Per togliere l’imposta sul valore aggiunto (IVA) da un prezzo lordo, cioè IVA compresa, dividilo per 1,22 se l’IVA è al 22%. Ottieni così l’imponibile, cioè il prezzo senza IVA. L’IVA è la differenza tra i due importi. Per aggiungerla, moltiplica l’imponibile per 1,22. Con IVA al 10%, 5% o 4% usa 1,10, 1,05 o 1,04.
- Formula di scorporo: imponibile = prezzo lordo / (1 + aliquota IVA), IVA = prezzo lordo − imponibile.
- Formula per aggiungere l’IVA: prezzo lordo = imponibile × (1 + aliquota IVA).
- Aliquote IVA: 22% ordinaria; 4%, 5% e 10% ridotte, secondo la Tabella A del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 633/1972.
- Non scorpori l’IVA per operazioni esenti, non imponibili, reverse charge o regimi senza addebito, come il forfettario.
Cos’è lo “scorporo IVA” e quando serve
Scorporare l’IVA significa risalire dall’importo lordo, cioè IVA compresa, all’imponibile netto. L’imponibile è la base su cui calcoli l’imposta.
Ti serve quando conosci solo il prezzo con IVA inclusa e devi trovare imponibile e IVA da scrivere in fattura o da registrare in contabilità.
La base giuridica è nel DPR 633/1972, il decreto che regola l’IVA: art. 13 (base imponibile), art. 16 (aliquote), Tabella A (beni e servizi soggetti a 4%, 5%, 10%, 22%). Puoi consultare i testi sul portale Normattiva, che pubblica il DPR 633/1972 aggiornato.
IVA inclusa, IVA esclusa e prezzo ivato: cosa significano
Un prezzo “IVA inclusa”, “IVA compresa” o “ivato” contiene già l’imposta: è il prezzo lordo, quello che paga il cliente. Un prezzo “IVA esclusa” o “più IVA” è invece l’imponibile, e all’importo devi ancora aggiungere l’IVA.
Ricorda questa regola: il prezzo lordo è sempre con IVA, l’imponibile è sempre senza. Se da un prezzo IVA inclusa vuoi arrivare all’imponibile, fai lo scorporo. Se parti da un prezzo IVA esclusa, aggiungi l’imposta. Per le espressioni che trovi nei preventivi, leggi anche cosa vuol dire al netto di IVA.
La formula generale dello scorporo e perché funziona
La regola matematica
Quando il prezzo è “IVA inclusa”, il lordo è: imponibile × (1 + aliquota). Da qui ottieni lo scorporo:
imponibile = prezzo lordo / (1 + aliquota); IVA = prezzo lordo − imponibile.
Scrivi l’aliquota, cioè la percentuale dell’IVA, in forma decimale: 22% = 0,22; 10% = 0,10; 5% = 0,05; 4% = 0,04.
Esempi pratici con arrotondamenti
- IVA 22% su 1.000 euro: imponibile = 1.000 / 1,22 = 819,67; IVA = 1.000 − 819,67 = 180,33.
- IVA 10% su 1.100 euro: imponibile = 1.100 / 1,10 = 1.000,00; IVA = 100,00.
- IVA 5% su 525 euro: imponibile = 525 / 1,05 = 500,00; IVA = 25,00.
- IVA 4% su 520 euro: imponibile = 520 / 1,04 = 500,00; IVA = 20,00.
Se lavori quasi sempre con l’aliquota ordinaria, trovi altri casi nella guida allo scorporo dell’IVA al 22%. Per avere il risultato subito, usa il calcolatore scorporo IVA di Fiscozen.
Arrotondamenti in fattura
In fattura elettronica indichi gli importi con due decimali. Calcola lo scorporo per riga o per aliquota e poi somma. Così eviti differenze dovute ad arrotondamenti intermedi.
Cosa scrivere in fattura lo stabiliscono l’art. 21 del DPR 633/1972 e, per la fattura elettronica, il decreto legislativo (D.Lgs.) 127/2015 con i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Le istruzioni tecniche le trovi sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Calcolo IVA: come aggiungere l’IVA a un prezzo netto
Per calcolare l’IVA su un prezzo netto moltiplica l’imponibile per l’aliquota in forma decimale: con il 22% l’IVA è imponibile × 0,22 e il prezzo finale è imponibile × 1,22. È lo stesso calcolo dello scorporo, fatto al contrario.
