Contributi per una ditta individuale: quali sono e come si calcolano?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Se hai una ditta individuale, nel 2026 versi all’INPS così: artigiani 4.521,36 € fissi + 24% e 25%; commercianti 4.611,64 € fissi + 24,48% e 25,48%; agricoltori 24% sul reddito previdenziale.

  • Minimale 2026: fino a 18.808,00 € paghi solo i contributi fissi artigiani/commercianti; oltre scattano le aliquote sul reddito eccedente.
  • Aliquote variabili 2026: artigiani 24% e 25%; commercianti 24,48% e 25,48%; agricoltori 24%.
  • Versamenti con F24: fissi trimestrali; saldo e acconti con le scadenze delle imposte sui redditi.

Contributi INPS 2026 per la ditta individuale: quadro generale

La contribuzione previdenziale delle ditte individuali dipende dalla gestione INPS a cui ti iscrivi. Conta ciò che fai, non solo il codice ATECO. Le tre gestioni tipiche sono artigiani, commercianti e agricoli.

La regola base è semplice: c’è una quota fissa che copre il minimale. Poi c’è una quota a percentuale sul reddito che supera il minimale. La percentuale cambia a seconda della gestione.

Le basi normative sono nella Legge 2 agosto 1990 n. 233 per artigiani e commercianti, nella Legge 8 agosto 1995 n. 335 per il sistema previdenziale, e nelle circolari INPS annuali che fissano minimali, massimali e aliquote. Puoi verificare i testi su Normattiva e le istruzioni operative su INPS e Ministero del Lavoro.

Ditta individuale artigiana: calcolo 2026

Se svolgi un’attività prevalentemente manuale e produci beni o servizi artigianali, rientri nella gestione artigiani. Nel 2026 paghi:

  • Contributi fissi: 4.521,36 € sul minimale di 18.808,00 €.
  • Quota variabile: 24% sulla parte di reddito che supera 18.808,00 € fino a 56.224,00 €.
  • Quota variabile maggiorata: 25% sulla parte di reddito oltre 56.224,00 €.

Per “reddito” si intende il reddito d’impresa previdenziale, cioè l’utile prima della deduzione dei contributi, come risulta nel quadro RR del Modello Redditi Persone Fisiche.

Ditta individuale commerciale: calcolo 2026

Se acquisti e rivendi beni o servizi, o gestisci attività di intermediazione o somministrazione, rientri nella gestione commercianti. Nel 2026 paghi:

  • Contributi fissi: 4.611,64 € sul minimale di 18.808,00 €.
  • Quota variabile: 24,48% sulla parte di reddito che supera 18.808,00 € fino a 56.224,00 €.
  • Quota variabile maggiorata: 25,48% sulla parte di reddito oltre 56.224,00 €.

L’aliquota dei commercianti è più alta perché include una maggiorazione a finanziamento di specifiche tutele. Anche qui il reddito è quello previdenziale indicato nel quadro RR.

Imprese agricole: coltivatori diretti e IAP

Se sei coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale iscritto alla gestione agricola, nel 2026 l’aliquota ordinaria è del 24% sul reddito imponibile ai fini previdenziali.

La gestione agricola segue criteri propri su minimali, fasce e determinazione del reddito. INPS li aggiorna con circolari annuali. Controlla sempre l’avviso INPS nel tuo cassetto previdenziale.

Minimale, eccedenze e massimale: cosa significano davvero

Minimale è la soglia di reddito su cui paghi comunque i contributi fissi. Per il 2026 è 18.808,00 € per artigiani e commercianti. Anche se guadagni meno, la quota fissa si paga.

La parte di reddito oltre il minimale è l’eccedenza. Su quell’eccedenza applichi l’aliquota percentuale fino alla seconda soglia (56.224,00 €) e poi l’aliquota maggiorata oltre tale soglia.

Esiste anche un massimale annuo oltre il quale non versi più contributi. INPS lo definisce ogni anno. Verificalo nella circolare annuale per evitare versamenti oltre il tetto.

