Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per calcolare il 15% nel forfettario: ricavi incassati x coefficiente di redditività = reddito forfettario; sottrai i contributi previdenziali deducibili; applica l’imposta sostitutiva (15% o 5% per start-up se spettante).
- Base normativa: art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014; aggiornamenti Legge 145/2018; Legge 197/2022 e Legge 213/2023 (soglie 85.000/100.000 euro). Fonti: Normattiva, Agenzia delle Entrate.
- Formula: ricavi x coefficiente = reddito forfettario; meno contributi previdenziali pagati = base imponibile; imposta sostitutiva 15% o 5% (requisiti nuovi inizi). Principio di cassa.
- Contributi: variano per Gestione Separata, Artigiani/Commercianti o Casse professionali. Regole e aliquote annuali da circolari INPS e Casse. Deducibilità integrale.
Cos’è il 15% nel regime forfettario e quando si applica
Nel regime forfettario paghi un’imposta sostitutiva del 15%. Sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. Si applica al reddito forfettario, non ai ricavi totali.
Il reddito forfettario si calcola con un coefficiente. Il coefficiente riflette i costi medi del tuo settore. Lo trovi per gruppo ATECO nell’allegato alla normativa.
Per i nuovi inizi con requisiti specifici, l’aliquota scende al 5% per i primi cinque anni. È l’agevolazione start-up prevista dalla Legge 190/2014.
Il regime si basa sul principio di cassa. Significa che contano solo i compensi incassati nell’anno. Non i semplici importi fatturati.
Fonti utili: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89 (Normattiva); chiarimenti Agenzia delle Entrate; Ministero dell’Economia; Ministero del Lavoro per profili previdenziali; circolari INPS annuali.
Le soglie di accesso e uscita nel 2026
Accesso e permanenza: ricavi o compensi fino a 85.000 euro. Uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno. Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000, esci dall’anno successivo.
Queste soglie derivano dalla Legge 197/2022 e conferme con Legge 213/2023. Verifica sempre la disciplina vigente su Normattiva e Agenzia delle Entrate.
I dati indispensabili e le definizioni operative
Codice ATECO: è il codice che descrive la tua attività. Serve a capire il coefficiente giusto.
Coefficiente di redditività: percentuale che applica un costo forfettario medio. Esempio tipico: 78% per molte attività professionali.
Ricavi o compensi incassati: gli importi realmente ricevuti nell’anno. Regola pratica: conta la data di incasso, non la data fattura.
Contributi previdenziali: versamenti a INPS o Casse. Sono deducibili integralmente dal reddito forfettario. Riducendo così la base imponibile.
Dove trovi il coefficiente corretto
I coefficienti sono nell’allegato della Legge 190/2014 e successive modifiche. Li raggruppano per macro-settori ATECO.
Non tutti i codici hanno lo stesso coefficiente. I professionisti hanno spesso il 78%. Commercio e manifattura hanno valori diversi.
Per sicurezza, incrocia codice ATECO e descrizione attività. In caso di dubbio, consulta l’allegato normativo o una circolare dell’Agenzia.
La formula di calcolo, passo dopo passo
Passo 1: calcola il reddito forfettario. Moltiplica incassi per il coefficiente di redditività. Esempio: 20.000 x 78% = 15.600.
Passo 2: sottrai i contributi previdenziali deducibili dell’anno. Se sono 4.000, 15.600 – 4.000 = 11.600.
Passo 3: applica l’imposta sostitutiva. Aliquota 15%. Oppure 5% se possiedi i requisiti start-up. Nell’esempio a 15%: 11.600 x 15% = 1.740.
Passo 4: calcola i contributi dovuti. Dipendono dalla gestione previdenziale. La sequenza può variare per Artigiani/Commercianti.
Esempio concreto: professionista in Gestione Separata
Elisa è una copywriter. Primo anno di Partita IVA. Incassa 20.000 euro. Coefficiente 78%. Aliquota imposta 15%.
Reddito forfettario: 20.000 x 78% = 15.600. Contributi in Gestione Separata: applica l’aliquota vigente definita da circolare INPS (esempio 26,07% per il 2026, verifica annuale). 15.600 x 26,07% = 4.067 circa.
