Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se sei artigiano o commerciante in regime forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS; se è la tua prima iscrizione, puoi valutare anche la riduzione del 50% per i primi tre anni.
- Riduzione del 35% per chi è nel regime forfettario: si richiede sul portale INPS entro il 28 febbraio e resta attiva finché resti nel forfettario.
- Riduzione del 50% per i primi tre anni per la prima iscrizione alla gestione artigiani o commercianti: non è cumulabile con il 35% e si sceglie all’avvio.
- I contributi si compongono di quota fissa e quota sul reddito eccedente il minimale, aggiornati ogni anno dalle circolari INPS.
Panoramica tecnica: riduzioni contributive per artigiani e commercianti
Contesto e definizioni operative
Gestione artigiani e commercianti: è il fondo previdenziale INPS per chi svolge attività d’impresa artigiana o commerciale. I contributi si calcolano con una quota fissa e una quota variabile sul reddito.
Regime forfettario: è il regime fiscale agevolato per persone fisiche d’impresa e professionisti. Determina il reddito con un coefficiente di redditività sui ricavi. Applica un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF e addizionali.
Minimale contributivo: è il reddito minimo su cui paghi sempre la quota fissa. Se superi il minimale, paghi anche la quota percentuale sulla parte eccedente.
Fonti normative ufficiali da conoscere
La riduzione contributiva del 35% per i forfettari discende dalla Legge 23 dicembre 2014, n. 190, commi sul regime forfettario, e dalla prassi INPS che ne disciplina domanda e applicazione. La contribuzione per artigiani e commercianti trova base nella Legge 2 agosto 1990, n. 233 e successive modifiche.
Ogni anno l’INPS pubblica una circolare sui contributi dovuti dagli artigiani e commercianti, con minimale, massimale e aliquote aggiornate. Puoi cercare i testi su Normattiva per le leggi e sul portale INPS per circolari e messaggi. Il Ministero del Lavoro fornisce atti e chiarimenti di contesto.
Riduzione del 35% per chi è nel regime forfettario
Che cos’è e su cosa si applica
Se sei nel regime forfettario e iscritto alla gestione artigiani o commercianti, puoi chiedere la riduzione dei contributi INPS del 35%. L’INPS applica lo sconto su tutto: sia sulla quota fissa, sia sulla quota percentuale sul reddito eccedente.
Lo sconto riduce l’importo da versare. Non modifica però le regole di calcolo del reddito fiscale. I contributi restano deducibili dal reddito forfettario ai fini dell’imposta sostitutiva.
Requisiti, durata e perdita del diritto
Requisito chiave: devi applicare il regime forfettario nel periodo d’imposta. Se esci dal forfettario, perdi il diritto allo sconto dal periodo successivo. Devi comunicarlo all’INPS per evitare indebiti.
La domanda vale anche per gli anni successivi, finché resti nel forfettario. Non serve rinnovarla ogni anno. Se cambi settore o codice ATECO ma resti nel forfettario, la riduzione continua.
Come fare domanda e quando
La domanda si presenta sul portale INPS. Vai nel servizio dedicato alle agevolazioni per artigiani e commercianti e seleziona la riduzione del 35% per forfettari. Completa i campi anagrafici e previdenziali e invia.
Scadenze tipiche: entro il 28 febbraio per gli iscritti già attivi. Se apri la partita IVA o ti iscrivi in corso d’anno, presenta la domanda insieme all’iscrizione o subito dopo. L’INPS indica le finestre nelle proprie circolari annuali.
Riferimenti normativi e prassi
Il regime forfettario e la possibilità di ridurre i contributi sono previsti dalla Legge 190/2014, commi sul nuovo regime forfettario, con atti di prassi INPS che spiegano domanda, effetti e perdita del requisito. Verifica sempre le circolari INPS dell’anno per aliquote e minimale.
Riduzione del 50% per la prima iscrizione: come funziona
Chi può accedere e per quanto tempo
Se ti iscrivi per la prima volta alla gestione artigiani o commercianti, puoi richiedere la riduzione del 50% dei contributi per i primi tre anni. L’agevolazione opera sul totale dei contributi dovuti. Si applica alle posizioni davvero nuove. In genere non spetta se hai già avuto in passato una posizione IVS artigiani o commercianti attiva.
