Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
In un preventivo da regime forfettario inserisci dati di fornitore e cliente, servizi dettagliati e prezzo, voci previdenziali corrette, dicitura IVA non applicata, bollo previsto, termini di pagamento, validità e condizioni.
- Indica “Operazione in franchigia da IVA – regime forfettario (L. 190/2014, art. 1, commi 54-89)”. La ritenuta d’acconto non si applica ai forfettari.
- Prevedi imposta di bollo da 2 euro in fattura oltre 77,47 euro (DPR 642/1972). Inseriscila nel preventivo come voce stimata.
- Gestisci correttamente rivalsa 4% (Gestione Separata) o contributo integrativo della Cassa. Artigiani/commercianti: nessuna rivalsa in fattura.
Perché il preventivo conta se lavori in regime forfettario
Il preventivo è la tua offerta scritta. Definisce oggetto, prezzo, tempi e regole del lavoro. Ti tutela e allinea le aspettative.
Non esiste un formato obbligatorio di legge per il preventivo. Il Codice Civile regola proposta e accettazione del contratto (artt. 1321-1326). Quindi il preventivo fa da base all’accordo.
Se lavori con consumatori o come professionista ordinistico, il preventivo scritto è prassi e spesso obbligo informativo. La chiarezza evita contestazioni al momento della fattura.
Cosa inserire: la checklist completa
Dati anagrafici e riferimenti
Inserisci la tua denominazione o nome e cognome, sede, Partita IVA e, se presente, Codice Fiscale. Aggiungi PEC e Codice Destinatario solo come riferimento, anche se servono in fattura.
Inserisci i dati del cliente: ragione sociale o nome e cognome, sede e Partita IVA o Codice Fiscale. Se il cliente è estero, specifica il numero IVA estero o la qualifica di consumatore.
Indica numero e data del preventivo, e una scadenza di validità. Dopo la scadenza, i prezzi possono cambiare.
Descrizione tecnica delle prestazioni
Scrivi cosa farai, con linguaggio semplice e puntuale. Evita frasi generiche. Indica output, fasi, revisioni comprese e materiali esclusi.
Specifica tempi di consegna, milestone e modalità di lavoro. Per servizi continuativi, indica la durata (es. mensile, trimestrale).
Per spese vive (es. advertising, hosting, licenze), separa importi e chiarisci se sono anticipate da te o pagate dal cliente.
Prezzi, sconti e condizioni economiche
Indica il corrispettivo per ogni voce. Specifica eventuali sconti e il totale complessivo. Dichiara se i prezzi sono al netto o al lordo di voci accessorie.
Inserisci termini di pagamento chiari: anticipo, saldo, scadenze. Il D.Lgs. 231/2002 sui ritardi di pagamento consiglia termini certi e interessi in caso di ritardo.
Prevedi penali o extra per urgenze, revisioni fuori scope e trasferte. Indica tariffe orarie per attività aggiuntive.
Voci fiscali specifiche del regime forfettario
IVA: non si applica. Inserisci la dicitura “Operazione in franchigia da IVA – regime forfettario – L. 190/2014, art. 1, commi 54-89”. Si tratta di un regime agevolato che non addebita IVA.
Ritenuta d’acconto: non si applica ai forfettari (L. 190/2014, art. 1, comma 67). Scrivi “Prestazione non soggetta a ritenuta d’acconto”.
Rivalsa 4%: si può indicare solo se sei professionista iscritto alla Gestione Separata INPS. La base è l’art. 1, comma 212, L. 662/1996. È facoltativa, ma diffusissima. Calcolala sul compenso imponibile.
Contributo integrativo della Cassa: se sei iscritto a una Cassa ordinistica (ad esempio architetti, avvocati, ingegneri), applica l’aliquota prevista dal tuo regolamento (spesso 4%). Indicala come voce autonoma. Verifica sul sito della tua Cassa o presso il Ministero del Lavoro.
Artigiani e commercianti: non prevedono rivalsa o contributo integrativo in fattura. I contributi si pagano autonomamente, quindi il preventivo non include una rivalsa previdenziale.
Imposta di bollo: dovuta in fattura per importi superiori a 77,47 euro quando la fattura è senza IVA (DPR 642/1972, Tariffa). Indicala nel preventivo come “Imposta di bollo in fattura se dovuta: 2,00 euro”. L’assolvimento avviene in modalità virtuale per fatture elettroniche secondo il DM 17 giugno 2014.
Clausole legali e privacy
Inserisci condizioni generali chiare (artt. 1341-1342 c.c.). Richiedi approvazione specifica per clausole su penali, limitazioni di responsabilità e foro competente.
Per trattamenti di dati, richiama l’esecuzione dell’incarico e il rispetto delle norme privacy. In preventivo basta una nota sintetica.
Per diritti d’autore o licenze, specifica il perimetro di utilizzo e quando scatta il trasferimento dei diritti (alla consegna o al saldo).
