Consulenza fiscale gratuita: chi la fa e cosa include?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

In Italia la consulenza fiscale gratuita è ammessa. Può offrirla chi non svolge attività riservate per legge. Per invii fiscali, visti, contenzioso e buste paga servono professionisti abilitati, normalmente a compenso.

  • Le tariffe minime obbligatorie sono abolite. La gratuità è lecita se chiara e decorosa, con preventivo o lettera d’incarico informativa (D.L. 223/2006; L. 124/2017; codici deontologici).
  • Alcune attività sono riservate per legge: visto di conformità, invii telematici per conto terzi, difesa nel contenzioso tributario, consulenza del lavoro strutturata (D.Lgs. 241/1997; D.Lgs. 546/1992; L. 12/1979).
  • Una consulenza gratuita tipica copre inquadramento fiscale, stima imposte e contributi, scadenze e adempimenti iniziali. Non sostituisce incarichi con responsabilità formale.

Cos’è una “consulenza fiscale gratuita” e quando è legale

Per consulenza fiscale gratuita intendiamo un colloquio iniziale senza parcella. Serve a capire inquadramento, costi, rischi e prossimi passi. Non include atti con responsabilità formale.

La gratuità è lecita perché le tariffe minime sono state abrogate dal D.L. 223/2006, convertito nella L. 248/2006. La L. 124/2017 ha imposto trasparenza sui compensi e la lettera d’incarico. Quindi si può anche indicare compenso zero, se comunicato con chiarezza.

I codici deontologici degli ordini chiedono decoro, trasparenza e divieto di pubblicità ingannevole. Questo vale per avvocati (L. 247/2012 e Codice Deontologico Forense), commercialisti ed esperti contabili (D.Lgs. 139/2005 e Codice Deontologico CNDCEC) e consulenti del lavoro (L. 12/1979 e codice deontologico). In sintesi: una prima analisi gratuita è ammessa se non svilisce la professione e non promette risultati irrealistici.

Le norme citate sono consultabili su Normattiva. Le prassi applicative e i modelli operativi sono trattati da Agenzia delle Entrate e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nei rispettivi documenti tecnici.

Chi può offrire consulenza gratuita e cosa può fare

Consulente fiscale “non ordinistico”

Il titolo “consulente fiscale” non è riservato. Indica un esperto che spiega regole e calcola scenari. Può offrire orientamento, simulazioni e piani di scadenze. Non può però compiere attività riservate dalla legge.

Esempi: valutare il regime fiscale più adatto. Il regime forfettario, per esempio, è un sistema semplificato con imposta sostitutiva al 15% o 5% start-up, definito dalla L. 190/2014 e successive modifiche. Può anche stimare i contributi previdenziali. Per contributi intendiamo i versamenti all’INPS Gestione separata (L. 335/1995) o alle gestioni artigiani e commercianti (L. 613/1966), o alle casse professionali (D.Lgs. 509/1994 e 103/1996).

Commercialista ed esperto contabile

Gli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (D.Lgs. 139/2005) possono offrire una prima consulenza gratuita, se coerente con il decoro e con informativa chiara. Possono svolgere attività riservate come gli invii telematici per conto terzi come intermediari abilitati e rilasciare visti di conformità (D.Lgs. 241/1997 e DM 164/1999).

Questi atti comportano responsabilità. Per questo, di norma, sono a compenso e richiedono lettera d’incarico.

Avvocato tributarista

L’avvocato (L. 247/2012) può offrire orientamento iniziale gratuito, nel rispetto del Codice Deontologico Forense. La difesa nel processo tributario è attività tipica. La rappresentanza è disciplinata dall’art. 12 del D.Lgs. 546/1992. Anche qui si applica un incarico con compenso per le attività difensive.

Consulente del lavoro

Il consulente del lavoro (L. 12/1979) cura buste paga, adempimenti previdenziali e rapporti con gli enti. Una prima valutazione può essere gratuita, ma l’elaborazione paghe e le comunicazioni obbligatorie hanno carattere professionale e richiedono compenso.

