Aprire un negozio online da zero: come si fa e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per aprire un e-commerce devi aprire Partita IVA, iscriverti al Registro Imprese e all’INPS, inviare la SCIA al SUAP con PEC, sito e indirizzo, scegliere il codice ATECO corretto e gestire IVA, privacy e contratti.

  • ComUnica al Registro Imprese e SCIA di commercio elettronico al SUAP con PEC e firma digitale obbligatorie, come previsto dal D.Lgs. 114/1998, D.Lgs. 59/2010 e L. 241/1990.
  • Codice ATECO tipico: 47.91.10 (vendita al dettaglio via internet). Altri codici solo per attività con regole settoriali specifiche.
  • IVA: fattura elettronica obbligatoria; vendite UE con OSS/IOSS; esonero scontrino per vendite a distanza; rispetto D.Lgs. 70/2003 e Codice del Consumo.

Quadro normativo essenziale: cosa dice la legge

Il commercio elettronico al dettaglio rientra nel D.Lgs. 114/1998 sul commercio. Per iniziare serve una SCIA, ai sensi dell’art. 19 della L. 241/1990, da inviare tramite SUAP, come previsto dal D.Lgs. 59/2010.

La presenza nel Registro delle Imprese è obbligatoria per gli imprenditori commerciali (art. 2195 c.c. e L. 580/1993). La pratica unica si invia con ComUnica, disciplinata dalla normativa sul Registro Imprese e attuata con modulistica camerale.

L’IVA segue il DPR 633/1972 e le regole unionali. Dal 2021, le vendite intracomunitarie a distanza usano il regime OSS/IOSS, introdotto nella direttiva 2006/112/CE come modificata e recepito in Italia con il D.Lgs. 83/2021. La soglia unica UE è 10.000 euro per servizi elettronici e vendite a distanza.

Per i documenti online valgono il D.Lgs. 70/2003 (commercio elettronico) e il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005, come modificato dal D.Lgs. 26/2023). Servono informazioni chiare su identità del venditore, caratteristiche, prezzi, diritto di recesso, garanzia legale e modalità di reclamo.

La privacy è regolata dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e dai provvedimenti del Garante, incluso quello sui cookie del 10 giugno 2021. L’impresa deve indicare una PEC come domicilio digitale, obbligo previsto dal D.L. 179/2012 e dal D.L. 76/2020. La firma digitale è necessaria per le pratiche telematiche verso il Registro Imprese.

Iter operativo: dalla Partita IVA alla messa online

1) Scegli il codice ATECO e l’inquadramento

Per la vendita online al dettaglio il codice ATECO più usato è 47.91.10. Indica che vendi beni attraverso internet. Va bene per scarpe, cosmetici, elettronica e simili, salvo settori con norme speciali.

Usa un codice alternativo solo se la legge lo richiede per quel prodotto. Esempio: farmaci senza obbligo di ricetta o dispositivi medici hanno regole dedicate. In caso di dubbio, resta su 47.91.10 e aggiungi codici secondari se necessari.

Una scelta ATECO errata può causare rifiuti della SCIA o controlli. Verifica sempre con la Camera di Commercio e consulta la base ATECO aggiornata.

2) Apri Partita IVA e invia ComUnica

Apri Partita IVA come ditta individuale. Indica il regime fiscale scelto. Il regime forfettario è un’imposta sostitutiva semplificata. Si applica entro 85.000 euro di ricavi annui (L. 190/2014, come modificata dalla L. 197/2022).

Con ComUnica ti iscrivi al Registro Imprese e al REA. Allo stesso tempo l’INPS riceve l’iscrizione alla Gestione Commercianti. L’INAIL è necessaria se hai dipendenti o determinate attività di magazzino.

Prepara PEC attiva e firma digitale. Senza questi strumenti non puoi chiudere le pratiche telematiche.

3) Invia la SCIA al SUAP per commercio elettronico

La SCIA comunica l’avvio dell’attività di commercio elettronico. Si presenta al SUAP del Comune dove hai la sede legale o l’unità locale.

Ti chiederanno: indirizzo del sito da cui venderai, indirizzo fisico dove si svolge l’attività (sede o magazzino), categoria merceologica dei prodotti, PEC e dati dell’impresa. La SCIA ti permette di iniziare subito, salvo controlli successivi.