La riduzione riguarda sia la quota fissa, sia l’eventuale quota sul reddito oltre il minimale. I tre anni decorrono dalla data di iscrizione e coprono 36 mesi continuativi.
Requisiti operativi e limiti
Il requisito chiave è la prima iscrizione alla gestione. L’INPS verifica l’assenza di precedenti posizioni contributive nelle stesse gestioni. L’agevolazione non si cumula con il 35% del forfettario. Devi scegliere una sola riduzione per lo stesso periodo.
La prassi INPS precisa modalità e cumulabilità nelle circolari sui contributi per artigiani e commercianti. Le leggi quadro di riferimento sono rintracciabili su Normattiva, con base nella Legge 233/1990 e nelle successive disposizioni attuative.
Domanda e tempistiche
Presenti domanda sul portale INPS in fase di iscrizione o subito dopo l’apertura della posizione. L’INPS applica la riduzione dalla decorrenza indicata nel provvedimento.
Se non richiedi l’agevolazione all’avvio, puoi presentarla entro i termini indicati dalle circolari. Decorrenza e recuperi dipendono dalla prassi dell’anno. Meglio muoversi subito per evitare contributi pieni.
Compatibilità, scelta e strategia: cosa conviene
Non puoi cumulare le due riduzioni
Il -35% per forfettari e il -50% per prime iscrizioni non si sommano sugli stessi contributi. Devi scegliere l’agevolazione più conveniente in base a durata, reddito atteso e prospettive del tuo business.
Come ragionare sulla convenienza
Se prevedi un reddito modesto nei primi tre anni, la riduzione più forte (50%) può portare il maggiore risparmio subito. Se invece conti di restare nel forfettario a lungo, il 35% costante può risultare più vantaggioso sul medio periodo.
Considera anche la crescita del reddito. Con redditi alti, l’effetto percentuale incide molto sulla quota eccedente il minimale. La simulazione di più anni ti aiuta a capire l’impatto complessivo.
Regola decisionale rapida
Usa questi nessi logici per decidere in modo pratico:
- Se è la tua prima iscrizione e prevedi redditi bassi o incerti nei primi 36 mesi, scegli il -50% triennale. Massimizzi lo sconto quando ti serve cassa.
- Se non è la tua prima iscrizione, oppure vuoi uno sconto stabile finché resti nel forfettario, scegli il -35% e mantienilo negli anni.
- Se parti forte e superi il minimale di molto, valuta il beneficio percentuale anno per anno. Confronta tre anni di -50% con più anni di -35%.
- Se pensi di uscire dal forfettario a breve, il -50% nei primi 36 mesi può prevalere, perché il -35% si perde uscendo dal regime.
- Se hai dubbi, fai due simulazioni: scenario A con -50% per 3 anni, scenario B con -35% per N anni. Confronta il totale pagato.
Calcolo dei contributi, scadenze e versamenti
Quote, minimale e aliquote
I contributi si compongono così:
- Quota fissa: la paghi sempre, anche con reddito zero. È calcolata applicando l’aliquota al minimale annuo stabilito dall’INPS.
- Quota variabile: la paghi solo sulla parte di reddito che supera il minimale. Applichi l’aliquota alla quota eccedente.
Il minimale e le aliquote cambiano ogni anno. L’INPS li comunica con una circolare dedicata di inizio anno. Nel 2026 verifica la circolare INPS sui contributi degli artigiani e dei commercianti per importi e percentuali aggiornati.
Scadenze e F24: cosa ricordare
- Quota fissa: paghi in quattro rate. Scadenze tipiche: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio dell’anno successivo. L’INPS può aggiornare le date con i propri atti.
- Quota variabile: versi con saldo e acconti seguendo le scadenze fiscali di fine giugno e fine novembre. Usi l’F24 nella sezione INPS.
