Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Un fabbro deve iscriversi alla Gestione Artigiani INPS e versare: 4.460,54€ fissi annui + contributi variabili 24%/25% sull’eccedenza oltre 18.808€. In forfettario può chiedere la riduzione del 35%. Imposte: forfettario 5%/15%, ordinario IRPEF 23%-33%-43%.
- Iscrizione obbligatoria alla Gestione Artigiani INPS con contributi fissi e variabili calcolati sul reddito previdenziale.
- Forfettario: imponibile contributivo dato da incassi x coefficiente di redditività; riduzione 35% su fissi e variabili su domanda.
- Ordinario: imponibile contributivo dato da ricavi meno costi; IRPEF a scaglioni 23%-33%-43% con contributi deducibili.
Chi è il fabbro ai fini contributivi e quando nasce l’obbligo
Se produci, ripari o installi opere in ferro o metallo, eserciti un’attività artigiana. Devi aprire partita IVA e iscriverti all’Albo Artigiani in Camera di Commercio.
L’iscrizione alla Gestione Artigiani INPS è obbligatoria dal primo giorno di attività. L’INPS calcolerà contributi fissi e percentuali sul tuo reddito.
Base normativa: Legge 2 agosto 1990, n. 233 (contribuzione artigiani e commercianti), circolari INPS annuali per aliquote e minimali. Consulta Normattiva e il portale INPS per i testi aggiornati.
Come si calcolano i contributi INPS del fabbro nel 2026
Due componenti: fissi e variabili
Contributi fissi: 4.460,54€ nel 2026, pagati in quattro rate. Li paghi anche se incassi zero. Servono a coprire il minimale.
Contributi variabili: li paghi solo se il tuo reddito previdenziale supera 18.808,00€. Sull’eccedenza applichi il 24%. Sulla parte oltre 56.224,00€ applichi il 25%. Valori 2026 da circolare INPS.
Queste aliquote finanziano pensione e tutele collegate. L’INPS aggiorna ogni anno soglie e percentuali con circolari dedicate.
Cos’è il “reddito previdenziale” e come si trova
Reddito previdenziale significa base su cui l’INPS calcola i contributi. Cambia in base al regime fiscale.
Regime ordinario: prendi ricavi meno costi inerenti (acquisti, affitti, carburante, attrezzature ammortizzate, ecc.). È un metodo “di competenza” o “di cassa allargato” secondo la tua contabilità. In pratica, calcoli l’utile d’impresa.
Regime forfettario: applichi il coefficiente di redditività ai tuoi incassi. Coefficiente di redditività significa percentuale fissa che trasforma incassi in base imponibile. È stabilito dalla Legge 23 dicembre 2014, n. 190 e dall’Allegato aggiornato dalla Legge 30 dicembre 2018, n. 145.
Per molte attività artigiane di servizi il coefficiente è 67%. Alcune lavorazioni manifatturiere hanno coefficienti diversi. Il valore preciso dipende dal tuo codice ATECO. Verificalo negli allegati di legge su Normattiva o nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.
Esempio numerico 2026: fabbro in forfettario
Incassi annui: 50.000€. Coefficiente di redditività ipotizzato: 67% (verifica sul tuo ATECO). Reddito previdenziale: 50.000 x 67% = 33.500€.
Eccedenza oltre 18.808€: 33.500 – 18.808 = 14.692€. Contributi variabili: 14.692 x 24% = 3.526,08€. Contributi fissi: 4.460,54€.
Totale contributi senza riduzione: 4.460,54 + 3.526,08 = 7.986,62€.
Se chiedi la riduzione 35% (forfettario): fissi 4.460,54 x 65% = 2.899,35€; variabili 3.526,08 x 65% = 2.291,95€. Totale ridotto: 5.191,30€.
Nota pratica: i contributi previdenziali si possono dedurre prima di calcolare l’imposta (IRPEF o imposta sostitutiva). Quindi riducono anche le tasse.
Esempio numerico 2026: fabbro in ordinario
Ricavi: 80.000€. Costi deducibili: 40.000€. Reddito previdenziale e fiscale: 40.000€.
Eccedenza: 40.000 – 18.808 = 21.192€. Variabili: 21.192 x 24% = 5.086,08€. Fissi: 4.460,54€.
Totale INPS: 9.546,62€. Questi contributi sono deducibili e abbassano la base IRPEF prima di applicare gli scaglioni.
Riduzioni e particolarità da conoscere
Riduzione 35% per il forfettario
Se sei in regime forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% di tutti i contributi dovuti (fissi e variabili). Devi presentare domanda telematica all’INPS. Vale dall’anno di accoglimento.
Scelta annuale: la riduzione dura finché resti nel forfettario o fino a revoca. Non è automatica se cambi regime. Verifica ogni anno la tua posizione.
Effetto previdenziale: paghi meno, quindi versi meno contributi. Nel lungo periodo può ridurre l’importo della pensione. Valuta pro e contro con attenzione.