Se vendi alimenti, integratori, cosmetici o altri prodotti regolamentati, aggiungi le autorizzazioni di settore. Le ASL e gli uffici competenti rilasciano indicazioni puntuali.

4) Predisponi i documenti legali sul sito

Inserisci le informazioni obbligatorie del D.Lgs. 70/2003: dati del venditore, contatti, PEC, numero REA, prezzi chiari, tempi e costi di consegna. Aggiungi termini e condizioni con recesso e garanzia.

Pubblica l’informativa privacy, la cookie policy e il banner conforme alle linee guida del Garante. Il GDPR richiede informativa semplice, basi giuridiche corrette e gestione dei consensi.

Prepara una procedura di gestione resi. Il Codice del Consumo dà al cliente 14 giorni di recesso per le vendite a distanza, con eccezioni specifiche (beni personalizzati o deperibili).

IVA, fatture e corrispettivi: come non sbagliare

E-commerce indiretto e diretto: differenze fiscali

L’e-commerce indiretto è la vendita di beni materiali spediti al cliente. L’e-commerce diretto riguarda contenuti o servizi digitali, consegnati online.

Nelle vendite a distanza di beni sei esonerato da scontrino e ricevuta fiscale (art. 22 DPR 633/1972 e DPR 696/1996). Emetti fattura solo se il cliente la richiede o se vendi a soggetti IVA.

Conserva un registro degli incassi e un ordine chiaro dei sistemi di pagamento. Questo ti aiuta in caso di verifiche fiscali.

Vendite UE e regime OSS/IOSS

Se vendi a consumatori di altri Stati UE e superi 10.000 euro di vendite a distanza annuali, applichi l’IVA del paese del cliente e puoi usare l’OSS. L’OSS ti permette una dichiarazione trimestrale unica nel paese di identificazione.

Se importi beni di valore fino a 150 euro e vendi a consumatori UE, puoi usare l’IOSS. L’IOSS semplifica la riscossione dell’IVA all’acquisto, evitando sorprese in dogana per il cliente.

Le piattaforme di marketplace possono essere considerate fornitori presunti per alcune vendite B2C, secondo le regole unionali. Verifica i flussi IVA per capire chi addebita e versa l’imposta.

Regime forfettario e fattura elettronica

Nel regime forfettario l’IVA non si applica in fattura. Apponi la dicitura di legge e, se la fattura supera 77,47 euro, versi l’imposta di bollo. L’aliquota è 2 euro.

L’imposta sostitutiva è al 5% per i primi cinque anni se hai i requisiti di start, altrimenti al 15%. Le cause di esclusione restano quelle previste dalla legge (partecipazioni, regimi speciali IVA, soglie superate).

La fattura elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA. Vale anche per i forfettari. Usa un canale accreditato per lo SDI dell’Agenzia delle Entrate.

Settori speciali: autorizzazioni e cautele

Alimentari, bevande e integratori

Per alimenti e bevande serve la registrazione sanitaria presso l’ASL, secondo il Reg. CE 852/2004 e il D.Lgs. 193/2007. Indica il luogo di deposito e le procedure HACCP.

Gli integratori alimentari richiedono notifica al Ministero della Salute secondo la normativa nazionale di recepimento. Etichette e claim devono rispettare le regole sui messaggi salutistici.

Cosmetici, dispositivi medici e altri prodotti regolamentati

I cosmetici rispettano il Reg. CE 1223/2009. Servono una persona responsabile, il PIF (Product Information File) e la notifica al portale europeo. Attenzione a etichette e ingredienti.

I dispositivi medici sono regolati dal Reg. UE 2017/745. Controlla classe di rischio, marcatura CE e obblighi informativi. Per i giocattoli valgono le direttive di sicurezza specifiche.

Ambiente e imballaggi

Se immetti imballaggi sul mercato, iscriviti al consorzio nazionale ai sensi del D.Lgs. 152/2006. Per apparecchiature elettriche ed elettroniche valuta gli obblighi RAEE secondo il D.Lgs. 49/2014.