Base imponibile: 15.600 – 4.067 = 11.533. Imposta: 11.533 x 15% = 1.730 circa. Con aliquota start-up 5% sarebbe 577 circa.
Esempio dal secondo anno: effetto della deduzione contributi
Dal secondo anno sottrai i contributi pagati nell’anno. Esempio: imponibile forfettario 15.600 e contributi pagati 4.000. Base imponibile: 11.600. Imposta al 15%: 1.740.
Attenzione al calendario: saldo e acconti dell’imposta e dei contributi si versano l’anno successivo. La deduzione usa i contributi pagati nell’anno d’imposta.
Artigiani e Commercianti: come cambiano i contributi
Per Artigiani e Commercianti INPS calcola contributi fissi su un minimale di reddito. Oltre il minimale paghi una percentuale variabile sull’eccedenza.
Le aliquote e il minimale cambiano ogni anno con circolare INPS. I forfettari possono chiedere la riduzione del 35% dei contributi (norma di stabilità e decreti applicativi). La riduzione si chiede all’INPS.
Nei calcoli pratici: i contributi fissi si versano anche se incassi poco. Sono deducibili dal reddito forfettario, come quelli sulla quota eccedente.
Professionisti con Cassa ordinistica
Avvocati, ingegneri, architetti e altri iscritti a Cassa hanno regole proprie. Versano contributi minimi e percentuali secondo i regolamenti di Cassa.
I contributi obbligatori e, entro limiti, quelli volontari sono deducibili. La deduzione riduce la base su cui applichi il 15% o il 5%.
Controlla i regolamenti della tua Cassa e le delibere annuali. Le scadenze spesso seguono calendari propri.
Soglie, uscite e rientri: come gestire i passaggi
Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000, il forfettario termina dal 1° gennaio dell’anno dopo. Continui a non applicare IVA fino a fine anno.
Se superi 100.000 nell’anno, esci subito. Da quel momento applichi IVA e regole ordinarie. È l’effetto “uscita immediata” della Legge 197/2022.
In entrambi i casi, calcoli comunque il reddito forfettario per la frazione in regime. Le imposte si liquidano con le regole sostitutive.
Acconti e saldi: scadenze pratiche
Imposta sostitutiva: saldo e primo acconto entro la scadenza dei versamenti delle imposte sui redditi (di norma tra giugno e luglio). Secondo acconto entro novembre.
Acconto pari al 100% dell’imposta netta dell’anno precedente. Puoi usare il metodo previsionale se prevedi imposta inferiore. Attenzione alle sanzioni in caso di errore.
Contributi INPS in Gestione Separata seguono generalmente le stesse scadenze. Per Artigiani/Commercianti esistono scadenze fisse trimestrali per i contributi minimi.
Regola decisionale rapida
Nessi logici per non sbagliare il calcolo
1) Hai incassato? Se sì, prendi solo quanto incassato nell’anno. Se no, non conteggiare fatture non incassate.
2) Sai il tuo coefficiente? Se sì, applicalo agli incassi. Se no, individua il tuo gruppo ATECO nell’allegato normativo.
3) Hai versato contributi nell’anno? Se sì, sottrai tutto ciò che è previdenziale obbligatorio. Se no, la base resta piena.
4) Hai i requisiti start-up? Se sì, applica 5% per massimo cinque anni. Se no, resta il 15%.
5) Devi pagare acconti? Se l’imposta netta precedente è positiva, sì. Valuta storico o previsionale per evitare sanzioni.
Controlli finali prima del versamento
Verifica soglie 85.000 e 100.000. Conferma aliquote contributive nella circolare INPS dell’anno.
Controlla eventuali operazioni particolari: estero, reverse charge, ritenute. Il forfettario ha regole speciali su IVA e ritenute.
Conserva ricevute di versamento e F24. Servono per deduzioni e per il ricalcolo degli acconti futuri.
Riferimenti normativi e prassi da conoscere
Norme principali
Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89: istituisce il regime e definisce coefficienti, base di calcolo, imposta sostitutiva e deduzione contributi.
