Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Nel dropshipping con Partita IVA versi i contributi INPS commercianti: quota fissa sul minimale e quota variabile oltre soglia. In regime forfettario puoi chiedere la riduzione del 35%, con effetti sulla copertura pensionistica.
- Gestione previdenziale: iscrizione alla Gestione Commercianti INPS se l’attività è abituale e organizzata. Contributi su minimale e su eccedenza. Aliquote e minimale variano ogni anno.
- Base imponibile: ordinario = ricavi meno costi; forfettario = incassi per coefficiente. Nel dropshipping (e-commerce al dettaglio) il coefficiente è 40%.
- Pagamenti: fissi in 4 rate trimestrali; eccedenza con saldo e acconti IRPEF. Riduzione 35% su domanda; riduce settimane utili ai fini pensione.
Inquadramento previdenziale del dropshipping
Nel dropshipping vendi online senza gestire un magazzino tuo. Sei un commerciante digitale. Ai fini previdenziali ricadi nella Gestione Commercianti INPS.
L’iscrizione è obbligatoria se l’attività è abituale e organizzata. Vuol dire che operi con continuità, promuovi prodotti, gestisci ordini e pagamenti. Non basta una singola vendita occasionale.
La contribuzione segue le regole per artigiani e commercianti. Paghi una quota fissa sul reddito minimale. E una quota variabile sulla parte di reddito che supera il minimale.
Fonti normative di riferimento
La base giuridica è nella Legge 335/1995 (riforma pensionistica) per l’obbligo contributivo e le gestioni autonome. L’aliquota aggiuntiva dell’1% oltre la prima fascia nasce dall’articolo 3-ter della Legge 438/1992. Il regime forfettario è nella Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89, come modificata da leggi successive. Ogni anno l’INPS pubblica una circolare sulle aliquote e sul minimale per artigiani e commercianti. Le norme sono consultabili su Normattiva e sui siti istituzionali di INPS e Ministero del Lavoro.
Come si calcolano i contributi INPS commercianti
Il calcolo ha due blocchi. Primo, i contributi fissi sul minimale di reddito. Secondo, i contributi variabili sulla quota che supera il minimale.
I contributi fissi si pagano anche se chiudi in perdita. Sono dovuti per il solo fatto di essere iscritto. Si calcolano applicando l’aliquota all’importo minimale annuo fissato dall’INPS.
I contributi variabili si attivano quando il tuo reddito d’impresa supera il minimale. Applichi l’aliquota ordinaria fino alla prima fascia. Sulla quota che supera la prima fascia si aggiunge l’1% previsto dalla legge.
Aliquote, minimale e scaglioni: come orientarsi ogni anno
Aliquote, minimale e scaglioni cambiano ogni anno. L’INPS li aggiorna con una circolare a inizio anno. Negli ultimi anni l’aliquota per i commercianti è stata pari, in via ordinaria, al 24,48%. Oltre la prima fascia contributiva si applica un punto percentuale in più.
Il minimale è l’importo di reddito sul quale paghi comunque i contributi fissi. Se il tuo reddito è inferiore, paghi comunque i fissi. Se è superiore, paghi i fissi più la quota variabile per l’eccedenza.
Usa sempre i valori dell’anno corrente nel tuo Cassetto previdenziale INPS. In questo modo eviti errori e sanzioni.
Base imponibile: ordinario vs forfettario
La base imponibile previdenziale è il tuo “imponibile netto”. Cambia in base al regime fiscale.
Regime ordinario: imponibile = ricavi meno costi inerenti. Ricavi sono vendite incassate. Costi sono acquisti, servizi, canoni, marketing, logistica, piattaforme, se inerenti e documentati.
Regime forfettario: imponibile = incassi per coefficiente di redditività. È una scorciatoia per stimare il margine. Per il commercio al dettaglio via internet il coefficiente è 40%. Quindi paghi tasse e contributi solo sul 40% degli incassi.
Attenzione: 78% non è corretto per il dropshipping. Il 78% si applica ai professionisti. Nel dropshipping sei commerciante, non professionista.
