Contributi come ciglista: quali e quanti sono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Se apri un’attività artigiana di riparazione/assemblaggio biciclette entri in Gestione Artigiani INPS: paghi contributi fissi più una quota variabile oltre il minimale e scegli tra regime forfettario o ordinario per le imposte.

  • Gestione Artigiani INPS: contributi fissi annui più aliquote IVS su reddito eccedente il minimale previdenziale.
  • Regime forfettario: imposta sostitutiva 15% (5% start-up) con coefficiente 67% tipico dei servizi artigiani.
  • Uscita forfettario: oltre 85.000 euro dal periodo successivo; oltre 100.000 euro IVA immediata nel corso dell’anno.

Chi è il “ciclista” artigiano e come si inquadra

Con “ciclista” intendiamo un artigiano che ripara, assembla o personalizza biciclette. È un laboratorio, non una professione ordinistica.

In genere si apre una impresa individuale artigiana. Ti iscrivi all’Albo delle Imprese Artigiane presso la Camera di Commercio. Questa iscrizione è obbligatoria per chi svolge un’attività manuale prevalente.

Il codice ATECO varia a seconda delle lavorazioni (riparazione, assemblaggio, eventuale vendita accessoria). La scelta corretta incide su INPS, INAIL, scia comunale e coefficienti forfettari. Se svolgi anche vendita al dettaglio, valuta l’inquadramento prevalente. La prevalenza guida l’iscrizione in Gestione Artigiani o Commercianti.

Riferimenti normativi: Legge 443/1985 (legge-quadro per l’artigianato), DPR 581/1995 (Registro Imprese), normativa Comunicazione Unica (Ministero delle Imprese), D.Lgs. 81/2008 per sicurezza sul lavoro.

Iscrizioni obbligatorie e adempimenti di avvio

Comunicazione Unica e Albo Artigiani

Presenti una sola pratica (Comunicazione Unica) al Registro Imprese. Con la stessa pratica l’ufficio trasmette i dati a INPS, Agenzia delle Entrate, INAIL e SUAP del Comune.

Indichi il codice ATECO, la sede, l’eventuale laboratorio aperto al pubblico e i collaboratori familiari. Se hai un coadiuvante familiare, lo iscrivi in INPS come “coadiuvante”. Il coadiuvante è un familiare che lavora stabilmente con te.

INPS Gestione Artigiani

Gli artigiani si iscrivono alla Gestione Artigiani INPS (IVS: Invalidità, Vecchiaia, Superstiti). Pagano contributi obbligatori su base minima, più una quota variabile sopra un reddito-soglia detto “minimale”.

Riferimenti: Legge 233/1990 (contributi di artigiani e commercianti) e circolari INPS annuali su minimale e aliquote.

INAIL e SCIA

La riparazione di biciclette comporta un rischio infortunistico. Di norma si apre una posizione INAIL. Verifica la tua lavorazione con il tasso di premio applicabile.

Per il laboratorio può servire una SCIA al Comune (Sportello SUAP). Dipende da orari, accesso al pubblico, insegne e attrezzature.

Contributi INPS: come funzionano davvero

I contributi in Gestione Artigiani si compongono di due parti.

  • Contributi fissi: una quota annua in quattro rate. Li paghi a prescindere dagli incassi.
  • Contributi variabili: una percentuale sul reddito che supera il minimale previdenziale annuo.

I valori cambiano ogni anno con circolare INPS. Nel 2026, a titolo esemplificativo, molti artigiani vedono:

  • Contributi fissi annui nell’ordine di alcune migliaia di euro (esempio: 4.460,54 euro).
  • Minimale previdenziale intorno a 18.808,00 euro.
  • Aliquota IVS del 24% sull’eccedenza; 25% oltre una seconda soglia (esempio 56.224,00 euro) per la maggiorazione aggiuntiva.

Questi numeri sono solo esemplificativi. Verifica sempre l’ultima circolare INPS dell’anno (fonte: INPS, area “Circolari”).

Base imponibile INPS: dipende dal regime

  • Regime ordinario: reddito si calcola con principio di competenza o cassa (semplificata), cioè ricavi meno costi inerenti. Quello è anche il riferimento per l’INPS.
  • Regime forfettario: il reddito si calcola con il coefficiente di redditività. Per i servizi artigiani è spesso 67%. Significa: prendi gli incassi e moltiplichi per 67% per ottenere il “reddito forfettario”.

