Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per pagare le tasse senza commercialista: accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, compila e invia il Modello Redditi PF, poi versa con F24 telematico rispettando scadenze, acconti e codici tributo corretti.
- Accesso con SPID, CIE o CNS all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Usa “Redditi PF Web” oppure il software di compilazione ufficiale.
- Quadri da compilare in base al regime: LM (forfettario), RE/RF/RG, RR per contributi, RN/RX per calcoli finali e crediti.
- Versamenti solo con F24 telematico per titolari di Partita IVA, come previsto dal D.Lgs. 241/1997 e dal D.L. 223/2006 convertito in legge.
Perché questa guida è utile se paghi le tasse senza commercialista
Se lavori in autonomia puoi gestire tutto da solo. Devi però rispettare regole tecniche e scadenze precise. Qui trovi un percorso chiaro, con riferimenti normativi e passaggi operativi.
La base normativa della dichiarazione è il D.P.R. 322/1998. Definisce modelli, termini e invio telematico. Il calcolo del reddito segue il TUIR, D.P.R. 917/1986. I versamenti con F24 sono nel D.Lgs. 241/1997.
Questa guida usa parole semplici. Spiega i termini tecnici al primo uso. Così riduci gli errori tipici e paghi solo il dovuto.
Modello Redditi PF: cos’è, chi lo usa, cosa contiene
Definizione e ambito
Il Modello Redditi Persone Fisiche è la dichiarazione dei redditi per persone fisiche. Lo usi se hai Partita IVA o redditi complessi. Lo dichiari per l’anno precedente.
La presentazione è solo telematica ai sensi del D.P.R. 322/1998. Puoi usare il servizio “Redditi PF Web” o il software dell’Agenzia.
Se hai redditi da lavoro autonomo o d’impresa, non basta il 730. Devi usare il Redditi PF con i quadri dedicati a Partita IVA.
Struttura dei quadri più usati
Quadro LM: per il regime forfettario. “Regime forfettario” significa imposta sostitutiva al posto di IRPEF e addizionali, con reddito calcolato a forfait.
Quadro RE/RG/RF: per professionisti in ordinario (RE) o imprese in semplificato (RG) o ordinario (RF). Qui applichi il principio di cassa o competenza secondo il regime.
Quadro RR: contributi previdenziali. Indichi gestione INPS o Cassa professionale. Quadro RN e RX: calcolo imposte e gestione crediti.
Regimi fiscali: come cambia la compilazione e il calcolo
Forfettario: semplice ma con regole puntuali
Il regime forfettario è regolato dalla Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, come modificata da leggi di bilancio successive. Limite di ricavi attualmente pari a 85.000 euro annui, con uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno.
Calcolo del reddito: applichi un coefficiente di redditività ai ricavi. Il coefficiente varia per attività. Non deduci le spese analitiche. Questo è il “forfait”.
Imposta sostitutiva: 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti. Si applica il principio di cassa, cioè contano incassi e pagamenti effettivi nell’anno.
Regimi ordinario e semplificato: più controllo, più adempimenti
Professionisti ordinari: quadro RE. Reddito per cassa. Deduci costi inerenti e contributi. IVA gestita a parte, con liquidazioni periodiche ai sensi del D.P.R. 633/1972.
Imprese semplificate: quadro RG. Principio di cassa allargato per le imprese minori. Imprese in ordinario: quadro RF con principio di competenza. Maggiori scritture contabili.
In questi regimi paghi IRPEF per scaglioni, addizionali e possibili acconti IRAP se dovuta. Valuta le detrazioni e deduzioni del TUIR.
Previdenza: non dimenticare il quadro RR
Il quadro RR serve a calcolare o dichiarare i contributi. Per artigiani e commercianti si applicano minimali e percentuali INPS. Per professionisti con Cassa si segue il regolamento dell’Ordine.
I contributi sono deducibili dal reddito complessivo. La base è nel TUIR. Inserisci gli importi nel quadro RP/RN a seconda dei casi.