Esempi numerici commentati
Gli esempi sono didattici. Usa sempre i valori ufficiali dell’anno in corso pubblicati dall’INPS.
Esempio A (forfettario, incassi 30.000 euro). Base imponibile = 30.000 x 40% = 12.000 euro. L’imponibile è inferiore al minimale INPS annuale. Risultato: versi solo i contributi fissi. Se richiedi la riduzione del 35%, i contributi fissi si riducono del 35%. Ma anche le settimane utili ai fini pensione si riducono in proporzione.
Esempio B (forfettario, incassi 90.000 euro). Base imponibile = 90.000 x 40% = 36.000 euro. Confronti 36.000 con il minimale. Paghi i fissi sul minimale. Poi calcoli i variabili su 36.000 meno minimale. Fino alla prima fascia applichi l’aliquota ordinaria. Oltre la prima fascia applichi l’aliquota con l’1% in più. Se hai aderito alla riduzione 35%, applichi la riduzione sia ai fissi sia ai variabili.
Esempio C (ordinario, ricavi 60.000, costi 30.000). Base imponibile = 30.000 euro. Paghi i fissi. Sull’eccedenza oltre il minimale calcoli i variabili. Se superi la prima fascia, sulla quota eccedente aggiungi l’1%.
Esempio D (inizio attività a maggio). I contributi fissi si calcolano pro-quota mensile. Versi i fissi per i mesi di attività nell’anno. I variabili seguono comunque la regola dell’eccedenza oltre il minimale annuo, sempre riparametrato ai mesi.
Riduzione del 35% nel regime forfettario
Se adotti il regime forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi alla Gestione Commercianti. È un’agevolazione stabile finché resti nel forfettario e mantieni i requisiti. Vale sia sui contributi fissi sia sui variabili.
Base normativa: Legge 190/2014, art. 1, comma 77, e prassi INPS (circolari su adesione al regime agevolato). La domanda è telematica. L’INPS applica poi la riduzione anche per gli anni successivi, finché resti ammissibile.
Effetti previdenziali: con la riduzione, la copertura contributiva si riduce in proporzione. Se versi solo i minimi ridotti, maturi meno settimane utili nell’anno. Questo impatta pensione e accesso a prestazioni collegate alla contribuzione.
Procedura pratica sul portale INPS
Accedi all’area personale con SPID, CIE o CNS. Entra nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti. Seleziona la tua posizione. Vai alla voce “Adesione al regime agevolato”. Compila e salva.
Ricevi una ricevuta nella tua area. L’INPS applica la riduzione dalle rate successive. Se perdi i requisiti del forfettario, devi comunicare la revoca. L’agevolazione cessa dal periodo in cui non sei più ammesso al forfettario.
Scadenze, F24 e gestione del cash flow
Contributi fissi: 4 rate trimestrali nell’anno. Le scadenze ordinarie ricadono a maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo. Trovi gli importi nel Cassetto previdenziale.
Contributi variabili: si pagano con il saldo dell’anno precedente e con gli acconti dell’anno in corso. Le scadenze seguono quelle dell’IRPEF (tipicamente fine giugno e fine novembre). Verifica eventuali proroghe nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Strumento di pagamento: modello F24. Codici contributo e rate sono indicati dall’INPS nei prospetti. Se paghi in ritardo, puoi usare il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997) per ridurre sanzioni e interessi.
Regola decisionale rapida
Se i tuoi incassi annuali sono sotto 85.000 euro e i costi sono leggeri, il forfettario spesso conviene. Calcoli l’imponibile con il 40%. L’aliquota dell’imposta sostitutiva si applica su una base più bassa. La riduzione INPS del 35% migliora il netto, ma riduce la copertura pensionistica.
Se i tuoi costi sono alti (marketing, logistica, piattaforme), il regime ordinario può essere migliore. Scarichi i costi veri e abbassi l’imponibile. La base contributiva scende e riduci anche la quota variabile INPS.