Esempio: su 500 euro più IVA al 22%, l’IVA è 500 × 0,22 = 110 euro e il totale è 500 × 1,22 = 610 euro. Con l’aliquota del 10% il totale diventa 550 euro, con il 4% diventa 520 euro.
La tabella mette a confronto gli importi più cercati. Per ogni imponibile trovi l’IVA al 22% e il totale con ciascuna delle quattro aliquote, già arrotondati a due decimali.
| Imponibile, cioè prezzo senza IVA | IVA al 22% | Totale con IVA al 22% | Totale con IVA al 10% | Totale con IVA al 5% | Totale con IVA al 4% |
|---|---|---|---|---|---|
| 100,00 € | 22,00 € | 122,00 € | 110,00 € | 105,00 € | 104,00 € |
| 180,00 € | 39,60 € | 219,60 € | 198,00 € | 189,00 € | 187,20 € |
| 500,00 € | 110,00 € | 610,00 € | 550,00 € | 525,00 € | 520,00 € |
| 1.000,00 € | 220,00 € | 1.220,00 € | 1.100,00 € | 1.050,00 € | 1.040,00 € |
| 3.000,00 € | 660,00 € | 3.660,00 € | 3.300,00 € | 3.150,00 € | 3.120,00 € |
Con la calcolatrice ti basta un passaggio: digita l’imponibile e moltiplica per 1,22, oppure per 1,10, 1,05 o 1,04. Per togliere l’IVA fai l’operazione opposta e dividi il lordo per lo stesso numero. Trovi i passaggi tasto per tasto nella guida su come scorporare l’IVA con la calcolatrice.
Come ricavare l’aliquota da lordo e netto
Se conosci sia il prezzo lordo sia l’imponibile, trovi l’aliquota così: aliquota = (lordo − imponibile) / imponibile × 100. Esempio: con 610 euro di lordo e 500 euro di imponibile, (610 − 500) / 500 × 100 = 22%.
Se il risultato non è 4, 5, 10 o 22, controlla gli arrotondamenti oppure chiedi al fornitore quale aliquota ha applicato. Per altri esempi con le diverse percentuali leggi la guida su come si calcola l’IVA.
Aliquote IVA in Italia: come scegliere quella giusta
Il perimetro normativo
In Italia l’aliquota IVA ordinaria è il 22% (aliquota base), mentre le aliquote ridotte sono il 10%, il 5% e il 4%, come riepiloga la scheda dell’Agenzia delle Entrate su norme generali e aliquote IVA. La Tabella A del DPR 633/1972 elenca i beni e servizi delle aliquote ridotte.
L’aliquota giusta dipende dalla natura del bene o del servizio. Verifica sempre la voce della Tabella A e le circolari interpretative dell’Agenzia delle Entrate.
Indicazioni operative rapide
- 4%: beni di prima necessità elencati in Tabella A, Parte II.
- 5%: beni e servizi specifici elencati in Tabella A, Parte II-bis.
- 10%: beni e servizi elencati in Tabella A, Parte III (ad esempio alcune forniture e prestazioni).
- 22%: tutti gli altri beni e servizi non ricompresi nelle parti precedenti.
Fonte normativa: DPR 633/1972, art. 16 e Tabella A. Trovi i testi sul portale Normattiva e la documentazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).
Tieni presente una novità: dal 1° gennaio 2027 l’art. 16 del DPR 633/1972 è abrogato dal D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10, il nuovo Testo unico IVA. Da quella data i riferimenti normativi da citare cambiano, mentre la formula di calcolo resta la stessa.
Casi particolari: quando non devi scorporare l’IVA
Operazioni esenti, non imponibili, escluse
Operazioni esenti (art. 10 DPR 633/1972): la legge le tiene fuori dall’IVA, per esempio alcune operazioni finanziarie o sanitarie. Non scorpori nulla.
Operazioni non imponibili (art. 8, 8-bis, 9): sono soprattutto esportazioni, servizi internazionali e cessioni a San Marino, che seguono regole specifiche. Anche qui non scorpori nulla.
Operazioni escluse dal campo IVA (art. 2, 3): per la legge non sono vendite di beni o servizi soggette all’IVA, quindi l’imposta non c’entra. Non scorpori nulla.
