Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per compilare e pagare correttamente l’F24 devi scegliere il modello giusto (ordinario, semplificato, ELIDE), compilare i campi tecnici obbligatori e usare il canale di pagamento previsto dal tuo profilo fiscale.
- Scelta modello: Ordinario per imposte erariali/INPS/IMU; Semplificato per versamenti locali/erariali sintetici; ELIDE per versamenti con “elementi identificativi”.
- Campi chiave: codice tributo, anno di riferimento, sezione corretta, eventuale rateazione e ravvedimento.
- Pagamento: titolari di partita IVA solo telematico; privati senza partita IVA anche cartaceo entro limiti.
Che cos’è il modello F24 e quando si usa
Il modello F24 è il modulo unico per versare imposte, contributi e tributi in Italia. Lo prevede l’articolo 17 del Decreto legislativo 241 del 1997, reperibile su Normattiva. Con un solo modello puoi pagare più voci insieme.
Puoi usarlo per IRPEF, IRES, IVA, addizionali, ritenute, imposte locali come IMU e TARI, contributi INPS e premi INAIL. Puoi anche compensare crediti e debiti nella stessa delega, se la legge lo consente.
Le istruzioni ufficiali e le specifiche tecniche sono pubblicate dall’Agenzia delle Entrate. Le regole sui versamenti telematici sono fissate dal Decreto-legge 66 del 2014, articolo 11, e dai successivi provvedimenti attuativi dell’Agenzia.
Normativa di riferimento essenziale
Base giuridica: Decreto legislativo 241/1997, articolo 17 (compensazione e modello di versamento). Regole telematiche: Decreto-legge 66/2014, articolo 11. Per ravvedimento operoso: Decreto legislativo 472/1997, articolo 13. Per contributi INPS e premi INAIL: circolari e istruzioni di INPS e INAIL e atti del Ministero del Lavoro.
Tipologie di F24 nel 2026
F24 Ordinario: sezioni e usi
L’F24 Ordinario è la versione “completa”. La usi per la maggior parte dei versamenti. Le sezioni sono: Erario, INPS, Regioni, IMU e altri tributi locali, Enti previdenziali e assicurativi.
Nella sezione Erario versi IRPEF, IVA, IRES, ritenute e imposte erariali. Nella sezione INPS versi i contributi previdenziali. Nelle sezioni Regioni e IMU versi tributi regionali e locali. Negli enti previdenziali e assicurativi versi i premi INAIL.
F24 Semplificato: quando conviene
L’F24 Semplificato serve per pagare in modo sintetico tributi erariali e locali. È utile allo sportello o per chi preferisce un tracciato più breve. La colonna “Sezione” richiede “ER” per Erario e “EL” per Enti locali.
Lo usi spesso per IMU, TARI e addizionali, se non hai necessità di dettagli avanzati. I campi grigi sono dedicati a imposte locali come IMU, TARI e TARES, e puoi lasciarli vuoti se non pertinenti.
F24 ELIDE ed F24 Accise: casi specifici
L’F24 ELIDE (Elementi Identificativi) si usa quando il versamento richiede dati aggiuntivi che identificano esattamente l’operazione. Un esempio tipico è l’imposta di registro per i contratti di locazione, con indicazione degli elementi identificativi del contratto.
L’F24 Accise è usato per accise e tributi particolari. Le regole sono nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e nei provvedimenti doganali e del MEF. Verifica sempre il modello prescritto dalla norma di settore.
Compilazione pratica: sezione per sezione
Dati anagrafici e domicili
Compila i dati anagrafici con codice fiscale, nome e cognome o denominazione, domicilio fiscale e dati di contatto se richiesti. Se paghi con addebito, indica correttamente l’IBAN. L’IBAN deve essere intestato al contribuente o a chi ha delega.
Sezione Erario
Inserisci il codice tributo esatto. È la “targa” del versamento (esempio: codici per acconti e saldi IRPEF o IVA). Indica l’anno di riferimento a quattro cifre. Se versi a rate, compila il campo “rateazione” nel formato previsto (esempio: 0106 per prima di sei rate).
Barra le caselle “acc.” o “saldo” se presenti. Se fai ravvedimento operoso, usa i codici tributo per sanzioni e interessi e indica l’anno corretto. Il ravvedimento è disciplinato dal Decreto legislativo 472 del 1997, articolo 13.
Sezione INPS
Se versi contributi, compila la sezione INPS. Indica il codice della sede INPS, la causale contributo e il periodo “da – a” in formato mese/anno. Se sei artigiano o commerciante, usa la causale prevista per fissi ed eccedenti. Se sei datore di lavoro, inserisci la matricola.
Le istruzioni di dettaglio sono pubblicate da INPS e dal Ministero del Lavoro. Verifica sempre la causale aggiornata, perché cambia in base alla gestione e al tipo di versamento.
Sezione Regioni
Qui versi tributi regionali come IRAP o bollo auto dove la regione lo gestisce su F24. Indica il codice regione, il codice tributo e l’anno. Controlla le scadenze regionali. Le regioni pubblicano istruzioni e codici tributo dedicati.