- Causali F24: utilizza le causali “AP” per artigiani e “CM” per commercianti, con la tua matricola INPS e i mesi di riferimento. Controlla ogni anno le istruzioni INPS.
Applica la riduzione scelta (35% o 50%) sui contributi dovuti per il periodo coperto dall’agevolazione. L’INPS, di norma, ricalcola i bollettini o i dati precompilati sul portale.
Casi particolari, controlli e errori da evitare
Coadiuvanti e collaboratori familiari
Coadiuvante: è il familiare che ti aiuta in azienda con continuità. Si iscrive alla gestione e paga i contributi sulla propria posizione. Le riduzioni si valutano per ciascuna posizione. Verifica requisiti e prime iscrizioni caso per caso.
Imprese familiari, SAS e SRL artigiane
I soci che lavorano con abitualità e prevalenza si iscrivono alla gestione e versano contributi. Le agevolazioni seguono la posizione previdenziale del singolo socio. In una SRL artigiana, l’obbligo contributivo dipende dal ruolo e dall’attività svolta con carattere personale e prevalente.
Cambio di regime fiscale o cessazione
Se esci dal forfettario, devi comunicare all’INPS di non applicare più il -35%. Se chiudi l’attività, presenti la cessazione anche all’INPS. Attento ai periodi intermedi: i contributi sono dovuti fino alla data di cessazione.
Sospensioni, esoneri e rateazioni
L’INPS può prevedere sospensioni nei comuni colpiti da eventi eccezionali. Puoi anche chiedere la rateazione dei debiti. Queste misure non sostituiscono le riduzioni del 35% o del 50%, ma si possono affiancare se compatibili con le regole dell’anno.
Accredito pensionistico minimo
Pagare meno non riduce i mesi accreditati se versi almeno sul minimale. Se il tuo reddito è sotto il minimale e applichi una riduzione, l’INPS accredita comunque i mesi coperti dalla quota fissa. Verifica sempre la circolare INPS dell’anno per i dettagli.
| Scenario | Requisiti principali | Agevolazione | Domanda e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Forfettario con riduzione 35% | Regime forfettario attivo; iscrizione artigiani/commercianti | -35% su quota fissa e variabile | Domanda su portale INPS entro 28 febbraio; valida anche per gli anni successivi finché resti forfettario |
| Prima iscrizione con riduzione 50% (3 anni) | Nessuna precedente iscrizione alle gestioni artigiani/commercianti | -50% su tutti i contributi per 36 mesi | Domanda all’iscrizione o subito dopo; decorrenza secondo provvedimento INPS |
| Passaggio dal 50% al 35% | Fine dei 36 mesi e permanenza nel forfettario | Dal 4° anno, possibile -35% se in forfettario | Presenta domanda -35% entro 28 febbraio dell’anno successivo al triennio |
| Uscita dal forfettario | Transito a regime ordinario o semplificato | Niente -35%; altre riduzioni secondo prassi INPS | Comunicazione all’INPS per revocare il -35%; versamenti a regime pieno |
| Reddito sotto il minimale | Reddito annuo inferiore al minimale INPS | Paghi solo la quota fissa, ridotta del 35% o del 50% se ammesso | Stesse scadenze della quota fissa; controlla l’applicazione dell’agevolazione |
| Coadiuvanti e soci operativi | Iscrizione personale alla gestione | Agevolazioni valutate per singola posizione | Domande distinte sul portale INPS per ciascun soggetto |
FAQ
1) Posso chiedere sia il -35% sia il -50% insieme per pagare ancora meno?
No. Le due riduzioni non si sommano sullo stesso periodo. Devi scegliere quale applicare. La logica è semplice: la riduzione si applica al totale dei contributi dovuti. Se ne scegli due, entrambe agirebbero sulla stessa base. La prassi INPS sull’agevolazione dei forfettari e sulle prime iscrizioni impone di non cumulare benefici sovrapposti. Scegli l’una o l’altra in base alla tua situazione. Se hai già il -50% perché sei alla prima iscrizione, puoi valutare il passaggio al -35% solo dopo i 36 mesi, sempre che tu sia nel forfettario.
