Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per iniziare rapido e con costi bassi, usa il regime forfettario. Se punti a tecnologia scalabile, capitale esterno e soci, scegli una SRL e valuta lo status di startup innovativa.
- Soglia forfettario a 85.000 euro; uscita immediata oltre 100.000; imposta al 5% per 5 anni se rispetti i requisiti dell’art. 1 commi 54-89, L. 190/2014.
- Startup innovativa: SRL con requisiti di innovazione (D.L. 179/2012) e iscrizione alla sezione speciale del Registro imprese; benefici societari e per il capitale.
- Fattura elettronica obbligatoria anche per forfettari dal 2024 (D.Lgs. 127/2015 e D.L. 36/2022); previdenza in Gestione Separata o Artigiani/Commercianti.
Come scegliere: ditta individuale in forfettario o SRL come startup innovativa
La scelta dipende da rischio, capitali, velocità di lancio e struttura del team. Se vuoi testare il mercato, il regime forfettario riduce burocrazia e imposte. Se vuoi crescere con finanziamenti e soci, una SRL tutela il patrimonio e facilita gli investimenti.
La normativa chiave per il forfettario è nell’art. 1, commi 54-89, della L. 190/2014, aggiornata da L. 197/2022 (soglie 85.000/100.000). Lo status di startup innovativa è nel D.L. 179/2012, artt. 25-32 (convertito in L. 221/2012). Le fonti ufficiali sono consultabili su Normattiva, portali dell’Agenzia delle Entrate, delle Camere di Commercio e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Regime forfettario: requisiti, limiti e aliquota al 5%
Il regime forfettario è un regime fiscale semplificato per persone fisiche titolari di partita IVA. Applica un’imposta sostitutiva al 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up” previsti dalla L. 190/2014. È un regime “per cassa”: paghi le imposte sui compensi incassati, non solo fatturati.
Requisiti 2026 principali:
- Compensi/ricavi non superiori a 85.000 euro nell’anno precedente (L. 197/2022).
- Uscita immediata se nell’anno superi 100.000 euro: da quel momento applichi IVA e passi all’ordinario l’anno dopo (L. 197/2022).
- Nessun utilizzo di regimi IVA speciali incompatibili (ad es. agenzie viaggio).
- Nessuna partecipazione in società di persone o associazioni professionali; niente controllo di SRL “collegate” che esercitano attività riconducibili alla tua.
- Residenza in Italia o in UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia.
- Divieto di esercitare prevalentemente verso il tuo attuale o recente datore di lavoro (o verso chi ti ha impiegato nei due anni precedenti), salvo praticantato obbligatorio. Questa è la regola sulla “mera prosecuzione” e tutela contro le false partite IVA.
Requisiti per l’aliquota al 5% per 5 anni (“start-up forfettaria”): attività nuova, non mera prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo svolto in precedenza; nessuna attività artistica o professionale nei tre anni precedenti con partita IVA operativa; proseguimento di attività altrui ammesso se i ricavi del cedente non superavano le soglie del regime (fonti: L. 190/2014 e circolari interpretative dell’Agenzia delle Entrate consultabili su Normattiva e sito istituzionale).
Attenzione a due miti superati: non esiste più il limite ai compensi dei collaboratori a 20.000 euro annui; non esiste un tetto fisso di RAL da lavoro dipendente che ti esclude. Conta invece la regola sulla mera prosecuzione con il datore di lavoro e i requisiti indicati in legge.
Come si calcola l’imposta nel forfettario
La base imponibile non è il margine reale. Si applica un coefficiente di redditività al totale incassato, in base al codice ATECO. Il coefficiente stima i costi in modo forfettario. Esempio: con 50.000 euro di incassi e coefficiente 67%, il reddito imponibile è 33.500. Da questo puoi dedurre i contributi previdenziali versati. Applichi 5% (start-up) o 15% sul reddito residuo.
La fatturazione elettronica è obbligatoria anche in forfettario dal 2024, con trasmissione tramite Sistema di Interscambio. Fonte normativa: D.Lgs. 127/2015 e D.L. 36/2022.
Previdenza e operatività: cosa tenere d’occhio
I professionisti senza cassa dedicata versano in Gestione Separata INPS (L. 335/1995). Artigiani e commercianti hanno contributi fissi minimali e una quota percentuale oltre il minimale. Le aliquote e gli scaglioni si aggiornano con circolari INPS annuali. Esiste la riduzione del 35% per artigiani e commercianti in forfettario, su domanda, come previsto dalla L. 190/2014.
Adempimenti tipici per aprire come persona fisica: presentazione del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, scelta del codice ATECO, eventuale SCIA al SUAP per attività soggette, iscrizioni INPS/INAIL, PEC e firma digitale, impostazione della fatturazione elettronica. Tempi medi: da 1 a 5 giorni lavorativi in assenza di autorizzazioni particolari.
