Fattura in regime forfettario: come si fa e cosa si inserisce?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

In regime forfettario la fattura non ha IVA né ritenuta. Indica dati obbligatori, eventuale rivalsa INPS 4% o contributo integrativo della cassa, e marca da bollo da 2 euro se superi 77,47 euro.

  • Obbligo di fattura elettronica per tutti i forfettari dal 2024 (D.L. 36/2022, conv. L. 79/2022; prassi Agenzia delle Entrate).
  • IVA non addebitata e ritenuta d’acconto esclusa con dicitura di legge (L. 190/2014, art. 1, commi 54-89).
  • Marca da bollo 2 euro per importi non assoggettati a IVA superiori a 77,47 euro (D.P.R. 642/1972; regole AE su bollo virtuale).

Cos’è il regime forfettario e perché la fattura è diversa

Il regime forfettario è un regime agevolato per autonomi e professionisti. Lo definisce la Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89. Si applica se rispetti i requisiti sui ricavi e le cause di esclusione.

Dal 2023 la soglia di accesso è 85.000 euro di ricavi o compensi annui. L’ha previsto la Legge 197/2022. La Legge 213/2023 ha confermato l’impianto. L’uscita immediata scatta se superi 100.000 euro nell’anno.

La fattura in forfettario non espone l’IVA. Inoltre il cliente non applica la ritenuta d’acconto. Queste due regole nascono dalla stessa norma: Legge 190/2014. La tassazione avviene con imposta sostitutiva, non con IRPEF a scaglioni.

Dati obbligatori: cosa non può mancare

Inserisci sempre questi elementi, come richiesto dall’art. 21 del D.P.R. 633/1972 e dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate:

  • Data e numero progressivo della fattura. La numerazione deve essere univoca e continua nell’anno.
  • I tuoi dati: nome, indirizzo, Partita IVA. Se professionista, anche l’eventuale iscrizione all’ordine e alla cassa.
  • I dati del cliente: denominazione, indirizzo, Partita IVA o codice fiscale.
  • Descrizione chiara del servizio o bene. Specifica quantità, periodo, e condizioni economiche.
  • Importo totale dovuto. Se includi rivalsa o contributo integrativo, evidenziali in riga separata.

Aggiungi le diciture di legge tipiche del forfettario:

  • Operazione non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 (regime forfettario).
  • Compenso non soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, L. 190/2014.

Natura IVA in FatturaPA e campo normativo

Nell’e-fattura FatturaPA, usa una delle nature IVA per operazioni senza imposta. In genere si usa N2.2 (operazioni non soggette – altri casi). Inserisci nel campo “Riferimento Normativo” la dicitura del regime forfettario con il rinvio alla Legge 190/2014.

Non compilare la sezione “Ritenuta” perché per i forfettari non si applica la ritenuta d’acconto. Se addebiti contributi previdenziali (rivalsa o integrativo), compila “DatiCassaPrevidenziale” con il codice della tua gestione.

Rivalsa INPS 4%, contributo integrativo e marca da bollo

Rivalsa INPS 4%: cos’è e quando conviene

La rivalsa del 4% è una maggiorazione facoltativa del compenso per gli iscritti alla Gestione Separata INPS. La base è la Legge 662/1996, art. 1, comma 212. Non è un’imposta. È una quota che aiuta a coprire i contributi.

La inserisci in fattura con una riga separata. Non ha IVA nel forfettario. Concorre al tuo reddito ai fini dell’imposta sostitutiva. Quindi aumenta la base imponibile. Valuta se applicarla in base al mercato e al contratto.

Contributo integrativo delle casse professionali

Se hai una cassa privata (avvocati, ingegneri, medici, ecc.), applichi il contributo integrativo. Le aliquote variano per cassa (esempio comune: 4%). È obbligatorio secondo gli ordinamenti delle Casse.

Anche il contributo integrativo si indica in riga separata e, nel forfettario, non si applica IVA. L’importo incassato entra tra i compensi. I contributi previdenziali obbligatori versati alla cassa sono deducibili dal reddito, come previsto dal TUIR per i contributi previdenziali obbligatori.