2) Come faccio a capire se mi conviene il -35% per sempre o il -50% per tre anni?
Fai una simulazione pluriennale. Stima i ricavi di tre-cinque anni. Applica il coefficiente di redditività del tuo ATECO (regime forfettario). Calcola la quota fissa e la quota variabile sul reddito oltre il minimale. Applica prima il -50% per 36 mesi. Poi calcola l’alternativa con il -35% per tutti gli anni considerati. Confronta i totali. In genere, il -50% conviene se i primi tre anni hai redditi bassi o incerti e vuoi massimizzare la cassa. Il -35% conviene se resti a lungo nel forfettario e hai redditi stabili o in crescita. Ricorda che le aliquote e il minimale cambiano ogni anno con le circolari INPS.
3) Ho richiesto il -35% da forfettario ma a metà anno passo al regime ordinario. Cosa succede?
La riduzione del 35% si applica solo ai periodi in cui sei in forfettario. Se passi al regime ordinario, devi comunicare all’INPS la perdita del requisito. Da quel momento, versi i contributi a regime pieno. Non devi restituire lo sconto già goduto nei mesi in cui eri in forfettario, salvo errori o indebiti. Controlla la tua posizione sul portale INPS e, se necessario, chiedi un ricalcolo. Le basi normative del forfettario sono nella Legge 190/2014 (Normattiva). Le modalità operative sono nelle circolari INPS annuali.
4) Non ho presentato la domanda entro il 28 febbraio. Posso ottenere comunque la riduzione del 35%?
Dipende dall’anno e dalla tua situazione. La scadenza del 28 febbraio è la regola per chi è già iscritto. Se hai aperto l’attività in corso d’anno, puoi presentare la domanda al momento dell’iscrizione o subito dopo. Se sei già attivo e salti la scadenza, l’INPS di solito applica la riduzione dall’anno successivo. Le circolari INPS precisano gli effetti della tardiva presentazione e le eventuali decorrenze. Agisci in fretta e conserva ricevute e protocolli della domanda.
5) Come incidono le riduzioni sul diritto alla pensione e sugli anni contributivi?
Colpiscono l’importo dovuto, non i mesi accreditati, se versi almeno la quota fissa calcolata sul minimale. Se invece il tuo reddito è molto basso e i versamenti risultano sotto determinate soglie, potrebbero emergere effetti sul montante contributivo, cioè sulla somma virtuale su cui si calcola la pensione. Le regole di accredito seguono la normativa generale della Legge 233/1990 e gli aggiornamenti indicati dall’INPS. In pratica: lo sconto ti fa pagare meno, ma i mesi coperti restano tali se versi la quota fissa. L’impatto sulla futura pensione dipende dall’ammontare complessivo versato negli anni e dal sistema contributivo vigente.
Riferimenti e affidabilità delle informazioni
Perché queste regole sono aggiornate al 2026
Questo contenuto recepisce lo scenario vigente ad agosto 2026. Si basa su tre pilastri: le norme pubblicate su Normattiva (ad esempio la Legge 190/2014 per il regime forfettario e la Legge 233/1990 per la contribuzione degli artigiani e commercianti), le circolari INPS annuali sui contributi, e gli atti e chiarimenti del Ministero del Lavoro. Verifica ogni anno minimale, aliquote e finestre di domanda nelle nuove circolari INPS.
Come ridurre gli errori nella pratica
Controlla sempre: il tuo regime fiscale, la data effettiva di iscrizione INPS, la presenza di prime iscrizioni o posizioni pregresse, le scadenze comunicate dall’INPS per la domanda, e i dati anagrafici nella tua posizione contributiva. Conserva copie delle istanze inviate e dei protocolli rilasciati dal portale INPS.
Quando chiedere supporto
Se i tuoi redditi oscillano, se hai soci o coadiuvanti, o se stai valutando cambi di regime fiscale, una simulazione personalizzata ti evita errori costosi. Le riduzioni sono semplici da capire ma richiedono calcoli precisi per scegliere bene.