Pagamenti e sicurezza

Garantisci pagamenti sicuri con autenticazione forte del cliente, come richiesto dalla PSD2 recepita nel D.Lgs. 11/2010. Descrivi chiaramente costi, valute e tempi di rimborso.

Regola decisionale rapida

– Vendi solo in Italia, ricavi previsti sotto 85.000 euro: valuta il regime forfettario. Apri Partita IVA, ComUnica e SCIA. Nessun OSS.

– Vendi in tutta l’UE e prevedi meno di 10.000 euro oltre confine: puoi applicare IVA Italia. Se superi la soglia, passa a OSS.

– Usi un marketplace che incassa per tuo conto: verifica se la piattaforma è fornitore presunto per l’IVA B2C. Adegua le fatture e i resi.

– Vendi alimenti o cosmetici: prima registra l’attività presso ASL o effettua le notifiche previste. Poi invia la SCIA al SUAP.

– Importi da Paesi extra UE con spedizioni piccole: valuta IOSS per gli ordini fino a 150 euro. Per volumi maggiori richiedi un numero EORI.

Costi, tempistiche e rischi da evitare

Tempistiche realistiche

Partita IVA: 1 giorno lavorativo in media. ComUnica e iscrizione al Registro Imprese: 1-3 giorni, salvo integrazioni. SCIA: effetto immediato dalla presentazione.

Registrazioni sanitarie o notifiche di settore: da 7 a 30 giorni, secondo l’ente. OSS/IOSS: attivazione in pochi giorni dall’Agenzia delle Entrate.

Voci di costo tipiche

Diritti camerali e bolli per iscrizione e pratiche variabili per provincia. Contributi INPS Gestione Commercianti con quota fissa su minimale più percentuali sul reddito. Gli importi si aggiornano ogni anno.

Piattaforma e gateway di pagamento hanno commissioni. Prevedi costi di spedizione, resi, imballaggi conformi e assicurazioni. Considera un budget legale per privacy e condizioni di vendita.

Errori comuni

Codice ATECO sbagliato o SCIA assente. Mancanza di PEC e firma digitale. Documenti obbligatori assenti sul sito. IVA UE gestita senza OSS. Privacy e cookie non conformi.

Evita promesse commerciali ingannevoli. Il D.Lgs. 206/2005 e il D.Lgs. 26/2023 puniscono le pratiche scorrette e le recensioni manipolate. Conserva prove di spedizioni, resi e rimborsi.

Scenario Adempimenti obbligatori IVA e fatture Tempistiche e note
Solo Italia, B2C, sito proprio Partita IVA, ComUnica (Registro/REA/INPS), SCIA SUAP, PEC e firma digitale, T&C e privacy Esonero scontrino; fattura solo su richiesta; fattura elettronica sempre se B2B Avvio in 3-7 giorni. Attenzione a resi e garanzia legale
Italia + UE, vendite transfrontaliere sotto 10.000 euro annui Come sopra Applichi IVA Italia; monitora la soglia UE; fattura elettronica obbligatoria in Italia Controlla trimestralmente la soglia per passare a OSS
Italia + UE, vendite oltre 10.000 euro annui Come sopra + adesione OSS presso Agenzia delle Entrate IVA del paese del cliente; dichiarazione OSS trimestrale Attivazione OSS in pochi giorni; adegua prezzi e sistemi
Import da Paesi extra UE con spedizioni fino a 150 euro Richiedi EORI; valuta IOSS; gestisci dazi e imballaggi IOSS incassa IVA al checkout; semplifica la dogana IOSS in 1-2 settimane; comunica il numero agli spedizionieri
Vendita tramite marketplace Partita IVA, ComUnica, SCIA; verifica termini della piattaforma Possibile fornitore presunto per alcune vendite B2C; controlla chi versa l’IVA Leggi le condizioni P2B (Reg. UE 2019/1150) e integra la fatturazione

FAQ

Qual è il codice ATECO giusto per un e-commerce e quando serve un codice diverso?