Il contributo variabile si applica alla parte di reddito che supera il minimale. I contributi previdenziali sono deducibili dal reddito ai fini fiscali. La deducibilità riduce l’imponibile per le imposte, non per l’INPS in acconto.

Sconto contributivo 35% per forfettari

Gli artigiani in forfettario possono chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS (sui fissi e sulla quota variabile). È una facoltà, non un obbligo.

La domanda si presenta all’INPS e vale dall’anno della richiesta. Riferimenti: Legge 190/2014, art. 1, commi 76-84, e circolari INPS di attuazione.

Attenzione: lo sconto riduce il costo oggi, ma incide sulla pensione futura. La riduzione comporta minori contributi accreditati.

Esempio numerico (regime forfettario)

Luigi, artigiano che ripara biciclette, incassa 50.000 euro nel 2026. In forfettario con coefficiente 67%:

  • Reddito forfettario: 50.000 x 67% = 33.500 euro.
  • Contributi fissi (esempio): 4.460,54 euro.
  • Quota eccedente il minimale: 33.500 – 18.808 = 14.692 euro.
  • Contributi variabili: 14.692 x 24% = 3.526,08 euro.
  • Totale INPS: 4.460,54 + 3.526,08 = 7.986,62 euro.

Se opta per lo sconto 35% in forfettario, paga il 65% di 7.986,62 euro. Valuta l’impatto previdenziale prima di scegliere.

Tasse: forfettario o ordinario

Regime forfettario

Il forfettario è un regime agevolato per chi ha ricavi fino a 85.000 euro. Riferimenti: Legge 190/2014 (commi 54-89) e successive modifiche, Legge 197/2022 (soglia 85.000).

  • Imposta sostitutiva del 15% sul reddito forfettario.
  • A 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up (nessuna attività analoga nei 3 anni precedenti, ecc.).
  • Niente IVA in fattura e niente ritenuta d’acconto. Fattura elettronica obbligatoria dal 2024 per tutti.

Se superi 85.000 euro ma resti sotto 100.000 euro, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro, l’uscita IVA è immediata nel corso dell’anno; per le imposte dirette resti forfettario fino a fine anno, poi passi all’ordinario. Questo punto deriva dalla norma sui “superamenti” del forfettario (fonte: Normattiva, Legge 190/2014 e aggiornamenti Agenzia delle Entrate).

Regime ordinario

Nel regime ordinario calcoli il reddito come ricavi meno costi inerenti. Applichi l’IRPEF a scaglioni, le addizionali regionali e comunali e, se vendi beni/servizi imponibili, applichi l’IVA.

Gli scaglioni IRPEF sono fissati ogni anno con la legge di bilancio e il TUIR (DPR 917/1986). Nel 2026 si applicano gli scaglioni in vigore per quell’anno. Molte bozze hanno confermato tre scaglioni con primo al 23%. Verifica sempre sul portale Normattiva o sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Esempio tipico usato nel 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.000,01 a 50.000 euro; 43% oltre. Usa questa griglia come riferimento operativo, in attesa di conferma annuale.

IVA ed e-fattura

Nel forfettario non addebiti IVA e non detrai quella sugli acquisti. Nel regime ordinario applichi IVA. Per riparazioni e vendita biciclette l’aliquota ordinaria è in genere 22%.

Fatturazione elettronica obbligatoria per tutti tramite Sistema di Interscambio. Fonti: D.Lgs. 127/2015 e DL 36/2022 (estensione ai forfettari).

Scadenze e pagamenti

Contributi INPS fissi

I contributi fissi si versano in quattro rate F24. Le scadenze ordinarie sono: maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo. Le date esatte sono indicate da INPS (spesso 16/05, 20/08, 16/11, 16/02).

Saldo e acconti su imposte e INPS eccedenza

Il saldo imposte e la quota INPS sulla eccedenza si pagano con le scadenze dichiarative: 30 giugno (o 31 luglio con maggiorazione), e 30 novembre per il secondo acconto. Vale per IRPEF, imposta sostitutiva e contribuzione variabile.

