Contabilizzare l’Enasarco: come si fa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per contabilizzare Enasarco in partita doppia (regime ordinario) registra: all’emissione provvigioni e IVA; all’incasso ritenute subite, contributo Enasarco a tuo carico e banca. La ritenuta segue l’art. 25-bis DPR 600/1973.

  • Ritenuta d’acconto: 23% su base ridotta (50% o 20% delle provvigioni) secondo l’art. 25-bis del DPR 600/1973.
  • Contributi Enasarco: aliquota ordinaria complessiva 17% sulle provvigioni; 8,50% a carico dell’agente, 8,50% a carico del preponente. Regole da Regolamento Enasarco.
  • Scritture chiave: emissione (Crediti v/clienti, Provvigioni attive, IVA sulle vendite); incasso (Titolare c/ritenute subite, Titolare c/contributi Enasarco, Banca c/c).

Contabilità degli agenti di commercio: quando serve la partita doppia

La partita doppia è il metodo di registrazione che usa due lati, Dare e Avere. Ogni operazione ha almeno due movimenti che si compensano.

Serve se tieni la contabilità in regime ordinario. In ordinario registri tutte le operazioni e redigi bilancio. La base è il Codice Civile, artt. 2214 e seguenti (scritture contabili obbligatorie).

Se sei in regime semplificato o forfettario non usi la partita doppia. In semplificato registri incassi e pagamenti secondo cassa (art. 66 TUIR, come modificato dal DL 50/2017). Nel forfettario applichi un coefficiente di redditività e non detrai costi analitici (L. 190/2014). Qui spiego la partita doppia perché è richiesta solo in ordinario.

Che cos’è Enasarco e quando si applica

Enasarco è la Fondazione che gestisce la previdenza obbligatoria degli agenti e rappresentanti di commercio. I contributi si calcolano sulle provvigioni maturate.

L’obbligo scatta quando esiste un mandato di agenzia o rappresentanza. La base è il Regolamento delle attività istituzionali della Fondazione Enasarco, approvato dal Ministero del Lavoro.

L’aliquota ordinaria complessiva è 17%. Si divide a metà: 8,50% a carico agente, 8,50% a carico preponente. Il preponente versa trimestralmente l’intero contributo alla Fondazione, anche per la quota trattenuta all’agente.

Base contributiva Enasarco: cosa entra e cosa no

La base è la provvigione pattuita. Includi premi e incentivi collegati alla produzione. Escludi rimborsi spese documentati se sono “in nome e per conto” e anticipati con documenti intestati al preponente.

Non confondere IVA e ritenuta con Enasarco. L’IVA non entra nella base contributiva. La ritenuta è un anticipo d’imposta, non un costo operativo.

Minimali e massimali cambiano ogni anno. Verificali sul Regolamento e sulle circolari Enasarco. La fonte è la Fondazione Enasarco e il Ministero del Lavoro.

Ritenuta d’acconto su provvigioni: la regola dell’art. 25-bis DPR 600/1973

La ritenuta d’acconto è un anticipo IRPEF. La applica il preponente quando ti paga la provvigione. La norma è l’art. 25-bis del DPR 600/1973 (fonte: Normattiva).

La base della ritenuta non è l’intera provvigione. È una quota ridotta:

  • 50% delle provvigioni, se non ti avvali in via continuativa di dipendenti o terzi.
  • 20% delle provvigioni, se ti avvali in via continuativa di dipendenti o terzi.

L’aliquota è 23%, pari al primo scaglione IRPEF. La ritenuta la detrarrai in dichiarazione dei redditi come credito.

Eccezione importante: se l’agente è una società di capitali, la ritenuta non si applica. È l’orientamento dell’art. 25-bis e dei chiarimenti prassi. Verifica sempre il tuo caso con il consulente.

IVA sulle provvigioni

L’IVA è l’imposta sul valore aggiunto (DPR 633/1972). L’aliquota ordinaria è 22% ad agosto 2026.

La base IVA è la provvigione intera. Non sottrarre Enasarco e ritenuta. Questi non riducono la base IVA.

Momento di esigibilità e fattura seguono le regole IVA generali. Con fattura elettronica, rispetta i termini di emissione.

Esempio completo: fattura provvigioni e scritture in partita doppia

Dati dell’esempio

Provvigioni: 6.000 euro. IVA 22%: 1.320 euro. Ritenuta d’acconto: 23% sul 50% delle provvigioni, quindi 23% di 3.000 = 690 euro. Contributo Enasarco a carico agente: 8,50% di 6.000 = 510 euro.