CAF e associazioni

I CAF operano su base normativa (D.Lgs. 241/1997 e DM 164/1999). Possono prevedere gratuità per servizi base in convenzione o per categorie tutelate. Molti servizi, come il 730 o l’ISEE, seguono tariffe interne o contributi associativi.

Cosa comprende di solito una consulenza gratuita

Inquadramento fiscale e previdenziale

Si parte dal progetto: cosa vendi, a chi e con quali ricavi attesi. Si sceglie il codice ATECO. Si confrontano regimi fiscali. Il regime forfettario usa il principio di cassa, cioè tassazione sui compensi incassati. Il regime ordinario usa registrazioni contabili più dettagliate (DPR 600/1973 e DPR 633/1972 per IVA).

Si stima l’imposta sostitutiva nel forfettario e l’IRPEF a scaglioni nell’ordinario, con addizionali. Si stimano i contributi: Gestione separata, artigiani/commercianti o cassa professionale, secondo l’attività.

Adempimenti di avvio

Si elencano i passi: apertura partita IVA con modello AA9/12 per persone fisiche o AA7/10 per soggetti diversi. Per attività regolamentate serve SCIA al SUAP comunale. Per artigiani e commercianti si passa dal Registro imprese. Per professioni regolamentate serve iscrizione all’albo.

Si valutano le deleghe ai servizi dell’Agenzia delle Entrate, come Fatture e Corrispettivi e il cassetto fiscale. Si spiega come attivare la firma digitale e la PEC.

Agevolazioni e bonus

Si mappano le agevolazioni vigenti. Esempi: riduzione contributiva del 35% per artigiani/commercianti in forfettario, se ammessa dalle regole INPS; crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali o per transizione green, se prorogati dalla normativa annuale. Le condizioni cambiano spesso; si verificano su Normattiva e su circolari dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero competente.

Scadenze e cassa

Si costruisce un calendario: IVA periodica o esonero in forfettario, imposta sostitutiva o IRPEF a saldo e acconto, contributi previdenziali. Si pianifica la cassa per evitare picchi di uscite nei mesi di saldo e acconti.

Limiti della gratuità

La consulenza gratuita non include: invii telematici delle dichiarazioni, rilascio del visto di conformità, assistenza nel contenzioso tributario, elaborazione paghe, perizie o asseverazioni. Queste attività richiedono abilitazione, responsabilità e di norma un compenso.

Quando serve un professionista abilitato (e perché)

Invii telematici e visti

Gli invii per conto terzi richiedono un intermediario abilitato dall’Agenzia delle Entrate. Il visto di conformità su crediti e compensazioni è attività riservata a soggetti abilitati (art. 35, D.Lgs. 241/1997 e DM 164/1999). Qui scattano obblighi assicurativi e responsabilità specifiche.

Processo tributario

Davanti alle Corti di giustizia tributaria la difesa tecnica è disciplinata dall’art. 12 del D.Lgs. 546/1992. Devi rivolgerti a un difensore abilitato (avvocato o altro soggetto previsto dalla norma). L’autodifesa è ammessa solo entro soglie di valore ridotte.

Consulenza del lavoro e paghe

Assunzioni, buste paga e adempimenti verso INPS e INAIL sono campo tipico del consulente del lavoro (L. 12/1979). Una call di orientamento può essere gratis. L’elaborazione operativa richiede incarico e compenso.

Attività contabile avanzata

La tenuta della contabilità non è “riservata” in senso stretto. Ma la responsabilità su bilanci, perizie, revisione legale e attestazioni sì (D.Lgs. 39/2010). Per queste attività serve un iscritto e un rapporto professionale strutturato.

Regola decisionale rapida

Usa questa sequenza logica per scegliere chi contattare e capire se la consulenza può essere gratuita.