Se prevedi margini bassi e incassi altalenanti, valuta il forfettario con riduzione. Se punti a copertura pensionistica piena, resta senza riduzione o passa all’ordinario. Se prevedi crescita rapida, pianifica gli acconti per evitare picchi di cassa in estate e a novembre.
Casi particolari da conoscere
Multiattività con lavoro dipendente. L’iscrizione alla Gestione Commercianti resta dovuta se l’attività d’impresa è abituale e organizzata. La prevalenza del lavoro dipendente full-time può incidere sulla valutazione, ma serve analisi del caso concreto presso INPS. La base normativa è l’articolo 2, comma 26, della Legge 335/1995 e la giurisprudenza di legittimità.
Collaboratori familiari (coadiuvanti). Se un familiare collabora in modo abituale, va iscritto e versa i contributi sulla stessa posizione del titolare, con riparto del reddito. La qualifica di “coadiuvante” richiede lavoro abituale e continuativo.
Inizio e cessazione in corso d’anno. I contributi fissi si calcolano per mesi. In chiusura, paghi i fissi fino al mese di cessazione. La quota variabile si ricalcola sul reddito effettivo dell’anno, sempre rapportato ai mesi.
Resi e rimborsi. Nel regime ordinario rettificano i ricavi e quindi l’imponibile previdenziale. Nel forfettario contano gli incassi effettivi (principio di cassa): rimborsi e storni riducono la base imponibile quando erogati.
Controlli documentali. Conserva ordini, estratti conto dei gateway di pagamento, fatture dei fornitori, spese di advertising e di piattaforma. Servono per dimostrare l’inerenza dei costi (ordinario) e la tracciabilità degli incassi (forfettario).
| Scenario | Requisiti e inquadramento | Base imponibile contributiva | Contributi da versare | Scadenze | Note operative |
|---|---|---|---|---|---|
| Forfettario senza riduzione | Partita IVA in regime forfettario; dropshipping come commercio al dettaglio online; iscrizione Gestione Commercianti | Incassi x 40% (coefficiente commercio). Confronto con minimale INPS | Fissi sul minimale + variabili su eccedenza (aliquota ordinaria; +1% sopra prima fascia) | Fissi in 4 rate; variabili con saldo/acconti IRPEF | Conserva prova incassi per principio di cassa. Valuta acconti per evitare picchi |
| Forfettario con riduzione 35% | Come sopra, con domanda di adesione al regime agevolato INPS | Incassi x 40% | Fissi e variabili ridotti del 35% | Come sopra; la riduzione si applica automaticamente negli anni successivi | Copertura pensionistica ridotta in proporzione. Revoca se si esce dal forfettario |
| Regime ordinario | Contabilità semplificata/ordinaria; iscrizione Gestione Commercianti | Ricavi – costi inerenti (principio di cassa per semplificata) | Fissi sul minimale + variabili su eccedenza | Fissi trimestrali; variabili con saldo/acconti | Più utile con costi elevati (adv, logistica, marketplace) da dedurre |
| Inizio attività in corso d’anno | Apertura IVA e iscrizione INPS non dal 1° gennaio | Come sopra, riparametrato ai mesi | Fissi pro-quota mensile; variabili su eccedenza annua riproporzionata | Prime rate dopo iscrizione; saldo a fine anno fiscale | Verifica corretta ripartizione mesi nel Cassetto previdenziale |
| Multiattività (dipendente + dropshipping) | Rapporto subordinato e impresa commerciale | Come per il regime fiscale scelto | Iscrizione Commercianti di regola dovuta; contribuzione anche se già versi altrove | Come sopra | Valuta la “prevalenza” caso per caso con INPS territoriale |
FAQ
1) Dropshipping ed e-commerce: ai fini INPS è la stessa cosa?
