Compilazione di un F24 semplificato: come si fa e come si paga?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per compilare l’F24 semplificato inserisci dati anagrafici, sezione ER/EL, codice tributo, anno di riferimento e importo con due decimali; con Partita IVA il pagamento è solo telematico tramite canali abilitati.

  • Il modello F24 semplificato si usa per tributi erariali e locali; per INPS usa di norma l’F24 ordinario.
  • I titolari di Partita IVA devono pagare solo online, anche senza compensazioni.
  • Se compensi crediti, invii l’F24 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o un intermediario abilitato.

Cos’è il modello F24 semplificato e quando si usa

Il modello F24 semplificato è una versione ridotta dell’F24. Serve per versare imposte dello Stato e tributi locali con un modulo più snello. Ha due sole sezioni: Erario (ER) e IMU e altri tributi locali (EL).

È utile se versi IVA, ritenute o acconti, e se paghi IMU, TARI e altri tributi comunali. Per contributi previdenziali INPS e premi INAIL di solito si usa l’F24 ordinario, che ha sezioni dedicate.

La base giuridica del sistema F24 è nel Decreto legislativo 241/1997 (pagamenti unitari e compensazione). Il modello “Semplificato” è stato approvato dall’Agenzia delle Entrate con provvedimenti dedicati. Puoi verificarne gli estremi su Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Quando preferire il semplificato rispetto all’ordinario

Usa il semplificato se hai poche righe e tributi da Erario o da Enti locali. Se devi inserire righe INPS, INAIL o addizionali regionali complesse, l’ordinario resta più adatto.

Controlla sempre le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate. Indicano quali codici tributo puoi gestire direttamente nel semplificato.

Struttura del modello: campi e regole di compilazione

Quadro “Contribuente”

Inserisci codice fiscale, cognome e nome, data e luogo di nascita. Se sei ditta individuale o società, indica denominazione e sede legale. Questi dati devono coincidere con l’Anagrafe tributaria.

Non servono PEC o IBAN qui. L’addebito avviene a valle, nel canale telematico di pagamento.

Sezione “Erario” (sigla ER)

Compila una riga per ciascun versamento. Indica:

  • Sezione: ER.
  • Codice tributo: identifica che cosa versi (esempio: codici mensili IVA).
  • Rateazione/Regione/Prov./Mese rif.: per IVA mensile inserisci il mese in formato MM (es. 10 per ottobre). Per rate da dichiarazione indica “NNRR” (es. 0106 per 1a di 6).
  • Anno di riferimento: in quattro cifre, formato AAAA.
  • Importo a debito versato: con due decimali, separati dalla virgola (es. 100,00).

Se fai ravvedimento operoso, aggiungi righe con i codici per sanzioni e interessi relativi allo stesso tributo. Il ravvedimento operoso è la sanatoria volontaria di un versamento tardivo, con sanzioni ridotte e interessi legali. La base è l’articolo 13 del Decreto legislativo 472/1997.

Sezione “IMU e altri tributi locali” (sigla EL)

Per IMU, TARI e tributi locali inserisci:

  • Sezione: EL.
  • Codice ente/codice comune: il codice catastale del Comune (es. H501 per Roma). Lo trovi nelle istruzioni ufficiali.
  • Ravv., Immobili variati, Acc., Saldo, Numero immobili: compila le caselle se ricorrono i casi.
  • Anno di riferimento: l’anno d’imposta cui si riferisce il versamento.
  • Importo a debito versato: con due decimali.

Questi campi “grigi” si usano solo quando richiesti dalla disciplina del singolo tributo locale. Per IMU, ad esempio, devi indicare se versi acconto o saldo.

Campo “Estremi del versamento”

Non compilarlo. Lo compila il sistema di pagamento o l’intermediario. Serve a riportare la ricevuta di addebito o il riferimento della transazione.

Errori da evitare

  • Importi senza due decimali: scrivi sempre la virgola e due cifre (es. 71,00).
  • Anno errato: metti l’anno di imposta, non l’anno di pagamento.
  • Codice tributo sbagliato: controlla le risoluzioni e le tabelle dell’Agenzia delle Entrate.
  • Sezione errata: ER per lo Stato; EL per tributi locali.

Come si paga se hai la Partita IVA: canali e obblighi

Se hai la Partita IVA devi pagare con modalità telematiche. Questo obbligo vale per tutti i versamenti F24, anche senza compensazioni. La base è l’articolo 37, comma 49, del Decreto legge 223/2006, convertito in legge 248/2006.

Puoi usare:

  • Servizi online della tua banca o del tuo PSP abilitato.
  • Servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, come F24 Web nell’area riservata.
  • Un intermediario abilitato ai sensi del DPR 322/1998 (commercialista, CAF, altri). Trasmette e addebita dal tuo conto con delega.