Sezione IMU e altri tributi locali
Per IMU e tributi locali inserisci il codice catastale del comune, il codice tributo, l’anno, il numero degli immobili e l’eventuale detrazione. Indica “acconto” o “saldo” e se l’immobile ha subito variazioni durante l’anno.
Le regole IMU sono fissate dalla normativa nazionale e dai regolamenti comunali. I comuni pubblicano ogni anno le aliquote e le esenzioni. Verifica prima di versare.
Enti previdenziali e assicurativi
Per INAIL usa la sezione dedicata agli enti previdenziali e assicurativi. Indica il codice ditta, la causale e il periodo. Le scadenze del premio assicurativo sono stabilite da INAIL e dal Ministero del Lavoro.
Pagamento e canali ammessi nel 2026
Titolari di partita IVA
Se hai partita IVA, devi pagare esclusivamente con canali telematici. Lo impone il Decreto-legge 66 del 2014, articolo 11. Puoi usare i servizi dell’Agenzia delle Entrate (F24 web o F24 online), l’internet banking, o un intermediario abilitato.
Se usi compensazioni, la via telematica è sempre obbligatoria. Conserva la ricevuta telematica di invio. Dimostra il pagamento e la corretta esecuzione dell’addebito.
Privati senza partita IVA
Se non hai partita IVA, puoi pagare in banca, posta o tramite servizi telematici. Il cartaceo è ammesso solo se non usi compensazioni e il saldo è positivo e rientra nei limiti fissati dalla norma.
Se il saldo è zero o se compensi crediti, devi usare il canale telematico. Questa regola evita errori e consente controlli immediati. La base è sempre il Decreto-legge 66 del 2014 e i provvedimenti dell’Agenzia.
Compensazioni crediti e controlli
Regole chiave sulla compensazione
La compensazione orizzontale segue l’articolo 17 del Decreto legislativo 241 del 1997. Per crediti oltre determinate soglie servono condizioni aggiuntive. Per IVA e imposte dirette spesso è richiesto il visto di conformità se superi 5.000 euro di credito annuo.
Devi presentare prima la dichiarazione da cui emerge il credito. Solo dopo puoi compensarlo in F24. Se sbagli i presupposti, l’Agenzia può scartare l’F24 o recuperare gli importi con sanzioni e interessi.
Cause tipiche di scarto
L’F24 può essere scartato per codice tributo errato, anno non coerente, codice ente sbagliato o incongruenze sul credito. Le ricevute telematiche indicano il motivo. Correggi e rinvia il modello nei tempi utili per non incorrere in sanzioni.
Novità 2026: aliquote IRPEF e impatti sui versamenti
Nel 2026 le aliquote IRPEF sono tre: 23% fino a 28.000 euro. 33% da 28.001 a 50.000 euro (ridotta rispetto al 35% del 2025). 43% oltre 50.000 euro. Queste aliquote incidono su acconti e saldi che versi con F24.
L’acconto IRPEF si calcola sui redditi dell’anno. Il saldo si versa nell’anno successivo. Le scadenze restano a giugno e novembre, salvo proroghe ufficiali. Consulta le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e le circolari del MEF per conferme.
Se versi a rate, applica gli interessi di rateazione come da istruzioni ufficiali. Indica correttamente la “rateazione” in F24 per evitare scarti. Ricorda che l’acconto si può modulare in base al reddito stimato, ma il sottostimo comporta sanzioni.
Regola decisionale rapida
Quale modello F24 uso e come lo pago
Se devi versare IRPEF, IVA, IRES, ritenute o contributi INPS/INAIL insieme, usa F24 Ordinario. Se paghi IMU o TARI senza complessità, puoi usare F24 Semplificato. Se la norma richiede elementi identificativi (esempio: imposta di registro locazioni), usa F24 ELIDE.
Se hai partita IVA, paga sempre online. Se non hai partita IVA, puoi usare il cartaceo solo se non compensi e il saldo è positivo entro i limiti previsti. Se compensi o il saldo è zero, paga online.
Se compili la sezione Erario, controlla: codice tributo, anno a 4 cifre, acconto/saldo, eventuale rateazione. Se compili INPS, verifica sede, causale e periodo. Per IMU, verifica codice catastale del comune, numero immobili e detrazioni.
Esempi pratici di compilazione
Saldo IRPEF con acconto
Compila Erario con il codice tributo del saldo e quello dell’acconto. Indica l’anno di riferimento. Se rateizzi, inserisci la frazione corretta nel campo rateazione. Paga online se hai partita IVA. Allega il credito da compensare solo se legittimo.
IMU seconda rata
Compila la sezione IMU con codice catastale del comune. Seleziona “saldo”. Indica l’anno. Inserisci il numero immobili e la detrazione, se spetta. Verifica l’aliquota sul regolamento comunale. Puoi usare F24 Semplificato.