Sì, ai fini previdenziali il dropshipping rientra nel commercio al dettaglio via internet. Quindi si applica la Gestione Commercianti INPS. La differenza logistica (magazzino del fornitore invece che tuo) non cambia l’inquadramento. Conta l’attività di vendita organizzata e continuativa. Se operi in modo saltuario e senza organizzazione, potresti non avere l’obbligo. Ma nel dropshipping standard usi canali strutturati, fai advertising, gestisci resi e pagamenti. Questo integra l’abitualità. Base normativa: Legge 335/1995 per l’obbligo contributivo degli autonomi, prassi INPS su artigiani e commercianti. Per il regime forfettario, il tuo coefficiente è quello del commercio (40%), non quello dei professionisti.
2) Come incide il principio di cassa su resi, chargeback e marketplace?
Nel forfettario vale il principio di cassa. Contano gli incassi netti che ricevi. Se un ordine viene rimborsato, l’incasso si riduce nell’anno del rimborso. Anche i chargeback riducono gli incassi effettivi. Commissioni dei gateway e dei marketplace non si deducono come costi in forfettario, ma riducono ciò che incassi se trattenute alla fonte. Nell’ordinario, invece, i ricavi si registrano e si rettificano con note di credito per resi e storni. Le commissioni e le fee sono costi deducibili. Questa differenza impatta sia l’imponibile fiscale sia la base contributiva INPS.
3) La riduzione del 35% conviene sempre? Quali sono gli effetti sulla pensione?
Conviene se cerchi più liquidità oggi e il tuo reddito non è elevato. Paga però il prezzo sulla copertura previdenziale. Con la riduzione maturi meno settimane utili. Se versi solo i minimi ridotti, potresti coprire ad esempio 8-9 mesi invece di 12. Meno settimane oggi significa pensione potenziale più bassa e possibile ritardo nel raggiungimento dei requisiti. Valuta anche la tua storia contributiva in altre gestioni. L’agevolazione si può revocare in futuro, ma non puoi “recuperare” le settimane già ridotte. La disciplina nasce dalla Legge 190/2014 e dalle circolari INPS su adesione e misura della riduzione.
4) Ho già Partita IVA come professionista (Gestione Separata). Devo iscrivere anche la Gestione Commercianti per il dropshipping?
Sì, perché sono gestioni diverse e attività diverse. La Gestione Separata copre attività di lavoro autonomo professionale senza impresa. Il dropshipping è attività d’impresa commerciale. Se l’attività è abituale e organizzata, l’iscrizione alla Gestione Commercianti è dovuta anche se versi già nella Gestione Separata. Non c’è “esonero” per doppia contribuzione in generale. Potrai cumulare i periodi contributivi in sede di pensione con gli strumenti previsti (totalizzazione/ricongiunzione), secondo le regole vigenti. La base è l’articolo 2, comma 26, della Legge 335/1995 e la prassi INPS su multiattività.
5) Quali sono le scadenze pratiche e come evitare sanzioni su INPS commercianti?
I contributi fissi si pagano in 4 rate, con scadenze comunicate ogni anno dall’INPS (tipicamente maggio, agosto, novembre, febbraio). La quota variabile si paga con saldo e acconti delle imposte (giugno e novembre, con eventuali proroghe). Usa sempre gli F24 precompilati o i dati del Cassetto previdenziale. Se salti una scadenza, attiva subito il ravvedimento operoso previsto dal D.Lgs. 472/1997: meno tempo passa, più si riducono sanzioni e interessi. Pianifica il cash flow: metti da parte ogni mese una percentuale degli incassi. Se lavori su marketplace esteri, considera i tempi di accredito per non arrivare corto alle scadenze.
Riferimenti e conformità
Le regole qui descritte si basano su: Legge 335/1995 (gestioni previdenziali degli autonomi), Legge 438/1992, art. 3-ter (maggiorazione dell’1%), Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario e riduzione contributiva), circolari annuali INPS su aliquote e minimale per artigiani e commercianti. Le fonti ufficiali sono consultabili su Normattiva, sul portale INPS e sul sito del Ministero del Lavoro. Verifica sempre la circolare INPS dell’anno in corso per importi e scadenze.