Verifica ogni anno circolari e istruzioni dell’INPS e dell’Agenzia. I minimali cambiano spesso.
Accesso ai servizi e compilazione: la prassi passo-passo
Come accedere e dove trovare il Modello Redditi PF
Accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS. Vai alla sezione dedicata alla dichiarazione. Trovi “Redditi PF Web”.
In alternativa scarica il software di compilazione e il “Desktop Telematico”. Sono strumenti ufficiali. Consentono controlli formali prima dell’invio.
L’invio telematico produce una ricevuta. Conservala. Dimostra l’avvenuta presentazione nei termini di legge.
Dati da raccogliere prima di iniziare
Preparati così: fatture emesse e incassate, spese deducibili, contributi versati, eventuali crediti d’imposta. Scarica le certificazioni uniche ricevute.
Se applichi l’IVA, allinea i registri. Verifica liq. periodiche e comunicazioni IVA. Il riferimento è il D.P.R. 633/1972.
Se hai dipendenti o collaboratori, considera ritenute e CU rilasciate. Serviranno nei quadri dedicati.
Versamenti: F24 telematico obbligatorio per Partita IVA
Strumenti consentiti e basi normative
I versamenti di imposte e contributi si effettuano con modello F24. Per titolari di Partita IVA è obbligatorio usare canali telematici.
La base è il D.Lgs. 241/1997 (articoli su compensazione e versamenti) e il D.L. 223/2006 convertito in legge per l’obbligo telematico. Consulta i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate per i dettagli operativi.
Puoi usare: F24 Web o F24 Online nell’area riservata, oppure l’home banking abilitato. Le deleghe cartacee in banca o posta non sono ammesse per Partita IVA.
Compensazioni, codici tributo e sezioni
Puoi compensare crediti e debiti nello stesso F24. La compensazione è disciplinata dal D.Lgs. 241/1997 e da provvedimenti attuativi. Rispetta i limiti e i visti richiesti in alcuni casi.
Inserisci i codici tributo corretti, l’anno di riferimento e gli importi a debito e a credito. Sezioni Erario, INPS o Regioni a seconda del tributo.
Se sbagli, puoi annullare entro poche ore nei servizi AE o fare un nuovo F24 a storno. In alternativa usa il ravvedimento operoso.
Scadenze, acconti e rateazioni: come non sforare
Calendario ordinario
Presentazione del Modello Redditi PF: entro il 30 novembre dell’anno successivo a quello d’imposta, salvo proroghe normative.
Saldo e primo acconto: normalmente entro il 30 giugno. È possibile una tolleranza con lieve maggiorazione, se prevista da norme annuali.
Secondo acconto: entro il 30 novembre. Le date si fondano sul D.P.R. 322/1998 e sul D.Lgs. 241/1997.
Come si calcolano gli acconti
Metodo storico: prendi l’imposta dell’anno precedente al netto di crediti e detrazioni, e applichi le percentuali di acconto previste.
Metodo previsionale: stimi l’imposta dell’anno in corso. Paghi acconti minori se prevedi un calo. Rischi sanzioni se sbagli la stima.
La sanzione per insufficiente versamento è nel D.Lgs. 471/1997. Puoi ridurre gli effetti con il ravvedimento operoso del D.Lgs. 472/1997, art. 13.
Rateazione e interessi
Puoi rateizzare il saldo e il primo acconto. Le rate mensili terminano entro novembre. Si applicano interessi legali pro tempore per ogni rata.
Le regole sono nel D.Lgs. 241/1997. Indica nel F24 la rata corrente e quelle totali. Conserva il piano rate.
Se salti una rata, decadono i benefici e scattano sanzioni. Usa il ravvedimento per rimediare in fretta.
Errori frequenti e come evitarli
Quadri dimenticati e dati incoerenti
Errore tipico: dimenticare il quadro RR per i contributi. Oppure non allineare RN con i risultati dei quadri reddituali.
Controlla i prospetti di calcolo. Usa i controlli automatici del software. Risolvi le incoerenze prima dell’invio.