Marca da bollo da 2 euro: quando e come

La marca da bollo si applica alle fatture non soggette a IVA di importo superiore a 77,47 euro. La disciplina è nel D.P.R. 642/1972. Sull’e-fattura la paghi in modo virtuale.

In FatturaPA imposta “Bollo virtuale: SÌ” e “Importo: 2,00”. L’Agenzia delle Entrate calcola l’importo dovuto e prevede il pagamento periodico. Paghi tramite addebito o F24, secondo le modalità disponibili nell’area riservata “Fatture e Corrispettivi”.

Se dimentichi il bollo, puoi regolarizzarlo. L’Agenzia delle Entrate indica sanzioni ridotte con ravvedimento operoso. Consulta le istruzioni AE per le scadenze trimestrali e le modalità di versamento.

Fattura elettronica per i forfettari nel 2026

Obbligo generalizzato, canali e tempi

Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria per tutti i contribuenti in forfettario. Lo prevede il D.L. 36/2022, convertito in L. 79/2022, e i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Si usa il Sistema di Interscambio (SdI) con formato XML FatturaPA. Devi trasmettere le fatture B2B, B2C e verso la Pubblica Amministrazione. Per l’estero, emetti una fattura “verso estero” via SdI.

La trasmissione deve avvenire entro i termini previsti dalla normativa IVA e dai provvedimenti AE. Per le sanzioni sui ritardi e gli scarti, si fa riferimento al D.Lgs. 127/2015 e alle circolari AE.

Numerazione, sezionali e correzioni

La numerazione deve essere progressiva e senza salti nell’anno. Puoi usare sezionali distinti (ad esempio F-2026-001). È utile se separi clienti esteri, PA o CIG/CUP.

Per correggere errori economici emetti una nota di credito elettronica (tipo documento TD04). Le variazioni sono regolate dall’art. 26 del D.P.R. 633/1972. Per errori solo formali, puoi stornare e riemettere, seguendo le regole AE.

Casi particolari: estero, PA, acconti

Cliente UE o extra-UE

Se fatturi a un’azienda UE per servizi generici, l’operazione è territorialmente rilevante nel Paese del cliente (art. 7-ter, D.P.R. 633/1972). Emissione senza IVA. Indica “inversione contabile” come prassi descrittiva.

Trasmetti sempre la fattura via SdI con natura N2.2 e riferimento al regime. Per clienti extra-UE, emetti fattura senza IVA e inviala a SdI come documento verso estero. Conserva le prove di esportazione dei servizi, se rilevanti.

Pubblica Amministrazione e split payment

Lo split payment non si applica ai forfettari perché non addebitano IVA. Con la PA emetti comunque FatturaPA con i campi obbligatori di gara (CIG/CUP, se previsti). Rispetta termini di emissione e accettazione.

Acconti e principio di cassa

Nel forfettario vale il principio di cassa semplice: tassazione sui compensi incassati. Lo prevede la Legge 190/2014. Se incassi un acconto, emetti fattura di acconto e tassalo nell’anno di incasso.

Nel saldo indichi il totale e scali quanto già fatturato. In e-fattura usa causali chiare e, se serve, riferimenti alla fattura di acconto.

Regola decisionale rapida

Se… allora… per non sbagliare

  • Se sei in Gestione Separata INPS e vuoi applicare la rivalsa, allora aggiungi il 4% in riga separata, senza IVA, e ricorda che aumenta la base imponibile dell’imposta sostitutiva (L. 662/1996, art. 1, c. 212).
  • Se sei iscritto a una cassa professionale, allora applica il contributo integrativo con l’aliquota prevista dalla tua cassa, senza IVA, e versa il relativo importo alla cassa nei termini del regolamento.
  • Se l’imponibile supera 77,47 euro e l’operazione è senza IVA, allora imposta il bollo virtuale a 2 euro in FatturaPA e versa periodicamente come da istruzioni AE (D.P.R. 642/1972).
  • Se il cliente chiede ritenuta d’acconto, allora specifica che non si applica ai sensi dell’art. 1, comma 67, L. 190/2014 e lascia vuoti i campi di ritenuta in FatturaPA.
  • Se fatturi a soggetto UE B2B per servizi generici, allora emetti senza IVA, indica l’eventuale inversione contabile in descrizione, e invia la fattura via SdI come documento verso estero.
  • Se scopri un errore nell’importo dopo l’invio, allora emetti una nota di credito TD04 e, se necessario, una nuova fattura corretta, ai sensi dell’art. 26, D.P.R. 633/1972.