Startup innovativa: quando ha senso e quali vincoli
La startup innovativa è una società di capitali (spesso SRL) che sviluppa prodotti o servizi ad alto valore tecnologico. Requisiti legali: sede in Italia o in UE con sede produttiva in Italia; non quotata; non distribuisce utili; fatturato annuo inferiore a 5 milioni; costituita da meno di 5 anni; oggetto sociale innovativo tecnologico. Deve soddisfare almeno uno tra: spesa in R&S almeno 15%; personale altamente qualificato; titolarità di brevetti o software registrato. Fonte: D.L. 179/2012, artt. 25-32.
Iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese presso la Camera di Commercio. Benefici: esonero da imposta di bollo e diritti di segreteria per gli atti depositati; flessibilità societaria nelle SRL (categorie di quote, strumenti finanziari partecipativi); lavoro per equity e stock option con disciplina fiscale dedicata; regole speciali su perdite; accesso facilitato a equity crowdfunding. Le misure per investitori e i contributi cambiano con le leggi di bilancio e i decreti attuativi: verifica sempre le schede del Ministero competente e dell’Agenzia delle Entrate.
Costituzione: atto anche digitale secondo modelli ministeriali; iscrizione ordinaria e nella sezione speciale; autocertificazione dei requisiti e aggiornamenti periodici. Tempi medi: 7-15 giorni, variabili con la Camera di Commercio e con la banca per il conto capitale.
Regola decisionale rapida
– Parti in forfettario se devi validare un servizio, hai incassi previsti sotto 85.000 euro e vuoi tempi rapidi e costi bassi.
– Passa a SRL se devi coinvolgere soci, limitare la responsabilità personale e strutturare governance e patti tra soci.
– Richiedi lo status di startup innovativa se il core è tecnologia proprietaria, R&S significativa o IP registrabile, e ti serve equity da investitori.
– Resta in forfettario finché l’unit economics è da test; pianifica il passaggio a SRL quando prevedi di superare stabilmente 85.000 euro o servono capitali.
– Se vendi a ex datore di lavoro, verifica il divieto di mera prosecuzione prima di aprire in forfettario; in dubbio, considera subito una SRL.
Iter operativo: passi, tempi e controlli
Per forfettario: definisci il codice ATECO; compila AA9/12 indicando il regime forfettario; attiva PEC e firma digitale; valuta gestione previdenziale (Gestione Separata o Artigiani/Commercianti); predisponi un conto dedicato e un sistema di fatturazione elettronica; verifica la regola su ex datore di lavoro. Stima tempi: 1-3 giorni per la partita IVA, 3-10 giorni per SCIA/INPS/INAIL se necessari.
Per SRL innovativa: redigi atto e statuto conformi alle deroghe del D.L. 179/2012; versa il capitale; ottieni codice fiscale/partita IVA; iscrizione al Registro delle imprese; iscrizione alla sezione speciale; predisponi il set di governance (patti, vesting, cap table) e le policy per work for equity. Tempi: 7-15 giorni, salvo autorizzazioni specifiche.
Fonti utili per verifiche aggiornate: Normattiva per leggi e decreti; Agenzia delle Entrate per regimi fiscali; portale delle Camere di Commercio per iscrizioni; Ministero delle Imprese e del Made in Italy per startup innovative; Ministero del Lavoro e INPS per previdenza e inquadramenti.
| Scenario | Forma consigliata | Requisiti chiave | Tempistiche e adempimenti iniziali |
|---|---|---|---|
| Freelance digitale che testa un servizio B2B | Persona fisica in forfettario (professionista) | Incassi previsti <= 85.000; nessuna mera prosecuzione con ex datore; requisiti 5% se start-up | AA9/12, PEC, fattura elettronica, Gestione Separata; 1-3 giorni |
| E-commerce di nicchia con pochi fornitori | Ditta individuale in forfettario (commercio) o SRL se rischio merce alto | SCIA al SUAP; gestione magazzino; valutare responsabilità e logistica | ComUnica, SCIA, INPS/INAIL; 3-10 giorni |
| Startup deep-tech/SaaS con R&S e team tecnico | SRL con status di startup innovativa | Requisiti D.L. 179/2012 (R&S, personale qualificato o IP); sezione speciale registro imprese | Atto/statuto, capitale, Registro imprese, sezione speciale; 7-15 giorni |
| Servizi locali artigianali (manutenzione, laboratorio) | Ditta individuale in forfettario (artigiano) | Iscrizione INPS Artigiani; eventuali abilitazioni; possibile riduzione contributi 35% | ComUnica, INPS/INAIL, SCIA; 5-10 giorni |
| Scala e raccolta capitali dopo test validato | Passaggio da forfettario a SRL | Pianifica conferimento/cessione avviamento; governance; piano finanziario | Costituzione SRL, trasferimenti, chiusura o mantenimento P.IVA; 10-20 giorni |
FAQ
Posso iniziare in forfettario e poi trasformare tutto in una SRL senza pagare troppe imposte?