Per i forfettari: non indicare spese analitiche in LM. Il reddito si calcola col coefficiente. È un errore comune.
Compensazioni azzardate e codici tributo
Compensazioni senza verifica possono bloccare l’F24. Controlla la disponibilità dei crediti nel cassetto fiscale. Rispetta le priorità dei debiti iscritti a ruolo.
Se non sei certo del codice tributo, verifica le istruzioni aggiornate nelle risoluzioni dell’Agenzia. Un codice errato può generare debiti residui e avvisi.
In caso di errore, usa il ravvedimento o presenta istanza di correzione all’ufficio competente.
Regola decisionale rapida
Decidi cosa fare in base alla tua situazione
Se sei in regime forfettario: compila il quadro LM. Non gestisci IVA e ISA. Calcoli imposta sostitutiva (5% o 15%) e contributi nel quadro RR. Versi con F24 telematico.
Se sei professionista in ordinario: compila il quadro RE. Applichi il principio di cassa. Gestisci IVA e detrazioni del TUIR. Calcoli acconti IRPEF e contributi. F24 telematico.
Se sei impresa in semplificato: quadro RG. Cassa allargata, IVA e rimanenze semplificate. Se in ordinario: quadro RF e competenza. F24 telematico e possibili acconti IRAP.
Se hai crediti d’imposta o perdite: compila i quadri RX e RF/RS. Valuta la compensazione in F24 nel rispetto del D.Lgs. 241/1997. Conserva la documentazione probatoria.
Se hai dubbi su acconti: usa il metodo storico per sicurezza. Se usi il previsionale, documenta bene le stime per ridurre i rischi sanzionatori.
Fonti normative di riferimento (testuali)
Cosa consultare per confermare le regole
D.P.R. 322/1998 per modelli e termini di dichiarazione. D.P.R. 917/1986 (TUIR) per il calcolo del reddito, deduzioni e detrazioni. D.P.R. 633/1972 per IVA e obblighi connessi.
D.Lgs. 241/1997 per F24, compensazioni, rateazioni e versamenti. D.Lgs. 471/1997 e D.Lgs. 472/1997 per sanzioni e ravvedimento operoso.
Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 e successive modifiche per il regime forfettario. Consulta anche le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e i provvedimenti annuali.
| Scenario | Quadri e documenti da preparare | Pagamenti F24 richiesti | Tempistiche e note operative |
|---|---|---|---|
| Professionista in regime forfettario | Quadro LM per reddito forfettario; RR per contributi; RN/RX per calcolo e crediti; fatture e incassi per principio di cassa | Imposta sostitutiva; contributi INPS gestione separata o Cassa; eventuali addizionali non dovute sull’imposta sostitutiva | Invio entro 30/11; saldo e 1° acconto 30/06; 2° acconto 30/11; niente IVA e niente ISA; conserva ricevute |
| Artigiano o commerciante forfettario | Quadro LM; RR con minimali e percentuali INPS; eventuali comunicazioni IVA non dovute; documenti incassi | Imposta sostitutiva; contributi INPS artigiani/commercianti con rate trimestrali e conguaglio | Scadenze come sopra; verifica minimali INPS annuali; deduci i contributi nel calcolo; F24 solo telematico |
| Professionista ordinario | Quadro RE; IVA con registri e liquidazioni; RR o contributi Cassa; RP per oneri deducibili/detraibili; RN/RX | IRPEF saldo e acconti; addizionali; IVA periodica; contributi previdenziali; possibile acconto IRAP se dovuto | Invio 30/11; versamenti 30/06 e 30/11; rateazione del saldo consentita; controlla compensazioni e limiti |
| Impresa semplificata o ordinaria | Quadro RG (semplificata) o RF (ordinaria); IVA; ISA se applicabili; rimanenze/ammortamenti; RR se dovuti; RN/RX | IRPEF/IRES non si applica alle persone fisiche per IRES; qui IRPEF, addizionali, IVA, IRAP se dovuta; contributi | Controlli incrociati ISA; rispetto di registri e inventari; verifica perdite riportabili; scadenze ordinarie |
| Con perdite e crediti d’imposta | Quadri RF/RG per perdite; RS/RU per crediti; RX per utilizzo crediti; documentazione di supporto | Compensazione crediti in F24; residui versati a debito; attenzione a limiti e eventuali visti | Pianifica l’uso dei crediti entro i limiti del D.Lgs. 241/1997; conserva prove; controlli automatici possibili |
FAQ
Posso davvero fare tutto senza commercialista? Quali rischi corro se sbaglio?