Scadenze e modalità di versamento

Contributi fissi: rate trimestrali

I contributi fissi di artigiani e commercianti si pagano in quattro rate. Le scadenze ordinarie sono:

  • Prima rata: 16 maggio.
  • Seconda rata: 20 agosto (per effetto della pausa estiva).
  • Terza rata: 16 novembre.
  • Quarta rata: 16 febbraio dell’anno successivo.

Paga con F24 nella sezione INPS, utilizzando i codici tributo indicati dall’INPS nella delega precompilata del tuo cassetto previdenziale. Se apri a metà anno, i fissi si calcolano pro-quota sui mesi di attività.

Quote variabili: saldo e acconti con le imposte

La parte variabile segue le scadenze delle imposte sui redditi delle persone fisiche:

  • Saldo anno precedente e primo acconto entro il 30 giugno (o entro il termine prorogato).
  • Secondo acconto entro il 30 novembre.

Puoi scegliere la rateizzazione del saldo e del primo acconto con le maggiorazioni mensili previste dal D.Lgs. 241/1997. Le rate dei contributi fissi trimestrali non sono rateizzabili, salvo piani di dilazione concessi dall’INPS per debiti scaduti.

Gestione agricola: versamenti e avvisi INPS

Per coltivatori diretti e IAP le scadenze sono stabilite da INPS con avvisi di pagamento. Le rate cadono in più trimestri dell’anno. Trovi importi e rate nel cassetto previdenziale.

La logica resta identica: paghi sugli importi e sulle basi che INPS comunica in base al tuo profilo contributivo e al reddito previdenziale agricolo.

Agevolazioni e riduzioni 2026

Regime forfettario: riduzione del 35%

Se adotti il regime forfettario (regime fiscale semplificato per persone fisiche con ricavi entro soglia), puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS artigiani/commercianti. Vale sia per i contributi fissi sia per le percentuali eccedenti.

L’agevolazione si chiede all’INPS. Non è automatica e resta valida finché resti nel forfettario. La base giuridica è nell’articolo 1, comma 77, della Legge 190/2014 e nelle circolari INPS di attuazione.

Ricorda: contributi ridotti significano anche minore copertura previdenziale. Valuta l’effetto su pensione e tutele. Decidi in base a reddito, età e orizzonte pensionistico.

Nuove attività e altre misure

Per chi apre una nuova attività, la prima annualità ha fissi calcolati solo sui mesi effettivi. Non esiste un “primo anno gratuito”. La base resta il minimale pro-quota.

Eventuali esoneri o bonus per specifiche categorie sono stabiliti di anno in anno dalle leggi di bilancio e dai decreti attuativi. Verifica sempre le circolari INPS dell’anno 2026 e le fonti ufficiali del Ministero del Lavoro.

Regola decisionale rapida

Come decidere cosa pagare, in 5 passaggi logici

1) Identifica la gestione: se produci beni o servizi manuali è artigiano; se vendi o intermedii è commerciante; se coltivi direttamente è agricolo.

2) Determina il reddito previdenziale: è l’utile d’impresa prima della deduzione dei contributi. In semplificata si usa il principio di cassa (incassi meno pagamenti) introdotto dal D.L. 50/2017; nel forfettario si usa il reddito forfettario (ricavi per coefficiente di redditività).

3) Applica il minimale: fino a 18.808,00 € versi solo i fissi artigiani/commercianti. In agricoltura applica quanto indicato da INPS per il tuo profilo.

4) Calcola l’eccedenza: se superi 18.808,00 €, calcola l’eccedenza e applica le aliquote 2026 della tua gestione. Superata 56.224,00 €, usa l’aliquota maggiorata.

5) Verifica agevolazioni e scadenze: se sei in forfettario valuta la riduzione del 35%. Paga i fissi a rate trimestrali e le variabili con saldo e acconti.

Esempi numerici 2026

Artigiano

Reddito 15.000 €: paghi solo i fissi 4.521,36 €.

Reddito 30.000 €: eccedenza 30.000 – 18.808 = 11.192 €; 24% su 11.192 = 2.686,08 €. Totale: 4.521,36 + 2.686,08 = 7.207,44 €.