Scritture all’emissione della fattura (principio di competenza)

Registri il credito complessivo verso il cliente. Lo compongono provvigioni e IVA:

Data x

  • Dare: Crediti v/clienti 7.320
  • Avere: Provvigioni attive 6.000
  • Avere: IVA sulle vendite 1.320

Significa che hai maturato un credito di 7.320 euro. È formato da 6.000 euro di provvigioni e 1.320 euro di IVA.

Scritture all’incasso con ritenuta ed Enasarco trattenuti dal preponente

Quando incassi, il preponente trattiene ritenuta ed Enasarco. Tu ricevi la differenza in banca.

Data x

  • Avere: Crediti v/clienti 7.320
  • Dare: Titolare c/ritenute subite 690
  • Dare: Titolare c/contributi Enasarco 510
  • Dare: Banca c/c 6.120

Così chiudi il credito e rilevi: il credito per ritenute che userai in dichiarazione, il costo Enasarco a tuo carico e l’incasso netto in banca.

Alternative di dettaglio per il costo Enasarco

Alcune imprese preferiscono separare costo e partite di giro. Una modalità alternativa:

  • Dare: Oneri sociali Enasarco 510 (costo)
  • Avere: Debiti v/preponente per Enasarco 510 (partita di giro che chiudi contro Crediti v/clienti)

Il risultato economico non cambia. Scegli una prassi coerente e con conti stabili nel piano dei conti.

Note di credito e premi

Se emetti una nota di credito sulle provvigioni, riduci base IVA e impatto contributivo e della ritenuta. Applica l’art. 26 DPR 633/1972 per le variazioni IVA.

I premi di produzione fanno parte della base provvigionale. Quindi generano IVA, ritenuta secondo l’art. 25-bis e contributi Enasarco.

Casi particolari e differenze operative

Agente con dipendenti o terzi in via continuativa

La ritenuta si calcola sul 20% delle provvigioni. Devi poterlo dimostrare. Tieni contratti e buste paga a supporto.

La contabilità in partita doppia non cambia. Cambia solo il calcolo della ritenuta.

Agente società di capitali

In genere non si applica la ritenuta ex art. 25-bis. La fattura non espone ritenuta. Rimane dovuta l’IVA. Enasarco si applica se la società svolge agenzia con mandato.

Il costo Enasarco a carico della società resta deducibile secondo le regole del TUIR.

Regime forfettario

Nel forfettario non subisci ritenute se rilasci dichiarazione al preponente (L. 190/2014). Non usi partita doppia. Registri incassi e pagamenti in prima nota.

Enasarco resta dovuto perché è previdenza obbligatoria. Il preponente versa anche qui l’intero contributo.

Regola decisionale rapida

Decidi così, passo dopo passo

  • Se sei in regime ordinario: usa la partita doppia. Emissione: Crediti v/clienti a Avere Provvigioni attive e IVA. Incasso: chiudi il credito e gira ritenute, Enasarco e banca.
  • Se sei in semplificata o forfettario: non usare partita doppia. Tieni registri secondo cassa e prima nota.
  • Se non hai dipendenti/terzi continuativi: ritenuta su 50% provvigioni. Se li hai in via continuativa: ritenuta su 20%.
  • Se sei società di capitali: in via generale niente ritenuta art. 25-bis; verifica sempre il caso concreto.
  • Per Enasarco: applica 17% totale sulle provvigioni. 8,50% a tuo carico, 8,50% a carico del preponente. Verifica ogni anno minimali e massimali sul Regolamento Enasarco.

Scadenze, documenti e controlli

Versamenti Enasarco

Il preponente versa trimestralmente alla Fondazione. Le scadenze sono fissate dal Regolamento Enasarco. Conserva le distinte dei versamenti e gli estratti conto Enasarco.

Se scopri errori, il preponente può effettuare regolarizzazioni. Tienine traccia per allineare i tuoi conti.

Ritenute d’acconto

Le versa il preponente con modello F24 come sostituto d’imposta (DPR 600/1973). Tu ricevi la certificazione con il totale ritenute subite. La userai in dichiarazione per scomputare l’imposta.

Conserva le Certificazioni Uniche e le quietanze. Senza documenti il credito è difficile da provare.

IVA e fatturazione elettronica

Emetti e conserva le fatture elettroniche. Applica l’aliquota corretta. Rispetta i termini di registrazione e liquidazione IVA (DPR 633/1972).

Se serve una variazione, usa nota di credito o di debito ai sensi dell’art. 26.

Dichiarazione dei redditi

Indica le provvigioni nel quadro d’impresa. Deduci il costo Enasarco a tuo carico. Scomputa le ritenute subite.

