Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se sei in regime forfettario devi emettere la fattura elettronica via Sistema di Interscambio. Usa i servizi dell’Agenzia delle Entrate o un software abilitato. Inserisci diciture, codici e bollo dove richiesto.
- Obbligo generalizzato di e-fattura per i forfettari dal 1° gennaio 2024 (DL 36/2022, convertito in L. 79/2022; D.Lgs. 127/2015).
- Diciture e codici specifici: RegimeFiscale RF19, Natura N2.2, bollo virtuale se dovuto, niente IVA né ritenuta.
- Termini: immediata entro 12 giorni; differita entro il 15 del mese successivo; conservazione digitale a norma.
Perché questa guida ti serve se sei in regime forfettario
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato. Si basa su un reddito calcolato a forfait e sul principio di cassa. In parole semplici, paghi le imposte su quanto incassi.
Dal 2024 emettere fatture elettroniche è obbligatorio anche per i forfettari. La regola vale per tutte le operazioni rilevanti ai fini IVA, anche se non addebiti l’IVA in fattura. Lo stabiliscono il D.Lgs. 127/2015 e l’art. 18 del DL 36/2022, convertito in L. 79/2022.
La fattura elettronica passa dal Sistema di Interscambio (SdI). SdI controlla il file e lo recapita al cliente. La fattura è emessa quando SdI la accetta. La numerazione deve essere progressiva e coerente.
Riferimenti normativi essenziali
I contenuti obbligatori della fattura stanno nell’art. 21 del DPR 633/1972. L’obbligo di e-fattura e la piattaforma SdI sono nel D.Lgs. 127/2015. L’estensione ai forfettari viene dal DL 36/2022. Le sanzioni per errori o ritardi sono nel D.Lgs. 471/1997. Le regole sul bollo sulle fatture elettroniche sono nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e nei decreti del MEF. Puoi verificare i testi su Normattiva e sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
Strumenti per emettere la fattura elettronica
Hai quattro vie, tutte valide. Scegli in base a volume di fatture, funzioni e comodità.
- Portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate. È gratuito. Gestisce emissione, invio, ricezione e bollo.
- App Fatturae dell’Agenzia delle Entrate. Utile da smartphone o tablet. Pratica per fatture semplici.
- Software desktop dell’Agenzia delle Entrate. Funziona anche offline. Poi invii quando ti connetti.
- Software terzi abilitati alla fatturazione elettronica. Offrono automazioni, modelli, scadenzari, pagamenti e conservazione.
Qualunque soluzione usi, il file deve rispettare il tracciato FatturaPA. SdI rifiuta file non conformi. Non inviare PDF al posto dell’XML. Il PDF è solo una copia di cortesia.
Dati obbligatori da inserire in fattura
Questi campi non possono mancare. Se li sbagli, rischi scarti o sanzioni.
- Data e numero progressivo della fattura.
- I tuoi dati: denominazione o nome, sede, Partita IVA; codice fiscale se diverso.
- Dati del cliente: denominazione o nome, sede, Partita IVA o codice fiscale.
- Codice destinatario SdI o PEC del cliente; per consumatore finale si usa “0000000”.
- Descrizione chiara di beni e servizi. Indica periodo, quantità, unità di misura.
- Corrispettivi e eventuali sconti. Importi in euro, arrotondati ai centesimi.
- Indicazioni fiscali tipiche del forfettario.
Diciture, codici e campi specifici per il forfettario
Per il forfettario non c’è IVA in fattura. Devi però segnalare perché. Ecco cosa indicare nel file XML e nella descrizione.
- RegimeFiscale: RF19 (regime forfettario). È un campo del tracciato FatturaPA.
- Natura operazione: N2.2 (operazioni non soggette – altri casi). Serve al posto dell’aliquota IVA.
- Diciture consigliate nel campo causale: “Operazione in regime forfettario ex art. 1, commi 54-89, L. 190/2014. Operazione non soggetta a IVA. Non soggetta a ritenuta d’acconto.”
- Imposta di bollo: flag di bollo a “SI” se dovuta. L’importo è 2,00 euro. Si paga in modo virtuale.
- Contributi previdenziali: se hai cassa di categoria, inserisci il contributo integrativo (aliquota prevista). Se sei in Gestione Separata, la rivalsa 4% è facoltativa. Specifica chiaramente la voce.
Imposta di bollo sulle fatture elettroniche
Il bollo di 2 euro è dovuto quando la fattura è senza IVA e l’importo supera 77,47 euro. Vale anche per i forfettari. Nelle e-fatture il bollo è virtuale.
Il sistema dell’Agenzia calcola e propone il dovuto per trimestre. Paghi con addebito in conto o F24. Scadenze ordinarie: 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e fine febbraio dell’anno successivo. Se il dovuto dei primi periodi è sotto certe soglie, puoi posticipare secondo i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Controlla sempre l’area riservata Fatture e Corrispettivi. Trovi il riepilogo aggiornato. La base giuridica è nei decreti del MEF sull’imposta di bollo e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Tempi di emissione, tipologie e numerazione
Fattura immediata: emettila entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione. La data operazione può essere diversa dalla data di invio, ma resta entro i 12 giorni.