Contributi INPS artigiano
Usa la sezione INPS. Inserisci sede, causale, periodo e importo. Se paghi fissi ed eccedenti, usa le causali previste per ogni quota. Controlla le scadenze trimestrali per i fissi. Segui le circolari INPS.
| Scenario | Modello F24 da usare | Campi critici da compilare | Tempistiche e note |
|---|---|---|---|
| Saldo IRPEF 2025 con primo acconto 2026 | F24 Ordinario | Codici tributo saldo/acconto, anno 2025 e 2026, rateazione, caselle acc./saldo | Giugno e novembre; titolari IVA solo telematico; verifica aliquote IRPEF 2026 |
| IMU saldo abitazione diversa da prima casa | F24 Ordinario o Semplificato | Codice ente (comune), codice tributo, anno, numero immobili, detrazione | Scadenza dicembre; verifica aliquota comunale; attenzione a variazioni immobili |
| Contributi INPS artigiani/commercianti fissi | F24 Ordinario | Sede INPS, causale, periodo da/a, importo per trimestre | Scadenze trimestrali; controlla circolari INPS; pagamento solo telematico per IVA |
| Imposta di registro su locazione | F24 ELIDE | Codice tributo specifico, elementi identificativi del contratto, anno | Versa entro 30 giorni; controlla istruzioni AE; conserva ricevuta |
FAQ
Come scelgo tra F24 Ordinario, Semplificato ed ELIDE senza rischiare errori?
Parti dalla norma che impone il versamento. Se la legge o l’istruzione dell’Agenzia delle Entrate indica espressamente l’ELIDE, usa quello. È il caso di versamenti che richiedono elementi identificativi del rapporto, come i contratti di locazione. Se devi pagare tributi locali in modo diretto e semplice, spesso è sufficiente l’F24 Semplificato, che rende più rapida la compilazione allo sportello. In tutti gli altri casi, e quando combini imposte erariali, contributi e ritenute, usa l’F24 Ordinario. Se hai dubbi, consulta le risoluzioni e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate o il portale Normattiva per la base legale. Una scelta corretta evita scarti e sanzioni.
Quali sono le regole 2026 per i pagamenti telematici e quando posso usare il cartaceo?
I titolari di partita IVA devono usare sempre un canale telematico: servizi dell’Agenzia delle Entrate, home banking o intermediario abilitato. Questa regola discende dal Decreto-legge 66 del 2014, articolo 11. I privati senza partita IVA possono ancora usare l’F24 cartaceo, ma solo se non compensano crediti e se il saldo è positivo entro i limiti previsti. Se il saldo è zero o se c’è compensazione, è obbligatorio il canale telematico. Il canale telematico è consigliato anche ai privati perché riduce errori e fornisce ricevute digitali. Conserva sempre la ricevuta di invio e l’esito di addebito.
Come compilo correttamente i campi “anno di riferimento” e “rateazione” per IRPEF e IMU?
L’anno di riferimento è l’anno d’imposta a cui il tributo si riferisce. Per il saldo IRPEF di un reddito 2025, indichi 2025. Per l’acconto 2026, indichi 2026. In IMU, per il saldo dovuto sull’anno in corso, indichi l’anno corrente. Il campo “rateazione” richiede il formato frazione: per sei rate, la prima è 0106, la seconda 0206 e così via. Verifica se la rateazione è ammessa per quel tributo e applica gli interessi di rateazione previsti dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Un errato anno o una rateazione mancante può causare scarti o versamenti non imputati correttamente.
Quando posso compensare crediti in F24 e quali controlli devo fare prima?
Puoi compensare crediti tributari e contributivi se esiste una norma che lo consente e se il credito è certo, liquido ed esigibile. Per crediti superiori a 5.000 euro, in molti casi serve la preventiva presentazione della dichiarazione e, dove previsto, il visto di conformità (per esempio su crediti IVA e su crediti da imposte dirette e IRAP). Lo prevede l’articolo 17 del Decreto legislativo 241 del 1997 e la disciplina speciale sul visto. Devi verificare la capienza del credito, la presenza di eventuali blocchi normativi e il rispetto dei termini. Se invii un F24 con compensazione non ammessa, l’Agenzia può scartarlo o recuperare gli importi con sanzioni e interessi. In caso di scarto, leggi attentamente il motivo indicato nella ricevuta e correggi i dati.
Quali sono le principali novità IRPEF 2026 e come impattano su acconti e saldi?
Nel 2026 l’IRPEF ha tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro (aliquota ridotta rispetto al 35% del 2025); 43% oltre 50.000 euro. Questo incide sul calcolo degli acconti e del saldo che versi con F24. L’acconto si può determinare con metodi storico o previsionale. Se usi il previsionale e versi meno del dovuto, rischi sanzioni e interessi. Le scadenze standard restano a giugno per saldo e primo acconto e a novembre per il secondo acconto, salvo proroghe decise dal MEF e comunicate dall’Agenzia delle Entrate. Verifica sempre le istruzioni ufficiali prima di pagare e compila correttamente i campi “anno”, “acc.”/“saldo” e “rateazione”.
