Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il regime forfettario applica imposta sostitutiva al 5% o 15% su un reddito calcolato a forfait. Soglia ricavi 85.000 euro. Fattura elettronica obbligatoria. Niente IVA e niente ritenute se dichiarato in fattura.
- Soglie: fino a 85.000 euro resti nel regime; oltre 100.000 euro esci subito con IVA da quel momento (Legge 197/2022).
- Reddito imponibile: ricavi x coefficiente di redditività − contributi previdenziali pagati nell’anno (principio di cassa).
- Aliquote: 5% per i primi 5 anni se “start”, altrimenti 15% (Legge 190/2014). E-fattura obbligatoria dal 2024 (DL 36/2022).
Cos’è il regime forfettario nel 2026 e perché conviene
Il regime forfettario è un regime fiscale semplificato per persone fisiche con Partita IVA. Usa un reddito “forfettario”, cioè una quota standard dei ricavi. Non deduci i costi reali. Deduci solo i contributi previdenziali pagati.
L’imposta è “sostitutiva”. Sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP. L’aliquota è 15%. Scende al 5% per nuove attività che rispettano requisiti specifici.
Non addebiti l’IVA in fattura. Non puoi detrarre l’IVA sugli acquisti. Hai pochi adempimenti. La fattura elettronica è obbligatoria per tutti.
Fonti normative di base
Le regole nascono dalla Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89. La Legge 197/2022 ha alzato la soglia a 85.000 euro e introdotto l’uscita immediata oltre 100.000 euro. L’obbligo di e-fattura per i forfettari discende dal DL 36/2022, convertito in Legge 79/2022. Per il bollo si applica il DPR 642/1972. Per contributi previdenziali si seguono disposizioni INPS e indirizzi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Testi consultabili sul portale Normattiva e sui siti istituzionali di Agenzia delle Entrate, INPS e Ministero del Lavoro.
Requisiti di accesso e cause di esclusione
Requisiti di accesso principali
Verifica prima di aprire la Partita IVA o a inizio anno. La valutazione è annuale e si basa su ricavi e condizioni al 31 dicembre.
- Ricavi/compensi dell’anno precedente non superiori a 85.000 euro.
- Residenza in Italia. In alternativa, residenza in UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia.
- Nessuna partecipazione in società di persone o associazioni professionali.
- Nessun controllo, diretto o indiretto, in SRL che svolge attività riconducibile alla tua, salvo “trasparenza” fiscale non rilevante.
- Operazioni non prevalentemente verso l’attuale o ex datore di lavoro dei due anni precedenti, per attività analoghe.
- Redditi da lavoro dipendente o pensione non superiori a 30.000 euro, salvo cessazione del rapporto. A oggi (agosto 2026) il limite resta 30.000.
Cause di fuoriuscita e superamento soglie
- Ricavi 85.001–100.000 euro: resti nel regime fino a fine anno. Esci dal 1° gennaio successivo.
- Ricavi oltre 100.000 euro: fuoriuscita immediata. Da quel momento emetti fatture con IVA e adempi come nel regime ordinario (Legge 197/2022).
- Variazione delle condizioni (es. ingresso in società di persone): esci dall’anno successivo, salvo regole speciali.
Il principio di cassa governa ricavi e compensi. Contano gli incassi effettivi dell’anno, non le prestazioni rese ma non incassate.
Come si calcola il reddito e l’imposta sostitutiva
Coefficiente di redditività: definizione semplice
Il coefficiente di redditività è una percentuale legata al codice ATECO. Trasforma i ricavi in “reddito imponibile forfettario”. Esempio: con coefficiente 78%, su 30.000 euro di compensi, il reddito lordo è 23.400 euro.
Non deduci i costi reali (affitto, telefono, auto). Sono già “coperti” dalla quota forfettaria implicita. Deduci invece i contributi previdenziali pagati nell’anno. Questo riduce la base su cui calcoli l’imposta.
Aliquota 5% start e 15% ordinaria
Aliquota 5% per i primi 5 anni se rispetti tre condizioni: attività nuova, nessuna attività simile nei 3 anni precedenti, nessuna prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo altrui. Fa eccezione il praticantato obbligatorio.
Se non rispetti i requisiti start o superi i 5 anni, applichi il 15%. L’imposta è “sostitutiva”: non si cumula con scaglioni IRPEF.
Se hai ritenute subite in casi particolari, puoi scomputarle in dichiarazione. Ma in generale, i forfettari non subiscono ritenute se rilasciano dichiarazione in fattura (Legge 190/2014).
Contributi previdenziali: come gestirli correttamente
Professionisti senza cassa (Gestione Separata INPS)
Se non hai un Ordine con cassa autonoma, versi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota cambia per anno e per tipologia. L’INPS la comunica ogni anno.
Applichi l’aliquota al reddito imponibile previdenziale. Per i professionisti in Gestione Separata coincide con i compensi incassati, al netto delle spese “escluse” previdenziali se previste. Versi con F24 ai termini fiscali.