Fattura differita: se consegni beni con DDT, puoi fatturare entro il 15 del mese successivo. Allegare riferimenti dei DDT è buona prassi.
Acconti e saldi: puoi fatturare l’acconto al momento dell’incasso e il saldo alla consegna o al saldo finale. Mantieni coerenza di causali e importi.
Numerazione: scegli un criterio chiaro e progressivo. Esempi: “2026/001, 2026/002…” oppure “F-001, F-002…”. Non saltare numeri. Non usare duplicati.
Errori frequenti, come evitarli e sanzioni
Gli errori più comuni: codice destinatario errato, natura IVA mancante, bollo non indicato, diciture incomplete, data oltre i termini. Usa modelli preimpostati e controlli automatici.
Se SdI scarta il file, la fattura non esiste. Correggi e reinvia entro 5 giorni dalla notifica di scarto. Mantieni la stessa numerazione o usa un nuovo numero con nota interna, ma assicurati di coerenza contabile.
Se emetti in ritardo o senza fattura, si applica il D.Lgs. 471/1997. Se l’operazione comporta IVA, la sanzione è tra il 90% e il 180% dell’imposta. Per operazioni senza IVA (tipiche del forfettario), la sanzione va da 250 a 2.000 euro. La riduzione per ravvedimento operoso è possibile secondo il D.Lgs. 472/1997.
Regola decisionale rapida
Segui questi passaggi logici per decidere cosa fare, quando e come.
- Ho effettuato l’operazione? Se sì, decidi: immediata entro 12 giorni o differita entro il 15 del mese successivo con DDT.
- Cliente italiano con Partita IVA? Usa codice destinatario o PEC. Inserisci RF19 e N2.2. Niente IVA né ritenuta.
- Cliente consumatore finale? Usa “0000000” come codice destinatario. Invia comunque via SdI. Fornisci copia di cortesia se richiesta.
- Importo senza IVA supera 77,47 euro? Imposta il bollo a 2 euro e verifica il pagamento trimestrale.
- Ho ricevuto scarto SdI? Correggi e reinvia entro 5 giorni. Mantieni coerenza di data e numerazione.
Esempio pratico di compilazione
Scenario: professionista in regime forfettario. Emissione di fattura B2B per consulenza.
Compila così: data fattura (oggi), numero progressivo (2026/045). Dati tuoi e del cliente. Descrizione: “Consulenza mese di luglio 2026, ore 10, tariffa 80 euro/ora”. Totale imponibile 800 euro. Nessuna IVA. Natura: N2.2. RegimeFiscale: RF19. Diciture: “Regime forfettario ex L. 190/2014. Operazione non soggetta a IVA. Non soggetta a ritenuta d’acconto”. Importo supera 77,47 euro, quindi bollo: “SI”. Totale documento 802 euro.
Invia via SdI. Attendi ricevuta di consegna. Archivia la copia e attiva la conservazione digitale.
Casi particolari: B2C, estero e sanità
Fatture a consumatori finali (B2C)
Usa il codice destinatario “0000000”. Indica il codice fiscale del cliente se lo possiedi. Invia la copia di cortesia in PDF se richiesta. La versione valida resta l’XML accettato da SdI.
Operazioni con soggetti esteri
Per cessioni a clienti esteri, puoi emettere una fattura elettronica con identificativi esteri e invio a SdI. Segui le specifiche tecniche del tracciato. Per acquisti esteri, verifica gli adempimenti di integrazione o autofattura previsti dall’art. 17 del DPR 633/1972. In regime forfettario l’IVA eventualmente dovuta non è detraibile. Le comunicazioni transfrontaliere transitano tramite SdI secondo i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Prestazioni sanitarie a persone fisiche
Per soggetti obbligati all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, valgono regole privacy specifiche. In vari casi non si emette e-fattura verso il consumatore per quelle prestazioni. Verifica i provvedimenti vigenti del MEF e dell’Agenzia delle Entrate prima di emettere la fattura elettronica.
Conservazione digitale a norma
La conservazione garantisce valore legale nel tempo. Va eseguita secondo le regole tecniche nazionali. Puoi usare il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate o un conservatore accreditato.
Conserva anche le notifiche SdI e gli esiti. Organizza le fatture per anno e numero. La conservazione deve rispettare le scadenze e i metadati previsti dalle norme tecniche. Consulta le fonti su Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Checklist finale prima dell’invio
- Numero e data coerenti e progressivi.
- Dati anagrafici completi di cedente e cessionario.
- Codice destinatario o PEC corretti.
- RegimeFiscale RF19 e Natura N2.2 impostati.
- Diciture su regime forfettario e assenza ritenuta.
- Bollo virtuale segnato se dovuto.
- Descrizione prestazione con periodo e quantità.
- Contributi previdenziali indicati correttamente, se presenti.
- Controllo formale prima di inviare a SdI.