Usi il modello F24. I codici tributo sono quelli dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS. Verifica ogni anno le risoluzioni dell’Agenzia.

Regola decisionale rapida

Quando scegliere il forfettario

Sceglo il forfettario se:

  • Prevedo incassi sotto 85.000 euro.
  • Ho pochi costi detraibili. Il coefficiente 67% mi conviene.
  • Voglio semplificare l’IVA e la contabilità.

Nessi logici: pochi costi reali + marginalità alta = meglio forfettario. Incassi bassi e costi ridotti = imposta sostitutiva più leggera dell’IRPEF a scaglioni.

Quando scegliere l’ordinario

Scelgo l’ordinario se:

  • Ho molti costi (attrezzature, locali, dipendenti). Posso dedurli tutti.
  • Devo comprare beni strumentali con molta IVA. Voglio detrarla.
  • Prevedo crescita oltre 85.000 euro nel breve.

Nessi logici: costi alti + IVA su macchinari = meglio ordinario. Margini stretti = conviene dedurre ogni spesa.

Superamenti soglia

  • Tra 85.001 e 99.999 euro: passo all’ordinario dal 1° gennaio successivo. IVA e imposte dirette cambiano dal nuovo anno.
  • Oltre 100.000 euro: applico IVA subito; per le imposte dirette resto forfettario fino a fine anno e poi passo all’ordinario.

Fonte: Legge 190/2014 e documenti interpretativi dell’Agenzia delle Entrate.

Collaboratori, coadiuvanti e dipendenti

Se un familiare ti aiuta in modo abituale, lo iscrivi come coadiuvante. Anche il coadiuvante paga i contributi minimi e quelli sulla eccedenza, con la propria posizione INPS.

Se assumi dipendenti, applichi il CCNL coerente (artigianato, meccanica, commercio se c’è vendita). Fai le comunicazioni obbligatorie al Ministero del Lavoro. Rispetti la sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008) e l’orario, riposi, ferie.

Fonti normative da conoscere

  • Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89: regime forfettario. Consultabile su Normattiva.
  • Legge 233/1990: contributi artigiani e commercianti INPS. Circolari INPS aggiornano aliquote e minimali ogni anno.
  • DPR 917/1986 (TUIR): IRPEF e reddito d’impresa.
  • DPR 633/1972: IVA.
  • D.Lgs. 127/2015 e DL 36/2022: fatturazione elettronica.
  • Legge 443/1985: definizione impresa artigiana e Albo Artigiani.
  • Ministero del Lavoro: comunicazioni obbligatorie e lavoro subordinato.

Esempi pratici di scenari

Scenario Requisiti di accesso Contributi INPS Imposte e IVA Adempimenti e tempistiche
Forfettario start-up artigiano Nessuna attività analoga nei 3 anni; nuovi locali/attività; incassi previsti <= 85.000 euro Fissi annui + variabile su eccedenza; possibile riduzione 35% su domanda Imposta sostitutiva 5% per 5 anni; niente IVA in fattura Partita IVA + Albo Artigiani con Comunicazione Unica; scadenze INPS fissi (mag, ago, nov, feb); saldo e acconti 30/6 e 30/11
Forfettario standard Incassi <= 85.000; rispetto cause di esclusione Fissi + variabile oltre minimale Imposta sostitutiva 15%; niente IVA E-fattura sempre; monitoraggio soglia 85.000 durante l’anno
Ordinario semplificato Opzione o fuoriuscita dal forfettario; contabilità semplificata Fissi + variabile oltre minimale IRPEF a scaglioni + addizionali; IVA 22% su prestazioni/vendite Registri IVA; liquidazioni periodiche; dichiarazioni IVA e Redditi; acconti 30/6 e 30/11
Superamento 100.000 euro a ottobre Incassi cumulati > 100.000 durante l’anno Fissi + variabile calcolata a fine anno IVA da applicare immediatamente da ottobre; imposta diretta forfettaria fino a fine anno; ordinario dall’anno dopo Fatture con IVA da superamento; comunicazione al cliente; adeguamento software e registri
Artigiano con vendita accessoria di bici Riparazione prevalente; vendita secondaria Gestione Artigiani; stessi criteri Forfettario: coefficiente 67% in genere; Ordinario: IVA anche sulle vendite Valuta ATECO aggiuntivo; SCIA per vendita; gestione corrispettivi

FAQ

Qual è il codice ATECO migliore per chi ripara e assembla biciclette?