Legge 145/2018: modifica strutturali e allegati. Legge 197/2022: eleva soglia a 85.000 e introduce uscita immediata a 100.000. Legge 213/2023: conferme e coordinamento.
Fonti: portale Normattiva per i testi vigenti; Agenzia delle Entrate per circolari e risoluzioni; INPS per aliquote e minimali annuali; Ministero del Lavoro per profili previdenziali.
| Scenario | Dati necessari | Formula e aliquote operative 2026 | Scadenze e note di compliance |
|---|---|---|---|
| Professionista senza Cassa (Gestione Separata) | Incassi; coefficiente (es. 78%); aliquota INPS Gestione Separata vigente; contributi già versati | Incassi x coefficiente = reddito forfettario; meno contributi INPS deducibili; imposta 15% (5% se start-up). Contributi INPS calcolati sul reddito forfettario all’aliquota da circolare (es. 26,07%). | Saldo + 1° acconto imposta e INPS tra giugno-luglio; 2° acconto imposta a novembre. Verifica aliquota INPS in circolare annuale. |
| Artigiano INPS (impresa individuale) | Incassi; coefficiente del gruppo; minimale e aliquota INPS annui; eventuale riduzione 35% | Calcoli contributi minimi su minimale + percentuale su eccedenza (valori da circolare). Totale contributi deducibili. Imposta 15% o 5% sulla base forfettaria al netto dei contributi. | Contributi minimi in 4 rate trimestrali; imposta saldo/acconti come sopra. Opzione riduzione 35% da richiedere all’INPS. |
| Commerciante INPS | Incassi; coefficiente; minimale e aliquota INPS commercio; riduzione 35% se richiesta | Stesso impianto degli artigiani. Contributi minimi + eccedenza; deducibilità integrale. Imposta sostitutiva 15% o 5%. | Rate trimestrali INPS; monitoraggio soglia 85.000/100.000. Eventuale contributo aggiuntivo per maternità/malattia secondo circolare. |
| Professionista con Cassa (es. avvocato, ingegnere) | Incassi; coefficiente; contributi minimi/percentuali da regolamento Cassa; contributi volontari | Reddito forfettario = incassi x coefficiente; deduci contributi obbligatori (e volontari deducibili); imposta 15% o 5%. Contributi dovuti secondo regolamento di Cassa. | Scadenze Cassa proprie; imposta sostitutiva a giugno-luglio/novembre. Verifica deducibilità dei contributi integrativi. |
| Start-up con aliquota 5% | Incassi; coefficiente; verifica requisiti start-up (nuova attività, assenza prosecuzione, ecc.) | Calcolo come sopra, ma imposta al 5% per massimo 5 anni se requisiti attivi. Se decadono i requisiti, si torna al 15%. | Autodichiarazione requisiti nel modello Redditi. Conserva prove della novità dell’attività e dell’assenza di prosecuzione. |
FAQ
Come si calcolano imposta e contributi nel primo anno e dal secondo in poi?
Nel primo anno calcoli il reddito forfettario moltiplicando gli incassi per il coefficiente. Stimi i contributi dell’anno con l’aliquota/previdenza corretta. Li versi a saldo l’anno successivo. Sono deducibili i contributi pagati nell’anno. Quindi nel primo anno la deduzione può essere bassa se hai versato poco. Dal secondo anno la sequenza è più lineare: prendi gli incassi, applichi il coefficiente, sottrai i contributi pagati nell’anno (INPS o Cassa), e poi applichi l’imposta sostitutiva. Ricorda che i contributi che versi a giugno e novembre riguardano l’anno d’imposta precedente, e sono deducibili per quell’anno. Per Artigiani e Commercianti, i contributi minimi sono dovuti a prescindere dal reddito e sono sempre deducibili. Per la Gestione Separata, l’aliquota è fissata ogni anno da circolare INPS; verifica sempre il valore vigente.
Quando si applica l’aliquota ridotta al 5% e quando decade?