La base è il TUIR, DPR 917/1986. Applica correttamente principio di competenza in ordinario.

Rischi, errori comuni e come evitarli

Errori tipici

  • Calcolare la ritenuta sulla provvigione intera. La legge vuole base ridotta (20% o 50%). Fonte: art. 25-bis DPR 600/1973.
  • Escludere l’IVA dalla fattura perché ci sono trattenute. Sbagliato: l’IVA si calcola sulla provvigione intera (DPR 633/1972).
  • Non rilevare il costo Enasarco in contabilità. Così sovrastimi l’utile e paghi più imposte.
  • Confondere ritenute e Enasarco. La prima è imposta, la seconda è previdenza.
  • Ignorare minimali e massimali Enasarco annui. Rischi conguagli e contestazioni.

Come metterti in regola

Allinea la partita doppia dalla prima registrazione sbagliata. Usa note di variazione per l’IVA se necessario (art. 26 DPR 633/1972).

Chiedi al preponente estratti ritenute e versamenti Enasarco. Aggiorna il piano dei conti con conti dedicati a ritenute subite ed Enasarco.

Tabella operativa: scenari, requisiti, scritture, scadenze

Scenario Requisiti/Norme Registrazioni in partita doppia Tempistiche/Scadenze
Emissione fattura provvigioni (ordinario) IVA 22% (DPR 633/1972). Scritture obbligatorie (artt. 2214 c.c.). Dare: Crediti v/clienti; Avere: Provvigioni attive; Avere: IVA sulle vendite. Fattura elettronica entro termini IVA; registrazione nel periodo di competenza.
Incasso con ritenuta 50% Art. 25-bis DPR 600/1973 (base 50%, aliquota 23%). Avere: Crediti v/clienti; Dare: Titolare c/ritenute subite; Dare: Titolare c/contributi Enasarco; Dare: Banca c/c. Alla data incasso; ritenute versate dal preponente nei termini F24.
Incasso con ritenuta 20% (con dipendenti) Art. 25-bis DPR 600/1973 (base 20% se impiego continuativo di dipendenti/terzi). Come sopra, ma ritenuta calcolata su 20% provvigioni. Come sopra; conserva prove dell’impiego continuativo.
Agente società di capitali Art. 25-bis DPR 600/1973: in via generale esclusa ritenuta per capitali. Emissione: come scenario 1. Incasso: Avere Crediti; Dare Banca. Nessuna ritenuta. Termini IVA ordinari; Enasarco dovuto se previsto dal Regolamento.
Registrazione costo Enasarco alternativa Regolamento Enasarco; TUIR per deducibilità. Dare: Oneri sociali Enasarco; Avere: Debiti v/preponente per Enasarco; chiusura contro Crediti v/clienti. Alla data incasso/competenza secondo prassi contabile adottata.
Nota di credito su provvigioni Art. 26 DPR 633/1972 (variazioni IVA). Dare: Provvigioni attive; Dare: IVA a credito; Avere: Crediti v/clienti. Entro termini di legge per la variazione; adegua Enasarco e ritenute.
Forfettario (nessuna partita doppia) L. 190/2014 (no ritenute subite con dichiarazione). DL 50/2017 (semplificata per cassa). Non applicabile. Prima nota incassi/pagamenti. Fattura senza ritenuta. Scadenze IVA solo se soggetto; Enasarco versato dal preponente.
Premi e incentivi Art. 25-bis DPR 600/1973; Regolamento Enasarco. Come provvigioni: imponibile IVA, base ritenuta, base Enasarco. Come provvigioni; verifica se incidono su minimali/massimali.

FAQ

1) Qual è la differenza tra ritenuta d’acconto e contributo Enasarco nelle provvigioni?

La ritenuta d’acconto è un anticipo IRPEF. La applica il tuo preponente quando ti paga. La base e l’aliquota sono nell’art. 25-bis del DPR 600/1973. La base non è tutta la provvigione: è il 50% o il 20% a seconda che tu usi o meno dipendenti o terzi in modo continuativo. L’aliquota è 23%. La ritenuta non è un costo. È un credito d’imposta che userai in dichiarazione dei redditi per ridurre l’IRPEF da pagare. In contabilità, in partita doppia, la registri in Dare sul conto “Titolare c/ritenute subite”.

Il contributo Enasarco è previdenza obbligatoria degli agenti. L’aliquota ordinaria è 17% sulle provvigioni. Si divide a metà tra agente e preponente. La quota a tuo carico (8,50%) è un costo deducibile. Contabilmente puoi usare “Titolare c/contributi Enasarco” per la trattenuta oppure rilevare il costo su “Oneri sociali Enasarco” e una contropartita di giro. Non riduce l’IVA e non influisce sulla base della ritenuta. La fonte è il Regolamento delle attività istituzionali della Fondazione Enasarco, approvato dal Ministero del Lavoro.