Sì. È una strategia comune: validi il mercato con costi bassi e poi passi a SRL per raccogliere capitali e limitare il rischio. Hai tre strade pratiche. 1) Apri una SRL nuova e chiudi la partita IVA individuale, trasferendo asset e clienti con contratti ex novo. È semplice, ma potresti perdere continuità contabile e dover rinegoziare i rapporti. 2) Cedi l’azienda individuale alla SRL. La “cessione d’azienda” trasferisce avviamento, contratti e beni. Ha effetti fiscali da valutare, perché può generare plusvalenze. 3) Conferisci l’azienda individuale nella SRL in natura. È più strutturato ma può essere fiscalmente neutrale in alcune condizioni del TUIR; serve perizia e attenzione ai valori. In tutti i casi, organizza per tempo inventario dei beni, contratti e IP. Prevedi clausole transitorie con i clienti per garantire fatturazione e incassi senza interruzioni. Verifica con l’Agenzia delle Entrate e il Registro imprese gli adempimenti formali e, se ci sono dipendenti, coordina gli aspetti di lavoro con i consulenti del lavoro e le linee guida del Ministero del Lavoro.
Come funziona concretamente l’aliquota al 5% per 5 anni nel forfettario e quando la perdo?
L’aliquota ridotta al 5% sostituisce IRPEF e addizionali sui primi cinque periodi d’imposta, se sei “nuova attività” ai sensi della L. 190/2014. Devi rispettare tre condizioni: attività nuova (non mera prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo); non aver esercitato attività con partita IVA attiva e operativa nei tre anni precedenti; eventuale proseguimento di attività altrui ammesso solo se i ricavi precedenti non superavano la soglia del regime. La calcoli sul reddito forfettario: incassi x coefficiente ATECO – contributi previdenziali versati. Perdi la misura se violi i requisiti, se superi i 100.000 euro con uscita immediata dal regime o, naturalmente, dopo il quinto periodo d’imposta, quando passi all’aliquota ordinaria del 15% se resti nel forfettario. Ricorda: la verifica dei requisiti va fatta ogni anno e le istruzioni aggiornate sono fornite dall’Agenzia delle Entrate e consultabili su Normattiva.
Che succede se supero 85.000 euro o 100.000 euro di incassi durante l’anno?
Due soglie, due effetti diversi. Se superi 85.000 ma resti entro 100.000, resti in forfettario fino a fine anno e passerai al regime ordinario l’anno successivo. Se superi 100.000, scatta l’uscita immediata: da quel momento devi applicare l’IVA sulle operazioni, tenere la contabilità ordinaria e usare le regole del regime ordinario; l’anno successivo resterai fuori dal forfettario. Questa disciplina è stata introdotta con la L. 197/2022. Monitora gli incassi con un cruscotto mensile: evita sorprese a fine anno. Se stai per superare le soglie, valuta la costituzione di una SRL con tempi congrui, in modo da non interrompere la fatturazione e preservare i rapporti con clienti e fornitori.
Quali sono requisiti e costi tipici per ottenere e mantenere lo status di startup innovativa?
Requisiti legali: società di capitali non quotata, nuova o con meno di 5 anni; sede in Italia (o in UE con sede produttiva in Italia); fatturato annuo sotto 5 milioni; niente distribuzione utili; oggetto sociale innovativo tecnologico; non derivare da fusione/scissione/cessione ramo; possedere almeno uno tra: spesa in R&S pari ad almeno il 15% dei costi; personale altamente qualificato; titolarità di brevetto o software registrato. Devi iscriverti alla sezione speciale del Registro imprese e aggiornare periodicamente le dichiarazioni sui requisiti. I costi: atto costitutivo e statuto (anche digitale), imposte e bolli ridotti/esenti per gli atti previsti, onorari professionali, deposito bilancio, tenuta contabile, eventuali spese di brevetto o registrazione software, e consulenze per governance e cap table. Perdi lo status se non mantieni i requisiti o non aggiorni le dichiarazioni periodiche. Riferimenti: D.L. 179/2012 e regolazione del Registro imprese pubblicata dalle Camere di Commercio; consulta le fonti istituzionali del Ministero competente per eventuali aggiornamenti.
Quali incentivi e finanziamenti posso valutare nel 2026 per una nuova startup?
Il quadro cambia con le leggi di bilancio e i decreti attuativi. Le direttrici tipiche sono: misure nazionali gestite da ministeri e agenzie (ad esempio incentivi per investimenti in startup innovative, contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati), programmi Invitalia come quelli rivolti a imprese innovative, strumenti di garanzia pubblica per il credito, bandi regionali cofinanziati con fondi europei, e campagne di equity crowdfunding. Verifica sempre le schede aggiornate sui portali istituzionali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dell’Agenzia delle Entrate per le agevolazioni fiscali e delle Regioni. Prepara un business plan chiaro, bilanci previsionali e un data room minimo: accelerano l’istruttoria e migliorano il rating di progetto. Per strumenti agevolativi legati a R&S e transizione digitale, tieni d’occhio anche i crediti d’imposta attivi e le eventuali proroghe pubblicate su Normattiva.