Massimali, addizionali e casse diverse
C’è un massimale annuo di reddito oltre il quale non versi contributi percentuali. Ogni anno l’INPS aggiorna questo limite nella circolare per artigiani e commercianti.
Oltre una certa soglia, può applicarsi un contributo addizionale su parte di reddito eccedente. Anche questo è definito dalla circolare annuale INPS.
Se hai più attività, conta la gestione prevalente. Un fabbro con attività artigiana prevalente resta nella Gestione Artigiani INPS per quella parte.
Scadenze, codici e pagamenti
Quando si paga
Contributi fissi 2026: quattro rate. Scadenze tipiche: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo. Le date possono variare per proroghe e weekend.
Contributi variabili: si versano con saldo e acconti, insieme alle imposte. Scadenze usuali: 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione) per il saldo e primo acconto; 30 novembre per il secondo acconto.
Modalità: modello F24 sezione INPS, con la tua posizione contributiva (matricola, sede, periodo). Eventuali piani di rateazione seguono le regole INPS e dell’Agenzia delle Entrate.
Imposte: differenze tra ordinario e forfettario
Regime ordinario: paghi IRPEF per scaglioni. Scenario 2026: 23% fino a 28.000€, 33% da 28.000,01€ a 50.000€, 43% oltre 50.000,01€. Applicazione di detrazioni e addizionali regionali e comunali.
Regime forfettario: paghi un’imposta sostitutiva. Aliquota 15%. Puoi avere il 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up (assenza di attività simili recenti, limiti di lavoro dipendente, ecc.).
Principio di cassa: nel forfettario contano gli incassi effettivi. Deduzione contributi INPS prima di calcolare l’imposta sostitutiva.
Fonti: Legge 23 dicembre 2014, n. 190 e Legge 30 dicembre 2018, n. 145 per il forfettario; legge di Bilancio 2026 e decreti MEF per IRPEF; documenti Agenzia delle Entrate.
Regola decisionale rapida
Come scegliere il regime e pianificare i versamenti
– Se i costi sono bassi e gli incassi contenuti, il forfettario tende a convenire. Hai imposta semplice e puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi.
– Se i costi sono alti, l’ordinario può essere migliore. Deduci molti costi, deduci tutti i contributi e sfrutti eventuali crediti d’imposta.
– Se prevedi redditi molto oltre 18.808€, pianifica i contributi variabili. Ricorda la fascia al 25% oltre 56.224€.
– Se ti mancano liquidità e vuoi semplificare i flussi, attiva la riduzione 35% in forfettario. Valuta però l’impatto sulla pensione futura.
– Se hai dubbi sul coefficiente di redditività, controlla il tuo ATECO su Normattiva o contatta l’Agenzia delle Entrate. Sbagliare coefficiente altera contributi e imposte.
Riferimenti normativi utili
Dove verificare regole e numeri
– Legge 2 agosto 1990, n. 233: disciplina della contribuzione per artigiani e commercianti.
– Circolare INPS annuale artigiani e commercianti 2026: aliquote, minimali, massimali, scadenze.
– Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (art. 1, commi 54-89) e Legge 30 dicembre 2018, n. 145: regime forfettario e coefficienti.
– Legge di Bilancio 2026 e decreti attuativi MEF: scaglioni e aliquote IRPEF.
– Portale Normattiva, INPS, Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro: testi e prassi ufficiali.
Tabella di sintesi 2026: fabbro artigiano
| Scenario | Requisiti e limiti | Base imponibile previdenziale | Contributi INPS da versare | Scadenze principali |
|---|---|---|---|---|
| Forfettario standard (15%) | Ricavi entro il limite di legge; nessuna causa di esclusione attiva; corretta applicazione del coefficiente ATECO | Incassi x coefficiente di redditività (es. 67% se previsto dal tuo ATECO) | Fissi 4.460,54€ + 24% su quota oltre 18.808€; 25% oltre 56.224€; possibile riduzione 35% su domanda | Fissi: 16/05, 20/08, 16/11, 16/02; Variabili: saldo 30/06, acconti 30/06 e 30/11 |
| Forfettario start-up (5%) | Nuova attività, requisiti quinquennali rispettati | Incassi x coefficiente; deduzione contributi prima dell’imposta sostitutiva | Come sopra; riduzione 35% opzionale su fissi e variabili | Come sopra; verifica eventuali proroghe |
| Ordinario semplificato | Costi rilevanti; necessità di dedurre spese effettive | Ricavi – costi inerenti (ammortamenti inclusi); contributi deducibili | Fissi 4.460,54€ + 24%/25% sull’eccedenza; IRPEF 23%-33%-43% | INPS fissi trimestrali; variabili con saldo/acconti; imposte 30/06 e 30/11 |
| Reddito sotto minimale | Reddito previdenziale ≤ 18.808€ | Reddito calcolato per regime | Solo fissi 4.460,54€ (salvo riduzione 35% se forfettario) | Rate INPS trimestrali |
| Eccedenza alta (oltre 56.224€) | Reddito previdenziale elevato | Reddito calcolato per regime | 24% fino a 56.224€ + 25% oltre; verifica massimale INPS 2026 | Variabili con saldo/acconti; pianifica la liquidità |
FAQ: domande frequenti del fabbro
Come mi iscrivo correttamente alla Gestione Artigiani INPS come fabbro, e quali documenti servono?