Reverse charge e split payment
Reverse charge (inversione contabile): il fornitore non addebita l’IVA e la versa il cliente, che deve avere a sua volta una Partita IVA. In fattura indichi il meccanismo e non scorpori. Come funziona passo per passo lo trovi nella guida al reverse charge e all’inversione contabile.
Split payment (scissione dei pagamenti) per pubbliche amministrazioni (PA) e altri soggetti designati: esponi l’IVA in fattura, ma la paga il cliente PA. Il regime è prorogato fino al 30 giugno 2029 con la Decisione di esecuzione 2026/1728 del Consiglio dell’Unione europea, come comunica il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Regimi particolari
Regime forfettario: se sei in forfettario non addebiti l’IVA ai clienti. La fattura riporta la non applicazione IVA secondo legge. Non scorpori nulla.
Regime del margine (beni usati, oggetti d’arte): l’IVA si calcola solo sul margine, la differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto, quindi non la scorpori dal prezzo. Riferimenti: decreto-legge (DL) 41/1995, artt. 36 e seguenti, in Gazzetta Ufficiale.
Voci fuori base imponibile
Alcune spese restano fuori dalla base imponibile, come prevede l’art. 15 DPR 633/1972. Un esempio sono le spese anticipate in nome e per conto del cliente, se le documenti correttamente. Su queste non scorpori l’IVA, perché non sono imponibili.
Fattura elettronica: codici, natura operazione e controlli
Nella fattura elettronica, se non applichi l’IVA devi indicare il corretto codice “Natura operazione”, ad esempio esente, non imponibile o reverse charge. L’Agenzia delle Entrate stabilisce i codici nei provvedimenti sul tracciato Extensible Markup Language (XML), cioè il formato del file della fattura.
Se invece l’operazione è imponibile, indica l’aliquota (4%, 5%, 10%, 22%) e compila per riga: imponibile, aliquota, imposta. Se parti da un lordo, scorpora per riga e poi compila. Trovi un esempio completo nella guida al calcolo dell’IVA in fattura.
Controlla la coerenza tra aliquota applicata, descrizione del bene o servizio e riferimenti normativi. Se sbagli, emetti nei termini una nota di variazione, cioè il documento che corregge una fattura già emessa (art. 26 DPR 633/1972).
Regola decisionale rapida
- Hai un prezzo “IVA inclusa” e l’operazione è imponibile? Applica: imponibile = lordo / (1 + aliquota); IVA = lordo − imponibile.
- Hai un prezzo “IVA esclusa” e l’operazione è imponibile? Applica: totale = imponibile × (1 + aliquota); IVA = totale − imponibile.
- L’operazione è esente (art. 10), non imponibile (art. 8, 8-bis, 9) o esclusa? Non scorporare. Indica il riferimento normativo in fattura.
- Sei in forfettario o in regime del margine? Non scorporare l’IVA dal prezzo.
- Reverse charge: non addebiti l’IVA. Split payment: indichi l’IVA ma la versa il cliente PA.
- Sconti e spese: applica gli sconti commerciali prima del calcolo IVA; escludi le spese ex art. 15 dalla base imponibile.
Errori comuni da evitare e buone prassi
Confondere percentuale e moltiplicatore
Non sottrarre semplicemente il 22% dal lordo. Devi dividere per 1,22. È l’errore più frequente.
Controlla sempre che imponibile × aliquota = IVA calcolata. La somma imponibile + IVA deve ridare il lordo.
Arrotondamenti incoerenti
Arrotonda a due decimali solo dopo il calcolo per riga. Evita arrotondamenti diversi tra riga e totale, che generano centesimi residui.
Se rimangono differenze di 0,01-0,02 euro sul totale, aggiungi un rigo di arrotondamento senza IVA, con codice natura “fuori campo IVA”.
Sconti e contributi
Applica gli sconti commerciali, quelli concordati sul prezzo, prima di calcolare l’IVA. Se concedi uno sconto finanziario dopo la fattura, per esempio per un pagamento anticipato, gestiscilo con attenzione o con una nota di credito.
Se ricevi contributi pubblici in conto impianto o in conto esercizio, segui regole specifiche. Controlla con l’art. 13 se entrano nella base imponibile.
Aliquota sbagliata
Un’aliquota errata porta a un’imposta errata, a sanzioni e a note di variazione. Verifica la Tabella A del DPR 633/1972 e la prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Tempistiche e registrazioni
Rispetta i termini di emissione e registrazione della fattura (art. 21 e seguenti DPR 633/1972). Per le correzioni usa la nota di variazione entro i termini dell’art. 26.