Esempio numerico commentato

Compenso per prestazione: 1.500 euro. Professionista in Gestione Separata con rivalsa 4%: 60 euro. Totale parziale: 1.560 euro. Importo oltre 77,47 euro e senza IVA: bollo 2 euro. Totale da pagare: 1.562 euro.

In e-fattura: natura N2.2, riferimento normativo al regime forfettario, DatiCassaPrevidenziale con INPS e 4%. Bollo virtuale impostato a 2,00 euro. Nessuna ritenuta. Testo in calce con le due diciture di legge su IVA e ritenuta.

Questo totale rientra tra i compensi dell’anno. La rivalsa incrementa la base. I contributi obbligatori che versi all’INPS restano deducibili dal reddito forfettario, secondo le regole ordinarie sui contributi previdenziali obbligatori.

Tabella operativa

Scenario Cosa inserire in fattura Riferimento normativo Tempistiche e note
Professionista in Gestione Separata con rivalsa 4% Riga rivalsa 4% senza IVA; natura N2.2; diciture su forfettario e no ritenuta; bollo se > 77,47 euro Legge 662/1996, art. 1, c. 212; Legge 190/2014; D.P.R. 642/1972 Fattura al momento dell’incasso o della prestazione pattuita; bollo virtuale con versamento periodico AE
Iscritto a cassa professionale con contributo integrativo Riga contributo integrativo con aliquota della cassa; natura N2.2; diciture forfettario e no ritenuta; bollo se dovuto Statuti/regolamenti della Cassa; Legge 190/2014; D.P.R. 642/1972 Versa contributo integrativo alla cassa nei termini; contributi obbligatori deducibili dal reddito
Fattura a consumatore finale (B2C) italiano E-fattura via SdI; natura N2.2; prezzo totale; diciture obbligatorie; bollo se > 77,47 euro D.L. 36/2022 conv. L. 79/2022; D.P.R. 633/1972, art. 21; D.P.R. 642/1972 Invia entro termini AE; conserva elettronicamente; nessuna ritenuta
Servizio generico a soggetto UE (B2B) Fattura senza IVA; natura N2.2; eventuale nota “reverse charge art. 196 Dir. 2006/112/CE”; dicitura forfettario; bollo se dovuto D.P.R. 633/1972, art. 7-ter; Dir. 2006/112/CE art. 196; Legge 190/2014 Trasmetti via SdI come fattura verso estero; verifica requisiti VIES se necessari per il tuo settore

FAQ

Quali campi devo compilare in una fattura elettronica in regime forfettario, passo per passo?

Parti dall’intestazione con i tuoi dati e quelli del cliente. Imposta data e numero progressivo. Nel corpo inserisci la descrizione chiara della prestazione, quantità, periodo e corrispettivo. Se sei in Gestione Separata, aggiungi la riga “Rivalsa INPS 4%”. Se hai una cassa privata, inserisci la riga “Contributo integrativo” con la tua aliquota. Imposta la natura IVA N2.2 e nel “Riferimento Normativo” scrivi che l’operazione non è soggetta a IVA ex art. 1, commi 54-89, L. 190/2014. Lascia vuoti i campi di ritenuta d’acconto. Se l’importo supera 77,47 euro e non c’è IVA, abilita il bollo virtuale a 2 euro. Nel riepilogo controlla imponibile, eventuali contributi e totale, poi firma o convalida e invia via SdI. Conserva gli esiti (consegna, scarto) e, se serve, reinvia correggendo gli errori formali.

La rivalsa INPS del 4% è obbligatoria? Come incide sulle imposte nel forfettario?