Tabella scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | Requisiti fiscali | Campi e codici da usare | Termini e adempimenti |
|---|---|---|---|
| B2B Italia (cliente con Partita IVA) | Forfettario senza IVA e senza ritenuta d’acconto | RegimeFiscale RF19; Natura N2.2; diciture L. 190/2014; codice destinatario cliente | Immediata entro 12 giorni o differita entro il 15 del mese successivo; conservazione digitale |
| B2C Italia (consumatore finale) | Fattura elettronica sempre via SdI; copia di cortesia su richiesta | RegimeFiscale RF19; Natura N2.2; codice destinatario “0000000”; CF cliente se disponibile | Emissione entro 12 giorni; bollo a 2 euro se totale senza IVA > 77,47 euro |
| Cessione a cliente estero | Fattura elettronica con dati esteri; no IVA in forfettario | RF19; N2.2; identificativi esteri; indicazioni su operazione transfrontaliera | Invio tramite SdI secondo specifiche; conservazione; verifica adempimenti comunicativi |
| Servizio ricevuto da fornitore estero | Possibile autofattura/integrazione art. 17 DPR 633/1972; IVA non detraibile | Documento integrativo/autofattura secondo tracciato; causali specifiche | Emissione nei termini di legge; eventuale versamento IVA; conservazione |
| Prestazioni con DDT (fattura differita) | Documenti di trasporto corretti e numerati | Riferimenti DDT nel corpo fattura; RF19; N2.2 | Emissione entro il 15 del mese successivo; bollo se dovuto |
| Fattura con contributo previdenziale | Aliquota contributiva prevista dalla cassa o rivalsa 4% facoltativa | Voce separata “Contributo integrativo” o “Rivalsa”; RF19; N2.2 | Non soggetta a IVA; rientra nel conteggio soglia bollo |
FAQ
Devo emettere la fattura elettronica anche se il cliente è un privato senza Partita IVA?
Sì. Dal 2024 l’obbligo di e-fattura vale anche per i forfettari che fatturano a consumatori finali. Usa il codice destinatario “0000000”. Invia la fattura via SdI. Puoi dare al cliente una copia di cortesia in PDF, ma non sostituisce l’XML. Inserisci RegimeFiscale RF19 e Natura N2.2. Se l’importo senza IVA supera 77,47 euro, attiva il bollo. I riferimenti sono nel D.Lgs. 127/2015 e nelle specifiche tecniche pubblicate dall’Agenzia delle Entrate.
Quali diciture obbligatorie devo riportare in una fattura elettronica in regime forfettario?
Indica sempre che operi in regime forfettario ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014. Specifica che l’operazione non è soggetta a IVA. Aggiungi che non si applica la ritenuta d’acconto. Nel tracciato FatturaPA imposta RegimeFiscale RF19 e la Natura dell’operazione a N2.2. Se dovuto, contrassegna il bollo. Queste informazioni garantiscono chiarezza per cliente e fisco e allineano il file agli articoli 21 del DPR 633/1972 e alla normativa speciale sul forfettario.
Come funziona l’imposta di bollo sulle e-fatture e quando la pago?
Il bollo di 2 euro scatta se la fattura è senza IVA e l’importo supera 77,47 euro. Lo indichi in fattura elettronica con il flag “SI”. Il pagamento è virtuale e avviene per trimestre. Le scadenze ordinarie sono 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e l’ultimo giorno di febbraio dell’anno successivo. L’Agenzia delle Entrate calcola il dovuto nella tua area riservata. Esistono soglie che consentono di rinviare alcuni versamenti ai trimestri successivi. Le basi giuridiche sono nei decreti del MEF e nei provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate, consultabili sui rispettivi portali.
Ho sbagliato una e-fattura: posso annullarla o modificarla dopo l’invio?
Dopo che SdI accetta la fattura, non puoi modificarla. Se l’errore è formale e non incide su imponibile o causali fiscali, puoi inviare una nota di variazione descrittiva. Se l’errore riguarda importi o dati essenziali, emetti una nota di credito e poi una nuova fattura corretta. Se SdI ha scartato la fattura, è come se non fosse mai stata emessa: correggi e reinvia entro 5 giorni. Per i ritardi o omissioni si applicano le sanzioni del D.Lgs. 471/1997, con possibilità di ravvedimento operoso ai sensi del D.Lgs. 472/1997.
Come scelgo lo strumento più adatto per emettere e gestire le e-fatture in forfettario?
Valuta il numero di fatture, la necessità di automazioni e l’integrazione con pagamenti e scadenzario. Per pochi documenti al mese, il portale o l’app dell’Agenzia delle Entrate bastano. Se gestisci listini, acconti, DDT e contributi previdenziali, un software dedicato riduce errori e tempi. Verifica che supporti RF19, N2.2, bollo virtuale, invio a SdI, ricezione, conservazione a norma e report. Controlla anche la gestione degli alert per scadenze del bollo e le funzioni per note di credito e fatture differite. Le specifiche tecniche di SdI e le norme citate (D.Lgs. 127/2015; DL 36/2022 convertito) valgono per tutti gli strumenti, pubblici e privati.