L’aliquota al 5% si applica per i primi cinque anni di nuova attività se rispetti i requisiti della Legge 190/2014: attività realmente nuova, nessuna prosecuzione di un lavoro precedente svolto in forma dipendente o autonoma (salvo praticantato obbligatorio), assenza di mera trasformazione di un’attività già svolta da altro soggetto con continuità sostanziale. Devi essere in regola con le soglie del regime e con i limiti sulle spese per lavoro acceso (coadiuvanti o dipendenti) previsti dalla norma. Decade se violi i requisiti o se interviene una causa di esclusione. In tal caso, dall’anno successivo torni al 15%. In documentazione fiscale indica sempre l’opzione nel modello Redditi e conserva prove della novità dell’attività (cessazioni precedenti, descrizione delle mansioni, eventuali praticantati).
Come funzionano acconti e saldo dell’imposta sostitutiva? Posso usare il metodo previsionale?
Il saldo e il primo acconto si versano entro la scadenza ordinaria di giugno-luglio. Il secondo acconto a novembre. L’acconto complessivo è di norma pari al 100% dell’imposta netta dell’anno precedente. Puoi usare il metodo previsionale se prevedi un’imposta più bassa nell’anno in corso, ad esempio per calo di incassi o aumento dei contributi deducibili. Se sbagli previsione e versi meno del dovuto, si applicano sanzioni e interessi per insufficiente versamento. Per prudenza, usa il previsionale solo con un budget aggiornato: incassi stimati, coefficiente corretto, contributi previsti (INPS o Cassa) e eventuali agevolazioni. Ricorda che anche i contributi in Gestione Separata si versano con gli F24 alle stesse scadenze del saldo e acconti.
Cosa succede se supero 85.000 o 100.000 euro di incassi?
Se superi 85.000 ma rimani sotto 100.000, resti nel forfettario fino a fine anno. Esci dal regime dal 1° gennaio dell’anno successivo. Continui ad applicare le regole del forfettario, quindi niente IVA in fattura per il resto dell’anno. Se raggiungi o superi 100.000 euro nell’anno, esci subito dal regime dal momento del superamento. Da quel punto devi emettere fatture con IVA e applicare tutte le regole del regime ordinario. La base normativa è la Legge 197/2022, confermata poi. In entrambi i casi, per l’anno in cui eri in forfettario calcoli l’imposta sostitutiva sul reddito forfettario fino al cambio di regime. Per l’anno successivo (o per la frazione post-superamento nel caso dei 100.000) si applicano le regole ordinarie, incluse IVA, registri e IRPEF a scaglioni.
Come gestisco IVA, ritenute e operazioni estere nel forfettario?
Nel forfettario non addebiti IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Indichi la dicitura di non soggezione in fattura secondo la norma. Non subisci né operi ritenute d’acconto nella maggior parte dei casi, perché l’imposta è sostitutiva. Attenzione alle operazioni estere: per acquisti di servizi da fornitori esteri spesso opera il reverse charge con integrazione/autofattura, e l’IVA va comunque gestita come imposta, anche se sei in forfettario (regole UE e interne). Per cessioni intracomunitarie e servizi verso estero, verifica gli adempimenti VIES e i modelli Intrastat, se dovuti. Queste regole sono disciplinate da norme IVA e prassi dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Dogane. Anche se il forfettario semplifica molto, le operazioni con l’estero richiedono controlli aggiuntivi per evitare sanzioni.
Posso detrarre spese personali o familiari come nel regime IRPEF ordinario?
No, l’imposta sostitutiva del forfettario non si calcola con scaglioni IRPEF e detrazioni tipiche (ad esempio spese mediche o interessi mutuo) sul reddito d’impresa/lavoro autonomo. Nel forfettario applichi la percentuale al reddito forfettario al netto dei contributi. Tuttavia, se hai altri redditi soggetti a IRPEF ordinaria (ad esempio reddito da lavoro dipendente o da locazione non cedolare), su quelli puoi usare le detrazioni e deduzioni previste. I contributi previdenziali restano sempre deducibili dal reddito forfettario. Se versi contributi volontari o alla previdenza complementare, verifica i limiti di deducibilità previsti dal TUIR. Conserva sempre quietanze e certificazioni per eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate.