Dipende da cosa fai in modo prevalente. Se ripari e personalizzi biciclette con lavorazioni manuali, rientri nelle attività di riparazione beni per uso personale. Se costruisci telai o assemblaggi da componenti con processo produttivo, puoi rientrare nella fabbricazione di biciclette. Se vendi anche biciclette e accessori, aggiungi un ATECO per il commercio al dettaglio di articoli sportivi. La prevalenza guida l’inquadramento come artigiano. Se la vendita prevale, potresti rientrare come commerciante. Il codice ATECO influisce sul coefficiente del forfettario, sull’INAIL e sugli adempimenti. Prima di scegliere, fai un elenco delle attività reali, del tempo speso e dei ricavi stimati per ciascuna. Applica la regola della prevalenza. In caso di dubbio, usa la classificazione camerale e le note ministeriali. Fonti da consultare: schede di classificazione ATECO dell’ISTAT e manuali della Camera di Commercio.

Come si calcolano i contributi INPS se ho iniziato a metà anno?

I contributi fissi sono annuali ma l’INPS li riproporziona ai mesi effettivi. Ad esempio, se apri a luglio, paghi metà dei fissi. La parte variabile si applica al reddito eccedente il minimale, sempre pro-rata se l’anno è frazionato. L’INPS comunica i fissi in quattro rate standard. Se apri in corso d’anno, alcune rate si accorpano. La quota variabile la paghi con saldo e acconti, insieme alle imposte. Ricorda che i contributi sono deducibili dal reddito ai fini IRPEF o dell’imposta sostitutiva. La deducibilità si applica nell’anno di pagamento. Fonte: Legge 233/1990 e circolari INPS sui criteri di frazionamento dei minimali.

Se supero 100.000 euro a novembre, devo rifare tutte le fatture dell’anno con IVA?

No. L’uscita immediata riguarda l’IVA da quel momento in avanti. Le fatture emesse prima del superamento restano senza IVA se eri in forfettario. Da quando superi i 100.000 euro, inizi ad applicare l’IVA su tutte le nuove fatture. Per le imposte dirette, resti forfettario fino al 31 dicembre. Dal 1° gennaio successivo passerai all’ordinario per imposte e IVA. Devi aggiornare le anagrafiche clienti, il gestionale e avvisare i tuoi clienti del cambio. Conserva la documentazione che prova la data di superamento. Fonte: Legge 190/2014, art. 1, commi 71 e seguenti, e documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate.

In forfettario mi conviene chiedere la riduzione INPS del 35%?

Conviene se hai bisogno di liquidità oggi e accetti un minore montante contributivo pensionistico. Lo sconto vale su fissi e variabile e riduce subito l’esborso. Ma comporta minori contributi accreditati e può influire sui requisiti pensionistici futuri. Valuta tre fattori: età e orizzonte pensionistico, reddito atteso nei prossimi anni, altri versamenti previdenziali (ad esempio, Gestione Separata o casse). Fai due simulazioni: una con riduzione e una senza, sulla base dei tuoi incassi e costi. Fonte: Legge 190/2014 e circolari INPS applicative.

Quali sono le principali scadenze fiscali e previdenziali da segnare in agenda?

Segna queste ricorrenze tipiche: contributi INPS fissi in quattro rate (maggio, agosto, novembre, febbraio); saldo imposte e contributi variabili entro il 30 giugno (o 31 luglio con maggiorazione); secondo acconto entro il 30 novembre; dichiarazione IVA se sei in ordinario entro il periodo annuale indicato dal calendario dell’Agenzia; liquidazioni IVA periodiche trimestrali o mensili; esterometro per le operazioni con l’estero; imposta di bollo su e-fatture a cadenza trimestrale; eventuali ravvedimenti in caso di ritardi. Le date possono variare con i decreti di proroga. Verifica ogni anno sul sito dell’Agenzia delle Entrate e nelle circolari dell’INPS.

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