La tabella riassume ogni scenario in un colpo d’occhio: cosa serve perché si applichi, come fai il calcolo e in quale momento.
| Scenario | Requisiti | Come calcoli | Tempistiche |
|---|---|---|---|
| Scorporo IVA 22% da prezzo lordo | Operazione imponibile IVA; prezzo IVA inclusa; aliquota 22% (art. 16) | Imponibile = Lordo / 1,22; IVA = Lordo − Imponibile | Al momento dell’emissione fattura; arrotonda a 2 decimali per riga |
| Scorporo IVA 10% da prezzo lordo | Operazione in Tabella A, Parte III; prezzo IVA inclusa | Imponibile = Lordo / 1,10; IVA = Lordo − Imponibile | In emissione e registrazione fattura; controlla la voce di Tabella A |
| Operazione esente (art. 10) | Rientra tra le esenzioni; nessun addebito IVA | Nessuno scorporo; indica norma in fattura e codice natura | Sempre; conserva i documenti che provano l’esenzione |
| Reverse charge | Cliente con Partita IVA; settore in cui è previsto il reverse charge | Nessuno scorporo; IVA non addebitata; indicazione “reverse charge” | All’emissione; il cliente integra e registra secondo i termini |
| Split payment (scissione pagamenti) | Cliente PA o soggetto incluso; regime prorogato fino al 30/06/2029 | Scorporo normale per imponibile e IVA; IVA esposta ma versata dal cliente PA | All’emissione; segui le istruzioni MEF e Agenzia delle Entrate |
| Regime forfettario | Partita IVA in forfettario; non addebita IVA | Nessuno scorporo; indicazione di non applicazione IVA in fattura | Sempre; verifica di avere i requisiti e di non rientrare nei casi che escludono dal regime |
Non ti preoccupare se il tuo caso non rientra negli esempi: aliquote, esenzioni e regimi speciali cambiano da attività ad attività. Se hai dubbi, ne parliamo insieme: prenota una Consulenza gratuita.
FAQ
Come si scorpora l’IVA se ho sconti o maggiorazioni nel prezzo lordo?
Applica gli sconti commerciali sull’imponibile, poi ricalcola l’IVA. Se il lordo include già lo sconto, dividi per (1 + aliquota) e verifica che imponibile × aliquota = IVA. Trasporto, imballo e contributi obbligatori di norma entrano nella base imponibile (art. 13 DPR 633/1972). Le spese anticipate per conto del cliente (art. 15) restano fuori: su quelle non scorpori.
Perché non posso togliere l’IVA sottraendo semplicemente il 22% dal prezzo?
Perché il prezzo lordo è dato da imponibile × (1 + aliquota). Se sottrai il 22% del lordo ottieni un imponibile sbagliato. Esempio: 1.000 − 22% = 780, ma il vero imponibile è 1.000 / 1,22 = 819,67. Usa sempre il divisore giusto: 10% → divisore 1,10; 5% → 1,05; 4% → 1,04.
Come gestisco lo scorporo in una fattura con più aliquote IVA?
Dividi le righe per aliquota e scorpora ciascun importo lordo: imponibile = lordo aliquota X / (1 + aliquota X). Arrotonda a due decimali per riga, poi somma imponibili e imposte per ogni aliquota. Non scorporare il totale misto, perché mescola aliquote diverse. La base normativa è l’art. 21 DPR 633/1972 con le specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate.
Quanto è l’IVA su 1.000 euro?
Su 1.000 euro di imponibile l’IVA al 22% è 220 euro, per un totale di 1.220 euro. Se invece 1.000 euro è il prezzo IVA inclusa, l’IVA è 180,33 euro e l’imponibile 819,67 euro. Con l’aliquota del 10% l’IVA diventa 100 euro nel primo caso e 90,91 euro nel secondo.
Quali sono i riferimenti normativi per aliquote, base imponibile e note di variazione?
Vale il DPR 633/1972: art. 1 per il presupposto, art. 13 per la base imponibile, art. 15 per le spese escluse, art. 16 e Tabella A per le aliquote, art. 21 per la fattura, art. 26 per le note di variazione. Dal 1° gennaio 2027 si applica il Testo unico IVA, D.Lgs. 10/2026: cambiano i riferimenti, non il calcolo.