La rivalsa del 4% non è obbligatoria. È una facoltà prevista dalla Legge 662/1996, art. 1, comma 212, per gli iscritti alla Gestione Separata. Puoi applicarla se il contratto o il mercato lo consentono. In regime forfettario la rivalsa aumenta i compensi incassati. Quindi incrementa la base sulla quale si calcola l’imposta sostitutiva. Ricorda che i contributi previdenziali obbligatori che versi restano deducibili dal reddito. In pratica: la rivalsa ti aiuta a coprire i contributi, ma fa anche crescere la quota tassata con l’aliquota forfettaria.

Quando scatta la marca da bollo da 2 euro e come la pago sulle e-fatture?

Scatta quando la fattura è senza IVA e supera 77,47 euro. Questo vale sia per documenti cartacei sia elettronici, secondo il D.P.R. 642/1972. Nelle fatture elettroniche attivi il bollo virtuale impostando l’apposito campo a “SÌ” e l’importo a 2,00 euro. L’Agenzia delle Entrate conteggia i bolli dovuti e prevede il pagamento periodico, in genere trimestrale. Puoi pagare con addebito su conto o con F24, secondo le funzioni presenti nell’area “Fatture e Corrispettivi”. Se dimentichi di applicarlo, puoi regolarizzare con ravvedimento, pagando imposta e sanzioni ridotte. Tieni monitorata la posizione dei bolli nell’area riservata per evitare scostamenti e comunicazioni.

Devo inserire la ritenuta d’acconto nella fattura se il cliente è una società o la PA?

No. In regime forfettario i compensi non sono soggetti a ritenuta d’acconto. Lo stabilisce l’art. 1, comma 67, della Legge 190/2014. Questo vale anche se il cliente è sostituto d’imposta, come società o Pubblica Amministrazione. Per chiarezza inserisci sempre in fattura la dicitura: “Compenso non soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, L. 190/2014”. In FatturaPA non compilare i campi dedicati alla ritenuta. Ricorda invece l’obbligo di e-fattura anche verso privati e PA, come previsto dal D.L. 36/2022 convertito in L. 79/2022, e rispetta eventuali campi specifici richiesti dalla PA (CIG e CUP se applicabili).

Come correggo una fattura elettronica errata in regime forfettario? Ci sono sanzioni?

Se l’errore è economico (importi, aliquote contributive, quantità), emetti una nota di credito elettronica con tipo documento TD04. Richiama la fattura errata e rettifica in diminuzione. Poi, se serve, emetti una nuova fattura corretta. Le variazioni sono disciplinate dall’art. 26 del D.P.R. 633/1972. Se l’errore è solo formale (ad esempio, descrizione incompleta), puoi annullare con nota di credito e riemettere, oppure correggere nella successiva documentazione se non incide sui dati fiscali. Per ritardi di emissione o trasmissione si applicano le sanzioni del D.Lgs. 127/2015 e del D.Lgs. 471/1997, con possibilità di ravvedimento operoso per ridurre gli importi. Agisci subito: più veloce è la correzione, più basso è il rischio sanzionatorio.

Come fatturo a un cliente estero (UE o extra-UE) in forfettario e quali diciture uso?

Per un cliente UE soggetto passivo, nei servizi generici l’operazione è territorialmente rilevante nel Paese del cliente (art. 7-ter, D.P.R. 633/1972). Emetti fattura senza IVA, trasmessa via SdI come documento verso estero. Indica la natura N2.2 e riporta la dicitura del regime forfettario. È prassi utile segnalare “inversione contabile” in descrizione, perché l’IVA sarà assolta dal cliente secondo l’art. 196 della Direttiva 2006/112/CE. Per clienti extra-UE, emetti fattura senza IVA e trasmettila comunque a SdI come fattura verso estero. Valuta gli adempimenti accessori del tuo settore (VIES, contratti, prove di prestazione). Applica il bollo da 2 euro se superi 77,47 euro e non c’è IVA. Conserva sempre la documentazione a supporto della non imponibilità o non soggezione.

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