La sequenza tipica è questa. Apri la partita IVA comunicando il codice ATECO che descrive meglio la tua attività da fabbro. Contestualmente, in Camera di Commercio, iscrivi l’impresa all’Albo Artigiani. Infine l’INPS riceve la pratica di iscrizione alla Gestione Artigiani.
Con la ComUnica telematica invii tutto insieme: Agenzia delle Entrate, INPS e Camera di Commercio. Ti serviranno documento di identità, PEC, firma digitale, descrizione dell’attività, sede, eventuali dipendenti o coadiuvanti familiari. Se operi in laboratorio, indica i locali e le attrezzature.
Dopo l’iscrizione, l’INPS ti assegna una posizione contributiva. Su quella posizione pagherai i contributi fissi e variabili. Verifica di ricevere le comunicazioni INPS: contengono importi e scadenze. Fonti: portale INPS, Camere di Commercio, Ministero del Lavoro.
La riduzione del 35% dei contributi per il forfettario conviene sempre? Incide sulla pensione?
Conviene se hai margini stretti e vuoi abbassare il carico previdenziale nell’immediato. Riduce sia i contributi fissi sia quelli variabili. A parità di reddito, libera cassa e può migliorare la sostenibilità nei primi anni.
Attenzione però all’effetto previdenziale. Versando meno, accrediti minori contributi. Nel lungo termine questo può ridurre l’importo della pensione. La scelta è un bilanciamento tra liquidità presente e prestazioni future.
La domanda si presenta online all’INPS e vale dall’anno di accoglimento. Puoi revocarla, ma non puoi applicarla retroattivamente. Fonte: circolari INPS e Legge 23 dicembre 2014, n. 190. Valuta con un esperto in base a età, reddito e piani di crescita.
Se ho un familiare che mi aiuta in bottega (coadiuvante), come funzionano i contributi?
Coadiuvante significa familiare che collabora abitualmente nell’impresa. Deve essere iscritto come tale. La normativa INPS prevede l’estensione dell’obbligo contributivo anche al coadiuvante, con ripartizione del reddito d’impresa.
Tradotto: il reddito su cui calcolare i contributi viene attribuito in quota al coadiuvante. Ognuno versa i propri contributi fissi e variabili in base alla quota di reddito attribuita. Questo aumenta il costo previdenziale complessivo, ma riconosce al familiare i periodi assicurativi.
Ricordati di dichiarare correttamente le quote in dichiarazione dei redditi e nelle comunicazioni a INPS. Le regole sono descritte nella Legge 2 agosto 1990, n. 233 e nelle circolari INPS per artigiani e commercianti.
Come pago i contributi variabili e come si coordinano con saldo e acconti delle imposte?
I contributi variabili si calcolano con la dichiarazione dei redditi. Prendi il reddito previdenziale, togli la soglia di 18.808€ e applichi le aliquote 24% e 25% per gli scaglioni 2026. Sommi i fissi già dovuti per verificare il totale dell’anno.
Il saldo dei contributi variabili si paga con F24 alle scadenze di giugno/luglio, insieme al saldo IRPEF o all’imposta sostitutiva. Gli acconti si versano a giugno e novembre. L’acconto si basa in genere sul 100% dei variabili dell’anno prima (salvo uso del metodo previsionale se sai che guadagnerai meno).
Segui le istruzioni del modello F24 sezione INPS. Inserisci sede, codice azienda/posizione e periodo. Conserva ricevute e quietanze. In caso di errori puoi chiedere compensazione o rimborso all’INPS con istanze dedicate. Fonti: INPS e Agenzia delle Entrate.
Qual è il limite per restare nel forfettario e cosa succede se supero la soglia?
Per restare nel forfettario devi rispettare i limiti di ricavi e le altre condizioni previste dalla legge. La soglia annua ordinaria è fissata dalla normativa vigente. Dal 2023 è stata portata a 85.000€ e restano previste regole speciali se si supera ampiamente la soglia. Verifica ogni anno la conferma nella legge di Bilancio e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Se superi la soglia ma resti sotto il limite di fuoriuscita immediata, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi la soglia di fuoriuscita immediata, esci già nell’anno in corso e applichi l’ordinario da quel momento. Cambiano anche i criteri di calcolo dell’imponibile previdenziale.
In ogni caso, i contributi INPS della Gestione Artigiani restano dovuti. Cambia solo il modo in cui calcoli la base. Fonti: Normattiva (Legge 197/2022 per la soglia a 85.000€), Legge 190/2014 e documenti Agenzia delle Entrate.