  • Devi solo capire se e come aprire partita IVA, scegliere il regime e stimare imposte/contributi? Va bene una consulenza gratuita preliminare.
  • Devi aprire la partita IVA e inviare pratiche a Entrate/Registro imprese? Serve un intermediario abilitato per gli invii. La call può essere gratis; l’invio no.
  • Devi presentare dichiarazioni, rilasciare visti di conformità o gestire compensazioni? Attività riservate: coinvolgi un professionista abilitato.
  • Hai ricevuto un avviso di accertamento o devi fare ricorso? Serve difensore abilitato nel processo tributario. La pre-valutazione può essere gratis, la difesa no.
  • Stai assumendo personale o devi gestire paghe e contributi? Coinvolgi un consulente del lavoro. Prima diagnosi possibile gratis; elaborazioni a compenso.
  • Tratti dati personali? Pretendi informativa privacy e accordo sul trattamento dati (Reg. UE 2016/679). Anche per attività gratuite.

Aspetti contrattuali, responsabilità e privacy

Lettera d’incarico e preventivo

La L. 124/2017 richiede informazioni su compensi, attività incluse, oneri e profili assicurativi. Anche se la prima consulenza è gratuita, fatti rilasciare un documento che spieghi oggetto, limiti e durata. Evita incomprensioni e costi inattesi.

Parametri e congruità

I parametri professionali (DM 140/2012 per commercialisti; DM 55/2014 per avvocati) servono ai giudici per liquidare parcelle in caso di contenzioso. Non sono tariffe obbligatorie, ma aiutano a capire la congruità del preventivo.

Privacy e deleghe

Il professionista deve fornire informativa privacy e base giuridica del trattamento (Reg. UE 2016/679). Per operare sui portali fiscali a tuo nome serve la delega. Senza, nessuno può inviare atti per conto tuo.

Esempi pratici di contenuti trattati in una call gratuita

Scelta del regime e simulazioni

Si confrontano forfettario e ordinario. Nel forfettario si applica un coefficiente di redditività legato al codice ATECO e un’imposta sostitutiva del 15% o del 5% per i primi anni, se hai i requisiti. Nell’ordinario si calcolano IVA, costi deducibili e IRPEF a scaglioni.

Previdenza e casse

Si verifica se rientri nella Gestione separata INPS, o nelle gestioni artigiani/commercianti, o in una cassa professionale. Si stimano acconti e saldi e si valutano misure agevolative ammesse dalla normativa vigente.

Calendario fiscale

Si definiscono scadenze annuali, acconti, liquidazioni IVA se dovute e adempimenti comunicativi. Si impostano promemoria per evitare sanzioni e interessi.

Scenario Chi può farlo Cosa può essere gratis Quando serve abilitazione/compenso Tempistiche medie
Apertura Partita IVA individuale Consulente fiscale; Intermediario abilitato AE Analisi ATECO, regime e stima imposte Invio modello AA9/12 tramite intermediario; diritti e bolli 1–3 giorni lavorativi dall’invio completo
Passaggio a regime forfettario Consulente fiscale; Commercialista Verifica requisiti e simulazioni Gestione invii e adempimenti IVA/IRPEF collegati Dal mese/anno successivo, secondo norma
Compensazione crediti con visto Commercialista/CAF abilitato Pre-check di fattibilità Visto di conformità (art. 35, D.Lgs. 241/1997) 3–10 giorni dopo i controlli documentali
Ricorso in Commissione Tributaria Avvocato tributarista o altro difensore abilitato Prima valutazione del rischio Redazione atti, deposito e udienze (art. 12, D.Lgs. 546/1992) Da 30 giorni in su, secondo termini processuali
Assunzione primo dipendente Consulente del lavoro Check costi e inquadramento UNILAV, buste paga, INPS/INAIL, CCNL 5–10 giorni dalla raccolta dati
Piano investimenti e agevolazioni Consulente fiscale; Commercialista Mappatura incentivi e calendario Perizie, asseverazioni e invii formali Variabile, secondo bando/credito d’imposta

FAQ

1) Un professionista iscritto all’albo può offrire la “prima consulenza gratuita” senza violare le regole?

