scatta l’uscita immediata: dal momento del superamento devi emettere fatture con IVA e gestire gli adempimenti IVA (registri, liquidazioni). È fondamentale annotare la data e il numero della fattura con cui avviene il superamento, per dimostrare quando cambia il trattamento. Questa regola è stata introdotta dalla Legge 197/2022, che ha aggiunto la soglia di uscita immediata per rendere più equa la transizione.
Posso avere il forfettario se lavoro anche come dipendente?
Sì, il lavoro dipendente non esclude di per sé il forfettario. Devi però rispettare le soglie di ricavi/compensi e non ricadere nelle cause di esclusione previste dalla L. 190/2014. Presta attenzione a un punto: se svolgi la tua attività con Partita IVA prevalentemente per il tuo datore di lavoro attuale o per quello cessato nei due anni precedenti, potresti ricadere nella causa di esclusione sulla “mera prosecuzione” o prevalenza. Serve una valutazione concreta dei rapporti e delle fatture. In forfettario non subisci ritenute d’acconto sui compensi e non detrai l’IVA, ma deduci integralmente i contributi previdenziali versati. Ricorda che la tassazione del reddito da lavoro dipendente segue le regole ordinarie IRPEF previste dal TUIR, mentre l’attività in forfettario è soggetta a imposta sostitutiva: le due tassazioni convivono e si sommano nel calcolo degli acconti.
Quando conviene passare da semplificata a ordinaria (o viceversa)? Ci sono vincoli?
Conviene passare in ordinaria quando i volumi crescono, i costi sono complessi, hai magazzino importante o devi presentarti a banche/investitori con bilanci più dettagliati. Conviene restare o passare in semplificata se i ricavi restano entro le soglie di 500.000/800.000 euro e vuoi beneficiare della cassa e di adempimenti più snelli. Le opzioni contabili sono regolate dal DPR 442/1997: in generale, l’opzione è desumibile dal comportamento concludente e poi si comunica nel quadro VO della prima dichiarazione IVA utile. L’opzione è vincolante per almeno tre anni e poi si rinnova di anno in anno finché non la revochi con le stesse modalità. Se superi le soglie dell’art. 18 DPR 600/1973, il passaggio a ordinaria è obbligatorio. Pianifica il cambio regime a fine anno per minimizzare effetti su IVA, rimanenze e competenza/cassa.
Quali registri devo tenere nei diversi regimi e per quanto tempo?
In forfettario non hai registri IVA obbligatori, ma devi numerare e conservare le fatture, versare il bollo sulle fatture elettroniche e tenere prova dei compensi incassati. In semplificata devi tenere i registri IVA e, se impresa, il registro incassi e pagamenti; se professionista, un registro compensi e spese. In ordinaria servono libro giornale, libro inventari e le scritture ausiliarie, oltre ai registri IVA. La conservazione è decennale secondo il Codice Civile (artt. 2214–2220). La fatturazione elettronica va conservata a norma, con un sistema di conservazione digitale che garantisca autenticità e integrità dei documenti. Anche quando la legge non impone un registro specifico, conservare contratti, estratti conto e note spese aiuta a superare eventuali controlli fiscali e a ricostruire correttamente il reddito.