Reddito 70.000 €: prima fascia 56.224 – 18.808 = 37.416 € al 24% = 8.979,84 €; eccedenza alta 70.000 – 56.224 = 13.776 € al 25% = 3.444,00 €. Totale: 4.521,36 + 8.979,84 + 3.444,00 = 16.945,20 €.

Commerciante

Reddito 15.000 €: paghi solo i fissi 4.611,64 €.

Reddito 30.000 €: eccedenza 11.192 €; 24,48% su 11.192 = 2.739,80 €. Totale: 4.611,64 + 2.739,80 = 7.351,44 €.

Reddito 70.000 €: prima fascia 37.416 € al 24,48% = 9.159,44 €; eccedenza alta 13.776 € al 25,48% = 3.510,12 €. Totale: 4.611,64 + 9.159,44 + 3.510,12 = 17.281,20 €.

Agricolo

Reddito previdenziale 20.000 €: 24% = 4.800,00 €. Verifica sempre gli avvisi INPS per rate e fasce applicabili al tuo profilo agricolo.

Riferimenti normativi e operativi

Le regole delle gestioni speciali per artigiani e commercianti sono nella Legge 2 agosto 1990 n. 233 e nella Legge 8 agosto 1995 n. 335. La riduzione contributiva per il regime forfettario è nell’articolo 1, comma 77, della Legge 190/2014. Il principio di cassa per le imprese minori è stato introdotto dal D.L. 50/2017. I valori 2026 (minimali, massimali e aliquote) sono definiti dalle circolari INPS annuali. I testi consolidati sono consultabili su Normattiva. Le istruzioni operative sono pubblicate da INPS e dal Ministero del Lavoro.

Attività/Scenario 2026 Base e aliquote Contributi da versare Scadenze e adempimenti
Artigiano con reddito ≤ 18.808 € Minimale 18.808 € Fissi 4.521,36 € F24 trimestrali: 16/05, 20/08, 16/11, 16/02 a saldo fissi
Artigiano con 18.808 € < reddito ≤ 56.224 € 24% sull’eccedenza 4.521,36 € + 24% su (reddito – 18.808 €) Fissi trimestrali + saldo/acconti con imposte (30/06 e 30/11)
Artigiano con reddito > 56.224 € 24% fino a 56.224 €; poi 25% 4.521,36 € + 24% su (56.224 – 18.808) + 25% su (reddito – 56.224) Come sopra; verifica massimale INPS in circolare annuale
Commerciante con reddito ≤ 18.808 € Minimale 18.808 € Fissi 4.611,64 € F24 trimestrali nelle stesse date dei fissi artigiani
Commerciante con 18.808 € < reddito ≤ 56.224 € 24,48% sull’eccedenza 4.611,64 € + 24,48% su (reddito – 18.808 €) Fissi trimestrali + saldo/acconti con imposte (30/06 e 30/11)
Commerciante con reddito > 56.224 € 24,48% fino a 56.224 €; poi 25,48% 4.611,64 € + 24,48% su (56.224 – 18.808) + 25,48% su (reddito – 56.224) Come sopra; verifica massimale INPS in circolare annuale
Agricolo (CD/IAP) Aliquota ordinaria 24% 24% del reddito previdenziale agricolo Avvisi INPS con rate trimestrali; verifica cassetto previdenziale
Forfettario (artigiani/commercianti) Riduzione opzionale 35% Contributi dovuti ridotti del 35% su fissi e variabili Istanza all’INPS; scadenze come gestione di appartenenza

FAQ

Come si determina il reddito previdenziale su cui calcolare i contributi?