Artigiani e commercianti (Gestione INPS Art/Com)
Paghi contributi fissi su un minimale annuo e contributi percentuali sul reddito eccedente. Il minimale e le aliquote li definisce l’INPS ogni anno.
Nel forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi dovuti. La riduzione si richiede all’INPS e si applica finché resti nel regime. Valuta l’impatto sulla pensione.
Professioni con cassa autonoma
Se sei iscritto a una Cassa professionale (es. Inarcassa, CNPADC), segui il regolamento della tua Cassa. Il forfettario non cambia le regole contributive della Cassa.
I contributi versati alla Cassa sono deducibili dal reddito forfettario. Riduci così l’imponibile su cui calcoli il 5% o il 15%.
Adempimenti nel 2026: cosa fare e quando
Fattura elettronica e imposta di bollo
L’e-fattura è obbligatoria per tutti i forfettari. Usa il Sistema di Interscambio per emettere e ricevere fatture.
Non addebiti IVA. In fattura inserisci la dicitura di operazione in franchigia da IVA ai sensi del regime forfettario. Indichi che il compenso non è soggetto a ritenuta d’acconto.
Applichi il bollo di 2 euro sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. Il versamento del bollo avviene su base periodica, secondo le scadenze fissate.
Ritenute, corrispettivi, dichiarazioni e versamenti
Niente ritenute d’acconto da subire, se dichiari il regime in fattura (Legge 190/2014). Non effettui ritenute come sostituto, salvo casi particolari con dipendenti o collaboratori.
Se vendi al dettaglio, usi i corrispettivi telematici. Invii i dati giornalieri come previsto dal DLgs 127/2015.
Presenti Modello Redditi Persone Fisiche con Quadro LM. Versi imposta sostitutiva e contributi con F24. In genere saldo e primo acconto tra giugno e luglio; secondo acconto a novembre.
Entrare, restare e uscire dal forfettario
Soglie 85.000 e 100.000: come funzionano
Sotto 85.000 euro resti nel regime. Se superi 85.000 ma non oltre 100.000, resti fino a fine anno e passi all’ordinario dall’anno dopo.
Se superi 100.000 euro durante l’anno, esci subito. Dalla fattura successiva addebiti l’IVA, registri e liquidi l’imposta come nel regime ordinario. Regola della Legge 197/2022.
Passaggio di regime e anno di transizione
Il passaggio all’ordinario richiede adempimenti IVA da inizio anno: registri, liquidazioni e detraibilità. Valuta l’impatto sui prezzi e sui costi.
Nel senso opposto, se rientri nei requisiti, puoi optare per il forfettario dal 1° gennaio. Verifica bene il rapporto con ex datore e le partecipazioni societarie.
Regola decisionale rapida
Applica questa sequenza logica per decidere in modo sicuro e veloce.
- Ricavi/compensi attesi o dell’anno precedente ≤ 85.000? Se no, valuta ordinario. Se sì, prosegui.
- Hai partecipazioni vietate (società di persone o controllo in SRL “collegata”)? Se sì, rimuovi la causa o rinuncia al regime.
- Hai lavoro dipendente o pensione > 30.000 euro e non hai cessato il rapporto? Se sì, non puoi entrare.
- Clienti principali sono ex o attuale datore con attività analoga? Se sì, rischio esclusione: evita prevalenza o attendi i termini.
- Nuova attività e requisiti “start”? Se sì, 5% per 5 anni; altrimenti 15%.
- Gestione previdenziale corretta identificata (INPS o Cassa)? Se no, definiscila prima di emettere fatture.
- Predisponi e-fattura, diciture obbligatorie, e gestione bollo. Se tutto ok, procedi con l’apertura.
Riferimenti e verifiche
Controlla sempre i testi su Normattiva (Legge 190/2014; Legge 197/2022; DL 36/2022/L. 79/2022; DPR 642/1972). Per contributi consulta INPS e Ministero del Lavoro. Per prassi applicativa, verifica le circolari dell’Agenzia delle Entrate.