Sì, in linea generale è possibile. Le tariffe minime obbligatorie sono state abolite dal D.L. 223/2006. La L. 124/2017 richiede che il professionista informi per iscritto su compensi, attività incluse, oneri e polizza. I codici deontologici ammettono la gratuità se non scade nel dumping o nella pubblicità ingannevole. Per esempio, un avvocato tributarista può offrire una chiamata di pre-valutazione, ma non può promettere esiti certi. Un commercialista può spiegare il regime fiscale più adatto, ma la predisposizione e l’invio della dichiarazione richiedono un incarico formale e un compenso. Molti ordini raccomandano di formalizzare anche la gratuità con una lettera d’incarico “a zero” per fissare limiti e durata del colloquio.

2) Cosa rischio se affido un’attività “riservata” a un consulente non abilitato?

Rischi sia sul piano pratico sia su quello sanzionatorio. Gli invii telematici per conto terzi richiedono intermediari abilitati dall’Agenzia delle Entrate. Un invio eseguito da soggetto non abilitato può essere rifiutato o considerato irregolare, con potenziali sanzioni e perdita di benefici. Il visto di conformità su crediti o compensazioni è attività riservata: se rilasciato senza titolo è inefficace e può portare a sanzioni per contribuente e per chi l’ha apposto, secondo D.Lgs. 241/1997 e relative sanzioni. Nel processo tributario, l’assenza di difensore abilitato quando obbligatorio può rendere inammissibile l’atto o esporre a gravi vizi procedurali, ai sensi del D.Lgs. 546/1992. Inoltre, se qualcuno tratta i tuoi dati fiscali senza adeguata base giuridica e informativa, viola il Regolamento UE 2016/679, con rischi di sanzioni privacy.

3) Cosa include in concreto una consulenza fiscale gratuita ben fatta e come mi preparo?

Di solito include tre blocchi. Primo, l’inquadramento: descrivi attività, clienti tipo, ricavi attesi, costi principali e se lavorerai da solo o con collaboratori. Secondo, le simulazioni: confronto tra regime forfettario e ordinario, stima imposte e contributi, calendario di scadenze. Terzo, i prossimi passi: documenti per l’apertura, possibili agevolazioni, deleghe da attivare. Preparati con una bozza di business plan semplice, elenco spese previste, fatturato stimato per 12 mesi, codici ATECO candidati e ogni vincolo contrattuale con ex datore di lavoro. Porta anche dubbi specifici su IVA, cassa previdenziale, strumenti digitali e pagamenti. Con questi materiali la call gratuita diventa concreta e ti fa risparmiare tempo e costi dopo.

4) Nel 2026 il regime forfettario conviene ancora? Quali sono i punti da verificare in consulenza?

Spesso sì, ma dipende dal tuo margine e dalla struttura dei costi. In consulenza si verifica: soglia dei ricavi prevista dalla legge vigente, eventuali cause di esclusione, rapporto con ex datore di lavoro, partecipazioni societarie e controllo su srl con attività riconducibile, nonché la cassa previdenziale applicabile. Si stima l’imposta sostitutiva al 15% o al 5% per le start-up con requisiti. Si applica il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO per ricavare il reddito imponibile. Se hai molti costi veri e recupero IVA rilevante, il regime ordinario può convenire di più. Si analizzano poi scadenze, acconti e impatto sul cash flow. Le regole aggiornate sono nella L. 190/2014 e successive modifiche, verificabili su Normattiva e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.

5) Come valuto un preventivo dopo la call gratuita e quali “campanelli d’allarme” devo notare?

Un buon preventivo indica chiaramente: attività incluse ed escluse, canone o parcella per ciascun adempimento, gestione degli extra, oneri vivi (imposte, bolli), tempi di consegna, modalità di assistenza e responsabilità assicurativa. Deve riportare i riferimenti alla lettera d’incarico. I campanelli d’allarme sono: prezzi troppo bassi rispetto alla complessità, assenza di lettera d’incarico, promesse di risultati garantiti, rifiuto di rilasciare informativa privacy o di indicare la polizza professionale. Come metrica di congruità puoi confrontare il preventivo con i parametri professionali di riferimento (DM 140/2012 per commercialisti; DM 55/2014 per avvocati), pur sapendo che non sono tariffe vincolanti, ma indicatori utili. Se il professionista ti spiega con parole semplici cosa farà, quanto costa e perché, probabilmente hai trovato il partner giusto.

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