Per la vendita online al dettaglio il codice ATECO più adatto è 47.91.10, che copre la vendita di qualsiasi prodotto tramite internet. È una scelta ampia e coerente con la SCIA per commercio elettronico. Usa codici differenti o aggiuntivi solo se la normativa di settore lo impone. Esempio: per cosmetici devi rispettare il Reg. CE 1223/2009 con notifica e dossier; per alimenti e bevande serve la registrazione sanitaria ai sensi del Reg. CE 852/2004; per dispositivi medici serve la conformità al Reg. UE 2017/745. In questi casi puoi mantenere 47.91.10 come principale e aggiungere codici secondari coerenti con la filiera, ma resta centrale la corretta SCIA e le autorizzazioni specifiche. Una scelta ATECO sbagliata può rallentare l’iscrizione o generare controlli. Verifica sempre con la Camera di Commercio e consulta la classificazione aggiornata su fonti istituzionali.

Devo emettere scontrino o ricevuta fiscale per le vendite online a privati?

Per le vendite a distanza di beni materiali sei esonerato dalla certificazione dei corrispettivi con scontrino o ricevuta fiscale. La base è l’art. 22 del DPR 633/1972 e l’esonero previsto dal DPR 696/1996. Devi emettere fattura se il cliente la chiede o se vendi a un soggetto con Partita IVA. Devi comunque tracciare gli incassi e conservare gli ordini e le prove di consegna. Se vendi servizi digitali in modalità e-commerce diretto, la gestione può cambiare, specie per l’IVA nei vari paesi UE. In ogni caso, la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA in Italia, anche nel regime forfettario, per le operazioni che richiedono fatturazione. Mantieni un flusso ordinato di incassi e rimborsi perché l’Agenzia delle Entrate può verificarli.

Quando devo usare l’OSS o l’IOSS e come funzionano in pratica?

Usi l’OSS quando vendi beni a consumatori in altri Stati UE e superi, con tutte le vendite a distanza e servizi elettronici insieme, la soglia di 10.000 euro annui. Da quel momento applichi l’IVA del paese del cliente e versi tutto con una dichiarazione trimestrale unica nel paese di identificazione. L’OSS semplifica la vita rispetto all’apertura di posizioni IVA in ogni Stato. L’IOSS serve per vendite B2C in UE di beni importati di valore fino a 150 euro. Con l’IOSS addebiti l’IVA al checkout e la versi con una dichiarazione mensile. Questo evita che il cliente paghi IVA e oneri al corriere in dogana. Per attivarli ti registri presso l’Agenzia delle Entrate. Prepara i sistemi di cassa per gestire le aliquote estere e conserva la documentazione per i periodi di accertamento previsti dal diritto unionale.

Cosa devo pubblicare sul sito per essere conforme a D.Lgs. 70/2003 e Codice del Consumo?

Devi indicare chiaramente la tua identità: denominazione, sede, numero REA, Partita IVA e contatti, inclusa la PEC. Devi descrivere i prodotti, i prezzi con tasse e spese, i tempi di consegna, i metodi di pagamento, i costi di reso e le condizioni di garanzia. Inserisci termini e condizioni completi con diritto di recesso di 14 giorni, modulo di recesso, procedure di rimborso e indirizzo per i resi. La garanzia legale dura due anni per i beni venduti a consumatori. Pubblica informativa privacy conforme al GDPR e cookie policy con banner che consenta di rifiutare i cookie non tecnici. Evita claim ingannevoli e recensioni manipolate, vietate dal D.Lgs. 206/2005 come aggiornato dal D.Lgs. 26/2023. Conserva log e prove delle accettazioni contrattuali.

Quali sono i contributi INPS e i costi fissi di un negozio online in avvio?

Come commerciante ti iscrivi alla Gestione Commercianti INPS. Paghi una quota fissa calcolata sul minimale di reddito più una percentuale sul reddito eccedente. L’INPS aggiorna importi e aliquote ogni anno. Puoi pagare in quattro rate. A questi si sommano i diritti camerali, l’imposta di bollo sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro, i costi di piattaforma e gateway di pagamento, l’eventuale iscrizione a consorzi ambientali per imballaggi, e i costi di consulenza per privacy e contratti. Prevedi anche un fondo per resi e sostituzioni, perché il diritto di recesso impatta sui flussi di cassa. Stimare correttamente questi costi ti evita carenze di liquidità nei primi mesi di attività.

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