Sì, la normativa consente l’autocompilazione e l’invio telematico. Il D.P.R. 322/1998 stabilisce le modalità e i termini. I rischi nascono da errori di calcolo, quadri mancanti o versamenti tardivi. Le sanzioni sono nel D.Lgs. 471/1997. Puoi attenuarle col ravvedimento operoso del D.Lgs. 472/1997, art. 13, che riduce la sanzione se versi spontaneamente con interessi legali. Per gestire bene il rischio prepara i documenti, usa i controlli del software ufficiale, conserva le ricevute e, se compensi crediti, verifica la loro esistenza nel cassetto fiscale. In caso di dubbio sugli acconti, preferisci il metodo storico per evitare insufficienze.
Meglio “Redditi PF Web” o il software da installare? Cambia qualcosa ai fini legali?
Entrambi sono strumenti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate. “Redditi PF Web” è più semplice e accessibile da browser. Il software installabile offre funzioni avanzate e controlli puntuali, utili se hai molti quadri o attività complesse. Ai fini legali non cambia nulla: conta la ricevuta di invio telematico prevista dal D.P.R. 322/1998. Scegli in base alla complessità della tua posizione e alla tua dimestichezza con i controlli. In ogni caso, aggiorna sempre alla versione dell’anno e rileggi le istruzioni ministeriali prima dell’invio.
Sono al primo anno di attività: come calcolo gli acconti se non ho “storico”?
Se non hai imposta dell’anno precedente, l’acconto con il metodo storico è pari a zero. Puoi comunque versare in previsione se stimi un’imposta significativa per l’anno in corso. Il metodo previsionale permette di adeguare gli acconti al reddito atteso, ma richiede attenzione: se paghi meno del dovuto, scatta la sanzione per insufficiente versamento (D.Lgs. 471/1997). Molti al primo anno pagano solo il saldo a giugno dell’anno successivo e niente acconti. Se l’andamento cresce durante l’anno, valuta di effettuare un acconto in autonomia per ridurre il carico del saldo futuro.
Come funziona la rateizzazione del saldo e quali interessi si applicano?
Puoi rateizzare il saldo e il primo acconto con rate mensili che terminano entro novembre. La disciplina è nel D.Lgs. 241/1997. Ogni rata aggiunge interessi legali per il differimento. Il tasso legale cambia nel tempo con decreti ministeriali. Indica sempre nel F24 il numero della rata e il totale delle rate (ad esempio 02/06). Se salti una rata, le restanti decadono e diventano immediatamente esigibili, con possibili sanzioni e interessi. In quel caso intervieni con ravvedimento operoso: versi la rata scaduta, la sanzione ridotta e gli interessi maturati, riducendo l’esposizione.
Ho sbagliato codice tributo o ho pagato in ritardo: come rimediare correttamente?
Errore nel codice tributo: se te ne accorgi subito, puoi chiedere l’annullamento del pagamento ancora non eseguito nei servizi telematici dell’Agenzia o in banca. Se è già avvenuto, presenta un’istanza di correzione in autotutela all’ufficio dell’Agenzia, indicando ricevuta, importi e codice da rettificare. Pagamento tardivo: usa il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997, art. 13) versando imposta, sanzione ridotta in misura proporzionale al ritardo e interessi legali. Compila un F24 dedicato per la sanzione e gli interessi con i relativi codici tributo indicati dalle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate. Conserva tutte le ricevute per eventuali controlli.