Esempio pratico guidato: social media manager in regime forfettario
Profilo usato nell’esempio
Professionista senza Cassa, iscritto alla Gestione Separata INPS. Applica facoltativamente la rivalsa 4% ai sensi dell’art. 1, comma 212, L. 662/1996.
Voci del preventivo
Dati fornitore e cliente, numero e data del preventivo, validità 30 giorni.
Oggetto: “Gestione profili social aziendali per 1 mese”. Dettagli: piano editoriale, 12 post, 12 grafiche, 4 report, 1 riunione kick-off, 2 revisioni incluse.
Prezzi: gestione mensile 1.000,00 euro. IVA: non applicabile (regime forfettario, L. 190/2014). Ritenuta: non dovuta. Rivalsa INPS 4%: 40,00 euro. Imposta di bollo in fattura se dovuta: 2,00 euro.
Totale stimato: 1.042,00 euro (inclusa rivalsa e bollo se dovuto). Pagamento: 100% anticipato, bonifico, 5 giorni prima dell’avvio. Emissione fattura: alla ricezione del pagamento. Tempi: avvio in 7 giorni dal saldo.
Clausole: una revisione extra 60,00 euro/ora. Spese advertising escluse e a carico del cliente. Forniture terze parti su pre-approvazione. Foro competente e legge applicabile indicati.
Regola decisionale rapida
Come decidere quali voci fiscali inserire
Segui questi passaggi logici semplici.
- Sei in regime forfettario? Sì: non addebiti IVA e non applichi ritenuta d’acconto. Inserisci la dicitura di legge.
- Hai una Cassa professionale? Sì: inserisci il contributo integrativo con l’aliquota della tua Cassa. No: vai al punto successivo.
- Sei in Gestione Separata INPS? Sì: puoi inserire rivalsa 4% sul compenso. No: se sei artigiano/commerciante, non inserire rivalsa.
- Il totale della fattura prevista supera 77,47 euro? Sì: prevedi bollo da 2,00 euro in preventivo. No: non indicarlo.
- Cliente estero B2B UE/extra-UE? Inserisci la nota di non territorialità IVA (art. 7-ter o 7-septies, DPR 633/1972) e ricorda che il bollo può essere dovuto perché la fattura resta senza IVA.
Tempi, fatturazione elettronica e pagamenti
Quando fatturare rispetto al preventivo
Per servizi, l’operazione si considera effettuata al pagamento o, se antecedente, all’emissione della fattura (art. 6, DPR 633/1972). Il preventivo deve quindi indicare chiaramente anticipo e saldo.
La fattura elettronica si trasmette tramite SDI. Per i forfettari l’obbligo è generalizzato dal 2024 (base: D.Lgs. 127/2015 e D.L. 36/2022). Indica nel preventivo tempi e presupposti di emissione (anticipo, SAL o saldo).
Definisci termini di pagamento netti (es. 30 giorni) e interessi di mora secondo D.Lgs. 231/2002. Evita formule vaghe. Proteggi il flusso di cassa.
Riferimenti normativi e prassi utili
Regime forfettario: L. 190/2014, art. 1, commi 54-89; modifiche della L. 197/2022 (soglia 85.000 euro e fuoriuscita immediata oltre 100.000 euro). Consulta il portale Normattiva per i testi vigenti.
IVA e territorialità: DPR 633/1972 (art. 6 su effettuazione, art. 7-ter e seguenti su territorialità). Prassi Agenzia delle Entrate e portale “Fatture e Corrispettivi”.
Imposta di bollo su documenti informatici: DPR 642/1972; DM 17 giugno 2014 e successive modifiche. Per scadenze e versamenti, vedi istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Rivalsa INPS 4%: L. 662/1996, art. 1, comma 212 (professionisti Gestione Separata). Per casse ordinistiche, verifica regolamenti approvati e risorse del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Contratti e condizioni generali: Codice Civile artt. 1321-1326 e 1341-1342. Ritardi di pagamento: D.Lgs. 231/2002.
| Scenario | Voci fiscali da inserire nel preventivo | Requisiti e note operative | Tempistiche tipiche |
|---|---|---|---|
| Professionista in forfettario con Gestione Separata INPS | IVA non applicata; ritenuta non dovuta; rivalsa INPS 4% (facoltativa); bollo 2 euro se fattura > 77,47 euro | Dicitura forfettario L. 190/2014; rivalsa su compenso; bollo in fattura elettronica via SDI | Fattura al pagamento o anticipo; invio SDI entro 12 giorni dalla data documento |
| Professionista in forfettario con Cassa ordinistica | IVA non applicata; ritenuta non dovuta; contributo integrativo (aliquota Cassa); bollo 2 euro se dovuto | Aliquote e regole definite dalla Cassa; indicare contributo come voce autonoma | Fattura a SAL o a saldo; scadenze di pagamento definite dal preventivo |
| Artigiano/commerciante in forfettario | IVA non applicata; ritenuta non dovuta; nessuna rivalsa; bollo 2 euro se dovuto | I contributi si pagano separatamente; non si espongono rivalse in fattura | Fattura al pagamento o alla consegna; FE via SDI come per gli altri contribuenti |
| Cliente estero B2B (UE o extra-UE) | IVA non addebitata per carenza di territorialità (art. 7-ter o segg.); ritenuta non dovuta; rivalsa/contributo come da profilo | Indicare la norma di non territorialità; il bollo può essere dovuto perché la fattura è senza IVA | Fattura al pagamento; verificare obblighi VIES/esterometro secondo prassi vigente |
FAQ
Il preventivo è obbligatorio per chi lavora in regime forfettario?