| Scenario | Requisiti/Limiti | Base imponibile (principio di cassa) | Imposta/Contributi | Adempimenti e tempistiche |
|---|---|---|---|---|
| Nuova apertura “start” | Nessuna attività simile negli ultimi 3 anni; non prosecuzione di lavoro dipendente; soglia 85.000 | Ricavi x coefficiente − contributi versati | 5% per max 5 anni; contributi INPS o Cassa secondo gestione | Apertura P.IVA; e-fattura; bollo; Redditi PF entro scadenze; F24 saldo/acconti |
| Professionista senza cassa | Codice ATECO professionale; nessuna cassa; soglia 85.000 | Compensi incassati x coefficiente − contributi Gestione Separata | 15% (o 5% se start); aliquota Gestione Separata aggiornata ogni anno | E-fattura; CU ricevute da clienti PA/SpA non con ritenuta; Redditi PF Quadro LM |
| Commerciante/artigiano | Iscrizione INPS Art/Com; soglia 85.000 | Ricavi incassati x coefficiente − contributi fissi/percentuali | 15% (o 5% se start); possibile riduzione INPS 35% | Corrispettivi telematici; e-fattura B2B/B2C; dichiarazioni fiscali e versamenti periodici |
| Superi 85.000 ma ≤ 100.000 | Incassi annui tra 85.001 e 100.000 | Si calcola come sopra fino a fine anno | Forfettario valido fino al 31/12; dal 1/1 successivo regime ordinario | Pianifica IVA e detraibilità dal nuovo anno; aggiorna listini e contratti |
| Superi 100.000 in corso d’anno | Incassi oltre 100.000 | Da superamento, si applicano regole IVA ordinarie | Uscita immediata; IVA dovuta da quel momento | Fatture con IVA dalla soglia; registri e liquidazioni IVA subito operative |
| Rapporto con ex datore | Prevalenza verso ex/attuale datore per attività analoga | Non rilevante sul calcolo; incide sull’accesso | Possibile esclusione dal regime | Riprogetta il mix clienti o attendi i termini di legge |
FAQ: domande frequenti sul regime forfettario nel 2026
Posso entrare nel forfettario se ho un contratto di lavoro dipendente e guadagno 32.000 euro lordi?
A oggi, agosto 2026, la causa di esclusione resta il superamento di 30.000 euro di redditi da lavoro dipendente o pensione, salvo cessazione del rapporto. Quindi con 32.000 euro e rapporto attivo, non puoi entrare. Se il rapporto termina entro l’anno precedente l’ingresso, la causa non opera più. Ricorda anche la regola sull’ex datore: se la nuova attività è analoga e il tuo ex datore diventa cliente prevalente, puoi essere escluso. Verifica sempre entrambe le condizioni: soglia 30.000 e assenza di prevalenza verso l’ex datore. Le basi stanno nella Legge 190/2014, come modificata nel tempo e consultabile su Normattiva.
Come funziona il passaggio all’ordinario se supero 100.000 euro a novembre?
Se superi 100.000 euro di incassi in qualunque momento dell’anno, esci subito dal forfettario. Dalla fattura successiva addebiti l’IVA. Devi attivare i registri IVA, le liquidazioni periodiche e versare l’imposta. Le fatture emesse prima del superamento restano senza IVA, perché valide nel regime corretto. Non ricalcoli a ritroso. A fine anno dichiarerai parte dell’anno in forfettario e parte in ordinario. La regola deriva dalla Legge 197/2022. Prepara un piano operativo: aggiornamento gestionale, comunicazione ai clienti e verifica dei contratti che indicano prezzi “IVA inclusa”.
Quali diciture obbligatorie devo inserire in fattura elettronica se sono forfettario?
Inserisci tre elementi chiave. Primo: l’indicazione che l’operazione è in franchigia da IVA per regime forfettario, con riferimento alla normativa della Legge 190/2014. Secondo: la dicitura che i compensi non sono soggetti a ritenuta d’acconto, sempre ai sensi della Legge 190/2014. Terzo: l’imposta di bollo se l’importo supera 77,47 euro, con assoggettamento al DPR 642/1972. Nel tracciato XML dell’e-fattura, usa il codice natura operazione corretto e il flag bollo. Il pagamento del bollo avviene con cadenza periodica, come indicato dall’Agenzia delle Entrate nei provvedimenti attuativi.
Posso dedurre l’affitto dello studio, il telefono e l’auto nel forfettario?
No, non puoi dedurli in modo analitico. Il forfettario sostituisce i costi reali con il coefficiente di redditività legato all’ATECO. In pratica, il legislatore presume una quota standard di costi. L’unica deduzione strutturale è quella dei contributi previdenziali pagati nell’anno. Se versi a INPS o alla tua Cassa, questi importi riducono la base imponibile su cui applichi il 5% o il 15%. Non puoi detrarre l’IVA pagata sugli acquisti perché non applichi l’IVA a valle. La logica nasce dai commi della Legge 190/2014 sul metodo forfettario e dal principio di cassa.
Come si coordinano forfettario, INPS e eventuali casse professionali nel 2026?
Prima identifica la gestione previdenziale corretta. Se non hai Cassa, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS e versi l’aliquota definita ogni anno dall’INPS. Se sei artigiano o commerciante, versi contributi fissi più percentuali. Puoi chiedere la riduzione del 35% prevista per i contribuenti in forfettario; la chiede l’interessato e vale finché resti nel regime. Se invece appartieni a una professione ordinistica con Cassa, segui il regolamento della Cassa. In tutti i casi, i contributi versati sono deducibili dal reddito forfettario. Le regole generali fanno capo a INPS e al Ministero del Lavoro; i testi sono consultabili sui siti istituzionali e su Normattiva.