Se presenti compensazioni di crediti, in molti casi devi inviare l’F24 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o tramite un intermediario abilitato. Questa regola discende dall’articolo 17 del Decreto legislativo 241/1997 e da successive norme attuative e prassi.

Se non hai la Partita IVA

Un privato senza Partita IVA può ancora pagare con F24 cartaceo presso banca, Poste o altri prestatori abilitati. Ci sono limiti: in presenza di compensazioni o di saldo zero, scattano obblighi telematici specifici. Le regole derivano anche dal Decreto legge 66/2014 e dalle istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate.

Compensazioni, rate e ravvedimento: cosa cambia in F24 semplificato

Compensazione crediti

La compensazione è l’uso di un credito per pagare un debito di un altro tributo. La disciplina base è nell’articolo 17 del Decreto legislativo 241/1997. Per crediti IVA oltre determinate soglie servono adempimenti aggiuntivi, come l’apposizione del visto di conformità e l’uso dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Verifica sempre i limiti annuali e le eventuali esclusioni in caso di debiti iscritti a ruolo. Questi aspetti sono oggetto di aggiornamenti normativi frequenti, consultabili su Normattiva e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Rateazione da dichiarazione

Puoi dilazionare le imposte dovute da dichiarazione indicando nel campo “rateazione” il numero della rata e il totale delle rate (formato NNRR). Gli interessi di rateazione seguono i criteri fissati dal Decreto legislativo 241/1997 e dai provvedimenti attuativi.

Rispetta le scadenze mensili. In caso di ritardo, puoi rimediare con il ravvedimento.

Ravvedimento operoso

Se paghi oltre la scadenza, puoi ridurre le sanzioni con il ravvedimento operoso (articolo 13 del Decreto legislativo 472/1997). In F24 indichi tributo, sanzioni e interessi su righe separate, ognuna con il proprio codice.

Gli interessi si calcolano al tasso legale pro tempore, stabilito con decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Consulta sempre il tasso vigente nel periodo di ritardo.

Regola decisionale rapida

Sei titolare di Partita IVA? Allora paga solo online. Scegli home banking, servizi dell’Agenzia delle Entrate o un intermediario abilitato.

Stai compensando crediti? Allora invia l’F24 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o tramite un intermediario. Vale anche senza Partita IVA.

Paghi IMU o TARI senza Partita IVA e senza compensazioni? Puoi usare il modello semplificato anche cartaceo presso gli sportelli abilitati.

Devi versare contributi INPS? Usa preferibilmente l’F24 ordinario, perché ha campi dedicati.

Hai rate da dichiarazione? Compila il campo “rateazione” con NNRR e rispetta le mensilità. In ritardo? Valuta il ravvedimento.

Esempi pratici di compilazione

IVA mensile di ottobre

Sezione: ER. Codice tributo: quello IVA del mese di ottobre. Rateazione/Mese: 10. Anno di riferimento: l’anno d’imposta. Importo a debito: es. 100,00. Nessun altro campo.

IMU saldo annuale

Sezione: EL. Codice ente: codice catastale del Comune. Barratura Saldo. Anno di riferimento: l’anno dell’imposta. Numero immobili: se richiesto. Importo a debito: es. 350,00.

Ritenute su lavoro dipendente

Sezione: ER. Codice tributo: ritenute dipendenti del mese. Mese rif.: mese di paga. Anno di riferimento: l’anno del versamento. Importo a debito: importo complessivo.

Ravvedimento per IVA mensile pagata in ritardo

Riga 1: tributo IVA con mese e anno corretti. Riga 2: sanzioni con relativo codice. Riga 3: interessi legali con relativo codice. Tutte in sezione ER.

Fonti normative di riferimento

Per i principi generali: Decreto legislativo 241/1997 sul sistema dei versamenti unitari e sulla compensazione (consultabile su Normattiva).

Per l’obbligo telematico dei titolari di Partita IVA: articolo 37, comma 49, del Decreto legge 223/2006, convertito in legge 248/2006 (consultabile su Normattiva).

Per l’utilizzo e la modulistica F24 semplificato: provvedimenti e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate aggiornati.