La legge non impone un modello unico di preventivo per i forfettari. Tuttavia, il preventivo scritto è fondamentale per formare il contratto ai sensi del Codice Civile (artt. 1321-1326). Per i professionisti iscritti ad Albi e Collegi, la normativa sulle professioni (derivata dal DL 1/2012, convertito in L. 27/2012) richiede un’informativa completa al cliente, comprensiva di oneri, spese e compensi. In pratica, equivale a presentare un preventivo di massima. Nei rapporti B2C, il preventivo rafforza la trasparenza sul prezzo. Nei rapporti B2B, il preventivo tutela entrambe le parti su scope, tempi, corrispettivi e penali. Quindi, anche se non sempre obbligatorio per legge, è sempre consigliato e spesso necessario.
Come gestisco l’imposta di bollo nel preventivo e in fattura elettronica?
Nel preventivo indichi il bollo come previsione: “Imposta di bollo in fattura se dovuta: 2,00 euro”. La soglia è 77,47 euro quando la fattura è senza IVA (DPR 642/1972). In fattura elettronica, l’assolvimento avviene in modalità virtuale: il Sistema di Interscambio rileva il bollo e l’Agenzia delle Entrate rende disponibili gli importi da versare periodicamente (DM 17 giugno 2014 e aggiornamenti). Puoi addebitare il bollo al cliente, ma la responsabilità del versamento resta tua. Se prevedi acconti e saldi, valuta il bollo su ciascuna fattura che supera la soglia. Ricorda: il bollo si applica alla fattura, non al preventivo; nel preventivo lo indichi per trasparenza economica.
La rivalsa INPS del 4% è obbligatoria? Va sempre inserita nel preventivo?
La rivalsa 4% è prevista per i professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS dall’art. 1, comma 212, L. 662/1996. È facoltativa: puoi non applicarla, ma è prassi includerla per coprire parte del costo previdenziale. Inseriscila nel preventivo come voce a parte sul compenso. Se invece appartieni a una Cassa professionale, devi applicare il contributo integrativo secondo il regolamento della tua Cassa (spesso 4%, ma può variare). Se sei artigiano o commerciante, non inserire rivalsa o contributo integrativo, perché i contributi si versano autonomamente. In tutti i casi, chiarisci in preventivo la voce previdenziale per evitare equivoci sul totale da pagare.
Come scrivo un preventivo per clienti esteri senza commettere errori fiscali?
Verifica la natura del cliente: impresa o consumatore, UE o extra-UE. Per servizi B2B a soggetti passivi esteri, normalmente la prestazione non è territorialmente rilevante in Italia (art. 7-ter, DPR 633/1972). Indica in preventivo una nota come “Prestazione non soggetta a IVA per carenza di territorialità (art. 7-ter, DPR 633/1972)”. Se sei in regime forfettario, già non applichi IVA, ma la nota spiega il motivo specifico. Il bollo può essere dovuto perché la fattura resta senza IVA e supera 77,47 euro. Per i servizi B2C extra-UE o alcune eccezioni dell’art. 7-septies, valuta la regola di territorialità. Inserisci sempre tempi di pagamento internazionali, valuta, cambio, eventuali costi bancari e clausola di legge applicabile. Per adempimenti comunicativi (VIES, esterometro) consulta le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e il portale Normattiva.
Errori comuni nel preventivo del forfettario e come correggerli
Primo errore: scrivere “IVA esente” invece di indicare la franchigia del regime forfettario. La formula corretta è “Operazione in franchigia da IVA – L. 190/2014”. Secondo errore: applicare la ritenuta d’acconto. Per i forfettari non si applica (comma 67, L. 190/2014). Terzo errore: inserire la rivalsa 4% quando non spetta (artigiani/commercianti) o dimenticarla se sei in Gestione Separata e vuoi applicarla. Quarto errore: non prevedere il bollo nel totale stimato. Anche se il bollo si applica in fattura, è bene mostrarlo nel preventivo. Quinto errore: termini di pagamento vaghi. Indica scadenze, interessi e penali (D.Lgs. 231/2002). Se hai inviato un preventivo errato, inviane uno aggiornato con numero e data nuovi, evidenzia le modifiche e chiedi conferma scritta dell’ultimo documento. Per la fattura già emessa, usa nota di variazione se necessario (art. 26, DPR 633/1972), anche se senza IVA, seguendo la prassi dell’Agenzia delle Entrate.