Per le ditte individuali in contabilità semplificata il reddito d’impresa si calcola con il principio di cassa: ricavi incassati meno costi pagati, con gli aggiustamenti previsti dal TUIR. Questa regola è stata resa strutturale dal D.L. 50/2017. Il reddito previdenziale è l’utile prima di dedurre i contributi stessi. Lo riporti nel quadro RR del Modello Redditi Persone Fisiche. Nel regime forfettario, invece, il reddito si calcola applicando al totale dei ricavi il coefficiente di redditività previsto per il tuo codice ATECO. Anche qui il reddito previdenziale coincide con il reddito forfettario prima della deduzione dei contributi. Il quadro RR recepisce queste regole e determina saldo e acconti dovuti. Se svolgi anche lavoro dipendente, occhio al massimale contributivo e alle possibili interazioni: valuta il cumulo con il tuo consulente per evitare versamenti eccedenti.

Pago i contributi fissi anche se sono in perdita o con reddito molto basso?

Sì, se sei iscritto alle gestioni artigiani o commercianti, i contributi fissi sono dovuti per intero anche con reddito zero o in perdita. La logica è assicurativa: garantiscono copertura previdenziale minima a prescindere dal risultato economico. Fanno eccezione solo i casi di sospensione o cancellazione della posizione nelle anagrafiche INPS, che valgono però dal mese successivo all’evento e non retroagiscono. Se apri a metà anno, i contributi fissi si riducono in proporzione ai mesi attivi. Per la gestione agricola la regola dei fissi segue i criteri INPS della gestione specifica: consulta sempre l’avviso di pagamento nel cassetto previdenziale per verificare eventuali riduzioni o particolarità legate al tuo profilo e alla dimensione aziendale.

Come funziona la riduzione del 35% nel regime forfettario?

La riduzione del 35% è un’agevolazione contributiva per chi applica il regime forfettario. Riduce sia i contributi fissi sia quelli sulle eccedenze. Nasce dall’articolo 1, comma 77, della Legge 190/2014 e viene confermata dalle circolari INPS. Non è automatica: devi chiederla all’INPS e resta valida finché rimani nel forfettario. Attenzione però all’effetto previdenziale. Con meno versamenti, la tua anzianità contributiva e la pensione futura potrebbero essere più basse. Se stai costruendo carriere con redditi crescenti, valuta se rinunciare all’agevolazione per aumentare la copertura. La scelta va fatta considerando età, aspettativa di reddito, presenza di altre coperture (ad esempio gestione separata) e orizzonte pensionistico. Se esci dal forfettario, l’agevolazione cessa dal periodo d’imposta successivo.

Ho un familiare coadiuvante: come incidono i contributi?

Il coadiuvante o coadiutore è il familiare che lavora in modo abituale e prevalente nell’impresa. Devi iscriverlo alla stessa gestione. In questo caso i contributi si calcolano anche per il familiare. I contributi fissi raddoppiano per ogni soggetto iscritto e la quota variabile si calcola sul reddito dell’impresa ripartito secondo le percentuali indicate nella comunicazione all’INPS. La base normativa è nella Legge 233/1990. Ricorda di aggiornare tempestivamente INPS in caso di ingresso o uscita del familiare: i contributi decorrono dal mese di effettiva partecipazione. Una ripartizione corretta del reddito è importante anche ai fini fiscali, perché determina IRPEF e detrazioni spettanti a ciascun partecipante.

Posso rateizzare o rinviare i versamenti? E cosa succede se apro o chiudo a metà anno?

Per i contributi fissi artigiani e commercianti, le scadenze sono trimestrali e non si possono rateizzare ordinariamente. Se maturi debiti arretrati, puoi chiedere a INPS un piano di dilazione, che prevede interessi e richiede requisiti di accesso. Per la quota variabile che si versa con saldo e acconti, puoi usare la rateazione ordinaria delle imposte prevista dal D.Lgs. 241/1997, con maggiorazioni mensili. Se apri l’attività a metà anno, i contributi fissi si calcolano pro-quota sui mesi effettivi. Se chiudi l’attività, i fissi maturano fino al mese di cessazione. Attenzione ai tempi di comunicazione: l’iscrizione o la cessazione vanno comunicate al Registro Imprese e all’INPS. Il mancato allineamento può generare contributi non dovuti o sanzioni. Verifica sempre le circolari INPS dell’anno in corso e conserva le ricevute delle pratiche inviate.

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