Per il ravvedimento operoso: articolo 13 del Decreto legislativo 472/1997 (consultabile su Normattiva). Per il tasso legale: decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Scenario Modello/Sezione Requisiti di compilazione Tempistiche tipiche Canale di pagamento Riferimenti normativi
IVA mensile titolare di Partita IVA F24 Semplificato – ER Codice tributo IVA del mese; Mese rif. MM; Anno AAAA; importo con due decimali Entro il giorno 16 del mese successivo Solo telematico (AE, home banking, intermediario) D.Lgs. 241/1997; DL 223/2006 conv. L. 248/2006
Ritenute lavoro dipendente/collaboratori F24 Semplificato – ER Codici ritenute; Mese rif.; Anno; eventuali sanzioni/interessi per ravvedimento Entro il giorno 16 del mese successivo Telematico obbligatorio per Partita IVA D.Lgs. 241/1997; istruzioni AE
IMU privato senza Partita IVA F24 Semplificato – EL Codice ente del Comune; barratura Acc./Saldo; Anno; numero immobili se richiesto Acconto a giugno, saldo a dicembre (salvo delibere locali) Telematico o cartaceo, salvo vincoli su compensazioni Norme IMU e istruzioni AE-Comuni
Contributi INPS artigiani/commercianti F24 Ordinario – INPS Sezione INPS con matricola e causali dedicate Scadenze trimestrali dei minimali e saldo/acconto Telematico obbligatorio per Partita IVA D.Lgs. 241/1997; istruzioni INPS
Compensazione crediti erariali F24 Semplificato o Ordinario – ER Indica debiti e crediti; rispetta soglie e visto di conformità dove richiesto In base alla scadenza del debito compensato Telematico con canali AE o intermediario Art. 17 D.Lgs. 241/1997; prassi AE

FAQ

Posso usare sempre l’F24 semplificato per pagare qualsiasi tributo?

No. L’F24 semplificato copre molti tributi erariali e locali, ma non è universale. È pensato per ridurre i campi e velocizzare pagamenti ricorrenti. Se devi pagare contributi INPS o premi INAIL, conviene usare l’F24 ordinario che ha sezioni dedicate con causali e matricole. Inoltre, alcune addizionali regionali e particolarità di imposta richiedono campi che il semplificato non prevede. Verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate. L’uso corretto del modello evita scarti nei canali telematici e accrediti errati.

Come scelgo il codice tributo giusto e dove lo trovo?

Il codice tributo è la “targa” del pagamento. Identifica la natura del versamento (IVA mensile, ritenute, acconto, saldo, sanzioni, interessi). Scegli il codice in base al tipo di imposta, al periodo e alla situazione (ordinario, ravvedimento, saldo zero). Li trovi nelle tabelle ufficiali e nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate. Evita di indovinare: un codice errato sposta l’importo su un capitolo sbagliato e genera irregolarità. In caso di errore, puoi presentare un’istanza di correzione all’ufficio competente, ma è un passaggio che allunga i tempi e può richiedere documenti di supporto.

Ho la Partita IVA: posso pagare con F24 cartaceo allo sportello?

No. Se sei titolare di Partita IVA devi usare solo canali telematici, senza eccezioni ordinarie. Lo prevede l’articolo 37, comma 49, del Decreto legge 223/2006, convertito in legge 248/2006. Puoi scegliere tra home banking, i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (addebito su conto) o un intermediario abilitato che invia per tuo conto. Il cartaceo allo sportello non è ammesso per i titolari di Partita IVA, anche quando non usi compensazioni e anche per importi bassi. Se presenti un F24 cartaceo, la banca può rifiutarlo e l’imposta risulta non versata, con possibili sanzioni e interessi.

Come funziona la compensazione dei crediti nel modello F24 semplificato?

La compensazione consente di usare un credito fiscale per pagare altri tributi. La disciplina generale è all’articolo 17 del Decreto legislativo 241/1997. Devi inserire nella stessa delega sia le righe a debito sia quelle a credito. Rispetta i limiti e gli adempimenti: per alcuni crediti, come l’IVA oltre determinate soglie, serve il visto di conformità e l’invio attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o tramite intermediario abilitato. Se hai debiti iscritti a ruolo oltre soglie fissate dalle norme, la compensazione può essere limitata o vietata. Mantieni documenti a supporto del credito (dichiarazioni, ricevute, certificazioni). Un controllo successivo può chiedere prova della spettanza del credito e della corretta imputazione.

Ho pagato un F24 con mese o anno sbagliato: come rimediare?

Se l’errore è nei campi di competenza (mese, anno, sezione, codice tributo), puoi presentare un’istanza di correzione all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Allegando copia dell’F24 e spiegando l’errore, l’ufficio può riallocare le somme. Se l’errore riguarda l’importo (versato meno del dovuto), integra con un nuovo F24 e valuta il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni. Se hai versato in eccesso, puoi chiedere rimborso o utilizzare il credito in compensazione futura. Agisci presto: la tempestività riduce interessi e semplifica la gestione con l’ufficio. Conserva sempre le ricevute telematiche e i prospetti di dettaglio che spiegano il calcolo dell’imposta.

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