2) Come si calcola Enasarco con minimali e massimali, e cosa cambia tra mono e plurimandato?

La base è la provvigione maturata per quel mandato. Il Regolamento Enasarco prevede minimali e massimali annui. Il minimale è la contribuzione minima annua per rapporto. Il massimale è il tetto provvigionale su cui calcolare contribuzione per anno e per mandato. Se superi il massimale, oltre quel limite non versi contribuzione per quell’anno su quel mandato. Se non raggiungi il minimale, il preponente deve comunque garantire il versamento minimo previsto. Gli importi variano ogni anno. Devi verificarli sulle comunicazioni ufficiali Enasarco e sul Regolamento approvato dal Ministero del Lavoro.

Mono o plurimandato incide sui massimali e su alcuni conteggi interni. Non cambia però la logica contabile dell’agente: la quota 8,50% a tuo carico resta un costo e il preponente versa l’intera contribuzione. Tieni un fascicolo per ogni mandato con estratti Enasarco, per controllare che minimali e massimali siano rispettati durante l’anno.

3) Come registro provvigioni e Enasarco se sono in semplificata o in forfettario?

In semplificata, dal 2017 vale la “cassa” per imprese minori (art. 66 TUIR come modificato dal DL 50/2017). Registri quando incassi e paghi. Non usi partita doppia. Per l’incasso provvigioni annoti l’entrata netta in banca. Separi nei registri la quota di ritenuta subita come credito d’imposta e il costo Enasarco a tuo carico come onere deducibile. È utile un prospetto di ripartizione allegato all’incasso che spieghi netto, ritenuta, Enasarco e IVA.

Nel forfettario non detrai costi analitici e non subisci ritenute se rilasci la dichiarazione al preponente (L. 190/2014). Emetti fattura senza ritenuta. L’IVA di norma non si applica se resti nei requisiti del regime. L’Enasarco è comunque dovuto dal preponente. Non fai partita doppia. Tieni la prima nota e conserva le distinte Enasarco per eventuali verifiche.

4) Come gestisco provvigioni verso Pubbliche Amministrazioni e il possibile split payment?

Lo split payment è la “scissione dei pagamenti” IVA (art. 17-ter DPR 633/1972). In generale non si applica quando l’operazione è già soggetta a ritenuta alla fonte. Le provvigioni degli agenti rientrano nel perimetro dell’art. 25-bis DPR 600/1973 e quindi il committente applica la ritenuta d’acconto. Per questo, normalmente, lo split payment non si applica alle tue fatture provvigionali anche se il cliente è una Pubblica Amministrazione. Resta fermo l’obbligo IVA ordinario e l’applicazione della ritenuta d’acconto secondo la norma fiscale.

Operativamente, la contabilità resta identica all’esempio: all’emissione rilevi provvigioni e IVA; all’incasso chiudi il credito e rilevi ritenuta, Enasarco e banca. Verifica sempre in anagrafica cliente il regime del committente e le istruzioni operative ricevute, perché alcune PA adottano procedure interne stringenti sui documenti da allegare.

5) Ho sbagliato base ritenuta o calcolo Enasarco: come correggo contabilità e imposte?

Se hai calcolato la ritenuta su base errata, confrontati con il preponente. È lui che versa la ritenuta. Può rettificare i versamenti e la Certificazione Unica. In contabilità, rettifica le registrazioni: adegua il conto “Titolare c/ritenute subite” al credito reale certificato. Se la fattura è sbagliata nell’IVA o nell’imponibile provvigionale, emetti una nota di variazione ai sensi dell’art. 26 DPR 633/1972.

Per Enasarco, se la trattenuta è stata calcolata male, il preponente può regolarizzare con versamenti integrativi o compensazioni nei trimestri successivi, secondo il Regolamento Enasarco. Tu aggiorni il costo registrato (“Titolare c/contributi Enasarco” o “Oneri sociali Enasarco”) in base ai nuovi prospetti. Conserva tutte le evidenze: estratti Enasarco, comunicazioni del preponente, F24, CU. In dichiarazione dei redditi usa i dati corretti: provvigioni per competenza, ritenute effettivamente subite e costi previdenziali deducibili. Fonti normative: DPR 600/1973 art. 25-bis, DPR 633/1972 art. 26, Regolamento Enasarco, TUIR DPR 917/1986.

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